Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti, Antoni

Scritto da: il 07.05.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Non c'è gusto in Italia – Roberto Freak AntoniC’era una volta la Bologna di fine anni 70. Era la Bologna in cui si aggirava pentothalesco Andrea Pazienza, c’era il Dams, c’era il punk. C’erano anche gli anni di piombo in agguato, ma soprattutto c’era un grande fermento culturale giovanile. È in questo scenario che muovono i primi passi gli Skiantos, formazione ora storica ma che all’epoca si faceva largo con una formula che impiantava testi demenziali su musiche pop-punk, con risultati spesso devastanti.

Leader storico e paroliere principe della band bolognese, passata in pochi anni “dalle cantine alle fogne” (come direbbero loro) ma anche alla storia della canzone italiana, era e rimane Roberto “Freak” Antoni. Ora basterebbe dire che quest’uomo è padre di canzoni-manifesto come Mi piaccion le sbarbine o Largo all’avanguardia (pubblico di merda), fatto sta che non pago della sua epopea di rock performer, Freak scrive anche libri. E nel 1994 dà alle stampe per Feltrinelli il fortunatissimo Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti, raccolta di poesie demenziali con condimento di qualche divagazione, slogan e scemenze assortite.

C’è in queste poesie tutto il succo del vero “demenziale”, che è visione alternativa, preferibilmente dal basso, sovvertimento delle regole, politicamente scorretto, fortemente autoironico. Rime baciate e non, intuizioni fulminanti che hanno il risultato di accendere cortocircuiti verbali e mentali che muovono al sorriso ma anche, talvolta, svelano dietro lo sberleffo la tristezza, se non la tragedia di cui, come sappiamo, il comico rappresenta solo l’altra faccia.

Vi ricordo che, tanto per dire, adesso lo sanno tutti, ma che “la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo” lo si è scritto per la prima volta in questo librino.

Reperto storico ancora godibilissimo, da leggere con un Lambrusco giovane e poco impegnativo.

SCONCERTO

Che peccato
buttare le perle
ai porci

Ma pensate che casino
buttare i porci
alle perle

  • etnagigante

    Sono un ribelle, mamma!

  • etnagigante

    Sono un ribelle, mamma!

  • tomtraubert

    Ebbene sì etnagigante! Fra l’altro approfitto per dire che il nuovo disco degli Skiantos, “Dio ci deve delle spiegazioni”, è davvero bello e vale tutti i 10 sacchi appena che costa!

  • Pingback: valvil80

  • Althotas

    Non è neanche rock’n’roll… but I like it!

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