Memorie di Adriano, Yourcenar

Scritto da: il 27.01.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Memorie di Adriano - Marguerite YourcenarCi sono libri che ogni tanto viene voglia di rileggere, libri che tornano alla memoria con potenza per l’impatto che hanno avuto alla prima lettura, ma che a distanza di anni ci si chiede che effetto farebbero… se sono cambiati anch’essi, con noi, e come noi. Il libro che riprendo in mano in questi giorni è uno di quelli per cui la parola capolavoro una volta tanto non è sprecata.

Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar è l’autobiografia fittizia dell’imperatore romano, in cui la scrittrice lo immagina, quasi sessantenne, malato e prossimo alla morte, comporre una lunga lettera al giovane erede Marco. In questa lettera Adriano ripercorre la sua vita, interrogandosi su vari aspetti dell’esistenza e soffermandosi a lungo in profonde riflessioni sulla natura umana e sulla vita. Adriano parla d’amore e di morte, di ricerca del piacere e di politica, di guerra e di amicizia.

Fra saggio storico, diario e meditazione filosofica la potenza di queste Memorie sta non solo nelle folgoranti intuizioni, nella lucidità del pensiero, ma anche nella straordinaria prosa della Yourcenar, capace di vertici poetici di grande bellezza, seppure con un’asciuttezza e una raffinatissima (quanto apparente) semplicità che ne fanno una lettura assolutamente affascinante. Se l’Imperatore infatti ci propone un’interessante e precisa rievocazione storica, densa di particolari quotidiani, l’uomo Adriano ci regala riflessioni senza tempo, venate dalla malinconia delle ore finali, ma che si riverberano piene di vita nei ricordi che si susseguono come lampi nel corso del romanzo.

Quello che si compone così dinanzi ai nostri occhi è un affresco popolato di persone e di eventi, ma il miracolo che riesce alla Yourcenar è la credibilità del tutto. Mai per un attimo dubitiamo che sia davvero Adriano a parlare, talmente densa di umanità e di empatia è la scrittura, e fin dalle prime righe ci si ritrova partecipi e coinvolti nelle sue meditazioni e in questo “ritratto di un uomo quasi saggio”, tanto per usare una definizione che la stessa autrice usa nei “taccuini di appunti” che troviamo in appendice alla fine del libro.

Non vi dirò altro, mi reimmergo io stesso nel mondo di Adriano, perché è passato davvero tanto tempo da quando l’ho letto l’ultima volta e sono certo che ci troverò ancora qualcosa di nuovo. Da leggere con un bicchiere di Falerno o perché no, con “una coppa di vino di Samos…”

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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