Non pensavo che sarebbe stato necessario, ma ripesco per oggi un psot di due anni fa, proprio in occasione della Festa della Repubblica; in un periodo storico in cui è sempre più in discussione, modificata e a volte martoriata, voglio ricordarla com’era:
Mi si potrà obiettare che non è letteratura. Si potrà discutere se sia sensato o meno farne una recensione. Ma oggi è il suo giorno ed io intendo festeggiarla.
Oggi è la festa della repubblica in due sensi: è l’anniversario del Referendum Istituzionale che abolì nel ’46 la monarchia, e contemporaneamente dell’elezione dei membri dell’Assemblea Costituente, cui fu affidato l’onore di redigere la nostra Costituzione.
La costituzione è più che un testo “di diritto”, una sterile raccolta di norme. Racchiude tutto ciò che ci rende uomini, prima ancora che italiani. Illustra un cammino per il quale la società diventerebbe a misura di cittadino. Tenta di insegnarci la cultura del rispetto.
Ammiro molto coloro che seppero stilare delle leggi in grado di sopravvivere al tempo, che contenessero tutti i principi del vivere civile. Non era un compito semplice, e sono sicura che abbia richiesto attenzione, abnegazione. E per fortuna lo hanno svolto egregiamente.
Inutile dire quante, troppe volte è ignorata, bistrattata, Peggio, quanto sia ancora al suo popolo sconosciuta. Conosco molti per cui il 2 giugno è “vacanza”, e solo questo.
Proviamo a ripartire da oggi e da questo testo, per costruire quella Italia che la Costituzione ci invita a creare.