La legge del bar e altre comiche, Guccini

Scritto da: il 12.06.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

La legge del bar e altre comicheMolto probabilmente chi ha una conoscenza appena superficiale di Francesco Guccini, magari per aver sentito un paio di volte – a casa di parenti – che ne so, Canzone per un’amica o, Dio non voglia, Il pensionato, ne potrebbe avere l’immagine di un cantautore pensosissimo, tristissimo, al limite del menagramo.

Chiunque lo conosca un po’ meglio, magari avendolo visto in concerto, sa invece che il Guccio ha autentica vocazione di buffone, anima goliarda e verace umorismo che spesso gli fanno prendere sul palco grandi tempi fra una canzone e l’altra per esibirsi in esilaranti siparietti fra aneddoti e considerazioni semiserie su vita, politica e quant’altro.

Non stupisca allora questo La legge del bar e altre comiche, raccolta di raccontini umoristici, per la maggior parte apparsi sulla rivista Comix negli anni ’90, e dalla Comix stessa riuniti e pubblicati in questo librino targato 1996 e in seguito più volte ristampato.

Racconti che hanno come protagonisti Guccini stesso e altri personaggi, un po’ fittizi un po’ no, fauna di osteria emiliana, stirpi intere di Pistolazzi Tale o Talaltro (cognome che nell’immaginario gucciniano viene puntualmente attribuito a innumerevoli personaggi) a contarsi nei bar avventure di donne e di carte, di musica rock e di Amleto tradotto in “galeatico” e a far dottissime dissertazioni sui cori alpini. Personaggi che poi sono nient’altro che l’altra faccia del Frate, di Keaton e di tutte le altre maschere tragiche messe in scena nei suoi (splendidi) dischi.

Si viene così a conoscenza di mitologici giochi di carte come il “farfa sgalbedrato” o si viene convenientemente a capire come sia meglio essere ben addestrati e soprattutto ben inseriti prima di lanciarsi in una carriera di contaballe da bar. E così via.

Il libro, davvero divertente, soprattutto se poi lo si immagina narrato dall’autore, è arricchito poi da una serie di vignette dedicate a Guccini da alcuni dei più noti disegnatori italiani, da Bonvi ad Altan, da Cavezzali ad Andrea Pazienza, che ha disegnato il bellissimo Guccio western che campeggia in copertina.

Adattissimo a una piacevole lettura domenicale, al fresco e con un bicchiere di leggera Bonarda.

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