Il signore delle mosche, Golding

Scritto da: il 27.11.08
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Il signore delle mosche - William GoldingÈ sempre complicato parlare di un classico, una seccatura a dirla tutta, un po’ perché con ogni probabilità si è già detto tutto, un po’ perché hai sempre il dubbio che oh, comunque l’hanno letto tutti, dai. Invece poi parli un po’ in giro e scopri che non proprio tutti l’hanno letto, Il signore delle mosche.

Che è naturalmente un gran libro, scritto da William Golding nel 1954. E altrettanto naturalmente un libro assolutamente inquietante. La vicenda comincia con un incidente aereo, in un periodo di tempo imprecisato nel mezzo di una qualche guerra mondiale, incidente dal quale si salvano alcuni ragazzi che si ritrovano così su di un’isola deserta senza alcun adulto a organizzarne l’esistenza e a garantirne la sopravvivenza.

Le premesse di un ottimo romanzo d’avventura ci sono tutte e vengono comunque rispettate ma qui c’è molto di più perché ben presto il romanzo si trasforma in una cupa riflessione sulla natura umana… non solo sulla perdita ma sull’impossibilità dell’innocenza.

I ragazzi sull’isola scoprono il lato più buio dell’animo umano, e nel giro di poco più di duecento pagine l’omicidio, il sangue, l’istinto brutale hanno la meglio su ogni tentativo di istituzione sociale.

È chiaramente una meditazione fortemente pessimista sulla profonda natura dell’uomo e sulla possibilità che la razza umana stessa possa essere salvata dal progresso e dalla ragione ma, per quanto disturbante, suona profondamente vera.

C’è una bella pagina in Cuori in Atlantide di Stephen King (un altro gran bel romanzo, by the way) in cui al giovanissimo protagonista, Bobby, viene regalata una copia del libro di Golding:
“Che cosa c’è qui dentro che potrebbe mettermi nei guai?” Contemplava Il signore delle mosche con un’emozione nuova. “Niente da far schiumare la bocca”. Rispose sbrigativo Ted. Schiacciò la sigaretta in un posacenere di latta, andò al piccolo frigorifero e ne prese due bibite. Non ci teneva né birra né vino, solo bottigliette di estratto di radici e panna in una bottiglia di vetro. “Si parla di una lancia da infilare nel sedere di un maiale selvatico, credo che quello sia il passaggio più crudo, Ma c’è un certo tipo di adulti che sa vedere solo gli alberi e mai il bosco. Leggi le prime venti pagine, Bobby. Non tornerai più indietro, te lo prometto.”

Bisognerebbe leggerlo da ragazzi? È probabile. Bisognerebbe comunque rileggerlo da adulti? È certo. Con un ottimo Sauvignon.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Uno dei miei classici moderni preferiti, insieme al Mondo nuovo e Fahrenheit 451. Trovo che siano visionari ma anche profetici.

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Uno dei miei classici moderni preferiti, insieme al Mondo nuovo e Fahrenheit 451. Trovo che siano visionari ma anche profetici.

  • Ignazio

    L’ho letto da adulto, ammesso che a 26 anni si appartenga alla categoria degli adulti, e penso sia un bellissimo libro. E’ sicuramente inquietante, duro, ma uno di quei libri che appartiene alla categoria “da leggere”.
    @Caym
    Ho scoperto i classici moderni relativamente tardi ma quelli che hai citato sono tra i miei preferiti cui aggiungerei 1984 di Orwell

  • Ignazio

    L’ho letto da adulto, ammesso che a 26 anni si appartenga alla categoria degli adulti, e penso sia un bellissimo libro. E’ sicuramente inquietante, duro, ma uno di quei libri che appartiene alla categoria “da leggere”.
    @Caym
    Ho scoperto i classici moderni relativamente tardi ma quelli che hai citato sono tra i miei preferiti cui aggiungerei 1984 di Orwell

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Caro Tom, il Signore delle mosche è il romanzo che a 17 anni ha graffiato a morte il mio cuore, a 20 ha cambiato il modo di vedere il mondo e a 24 ha reso più lucida la mia mente. Adesso che di anni ne ho 27 potrei tornare a leggerlo certo di un graffio.

  • http://gattirandagi.ilcannocchiale.it max vicius

    Caro Tom, il Signore delle mosche è il romanzo che a 17 anni ha graffiato a morte il mio cuore, a 20 ha cambiato il modo di vedere il mondo e a 24 ha reso più lucida la mia mente. Adesso che di anni ne ho 27 potrei tornare a leggerlo certo di un graffio.

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