Il pericolo senza nome, Christie

Scritto da: il 30.06.10
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Calura estiva uguale ritorno ai vecchi amori, almeno per quel che riguarda la sottoscritta. Ovviamente, tra essi Agatha Christie ha sempre il suo bravo posto d’onore. Questa settimana sono qua quindi a presentarvi un titolo dalla mia personale top ten della maestra del giallo: mi vergogno addirittura a dirvi quante volte l’ho letto, quindi facciamo che rimarrà un segreto.

Scritto negli 1932, Il pericolo senza nome risale al periodo d’oro di Agatha Christie: tra gli anni 30 e gli anni 40 del secolo scorso la nostra era in forma smagliante e a quel ventennio risalgono probabilmente i suoi gialli più riusciti.

Il celebre investigatore Poirot si trova in vacanza in un elegante hotel sulle spiagge della Cornovaglia ed è momentaneamente riunito con la fidata spalla Hastings, in vacanza dal ranch in Argentina dove l’aveva spedito la sua ideatrice, ormai stanca di lui.

Qua i due investigano sui misteriosi incidenti occorsi ai danni di un’affascinante signorina, che sembra avere l’abitudine di sfuggire alla morte per un pelo. L’ultimo avviene proprio sotto gli occhi di Poirot e per il segugio belga è come un invito a nozze. Chi vuole uccidere la graziosa Nicky, senza legami affettivi particolari ma soprattutto senza un penny?

La costruzione della trama è uno dei motivi per cui Il pericolo senza nome rientra nell’albo d’oro della Christie: l’antefatto, lo sviluppo della storia e la sua soluzione scivolano via come un meccanismo perfettamente oliato, senza nessuna traccia di ruggine o di arrancamento, difetti a cui l’autrice non era esente.

La stessa è qui molto onesta con il lettore e gioca a carte (quasi) scoperte: gli indizi sono disseminati con apparente evidenza… almeno a una seconda rilettura (se qualcuno che l’ha letto mi dice che è arrivato alla soluzione alla prima gli pago un caffè). Resta il fatto che gli elementi per risolvere l’enigma sono tutti sotto il nostro naso, e la scrittrice si sente così sicura del fatto suo che non tenta neanche più di tanto di gettarci fumo negli occhi. Basterebbe essere attenti per scoprire l’identità del colpevole prima di Poirot: scommetto il famoso caffè che l’autrice rise molto sotto i baffi quando scrisse questo libro, certa di come il lettore medio di gialli fosse di fatto un lettore disattento (vero).

Ma tornando per un attimo al famoso omino belga, bisogna dire che, se in questo libro la sua creatrice è in ottima forma, lui non scherza. Senza sembrare mai la caricatura di sé stesso, come avviene a volte in quelle storie dove si avverte che la Christie lo manderebbe volentieri al diavolo, si muove e agisce con grande agilità e anche il capitano Hastings non è un inutile ammennicolo bidimensionale, ma un narratore spigliato e piacevole: alla fine si rimpiange che sia andato a seppellirsi in Sudamerica!

E per finire, due parole sull’ambientazione, molto affascinante perché praticamente scomparsa ai giorni nostri. Un vecchio ed elegante hotel a strapiombo sul mare, dove gli ospiti prendono il tè sulla terrazza all’ombra, in eleganti completi doppiopetto; una vecchia ma elegante casa, frequentata da un gruppo di giovani che negli anni prima del secondo dopoguerra potevano essere sfaccendati senza passare per fannulloni.

Questo libro è la lettura da spiaggia adatta per: giallisti compulsivi, che leggono qualsiasi cosa capiti loro sottomano, specie allungati su un lettino ad abbronzarsi. Anche se mentre sonnecchiate al sole non avete voglia di fare particolari sforzi, tentare di risolvere il rompicapo di questo Pericolo senza nome vi farà arrivare all’ora dell’aperitivo in spiaggia soddisfatti di voi stessi, sia che battiate il celebre investigatore sul tempo oppure no.

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