Il pendolo di Foucault, Eco

Scritto da: il 11.03.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Il pendolo di Foucault - Umberto EcoUmberto Eco si è guadagnato un posto nella storia della letteratura italiana con uno straordinario romanzo quale Il nome della rosa, clamoroso successo anche internazionale tradotto da Jean Jacques Annaud in un ottimo film  con Sean Connery che peraltro abbiamo visto tutti. Romanzo che va anche, posto che a qualcuno interessi, nella mia personale top ten, e che fu seguito qualche anno dopo da un libro per certi versi in anticipo sui tempi.

Il pendolo di Foucault, molto prima di Dan Brown e compagnia, affrontava infatti temi diventati poi assai di moda, come i cavalieri templari, la ricerca del Graal, o più in generale le cospirazioni internazional-esoteriche dai Rosa-Croce in giù. Inutile dire però che Eco affronta il tema con classe di scrittore d’altra levatura e riesce al tempo stesso a mantenere rigore di studioso e giocosa levità di romanziere.

E Il pendolo è libro fatto di libri e sui libri, come e più del suo illustre predecessore. Se i protagonisti sono infatti dipendenti di una piccola casa editrice, ma anche gli scrittori “a proprie spese” da essa pubblicati, è inevitabile che il giallo, nella sua quest principale e nelle sue sottotrame, si dipani attraverso libri, scritti, volumi sacri e profani che occultano (o palesano) un Piano millenario per il dominio del mondo  misterioso ed inquietante.

Il romanzo è complesso e stratificato, ricco di rimandi e citazioni letterarie più o meno nascoste, a sua volta divertito meccanismo di indovinelli e giochi d’incastro che Eco sa bene combinare con una trama avvincente e personaggi vivi e tridimensionali, narrati da una penna che sa essere ironica e malinconica con la disinvoltura richiesta dai diversi registri del racconto.

E così fra il secondo secolo dopo Cristo e gli anni ’80, fra Parigi e le Langhe, si svolge questa ricerca ermetica, questo viaggio iniziatico sospeso fra i volumi della Torah e i libri di un editore a pagamento… Per chi ama le cospirazioni, per chi ama i giochi letterari, per chi ama i libri, un gioiello.

Da assaporare con un vino misterioso ed esoterico, possibilmente piemontese o francese, un Nebbiolo di quelli importanti potrebbe andare bene.

  • http://www.canidacuccia.it Ignax

    Ho vissuto prima un grande amore verso Eco, proprio grazie a “Il nome della rosa”, ma dopo quando mi hanno fatto notare i rapporti esistenti tra la sua produzione e quella di Borges ho un po’ rivalutato, e verso il basso, il nostro scrittore.
    Forse ho letto il pendolo in un momento in cui mi difettavano i necessari strumenti, quindi, non posso associarmi nel consigliarlo.
    Dal mio punto di vista è troppo lungo ed in alcuni passi lento, mettendo a dura prova il lettore.

    Sono pronto ad essere crocifisso

  • http://www.canidacuccia.it Ignax

    Ho vissuto prima un grande amore verso Eco, proprio grazie a “Il nome della rosa”, ma dopo quando mi hanno fatto notare i rapporti esistenti tra la sua produzione e quella di Borges ho un po’ rivalutato, e verso il basso, il nostro scrittore.
    Forse ho letto il pendolo in un momento in cui mi difettavano i necessari strumenti, quindi, non posso associarmi nel consigliarlo.
    Dal mio punto di vista è troppo lungo ed in alcuni passi lento, mettendo a dura prova il lettore.

    Sono pronto ad essere crocifisso

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Non si crocifigge nessuno. È un libro e come tale soggetto a gusti, momenti, umori.

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Non si crocifigge nessuno. È un libro e come tale soggetto a gusti, momenti, umori.

  • tomtraubert

    Caro ignax, lo so, in molti muovono lo stesso appunto al Pendolo, lentezza e prolissità. Non mi sento nemmeno di darvi torto: posso capire. Non è certamente un libro per tutti, io invece l’ho pure riletto. Anche le prime cento pagine del Nome della rosa possono scoraggiare più di qualcuno, credo… Dipende anche da quanto “prende” un certo argomento.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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