Gli anni fulgenti di Miss Brodie, Spark

Scritto da: il 01.07.09
Articolo scritto da . Classe 1975, appartengo a coloro che stanno assistendo impotenti al ritorno degli anni ottanta, sapendo che prima o poi ricompariranno anche loro, le odiate spalline. Nelle mie giornate di almeno 28 ore l'una amministro un'azienda per lavoro, un forum di viaggi per passione, e una famiglia per amore, composta da un altro membro umano, mio marito, e due felini. In tutto questo leggo, sempre e dovunque perché senza libri non potrei vivere. Scrivo, perché è un puro piacere farlo. Viaggio, perché solo con la fantasia non mi basta.

Gli anni fulgenti di Miss Brodie – Muriel SparkPoi venne il giorno che andò a trovarla un giovanotto, pieno di domande sul suo bizzarro libro di psicologia, La trasfigurazione del banale.[...]
“Qual è stato per lei l’influsso più significativo degli anni della scuola, suor Helena? Un libro, un’idea politica, una persona? O è stato il Calvinismo?”.
“Ci fu una certa Jean Brodie, negli anni del suo fulgore.”

Così si conclude, chiudendo il cerchio di una storia pressoché perfetta, Gli anni fulgenti di Miss Brodie, il capolavoro di Muriel Spark, scrittrice scozzese scomparsa alcuni anni fa nella nostra Toscana, dove ormai viveva da tempo.

Ma cos’ha di tanto speciale questo romanzo di piccolo respiro, che si legge in un pomeriggio? Cosa lo rende il libro più popolare di un’autrice che ha prodotto altro e tutto di qualità?

Probabilmente la fama della storia sta proprio in quella miss che dà il titolo al lavoro, colei che è stato il Personaggio per eccellenza della produzione di Muriel Spark. Indimenticabile, anche molto tempo dopo aver riposto il libro.

Jean Brodie è un’insegnante – sopra le righe, lo si avverte fin dalle sue prime battute – che in una Edimburgo degli anni trenta decide di dedicare gli anni del suo “fulgore”( per utilizzare l’azzeccata traduzione che Adriana Bottini per Adelphi fa del termine inglese “Prime”) a un gruppo di sue allieve, da lei personalmente scelte per farne la crème de la crème della società, secondo il personalissimo significato che lei dà a questa parola. I metodi di insegnamento della donna sono infatti poco ortodossi: puntando sulla sua carismatica personalità, cercherà di guidare le sue elette verso l’apprendimento della vita più che della cultura, mettendole a parte della sua particolare visione del mondo.

Quasi per un paradosso miss Brodie fa tutto questo alla Marcia Blaine School, una delle scuole più reazionarie della Scozia, dove il suo metodo sarà inevitabilmente inviso al resto del corpo insegnante e alla direttrice, che per anni cercherà di convincere le sue allieve a tradirne la fiducia per poterla licenziare.

“Le ragazze di miss Brodie”, come vengono chiamate: sono loro il centro del romanzo, loro che con continui salti temporali raccontano la loro insegnante vista con occhi immaturi e adulti, così che al lettore ne viene trasmessa un’immagine mutevole, perché continuamente adeguata al punto di vista di chi racconta.

Così, la giovane donna vista dalle allieve ancora ragazzine, che assistevano alle sue atipiche lezioni pendendo dalle sue labbra, è la rappresentazione un po’ mitizzata di un temperamento singolare che trasmette alle piccole la propria convinzione di specialità, creando un gruppo che si sente parte di uno scopo e che quindi sopravviverà alla fine della scuola.

Jean Brodie cura la sua nidiata non per far emergere le singole personalità ma per ricreare in ognuna di esse una parte di sé stessa: sceglie di vivere molte delle sue passioni (intellettuali ma anche erotiche) attraverso le sue elette, sui cui punta tutta la sua ambizione e il suo appagamento.

Ma non tutto questo resiste nelle ragazze che diventano donne, che intuiscono alla fine qual’è la sua debolezza: togliendo miss Brodie da ogni piedistallo finiranno per allontanarsene sfaldando il gruppo di cui la donna era il collante. E alla fine, inevitabilmente qualcuna la tradirà con la direttrice, senza sapersene spiegare bene il motivo.

Scritto nel 1961, è ormai un classico e come tale è stato soggetto a riduzioni cinematografiche, televisive e pieces teatrali. Se seguirete il mio consiglio e lo leggerete, vi invito anche a cercare di recuperare, cosa non facile, il film del 1969, “la strana voglia di Jean”, con la bravissima attrice inglese Maggie Smith (recentemente apparsa sugli schermi di tutto il mondo nel ruolo di Minerva McGonagall nei film di Harry Potter) che per l’interpretazione di una splendida miss Brodie si prese un meritatissimo Oscar.

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