Fiori alla memoria, Macchiavelli

Scritto da: il 25.02.09
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Fiori alla memoria - Loriano MachiavelliI cognomi traggono in inganno: Macchiavelli (con due c) qui è Loriano, creatore del fortunato personaggio Sarti Antonio, poliziotto. Sì, prima il cognome e poi il nome, con quella sindrome dell’anagrafe tipica delle forze dell’ordine. Ho iniziato a leggerlo con Fiori alla memoria, vincitore nel 1974 del Premio Mystfest, che racconta una delle prime indagini in cui viene coinvolto l’atipico protagonista della serie.

Loriano Macchiavelli viene definito “maestro di Carlo Lucarelli e Marcello Fois”, due nomi che, per gli amanti del genere, non è necessario commentare. Al di là di questo è un maestro in senso generale: uno scrittore che riesca a rendere credibile  a tali livelli un personaggio, lo è per forza di cose. Pur non avendo scritto i capolavori della narrativa contemporanea, è in grado di mantenere vivo l’interesse della narrazione fino all’ultima pagina, pur raccontando vicende “normali”.

Sarti Antonio, infatti, è in tutto e per tutto un uomo comune, circondato da uomini comuni a loro volta. Ha pregi, difetti, intuizioni e momenti di stupidità, un umorismo incomprensibile e una colite cronica che lo rende intrattabile, spesso e volentieri. Anche i coprotagonisti hanno peculiarità tipiche delle persone che si incontrano nella quotidianità, intelligenza variabile, e così anche la simpatia.

L’azione si svolge in un paese della provincia di Bologna, Pieve del Pino, che è concreto, quasi tangibile, con gli usi e costumi tipici dell’entroterra e di un certo periodo dell’Italia, in cui il ricordo della guerra è ancora vivo, presente nella memoria di anziani e giovani. I fiori alla memoria del titolo non ammiccano al genere noir ma si riferiscono al punto di partenza e nodo cruciale delle investigazioni, il monumento ai partigiani in costruzione sull’altura del paese, accanto al quale è stato rinvenuto il primo cadavere. Accanto al nostro Sarti si troveranno un nucleo ristretto di collaboratori, dall’eterno studente Rosas al giornalista “Lucciola”, che lo aiuteranno a chiarirsi le idee e risolvere il caso tra un attacco di colite e l’altro.

Nota molto divertente è la titolazione dei capitoli, stravagante come potrebbe essere quella di un Calvino, con sequenze che assumono senso solo se lette di continuo; e io che di solito, lo ammetto, leggo distrattamente i titoli dei capitoli, ne sono rimasta affascinata. In chiusura, per approfondire, c’è un brevissimo saggio di Luigi Bernardi sull’opera e sui suoi riferimenti, per avere una chiave di lettura aggiuntiva, data la distanza temporale dalla narrazione. Inoltre, come editor, non ho potuto fare a meno di notare alcune variazioni nei canoni dell’editing stesso, l’uso del trattino medio e dei punti nei dialoghi in modo molto diverso da quello moderno.

La scrittura è priva di qualsiasi fronzolo, scarna, pulita, attenta, con un narratore sempre nell’ombra. Questo è possibile perché è la struttura narrativa in sé ad essere valida e avvincente, senza necessità di creare artificialmente un’atmosfera di attesa.

banner-ibsUn buon giallo (o noir, come lo definiscono), ancor di più se si ha memoria degli anni ’70 in Italia.

  • Daniele B.

    pssst… manca una “c” nel cognome! ;-)

  • Daniele B.

    pssst… manca una “c” nel cognome! ;-)

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Grazie, a certi orari sfugge qualche lettera! :D

  • http://liblog.blogdo.net Livia

    Grazie, a certi orari sfugge qualche lettera! :D

  • Anna

    Ciao Livia. Complimenti perchè, scrivi benissimo! Ho letto la tua recensione de Fiori alla Memoria… mi chiedevo quale fosse la trama completa… ho un compito da svolgere per scuola, e purtroppo non riesco a finire il libro perchè odio terribilmente i gialli!!! chi ha creato l’incendio? chi ha ucciso gessi? aiuuuuuuuuuuuuto!!!
    Anna

  • KATHERINE

    Io l’ho terminato, ma non sono sicura sull’identità dell’assassino. Il finale non è chiaro. Non vorrei dare anticipazioni (cancella pure il mio commento se sono stata inopportuna). Io credo sia stato il prete. Giusto?

  • KATHERINE

    Tramite l’espediente narrativo del manoscritto ritrovato, il quaderno del partigiano, si scopre che é stato il prete colui che nel passato ha tradito i partigiani e ha commesso i tre omicidi. Ma l’incendio e la scritta sul muro?

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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