Finzioni reali

Scritto da: il 21.04.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Copertina di Adelphi

Leggere Borges equivale a leggere, in nuce, tutto ciò che è stato scritto, compendiato nei suoi tratti essenziali. E leggere Borges è leggerne le Finzioni, divise tra “Il giardino dei sentieri che si biforcano” e “Artifici”.

Poche pagine per ogni racconto, uno stile semplice e raffinato ad un tempo, per addentrarsi in sofisticati temi filosofici, nell’universale e nel particolare. Si ha la sensazione di avere a che fare con l’Einstein della letteratura: in comune hanno la capacità di analizzare e comprendere l’eredità dei predecessori per trasformarla non in una nuova realtà ma in un nuovo sguardo su una delle realtà esistenti e possibili.

In questo modo il velo tra reale e immaginario viene continuamente attraversato e stravolto, tanto da lasciare, in principio, un senso di vertigine che è anche desiderio di continuare la lettura. E alla fine il senso di aver incrociato il cammino e la mente di un vero genio.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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