Non è facile decidere di recensire un giallo di un mostro sacro come Agatha Christie, perché la scelta può essere (e nel mio caso lo è stata) molto ardua. Nella sua vasta produzione di oltre ottanta libri gialli, ci sono diversi capolavori e innumerevoli rompicapi di qualità. È un problema non è uno dei più conosciuti, ma ho scelto di presentarvi questo titolo perché, anche se raramente risulta tra i citati, fece parlare di sé in più di un’occasione.
Intanto era in assoluto il preferito dell’autrice, come lei stessa dichiara nella sua autobiografia (da me già recensita su liblog) e in diverse interviste rilasciate nel corso della sua vita.
Altro elemento di curiosità è che quando il libro uscì, nel 1949, il finale fece un discreto scalpore. Gli editori, intimoriti dal can can che si era scatenato intorno ad esso, cercarono di convincere la Christie a cambiarne la conclusione ma lei non volle sentire ragioni.
Come purtroppo a volte capita, l’edizione italiana del libro ha un titolo che non c’entra nulla con il reale andamento della trama: cosa significa “È un problema”? Mistero… molto più calzante il titolo inglese, Crooked House, ispirato a una filastrocca popolare molto in voga nell’infanzia della nostra autrice.
La “casa deforme” in cui si snoda tutta la vicenda (l’ambiente circoscritto che tanto ama il fanatico del classico giallo inglese), è quella dove vive Aristides Leonides, ottuagenario uomo d’affari greco, circondato dalla sua numerosa famiglia di cui tiene, con generosità ma con fermezza, le redini. Quando l’uomo muore in circostanze tragiche, la famiglia Leonides si coalizza in silenzio contro Brenda, la seconda e giovanissima moglie, con la segreta speranza che sia lei, contro tutte le apparenze, la colpevole, in quanto unica estranea al saldo nucleo famigliare d’origine.
Anche Charles, la voce narrante, un diplomatico figlio dell’ispettore di polizia incaricato delle indagini e per combinazione fidanzato di Sophia, la nipote preferita del vecchio patriarca, ha la stessa speranza verso una soluzione che indubbiamente sarebbe comoda per molti. Eppure anche lui, come gli altri, avverte la nota stonata che la Christie abilmente insinua tra le mura della casa. Dentro di loro tutti avvertono che la verità va cercata altrove, in seno alla famiglia…
Se ciò che vi ha impedito di prendere in mano in libreria qualche giallo della Christie è l’antipatia verso l’onnipotente figura dell’investigatore privato, qua non ne troverete traccia. A tenere le fila della trama è l’azione, e l’intrigo psicologico che tiene viva l’attenzione verso i particolarissimi membri della famiglia Aristides. La scabrosa verità dietro al delitto viene svelata a poco a poco dall’evolversi degli eventi, che sostituisce l’indagine vera e propria. Questo è tanto vero che, eccezione tra le eccezioni (almeno parlando della Christie) leggendo attentamente tra le righe si può intuire anche prima che venga svelata la sorprendente soluzione che tanto fece scalpore all’epoca.
Da leggere tutto d’un fiato in un ozioso pomeriggio domenicale, divertendosi nella lettura quanto – ci scommetto – si divertì l’autrice a scriverlo più di mezzo secolo fa.
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