Cròniche epafàniche, Guccini

Scritto da: il 24.02.09
Articolo scritto da . Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova.

Croniche epafanicheFrancesco Guccini è, di tutti i nostri grandi cantautori, forse il più grande cantore della memoria. Quando nel 1989 decise di cimentarsi con la letteratura non ci stupimmo così del fatto che avesse scelto di farlo con questo Cròniche epafàniche, racconto appassionato di una saga familiare e cronaca autobiografica giocata sul filo dell’ironia di un’infanzia segnata dal dopoguerra.

Il libro racconta infatti del periodo vissuto da Guccini fra i monti di Pavana, sull’appennino tosco-emiliano, gli anni di una fanciullezza montanara e corsara prima del trasferimento a Modena, vissuta nel contesto di una realtà contadina, di una famiglia popolata di personaggi singolari, di amicizie giovanili vissute non ancora “fra la via Emilia e il West” (questa arriverà nel successivo Vacca d’un cane) ma tra il fiume e il mulino, in un ambiente naturale che la penna dell’autore ci restituisce vivo e pulsante quanto mai.

Ma è soprattutto la precisa scelta stilistica del linguaggio a rendere il racconto vitale e appassionante. Guccini infatti, esperto conoscitore del dialetto pavanese, innesta con sapienza nell’italiano parole, modi di dire, suoni dialettali che danno al libro la potenza necessaria a catapultarti nel mondo antico così abilmente raccontato.

E così il Maestrone, geniale affabulatore e affascinante cantastorie, compone qui un ritratto di ampio respiro, affresco di un mondo che non c’è più e che fa da sfondo a considerazioni, riflessioni, divagazioni ora profonde, ora (auto)ironiche, ma sempre intrise dello spirito goliardico e giullaresco del Nostro che cesella una prosa mai noiosa e mai banale.

Non manca ad agevolare lettura e comprensione una breve guida ai segni diacritici impiegati per indicare certi particolari suoni del dialetto e un divertente quanto utile glossario.

Consigliatissimo anche a chi non mastica granché di Guccini e della sua discografia in quanto Cròniche epafàniche gode assolutamente di vita propria e di un suo valore a sé stante; semplicemente imperdibile per chi ritiene Radici e Signora Bovary capitoli imprescindibili della nostra storia in musica.

Si legge in bilico fra malinconia ed ironia, con un bicchiere di Montirosso.

banner-ibs

Commenti non consentiti

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple