Eccoci di nuovo presso il nostro vecchio baule; anche stavolta ad emergere è un libro che ho amato molto verso i quindici anni e che ancora adesso mi fa piacere sfogliare quando mi sembra di non avere niente di meglio sul comodino. E anche stavolta attingo alla fortunata serie creata da Janet Lambert, anche se Candy Kane ha a che fare con la saga della ormai nota famiglia Parrish solo in parte.
Il nome della protagonista, Candy, non vi tragga in inganno: non stiamo parlando della sfortunata orfanella che ha imperversato per anni ed anni nell’anime omonimo; tuttavia, in quanto a jella, anche la “nostra” Candy si difende bene. Figlia di un militare, come Penny e Tippy Parrish, al contrario di loro ha una famiglia che non la ama e la fa sentire costantemente indesiderata.
Candy non ha la perfezione dei Parrish, non è niente più che graziosa, ma è molto buona ed ha il dono di una voce strepitosa. Il libro segue la ragazza dall’adolescenza fino a dopo il matrimonio e devo ammettere che è quest’ultima parte quella che ricopre maggiore interesse. Il motivo è che il matrimonio di Candy è ben lontano dall’essere quello delle favole.
Suo marito, il capitano Barton Reed, è decisamente il personaggio meglio riuscito della storia, con i suoi continui errori, l’egoismo malcelato, le gelosie e le insicurezze che ne fanno un uomo molto più simile alla realtà di quelli a cui la Lambert ci ha generosamente abituate.
Nonostante i toni siano come sempre edulcorati (tutti insieme: uno, due, tre… MISERICORDIA!) stavolta l’autrice si è resa capace di rompere il suo schema e proporci un percorso di vita complesso in cui non tutto torna e in cui le cose funzionano solo dopo aver pagato un prezzo. Per mantenere saldo il suo matrimonio, per esempio, Candy rinuncia al canto, la sua grande passione di sempre. Ma riuscirà a soffocare la sua personalità in maniera così totale? Quando poi i Reed incontrano i giovani Parrish (Tippy e suo marito), la nostra protagonista avrà modo di riflettere e con lei le signorine a cui il libro è dedicato.
C’è un germe di sano femminismo, in Candy, che, benché nemmeno lontanamente paragonabile alle fiammate di una Zimmer Bradley, non guasta affatto: se si pensa che il libro è stato scritto negli anni ’50, il fatto che l’eroina sia combattuta tra il marito e le proprie scelte personali suona attuale anche oggi.
Con i suoi personaggi ben definiti, lo stile sempre scorrevole e brillante, il linguaggio piacevolmente datato ed una trama avvincente, Candy Kane è il libro che ci vuole in queste serate piovose, in cui i primi freddi ci invogliano a rannicchiarci sul divano con un plaid sulle ginocchia e rilassarci con una lettura leggera e tuttavia capace di emozionarci ancora.
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