Intervista ad Eriadan

Scritto da: il 30.05.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Nei suoi fumetti la caratteristica più notevole è la descrizione della quotidianità; perché questa scelta?

    Diciamo che è stata una scelta “casuale”. Il blog sul quale pubblico le mie strip era stato aperto principalmente con uno scopo formativo: obbligarmi a disegnare ogni giorno in maniera tale da allenare, e sopratutto migliorare, la mia mano nel disegno.
    Stessa cosa dicasi per la scelta di fare fumetti anziché disegni di varia, amo molto le strip e mi piaceva l’idea di provarne a fare in serie per studiarne i meccanismi ed il linguaggio.
    Il blog, con le sue possibilità di commentare da parte dei visitatori, avrebbe potuto darmi un veloce riscontro su cosa funzioava e cosa no delle striscie che disegnavo. Decidere di raccontare la quotidianità è dovuto al significato stesso di blog (o weblog che dovrebbe voler dire, se ricordo bene, diario online); volevo fare una strip, dovevo decidere di cosa avrebbe dovuto parlare, il termine blog indicava diario online… il passaggio è venuto automatico: faccio un diario a fumetti, così dovrebbe essere facile trovare spunti da disegnare.

    Tratteggiare episodi vissuti e dolorosi svolge una funzione catartica o di mero ricordo?

      Uhm, che domanda. Non lo so. Forse entrambe le cose o nessuna delle due. Una funzione catartica, di purificazione, è forse troppo. Vero invece che tratteggiare situazioni dolorose, ma anche non, permette di analizzarle secondo prospettive non considerate al momento in cui mi ci sono trovato in mezzo.

      Nei suoi fumetti reale e immaginario si fondono, con le sante pazienze ed altri personaggi surreali…

        Fantasia. Nella realtà non ce la vedo una stanta pazienza che mi assiste come un coach di un pugile. Però mi parrebbe divertente se così fosse.
        Più che una visione del mondo preferisco pensare ad un “approccio al mondo”, approccio che aiuta spesso e volentieri a sdrammatizzare ed a prendere con un po’ di ironia e filosofia quel che mi succede.
        In soldoni gli schifidi lavoretti diventano più digeribili se ci si immagina che siano mostriciattoli verdi da far fuori piuttosto che cose noiose da affrontare.

        Qual è il compito del fumetto, dei suoi fumetti in particolare?

          Uh? compito dei miei fumetti? Nessuno. Nessuna missione, davvero. Il compito di esprimere lo lascio agli artisti, io sono un mero artigiano.
          Quello che spero invece è che le mie strip sappiano regalare al lettore di passaggio quegli stessi 30 secondi di allegria che provo io quando mi viene in mente l’idea. E’ un fraintendimento che ha colto diverse delle persone che leggono le mie strisce.
          Non trovo ci sia un messaggio da far passare attraverso quello che faccio, ciò implicherebbe che ci sia una morale nella mia vita (visto che è da li che vengono gli spunti) e questo mi terrorizzerebbe assai.

          Il Piagatto, Prospero, Maya e adesso Zirconia; può raccontarci qualcosa in più del suo rapporto con i suoi compagni quadrupedi?

            Uh, difficile raccontare qualcosa di più di quanto già disegnato nelle strisce.
            Tendenzialmente ogni spunto o riflessione che aveva come protagonista una delle mie belve è sempre stata tradotta in immagini. Ad ogni modo sono un gattaro, per quanto voglia bene a Maya riconosco di subire una potentissima malia da parte dei gatti.
            Il fatto di avere animali in casa, poi, mi pare una condizione “sine qua non” per vivere bene, sopratutto ora che ho una bimba.
            Si impara tanto a guardarli ed a cercare di guardare il mondo nel modo in cui lo guardano loro; e si impara anche tanto della vita, secondo me, sopratutto ad affrontare quando la vita smette, finisce (o si trasforma). Aiuta a prendere le misure su quello che siamo.

            • Mushin

              Grande Eriadan!

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