Intervista a Filippo Sottile – Il canzoniere delle pippe

Scritto da: il 10.11.08
Articolo scritto da . Femmina di appena trent'anni, portati per altro divinamente, vive tra topolinia e paperopoli, sognando il paese di Alice. Da bambina si esercitava a leggere con ogni cosa stampata le passasse di fronte, soprattutto i cartelloni pubblicitari e le insegne dei negozi per strada. Oggi è ancora una lettrice accanita, soprattutto di romanzi e fumetti e tutto ciò che vuole fare nella vita è solo questo. Probabilmente un giorno ci riuscirà. Per il momento si accontenta di scrivere ogni tanto su Liblog.

Filippo Sottile dalla sua webcamIniziamo con una domanda forse un po’ banale ma d’obbligo per presentare il libro: come nasce il Canzoniere delle pippe?

Beh, sta scritto nella presentazione: nasce un po’ per caso. Di versi erotico-burleschi ne ho sempre scritti, ma accadde che due anni fa durante una vacanza in Sicilia nel giro di due giorni ne scrissi quattro o cinque di seguito e mi venne di pensare nel rileggerli che mi davano la possibilità di dire delle cose importanti per me senza “parere”. Nasce così quindi: ho scritto e ho visto che ciò che apparentemente era un gioco mi permetteva di fare riflessioni più ampie.

Quanto influisce la tua sicilianità su ciò che scrivi?

Io credo molto al’etnicità della scrittura e paradossalmente scrivo molto più siciliano quando scrivo in italiano. Mi spiego: io son figlio di siciliani ma vivo in provincia di Torino, qui ci sono tanti Sud diversi e alcuni nord e ci si riconosce.

Ognuno costruisce la frase in una maniera che è legata alle sue origini: io il dialetto lo parlo coi nonni, coi cugini, è una lingua che conosco bene ma non è quella della quotidianità. Scrivere/parlare italiano è invece una chiosa sui due diversi dialetti siciliani che conosco (messinese/trapanese). E poi c’è la questione familiare: tutti i maschi della mia famiglia scrivono o hanno scritto versi (escluso mio padre) e li hanno scritti perlopiù in dialetto.

Come nascono le poesie?

Dipende, di solito è perché mi viene in mente un verso o una coppia di versi che mi piacciono e per “mi piacciono” intendo due cose: o mi fanno ridere o dicono con forma adeguata una roba che penso, ma questo vale soprattutto per le poesie brevi. Il capitolo “I Pipponi” per esempio è tutto costruito in maniera diversa: lì ho creato le poesie per la lettura ad alta voce; più che poesie son pezzi teatrali, lì penso alla mia voce. Inoltre la maggior parte di queste poesie le ho scritte non alla scrivania ma in situazioni altre o in auto o facendo lavori manuali: son robe artigianali.

La mia poesia preferita (oltre quella che hai scritto per me) è “Quando ti torna una fidanzata”, a modo suo è molto romantica. La tua preferita qual è?

Non so. La prima l’ho scritta ad agosto 2006 e l’ultima a maggio 2008. In due anni ho cambiato idea mille volte; se provo a rispondere ti dico Topo di campagna perché è a sintesi di tutto il lavoro che ho fatto. Ma Ferrara mi diverte molto leggerla sono molto legata ad Amelia e a Gli oggetti sessuali, insomma i figli so’ piezz’e core!

Alla poesia Topo di campagna si è ispirata la tua copertinista, vero?

Non è la copertinista che si è ispirata alla poesia, lì è successa una roba strana. Ho contattato Federica Bartoli (che è un’artista romana molto brava) e le ho chiesto una copertina lasciandole carta bianca, lei mi ha mandato sei bozzetti e in uno di questi c’era il topo della copertina. Io continuavo a guardare ‘sto topo e mi chiedevo “Ma come le è venuto di fare un topo per la copertina del canzoniere?” e nel giro di una settimana mi son dato la risposta scrivendo Topo di campagna, che è stata scritta appunto quando il libro era già quasi praticamente chiuso.


Ho notato che lì a Torino c’è molto fervore artistico: si organizzano spessissimo e in tutto il territorio della città reading di poesia e spettacoli teatrali in generale. Tu sei uno dei maggiori protagonisti di questa “ondata culturale” attuale, cosa ne pensi?

Sì, c’è molto movimento a Torino intorno ai reading, alle letture ad alta voce. Dopodichè, io, ma è la mia opinione, penso che si tratti di due linguaggi diversi: la lettura ad alta voce e la scrittura l’uno può aiutare l’altro in determinati casi essere fondamentale ma sono linguaggi diversi ci son cose che sulla pagina sono e sulla pagina devono rimanere e altre che hanno bisogno della voce per spiccare il balzo.

Progetti futuri?

Progetti mille. Sto lavorando a due nuovi spettacoli teatrali, a un nuovo concerto per una delle due band in cui canto, e sto scrivendo. I progetti di scrittura più concreti sono due è il più concreto di tutti è un protoromanzo ispirato al ciclo salgariano di Sandokan. Una parte è già stata scritta e l’ho già letta ad alta voce in due serate qui a Torino; una seconda parte verrà presentata in un reading fra novembre e dicembre Inoltre spero per l’estate prossima di finire l’altro progetto: è una roba un po’ folle legata ad uno spettacolo che ho cominciato a scrivere un anno e mezzo e fa e che ancora non ho finito. Il titolo provvisorio è “La tradizione delle Porte. Gimmoriso secondo me” e si tratta a volte di traduzioni e più spesso di veri e propri tradimenti dei testi delle canzoni dei Doors.

Infine una filastrocca tutta per noi di Liblog:

Michele pei blog

Michele stasera giri pei blog
cercando poi chissà che cosa
ne leggi uno scritto in rosa
e dopo un altro che sa di grog

e leggi di quella che fa lo shopping
e leggi di quello che è molto triste
e leggi di quello che spara piste
e leggi caratteri rosa shocking

poi sempre azzannando i tuoi pop corn
torni ai siti più amati e più cari
ai siti che danno piaceri amari
e digiti cauto su google “you porn”

Filo Sottile
29 ottobre 2008

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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