Intervista a Daniele Bonfanti (Melodia)

Scritto da: il 01.12.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Data la sua disponibilità, abbiamo approfittato di Daniele Bonfanti per saperne di più sul suo romanzo Melodia,

  • Quanto è stata impegnativa la ricerca storica che hai dovuto fare?

Difficile quantificare, perché ci sono sia cose studiate per il libro, sia cose già studiate, sia cose approfondite per l’occasione, di cui avevo soltanto nozioni sommarie. Comunque tanti libri e alcuni anni, infatti ho 12 raccoglitori fitti di appunti (e schizzi, e mappe, e schemi, quindi non solo documentazione storica) come “materia prima” per Melodia.

  • Nel tuo romanzo ci sono molti elementi mistici o esoterici, da dove deriva questo interesse?

Questi argomenti mi hanno sempre affascinato, fin da molto giovane. Diciamo che sono attratto da tutto ciò che è insolito, ma “potrebbe essere”, più che dal puramente fantastico; per cui il territorio dell’esoterismo, collocandosi in una fascia borderline in questo senso tra reale e immaginario, è per me denso di spunti.

  • La musica è centrale nella storia e nella tua vita, così come i gatti: possiamo leggere il romanzo come una sorta di tributo a due dei tuoi amori?

Diciamo che è anche un tributo; ma soprattutto gatti e musica sono stati fonte del nocciolo, o “core” per dirla in modo figoso, del romanzo.

  • Ho visto che hai ritagliato dei piccoli cammei per te stesso, per Strumm e forse altri che non ho colto…

Sì, ce ne sono anche altri. Per esempio il libro che vede Mattia a casa della signora di Venezia, di cui descrivo solo la copertina, è L’Ombra del Dio Alato di Danilo Arona, mio Oscuro Maestro. Quel libro è stato molto importante per la concezione di alcuni temi di Melodia. Questo cammeo, come quello a Strumm, è una sorta di attestato di stima nei confronti di autori che – appunto – stimo.

Ce ne sono poi altri, alcuni coglibili da pochi; mi piace giocare con questi riferimenti reali. Un po’ per puro divertimento, un po’ perché appunto così inserisco elementi totalmente reali nella fiction, rendendola più “tangibile” (almeno, questo è lo scopo). Poi, come avrai notato, c’è un gioco continuo di cornici metadiegetiche, che in questo senso si estendono (per esempio con la mia presenza come personaggio nel romanzo) a livello metadiscorsivo.

  • A quanto ho capito il tuo Melodia e Abattoir, di Ian Delacroix, fanno parte di un trittico, di cui esiste un terzo tassello; cosa ci puoi dire di più?

No, in realtà non sono collegati. Ian e io però siamo molto amici e ci è venuta l’idea di fare un regalo a chi avesse letto entrambi i nostri ultimi libri; così, una sera al ristorante cinese, è nata un’idea. In un suo racconto c’è un rappresentante di libri che si lamenta perché deve piazzare alle librerie horroracci dai titoli improbabili come “Terrore nella Tana del Verme” e “Gli Zombi Sanno”.

Per cui abbiamo deciso di scrivere veramente “Terrore nella Tana del Verme”, che è un racconto cyberpunk-mitologico ambientato in Giappone e scritto a quattro mani. Chiunque abbia letto sia Abattoir che Melodia può scrivere a Edizioni XII e richiedere l’invio del racconto in formato ebook.

Comunque non è collegato a nessuno dei due libri, se non con altre piccole citazioni trascurabili e sempre “giocose”.

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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