Oggi chiacchieriamo con Salvatore Cobuzio, lo scrittore del Testamento di Salvatore Siciliano e cerchiamo di avere qualche informazione in più sul romanzo uscito da poco per la Fazi Editore e recensito qua su liblog qualche giorno fa.
È il modo di comunicare di Salvatore Siciliano e di milioni di persone che ogni giorno si collegano ai vari Social. Nessuno rimane indifferente alla potenza mediatica di Facebook, nemmeno il Siciliano che, con il suo Testamento ha voluto fare riflettere tutti, me compreso. Finito di scrivere il romanzo, io per primo, mi sono accorto di aver acceso molte lampadine. L’obiettivo? Portare la consapevolezza di un mezzo di comunicazione e invogliare le persone a pensare con la propria testa. Oggi internet ci permette di essere completamente indipendenti.
Non ci piace una cosa, clic.
Conosco molte persone che si sono conosciute grazie a Facebook, MySpace, Twitter ecc. Non mi preoccuperei più di tanto quando si dice che questo modo di comunicare ci renderà tutti più freddi e/o distanti. Anzi, credo che spesso aiuti le persone a comunicare più facilmente. Sicuramente un filtro virtuale/sociale e un monitor inibisce molto di meno tutti.
Credo che una delle potenzialità di internet sia proprio quella di “svelare” tutti i trucchi e meccanismi propagandistici che la tv e i mezzi tradizionali ci impongono passivamente. Siamo pieni di antivirus pubblicitari ma di sciamani ce ne sono molti, e continueranno sempre ad esserci. In tv, ovviamente, sappiamo ormai tutti cosa succede e come funziona: monopolio quasi assoluto. In rete, sembrerebbe più difficile… ma ne siamo veramente sicuri?
Tutti i politici provano oggi ad utilizzare le stesse stategia di comunicazione dell’Obama 2.0 che ha stravinto l’elezioni in America. Con scarsi risultati, perché quello che ancora non hanno capito è che non basta solo esserci. Bisogna imparare a comunicare e ascoltare prima di tutto.
Per quanto riguarda la “censura” spero sinceramente di non trovarmi mai di fronte ad una cosa del genere in Italia. Se così fosse si riuscirebbe comunque a trovare una soluzione alternativa, perché imbavagliare totalmente internet è quasi impossibile. Ma nel caso dovesse succedere sarebbe una sconfitta clamorosa per il canale mondiale più democratico che sia mai stato inventato.
Progetti letterari… non saprei. Mi piacciono le sfide e mettermi continuamente in discussione. Vedremo.