Case Editrici indipendenti – Edizioni OMP

Scritto da: il 26.07.08
Articolo scritto da . Io sono Livia, classe 1980, e ho un problema con la lettura: leggo sempre, leggo tutto, leggo troppo. Ho contratto questo morbo da bambina, ma non esistendo un vaccino si è cronicizzato. Ho letto anche per lavoro, all'interno di una casa editrice. Credo che leggere sia sempre un bene, e che ci sia il libro "giusto" per ogni persona. E questo è ciò che voglio fare per gli altri internauti: metterli in contatto col libro che li sta aspettando. In alternativa la gestione di questa gabbia di matti mi aiuterà per quando diventerò imperatrice del mondo, supportata da Leto e Minerva.

Oggi facciamo conoscenza diretta con Edizioni OMP attraverso Stefano Barco, per oggi portavoce della redazione.

Come è cominciata l’avventura nell’editoria? Come mai la decisione di fare gli editori?

Le Edizioni OMP sono nate nel 2007 dall’associazione OMP (Officina Multimediale Pavese) e dalla fanzine Farepoesia. Circa 6 anni fa, però, era già nato da OMP il mensile Kronstadt ed insieme a K si iniziarono a stampare i primi volumetti autoprodotti (i Kuaderni) che raccoglievano in 20-25 pagine un piccolo estratto di vari autori.
Storicamente legate a Pavia esistono alcune realtà editoriali piuttosto affermate, come Crocetti o Effigie, ottime case editrici ma spesso difficilmente raggiungibili per autori esordienti. In realtà, il nostro progetto non nasce dalla necessità di creare un ambiente editoriale rivolto ai tanti autori inediti in cerca di editore, quanto di promuovere la diffusione del copyleft come abitudine e di enfatizzare i differenti canali di distribuzione alternativa proponendo testi convincenti e di buon livello.
Ci hanno spinti alla creazione delle Edizioni OMP non soltanto la sensazione opprimente di una diffusa editoria dai denti lunghi, ma anche la volontà di proporre alcune idee che riteniamo fondanti, il copyleft su tutte.

Cosa intendete per copyleft?

Molti lo intendono come un atto di generosità quasi a sfiorare l’ingenuità, l’idealismo sciocco. Noi, piuttosto, lo crediamo una necessità, un elemento che dovrebbe essere costitutivo di ogni tipo di sapere. Come altre differenti questioni, quali la problematica dell’accesso all’acqua, ad esempio, l’accesso libero alla conoscenza ed all’arte crediamo non possa mai essere messo in discussione. Risulta, quindi, ovvia la scelta di pubblicare secondo i diritti CC, che garantiscono tutto ciò senza tralasciare la paternità artistica degli autori: questi ultimi sono spesso entusiasti e frequentemente le loro opere erano già pubblicate online o in cartaceo secondo diritti CC.

Come funziona materialmente?

L’autore che ci manda il materiale è già stato informato delle condizioni a cui pubblicare: BY-NC-SA (ovvero condividi allo stesso modo 2,5 – attribuzione – non commerciale, libertà di creare opere derivate).
Siamo molto convinti, inoltre, di garantire l’accesso gratuito ai nostri libri, scaricabili in formato pdf per intero.

Che generi pubblicate? Qual è il vostro ambito di “elezione”?

Perlopiù, i testi pubblicati fino ad ora sono poesie e narrativa. Stiamo cercando, inoltre, di sviluppare il tema della saggistica con molti titoli a bassa tiratura.
Più in generale, ci interessa stimolare una dinamica collettiva anche in ambito delle scritture (sia poetiche che in prosa) convinti che uno dei principali punti di debolezza dell’attuale produzione letteraria italiana sia la mancanza di una reale reciprocità creativa e di una “socializzazione” delle poetiche, ossia la grossa fase di dialogo tra editore e autore prima della pubblicazione così come un dibattito sincero durante le presentazioni, gli incontri tra autori e gli eventi culturali che organizziamo.

Parliamo un poco di progetti futuri?

Le nuove collane dovrebbero rivolgersi soprattutto all’arte figurativa, al fumetto, alla fotografia, ma, ad oggi, il problema principale è riuscire a pubblicare nuovi titoli consolidando anche economicamente quelli che già abbiamo. Attraverso i guadagni dalla vendita di un volume, riuscire a pubblicarne altri, insomma.

Che vuol dire OMP? E il titolo del mensile?

Officina Multimediale Pavese; si occupa di molte attività legate al territorio e le Edizioni sono soltanto un ambito. Perché officina? Per noi è stereotipo del fare sporcandosi, se serve, le mani. Le altre attività sono gli eventi di musica e cultura, il mensile Kronstadt, i concorsi di fotografia e letterari, mostre, attività didattiche con i bambini, audiolibri… Il sito è piuttosto malmesso, ma lo stiamo rinnovando e lì potrete trovare ulteriori informazioni.
Circa il nome del mensile, ci si ispira simbolicamente alla rivolta di Krostadt; in realtà K è amichevolmente chiamato “Crosta”, e tutto si fa più latticino. In K hanno partecipato decine di persone in questi anni.

Cosa fate oltre la pubblicazione di autori per mantenere vivo il territorio?

Con OMP e con la fanzine Farepoesiacuriamo numerose manifestazioni; le ultime: il Creative Jamming Festival (3 giorni di musica, cibo, banchetti ecc…), il Paviartpoetry (3 gg con video, musica e poesia), il Video Slam (una gara di piccoli corti lungo tutta una settimana) e altre in programmazione.
OMP ha rappresentato per molti studenti di Pavia un intero decennio di attività culturali: non è quindi un gruppo ristretto o autoreferenziale, ma la collaborazione continua con l’UDU, con l’Osteria Sottovento, con il circolo ARCI Radio Aut ed con le altre realtà dell’associazionismo ha rappresentato un puntuale riferimento per la città.

Hai da darci in pasto qualche aneddoto sulla vita di redazione?

Beh, ci si diverte a inviare testi fasulli alle case editrici a pagamento e raccogliere innumerevoli email entusiastiche abilmente affiancate ad esose richieste di soldi…

  • Mushin

    Solo un piccolo appunto: copyleft e cc sono due tipi di licenze differenti, non una la specificazione dell’altra ;)

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Approfondisci per favore? Credo sia un tema molto interessante da dibattere…

  • http://liblog.bloglist.it/ Caym, alias Livia

    Approfondisci per favore? Credo sia un tema molto interessante da dibattere…

  • http://www.myspace.com/accavallavacca etnagigante

    Un plauso agli “amici” pavesi da uno che crede nella poesia e nel copyleft.

  • http://www.myspace.com/accavallavacca etnagigante

    Un plauso agli “amici” pavesi da uno che crede nella poesia e nel copyleft.

  • Mushin

    @Caym: per grandi linee il copyleft è assenza di copyright. Il cc invece è un metodo alternativo al copyright. Riconosce diritti all’autore ma “disaggrega” i diritti del copyright in più dimensioni consentendo all’autore di scegliere quali diritti attribuirsi e quale invece lasciare stare.

  • Alfio

    Da wikipedia:

    “Esempi di licenze copyleft per il software sono la GNU GPL e la GNU LGPL, per altri ambiti le licenze Creative Commons (più propriamente con la clausola share alike) oppure la stessa licenza GNU FDL usata per Wikipedia.”

  • Alfio

    Da wikipedia:

    “Esempi di licenze copyleft per il software sono la GNU GPL e la GNU LGPL, per altri ambiti le licenze Creative Commons (più propriamente con la clausola share alike) oppure la stessa licenza GNU FDL usata per Wikipedia.”

carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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