Tutti gli articoli di tomtraubert

Nato a Padova due mesi dopo l’uscita di Atom Heart Mother. I due eventi non sono correlati ma è per aiutare i più sagaci a capire la mia età e che cd non regalarmi per il mio compleanno. Non mi piacciono: le sovraccoperte dei libri sgualcite e ingiallite, le scatoline dei cd coi dentelli spezzati, le “orecchie” per segnare la pagina. Lavoro, disegno, scrivo, sento musica, vedo gente e faccio cose, tutto questo quasi sempre a Padova..

Battiato – io chi sono?, Bossari

battiato - io chi sono?Franco Battiato è da sempre riconosciuto come il più mistico dei grandi cantautori italiani. La ricerca spirituale intrapresa fin dai primi anni 70 ha segnato un cammino artistico profondamente caratterizzato da tale costante tensione verso il trascendente.

Accanto al grande maestro di ironia e di citazioni avanguardiste che ha scritto album come La voce del padrone e L’imboscata, e successi da juke box per voci come Milva, Alice, Giuni Russo, che ha vinto Sanremo come autore, che ci ha fatto canticchiare sotto la doccia tanto i versi di un filosofo come Manlio Sgalambro quanto gli ombrelloni-oni-oni delle estati al mare, vi è l’ascetico autore di canzoni ispirate a stati di preghiera o di meditazione, titoli come L’ombra della luce, o L’oceano di silenzio, o di opere “classiche” dense di spiritualità come la Messa Arcaica o Genesi. Capace oltretutto di dissimulare precisi riferimenti esoterici anche in insospettabili canzoni (non canzonette però) pop.

È proprio questo aspetto del cantautore siciliano ad essere indagato in questo Battiato – Io chi sono?, libro-intervista curato da Daniele Bossari, il quale si cala nella parte proprio farebbe come un allievo che si accostasse a un grande guru.

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Scritto da: tomtraubert il 11 Febbraio 2010
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Il Maestro e Margherita, Bulgakov

Il maestro e margherita1967. I Beatles, in piena era psichedelica, registrano Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band, album di importanza seminale. Pochi passi più in là, negli stessi giorni e negli stessi studi EMI di Abbey Road, i Pink Floyd stanno incidendo il loro folgorante album d’esordio, The piper at the gates of Dawn. Chi influenza chi è tuttora oggetto di appassionate discussioni fra musicofili. Syd Barrett canta visioni acide, in casa sua si dà l’LSD perfino al gatto, John Lennon vede Lucy in the sky e perfino gli Stones vivono la loro stagione lisergica nell’incarnazione delle Loro Maestà Sataniche.

In Italia il panorama musicale era molto più provinciale e quieto, certamente meno visionario: il giovane Guccini al massimo cantava le notti ed il fiasco e il resto era Rita Pavone – fate voi – ma il nostro modesto contributo a quella fatidica stagione di “espansione della mente” fu come minimo la prima edizione integrale, presso Einaudi, del capolavoro postumo di Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita.

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Scritto da: tomtraubert il 4 Febbraio 2010
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Il segreto dei Ségonzac, Ongaro

segreto segonzacTutte le storie di Alberto Ongaro, oltre ad essere prima di tutto delle letture appassionanti, sono delle esplorazioni delle possibilità del romanzesco, di come questo si intersechi con la vita quotidiana, di come la letteratura sia sempre un incrocio di piani, quello letterario appunto, e quello reale.

E cosa c’è di più romanzesco dell’espediente narrativo che dà vita al Segreto dei Ségonzac? A Parigi, ai giorni nostri, qualcuno prende in affitto una grande soffitta, già dimora, due secoli e mezzo prima, di artisti, di pittori, di musicisti. E vi rinviene un grande dipinto. Nel quadro, incompiuto, una grande figura di un giovane uomo, a grandezza naturale, e numerose figure di contorno, alcune appena sbozzate, altre appena indicate da dei nomi segnati sulla tela. Il giovane è un tale Philippe Ségonzac.

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Scritto da: tomtraubert il 28 Gennaio 2010
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Lei m’insegna, Goldoni

lei m'insegnaA metà degli anni ‘80 Luca Goldoni era uno scrittore molto popolare. Firma nota del Corriere della sera, parmigiano, giornalista brillante ed arguto, con un passato di cronista ed inviato di guerra, divenne piuttosto famoso per una serie di libri che raccoglievano considerazioni ed aneddoti sugli italiani, sui loro costumi e malcostumi, in maniera garbata ma puntuale, sempre sul filo dell’ironia se non dell’umorismo vero e proprio.

Li pubblicava Mondadori prima, Rizzoli poi, con cadenza annuale, e anche se poi cambiò un po’ obiettivo, spostandosi su argomenti più specifici, l’appuntamento con I libri di Luca Goldoni fu per un certo numero di anni un mio appuntamento fisso con la libreria. Lo scrivo con la maiuscola, “I libri di Luca Goldoni”, perché presso Mondadori vi era proprio una collana dedicata così intitolata.

C’erano poi le sovraccoperte, bellissime, illustrate da Ferruccio Bocca, altro nome strettamente legato a quell’epoca e a quei libri.

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Scritto da: tomtraubert il 21 Gennaio 2010
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Ogni cosa è illuminata, Foer

Ogni cosa è illuminata – Jonathan Safran FoerL’altra sera mi stavo producendo in un indolente e piuttosto inutile zapping televisivo, nella speranza che mi inducesse ad andare a dormire, assecondando l’ora piuttosto avanzata della notte, quando fra i numerosi improbabili protagonisti della televisione notturna (a proposito: ma è possibile che i politici ci siano a tutte le ore, anche quando ci sono ormai in giro solo spogliarelliste e televenditori? Mah) ho visto tre volti conosciuti. E un cane.

Chissà perché, prima ancora di riconoscere Elijah Wood avevo già riconosciuto i protagonisti del film. Film che non avevo mai visto. Però loro sì, li avevo già incontrati, in un bellissimo romanzo di Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata. Il film era quasi finito, quindi non so dirvi se sia bello o meno, ma bastò poco per farmi tornare alla mente con piacere il memorabile viaggio nello spazio e nel tempo narrato nel libro.

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Scritto da: tomtraubert il 14 Gennaio 2010
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Echoes, Povey

echoes Echoes, PoveyÈ Natale, siamo tutti più buoni, ci vogliamo tutti bene, i politici “abbassano i toni”, dal vostro nuovo TV LED ultrapiatto vanno in onda, esattamente come dal Phonola di vostro nonno, Il piccolo Lord e Bambi. Speriamo (sul serio però) anche Natale in casa Muppets. Poi nevica, maledizione, nevica.

Manca solo una cosa: i regali, perché qualcuno, al momento in cui scrivo, ve ne manca ancora di sicuro. Ora, io non so con esattezza quando leggerete questa recensione: probabilmente sarà già Natale, magari anche oltre, ma con un po’ di fortuna sarà la vigilia e sarete ancora in tempo. Sì perché Echoes: la storia completa dei Pink Floyd è il perfetto regalo di Natale per il vostro amico floydiano (chi non ne ha uno?).

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Scritto da: tomtraubert il 7 Gennaio 2010
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299 + 1, Ortolani

299più1Lo dico subito, così ci capiamo e ci togliamo il dubbio: sono un fan di Leo Ortolani. Potrei partire con gli aggettivi, scomodare definizioni, potrei limitarmi a dirvi che Leo è un genio ma… ops, l’ho già fatto! Eh beh, pazienza, m’è scappato e si vede che ci sarà un motivo.

Sì perché l’arte della parodia è difficile. La parodia non richiede solo senso comico, la parodia richiede profonda conoscenza dell’opera e del genere… la parodia, soprattutto, esige grande amore per l’originale. È questo amore che fa, per esempio, del Frankenstein Junior di Mel Brooks un grandissimo film che è un sincero omaggio a tutto un mondo, a tutto un cinema.

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Scritto da: tomtraubert il 17 Dicembre 2009
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Le menzogne della notte, Bufalino

Le menzogne della notte – Gesualdo BufalinoGesualdo Bufalino, siciliano di Comiso, approdò al romanzo già sessantunenne, nel 1981, con il romanzo intitolato Diceria dell’untore,un’opera d’esordio che ebbe notevole fortuna di critica e di pubblico, dopo essersi dedicato per anni all’insegnamento, alla poesia e alle traduzioni. Tuttavia dopo quel clamoroso debutto seguirono numerosi lavori letterari, uno dei quali è il prodigioso meccanismo narrativo intitolato Le menzogne della notte.

Ambientato in una prigione abbarbicata su di un isolotto in mezzo al mare, in una sorta di “Risorgimento borbonico” appena sbozzato da pochi accenni storici, il romanzo racconta dell’ultima notte di quattro personaggi, quattro condannati a morte accusati di cospirazione ai danni de Re cui viene proposta una via di salvezza: rivelare il nome del capo della congiura, semplicemente scrivendolo su un pezzo di carta da introdurre in un’urna. Ciascun condannato avrebbe introdotto un foglio, o col nome o senza, ma sarebbe bastata la pur anonima delazione di uno solo per garantire la salvezza di tutti.

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Scritto da: tomtraubert il 11 Dicembre 2009
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Più bello di così si muore, Amurri

più bello di cosìEsattamente trent’anni fa usciva per la Biblioteca Umoristica Mondadori Più bello di così si muore, di Antonio Amurri. Ho ripensato a questo divertente romanzo umoristico non a caso, in questi giorni in cui la parola trans è diventata all’improvviso la più usata in telegiornali e quotidiani, giorni in cui anche le nostre nonne stanno diventando esperte e dissertano amabilmente sulle differenze fra viados e transessuali.

Questo libro invece racconta una storia di quando la chirurgia estetica era ancora agli albori, o era comunque meno accessibile, e di quando per i viali delle città auto insospettabili potevano fermarsi a raccogliere, al massimo, un travestito.

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Scritto da: tomtraubert il 3 Dicembre 2009
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The dome, King

[NdE: questa recensione è la seconda sullo stesso romanzo, ma ogni lettore è differente, e differente è il suo punto di vista]

the domeQuando l’anno scorso Stephen King annunciò che il suo prossimo romanzo sarebbe stato un colosso di mille e rotte pagine l’accostamento immediato che in tutti noi Fedeli Lettori scattò automatico fu quello con altri due classici amatissimi e ipertrofici della produzione kinghiana: l’apocalittico L’ombra dello scorpione e il sontuoso It.

Inutile perciò sottolineare quanto l’attesa al varco per questa nuova fatica del Re fosse carica di aspettative. Dirò subito che questo ritorno alle proporzioni epiche di fatto non delude, anzi, ma il tempo è passato e se è vero che questo lavoro prende le mosse da un progetto abortito del 1976, allora provvisoriamente intitolato The cannibals, questo è Stephen King nel 2009, uno scrittore pessimista e incazzato, e The dome (Under the dome nell’originale) è quindi un romanzo assai diverso dai suoi predecessori.

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Scritto da: tomtraubert il 26 Novembre 2009
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