Tutti gli articoli di L'Ospite Inatteso

L'ospite inatteso è il nick che gli amici di passaggio prendono quando vogliono scrivere qualcosa su Liblog; uno, nessuno, centomila, insomma..

Uno Sherlock Holmes blasfemo, ma bellissimo – The Lo Re Report

Riporto col permesso dell’autore dal blog The Lo Re Report considerazioni sulla trasposizione cinematografica di Sherlock Holmes

sherlock holmes locandinaGuy Ritchie è uno dei registi più innovativi del cinema mondiale. Due dei suoi film – Lock & Stock. Pazzi scatenati (Lock, Stock and Two Smoking Barrels, 1998) e Snatch. Lo strappo (Snatch, 2000) – nonostante siano passati una dozzina d’anni dal loro arrivo nelle sale, rispetto a quanto mediamente prodotto dai cineasti di Hollywood sono ancora lustri avanti sotto molti punti di vista, in primis ritmo e stile di regia.

Certo, questo Sherlock Holmes non è veloce come i due capolavori di Ritchie, anzi in alcune fasi, da metà in poi, diviene quasi un po’ lento, ma è comunque un film godibile ed intelligente, rivoluzionario per quanto riguarda la figura del detective inglese.

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Scritto da: L'Ospite Inatteso il 9 Febbraio 2010
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Giornalismo a Fumetti – Il Giornalaio

Col permesso dell’autore riportiamo qui una recensione tratta dal blog Il Giornalaio:

Quella notte alla DiazI fumetti, come ho avuto modo di evidenziare a più riprese, nel nostro paese non hanno mai avuto uno status che andasse al di là dell’intrattenimento. Il fumetto di attualità nel nostro paese, ad esclusione di rarissime pubblicazioni distribuite in circuiti “non ufficiali”, non esiste.

Il fumetto giornalistico sembra assumere sempre più il un ruolo di strumento di denuncia che testimonia come i fumetti abbiano una forza che forse non  possiede nessuna altra forma di giornalismo per capacità di narrazione e coinvolgimento.

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Scritto da: L'Ospite Inatteso il 8 Febbraio 2010
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Polar Thriller – The Lo Re Report

Col permesso dell’autore riporto dal blog The Lo Re Report delle considerazioni sui romanzi venuti dal freddo, scritte da Carlo Lo Re:

verità del ghiaccioNella mia passione sconfinata per il profondo Nord dell’Europa ho recentemente scoperto un filone di action thriller che mi sta appassionando moltissimo. Sono i gialli o romanzi di spionaggio ambientati nelle regioni polari. Non è un genere alto, per carità, lo capisco bene, ma a me piace e rilassa, quindi lo consiglio a tutti.

Del resto, io credo che in letteratura sia sì fondamentale lo stile (l’autore deve innanzitutto saper scrivere, è chiaro), ma anche l’ambientazione spazio-temporale, che dà emozioni non da poco al lettore. Insomma, un libro ottimamente scritto ambientanto nel 2005 a Capacabana, Catania o Malindi proprio non mi stuzzica la fantasia. Un pessimo giallo ambientato nella Londra vittoriana, a Edimburgo o nella Stoccolma di ieri/oggi/domani semplicemente mi esalta. A scanso di equivoci, puntualizzo subito che le prove d’autore degli ultimi anni ambientate a Stoccolma sono in genere dei capolavori, come il caso Stieg Larsson (di)mostra ampiamente…

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Scritto da: L'Ospite Inatteso il 26 Gennaio 2010
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Zia Mame, Dennis

Quest’oggi il nostro ospite inatteso è Fabiola, che condivide una sua lettura (di cui avevamo già parlato):

zia mameHo riso per 354 pagine leggendo Zia Mame, il romanzo di Dennis Patrick che narra le vicende di un ragazzino che alla morte di un padre avido di affetti viene affidato alle cure della zia.

Il personaggio, completamente agli antipodi rispetto alla figura del padre, è una donna stravagante che ho sognato di impersonare durante questa mia lettura.
E quando ho finito il libro ero triste, ho rimpianto i tuffi nell’America degli anni ‘20 e degli anni ‘30 tenuta per mano da zia Mame, una donna prima ricca e poi povera e poi dinuovo ricchissima.

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Scritto da: L'Ospite Inatteso il 11 Gennaio 2010
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Consigli natalizi speciali

Io vi ho dato diversi suggerimenti, e anche gli altri di Liblog, ma stavolta lascio la parola agli amici editori, che vi daranno i loro suggerimenti di lettura in queste vacanze natalizie.

Angelo Biasella, direttore editoriale della Neo edizioni consiglia Airbag di Gianni Solla, edito da Ad est dell’equatore, a chi ama la vita ma non s’illude e a Chiara Valentina Speziale.

Marcello di Lavieri edizioni consiglia Alex Wheatle Tranquillo, fratello! della Spartaco edizioni. Per chi chi cerca cose crude e senza retorica.

Chiara Fattori, direttrice editoriale di Intermezzi, consiglia Un’altra estate di Beppe Marchetti, edito da Las Vegas, a chi ama le storie d’amore divertenti e non banali e a chi vorrebbe che l’estate non finisse mai.

Io, Carlotta Borasio, membro dello staff della Las Vegas edizioni, consiglio Monkey Business, Viaggio verso Occidente Vol.1, di Gianluca Maconi , edito da Lavieri, a chi ama i viaggi, i bei disegni, l’umorismo e il Giappone.

Andrea Malabaila, direttore della Las Vegas edizioni, consiglia Il mostro della piscina di Marco Candida, Intermezzi, a chi ama i fumetti e i B-movie.

Catriona Potts consiglia Alice Guy. Memorie di una pioniera del cinema a cura di Monica Dall’Asta, Cineteca di Bologna, perché è una donna importante che nessuno conosce, con una vita straordinaria (da pioniera, appunto) e con una sensibilità artistica modernissima.

Daniele Bonfanti, editor-in-chief di Edizioni XII, consiglia L’estate di Montebuio di Danilo Arona, edito da Gargoyle Books, a chi cerca di teorizzare il Male.

Francesca Casula, editor di Aìsara, consiglia Lo spettacolo delle ombre, di Annamaria Pulina, ed. Angelica, a tutte le donne che credono di non meritare più di quel che hanno.

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Scritto da: L'Ospite Inatteso il 18 Dicembre 2009
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Videorecensione di Accabadora, Murgia

Alessandro Giammei raddoppia e ci regala anche una videorecensione di Accabadora:

Immagine anteprima YouTube

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Scritto da: L'Ospite Inatteso il 11 Giugno 2009
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Accabadora, Murgia

Il nostro primo Ospite Inatteso è Alessandro Giammei, che ci regala la sua recensione di Accabadora:

Accabadora – Michela MurgiaMi permetto di scrivere questa cosa in risposta ad un’esigenza personale, e lo faccio a proposito di un libro che esce per terzo da chi l’ha partorito, ma che intendo trattare deliberatamente come fosse un esordio. Un esordio che però – anticipo immediatamente la mia conclusione – è incredibilmente risolutivo, pur non chiudendo affatto e anzi aprendo una stagione letteraria: quella in cui Michela Murgia, più che addentrarsi, atterra. Si chiama Accabadora.

Il libro è, parlando alla Calvino, leggero, una vita intera in centosessanta pagine di ininterrotta azione narrativa (non una pausa, nessuna lateralizzazione descrittiva, pare un’esponenziale che attraversi l’infinito cartesiano con lo scatto atletico di chi non ha fretta: è un gesto esperto, preciso, professionale, da sarto, da sicario) ma ha una levità ingombrante, è improbabile che dove si posa non lasci traccia.

D’altronde possiede un’ineleganza espressiva incredibilmente fine, mutuata forse dalla filtrazione migliorativa di certe pagine della Deledda nelle generazioni successive (dimenticate Niffoi e pensate a Fois, per intenderci), che è stata scambiata per lingua poetica ma che mi sembra invece potentemente letteraria, romanzesca, libresca – nel senso che questo libro non sembra nient’altro, né un film, né una serie di immagini, niente che non sia un romanzo vero.

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Scritto da: L'Ospite Inatteso il 11 Giugno 2009
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