Tutti gli articoli di Ayame

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Veronika decide di morire, Coelho

Scritto da: il 23.01.10 — Comments OffAbbonati (RSS)
Nella trilogia ideale E il settimo giorno… di Coelho, Veronika decide di morire è decisamente uno dei volumi più particolari, forse perché molti dettagli si rifanno all’esperienza dell’autore stesso, quando dovette passare un certo periodo di tempo in manicomio o come dice lui stesso, trasportandosi a personaggio del libro in un “ospizio”. La storia parla di Veronika, una ragazza giovane e bella che non ha reali problemi se non che decide di suicidarsi, non per grande tristezza o per un qualche sogno impossibile. Semplicemente preferisce concludere la propria vita quando ancora percepisce il mondo come nuovo e non come una vuota e noiosa ripetizione degli stessi eventi, come certamente il tempo farà diventare tutte quelle piccole cose che la prima volta sono speciali. La storia di Veronika ci viene raccontata tramite vari punti di vista, che si susseguono senza traumi per chi legge, dei vari occupanti di Villette, la casa di cura in cui è stata portata la ragazza dopo aver tentato il suicidio con delle pillole. Qui incontra Zedka, entrata in cura perché depressa a causa di un Amore Impossibile. Incontra poi Mari, avvocato entrato in cura per delle crisi di panico e facente parte della “Fraternità” un gruppo di ospiti di Villette che una volta terminata la cura, scelgono comunque di rimanere all’interno dell’asilo, così da poter vivere la propria follia, il proprio essere diversi. Qui, Veronika conosce l’amore per Eduard il cui padre, Diplomatico, fa ricoverare dopo la diagnosi dei medici che affermano che Eduard è schizofrenico. Conosciamo anche il Dottor Igor, medico dalle idee innovative nei confronti della follia e che dirà a Veronika che il suo tentativo di suicidio le ha danneggiato il cuore in maniera incurabile, diagnosticandole una sola settimana di vita al massimo. E sarà proprio in questa settima che Veronika, con l’aiuto delle parole di Zedka e Mari e con ...

Dead moon, Royo

Scritto da: il 16.01.10 — 1 CommentoAbbonati (RSS)
Dead Moon è l’ultima opera di Luis Royo, il bravissimo illustratore spagnolo. La storia, dal carattere prettamente orientale, è una rivisitazione della storia di Romeo e Giulietta in chiave fantasy. I protagonisti, i principi Marte e Luna, sono i discendenti delle due famiglie di una città immaginaria; i due castelli, posti agli estremi della città, rappresentano dal lato femminile la stregoneria e la sensualità e dal lato maschile la guerra e la violenza. I due principi sono divorati da un odio e da una passione sconfinati, sentimenti troppo grandi per questo mondo. In Dead Moon l’artista racconta la storia dei due giovani, quella drammatica della principessa Luna, nata morta sotto l’astro che porta il suo nome e tenuta in vita da sortilegi e incantesimi, incapace di baciare un uomo senza ucciderlo; e quella ugualmente drammatica di Marte, sanguinario e violentissimo guerriero che ha assassinato la stirpe di Luna. Entrambi si odiano, desiderano vendetta, ma al tempo stesso si desiderano l’un l’altro… la storia conduce a un inevitabile drammatico epilogo. Il libro, che costa 22€ e conta 122 pagine, è corredato dalle splendide illustrazioni di Royo. Il testo è molto poco, a dir la verità, e quasi superfluo a fronte del potere evocativo e suggestivo delle immagini create da Luis Royo. L’ho letto tutto nella mattina di Natale, in poco più di mezz’ora, quindi non c’è da aspettarsi granché sotto il profilo d’intrattenimento; anche lo stile lascia a desiderare, ma il libro è più una graphic novel, o un albo illustrato che altro. La storia non brilla per originalità o altro, ma l’acquisto di Dead Moon è senz’altro subordinato al desiderio di tenere tra le mani le illustrazioni dell’artista spagnolo, più che a conoscere la storia dei due amanti. L’ambientazione è molto suggestiva: si rifà al Giappone nel fisico dei personaggi, ma non ha niente di storicamente giapponese, ...

Il sangue di Manitou, Masterton

Scritto da: il 18.12.09 — 2 CommentiAbbonati (RSS)
Potrei riassumere l’intera recensione con una sola frase: “Il sangue di Manitou è un libro fantastico”. Mi rendo conto però che non potete credermi così, sulla fiducia; perciò vi darò qualche elemento affinché possiate farvi un’idea del perché il libro è fantastico. La storia si apre con Frank Winter, gastroenterologo del Sister of Jerusalem che si ferma a osservare una ragazza che si esibisce come mimo per le strade di New York. Meravigliato da come la ragazza sembri snodabile, il dottore commenta il fatto con un uomo accanto a lui, che sorride e gli dice che la ragazza è una pallida. Mentre Frank cerca di farsi spiegare il significato dell’affermazione, la ragazza stramazza al suo e vomita litri di sangue. Non suo. Interrogata, confessa di aver assassinato i suoi coinquilini e di averne bevuto il sangue per placare il bruciore del suo corpo che sembrava andare a fuoco; mentre i medici svolgono test e cercano di capire cosa succeda alla ragazza, questa muore improvvisamente e iniziano ad arrivare in ospedale centinaia di altre persone nelle sue stesse condizioni: tutti vomitano sangue e confessano di avere ucciso amici e parenti, persino i propri figli, per spegnere il fuoco che, dicono, li stava bruciando. Tutti, inoltre, dicono di fare da giorni lo stesso incubo; e tutti, inspiegabilmente, iniziano a recitare Tatal nostru, carele esti in ceruri. L’altra storia, parallela, segue Harry Herskine, indovino imbroglione dotato di qualche potere paranormale. La narrazione, che prima era in terza persona, passa alla prima e al punto di vista – spesso ironico – di Harry; i capitoli sono alternati fino a quando i due non si incontrano: il dottore, Frank, è stato infettato dalla ragazza, resuscitata sotto forma di stregoi, ovvero vampiro. Harry e Gil, un soldato incontrato per le strade infernali di NY, hanno scoperto grazie allo spirito ...

Marked, Cast e Cast

Scritto da: il 12.12.09 — Comments OffAbbonati (RSS)
Marked, di primo acchito, ricorda un po’ Harry Potter e le sue (dis)avventure: la nostra protagonista, Zoey, è una giovane liceale normalissima, con una vita non esattamente felice, una famiglia a pezzi e il disperato bisogno di sentirsi accettata e parte integrante di un gruppo che un giorno viene marchiata da un Ricercatore di vampiri, costringendola a lasciare la sua scuola per la Casa della Notte, la scuola speciale per vampiri. La peculiarità del vampirismo nel mondo costruito dalle due autrici – madre e figlia – è che non si diventa vampiri per il morso di un altro vampiro: la trasformazione avviene biologicamente durante lo sviluppo dell’adolescenza. È una cosa normale, tant’è che la trasformazione è una cosa che si studia nei comuni licei, nelle ore di biologia; nonostante ciò, e nonostante il fatto che molti attori di successo siano vampiri, la maggioranza delle persone vede i vampiri come mostri – e la mentore di Zoey, la somma sacerdotessa della Casa della Notte ne attribuisce la colpa a Dracula di Stoker. Non tutti coloro che iniziano la trasformazione riesce a portarla a termine: uno su dieci muore prima di aver raggiunto l’ultimo anno della scuola. Zoey, tuttavia, non è una vampira come tutte le altre: la dea venerata dai vampiri, Nyx, la sceglie come suoi “occhi e orecchi” sulla Terra. Questa scelta, dovuta al fatto che Zoey è di sangue cherokee e ha in sé un miscuglio di antico e moderno, la porta ad avere dei poteri fuori dall’ordinario e ad essere la naturale rivale di Afrodite, la candidata a divenire la nuova somma sacerdotessa della Casa della Notte. Pensate a Draco Malfoy al femminile, con una buona dose di libertinaggine in più e avrete un ritratto molto simile di questo personaggio. Il libro è scritto in prima persona ed è narrato dalla viva voce ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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