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	<title>Liblog &#187; Vita da editor(e)</title>
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	<description>Libri grandi e piccoli letti da chi li ama</description>
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		<title>Arrivederci, amici</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 08:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avrete notato che ormai gli aggiornamenti sono sporadici. È un periodo un po&#8217; così, pieno di trasformazioni, cambiamenti grandi e piccoli, e non riesco più a seguire tutto; da oggi pertanto Liblog è in vacanza perpetua. Ogni volta che potrò leggerò qualcosa, ma lo posterò su un sito più personale, e se avrete piacere di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Avrete notato che ormai gli aggiornamenti sono sporadici. È un periodo un po&#8217; così, pieno di trasformazioni, cambiamenti grandi e piccoli, e non riesco più a seguire tutto; da oggi pertanto Liblog è in vacanza perpetua. Ogni volta che potrò leggerò qualcosa, ma lo posterò su un sito più personale, e se avrete piacere di leggermi ancora lo potrete raggiungere <a href="http://liblog.mrsbubba.com" target="_blank">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify">Vi dico di cuore grazie, per essere stati compagni di lettura in questi anni. Spero di avervi fatto trovare i libri giusti per voi&#8230; arrivederci a tutti!</p>
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		<title>L&#8217;odore dei libri</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Oct 2010 12:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da editor(e)]]></category>

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		<description><![CDATA[La disputa sugli ebook si fa di giorno in giorno più accesa. Ci sono gli strenui difensori della carta e gli strenui difensori del digitale, e in mezzo quelli che apprezzano i punti di forza dell&#8217;uno e dell&#8217;altro supporto. Io amo il libro cartaceo e sono piuttosto sicura che, per la mia vita personale, vorrò [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/10/can-newbook.jpeg"><img class="alignleft" style="float: left" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/10/can-newbook.jpeg" alt="" width="162" height="476" /></a>La disputa sugli ebook si fa di giorno in giorno più accesa. Ci sono gli strenui difensori della carta e gli strenui difensori del digitale, e in mezzo quelli che apprezzano i punti di forza dell&#8217;uno e dell&#8217;altro supporto.</p>
<p style="text-align: justify">Io amo il libro cartaceo e sono piuttosto sicura che, per la mia vita personale, vorrò sempre le copie cartacee dei libri che amo, che provengano dalle tradizionali tipografie o da un&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Espresso_Book_Machine" target="_blank">Expresso Book Machine</a>. E come i vinili, cui spesso ho paragonato i libri, una certa nicchia di amatori andrà alla ricerca di copie cartacee, sempre più particolari e curate.</p>
<p style="text-align: justify">Per i nostalgici, comunque, ecco un prodotto che può servire&#8230; un profumo che sa &#8220;di libro&#8221;! In diverse fragranze (Libro nuovo, polveroso, libro di chi ha gatti), se proprio vi manca l&#8217;odore del libro mentre leggete un ebook, questo è il prodotto che fa per voi.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><strong>Smell of Books</strong>™ is <a href="http://smellofbooks.com/about/features-and-compatibility/">compatible with a wide range of e-reading devices and e-book formats</a> and is <strong>100% DRM-compatible</strong>. Whether you read your e-books on a Kindle or an iPhone using Stanza, <strong>Smell of Books</strong>™ will bring back that real book smell you miss so much.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">
<div class="shr-publisher-10699"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Grammatica di base per tutti – infondo, aldilà e apposto</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Sep 2010 12:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono momenti in cui, distratti e sovrappensiero, tutti commettiamo errori ortografici; fretta, troppo lavoro, stanchezza, dita che corrono sulla tastiera, i motivi sono moltissimi. Ultimamente però si diffonde la confusione tra alcuni termini, per cui è il caso di ricordare che cosa significano e in quali contesti si debbano usare. Parlo delle coppie &#8220;in [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Ci sono momenti in cui, distratti e sovrappensiero, tutti commettiamo errori ortografici; fretta, troppo lavoro, stanchezza, dita che corrono sulla tastiera, i motivi sono moltissimi. Ultimamente però si diffonde la confusione tra alcuni termini, per cui è il caso di ricordare che cosa significano e in quali contesti si debbano usare. Parlo delle coppie &#8220;in fondo/infondo&#8221;, &#8220;al di là/aldilà&#8221;, &#8220;a posto/apposto&#8221;, per cui temo che non si tratti di stanchezza ma ormai di abitudine e lassismo.</p>
<p style="text-align: justify">Facciamola semplice, senza ricorrere a verbose spiegazioni tecniche, ma partendo dal significato e da qualche esempio, aiutati dal Devoto-Oli:</p>
<p><span id="more-11819"></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong>In fondo</strong>: dal sostantivo &#8220;fondo&#8221;, che è la parte terminale di qualcosa, la locuzione<em> in fondo</em> significa &#8220;nella parte finale&#8221; o, figurativamente, &#8220;nella parte più intima&#8221;. Esempi: in fondo al cuore sai che è sbagliato, andrò fino in fondo a questa storia, in fondo non è un grosso problema.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Infondo</strong>: dal verbo &#8220;infondere&#8221;, che ha il significato di versare dentro, ma anche di ispirare, <em>infondo </em>significa &#8220;io suscito (uno stato d&#8217;animo, un&#8217;emozione)&#8221;. Esempi: Mario infonde speranza col suo discorso,  infondi fiducia nei tuoi amici, prima della battaglia infondo coraggio ai miei compagni.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Al di là</strong>: locuzione dell&#8217;avverbio &#8220;là&#8221;, <em>al di là</em> significa &#8220;oltre una barriera non visibile&#8221;, anche figurata. Esempi: al di là della siepe c&#8217;è la villa del vicino, al di là del muro c&#8217;è un campo di grano, al di là della sua ostinazione è un bravo ragazzo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Aldilà</strong>: è un sostantivo che significa &#8220;vita ultraterrena&#8221; o &#8220;luogo ultraterreno&#8221;. Esempi: ci ritroveremo nell&#8217;aldilà, credo nell&#8217;aldilà ma non nel purgatorio, chissà se c&#8217;è un aldilà per gli animali.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>A posto</strong>: dal sostantivo &#8220;posto&#8221;, col significato di luogo, la locuzione <em>a posto</em> significa &#8220;in un luogo assegnato&#8221; (per buon ordine o convenienza). Esempio: metti i libri a posto, sei un ragazzo a posto, sono a posto con la mia coscienza, è tutto a posto.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Apposto</strong>: dal verbo &#8220;apporre&#8221;, che vuol dire mettere accanto, sopra o sotto, oppure attribuire, apposto significa &#8220;messo&#8221;. Esempi: ho apposto la mia firma sul documento, ho apposto una nota al testo.</p>
<p style="text-align: justify">Probabilmente col tempo la variante apposto sostituirà &#8220;a posto&#8221;, dato che apporre è piuttosto desueto come verbo, così come apposta ha sostituito &#8220;a posta&#8221;. Ma fino a quando anche quest&#8217;univerbazione non sarà fissata sia nel parlato sia nella norma grammaticale è bene continuare a distinguere l&#8217;uso corretto e quello errato. Anche perché ciò che distingue un gioco verbale o una innovazione è la consapevolezza della regola grammaticale che si sta eventualmente violando. A posto così?</p>
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		<title>Books vs. E-books</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 12:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[via Il giornalaio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: center"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/08/Books-vs-E-Books.jpg"><img class="size-medium wp-image-12024 aligncenter" title="Books vs E-Books" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/08/Books-vs-E-Books-369x500.jpg" alt="" width="369" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: right">via <a href="http://giornalaio.wordpress.com/2010/08/09/books-vs-e-books/" target="_blank">Il giornalaio</a></p>
<div class="shr-publisher-12023"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Chi legge, si vede?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 12:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prendo spunto dal post su Giornalisticamente per parlare un po&#8217; della nuova pubblicità Fieg per promuovere la lettura di editoria periodica (quotidiani, settimanali, mensili&#8230; ma non libri). L&#8217;idea iniziale è molto bella: persone che sono in grado di parlare dei più svariati argomenti, grazie al semplicissimo fatto di leggere. Ma a guardare con un poco [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Prendo spunto dal post su <a href="http://www.giornalisticamente.net/blog/2010/08/05/se-leditore-non-sa-comunicare-la-campagna-fieg-sulla-lettura/" target="_blank">Giornalisticamente</a> per parlare un po&#8217; della nuova pubblicità <a href="http://www.fieg.it/" target="_blank">Fieg</a> per promuovere la lettura di editoria periodica (quotidiani, settimanali, mensili&#8230; ma non libri). L&#8217;idea iniziale è molto bella: persone che sono in grado di parlare dei più svariati argomenti, grazie al semplicissimo fatto di leggere.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/08/Fieg_uomini.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="L_xxxx_Presentazione_Doppia_U.indd" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/08/Fieg_uomini-500x352.jpg" alt="" width="500" height="352" /></a>Ma a guardare con un poco di attenzione in più, e osservando l&#8217;immagine alla massima grandezza disponibile, sorgono le stesse perplessità dell&#8217;altro blogger: davvero sono questi gli argomenti per cui vale la pena leggere?</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-12012"></span>E vediamo un po&#8217;: pesca d&#8217;altura, mp3, basket, tifo, calcetto, horror, matrimoni, regali, posta, hotel, fisico. Poche voci dissonanti su &#8220;borsa, libri, mostre&#8221;, tutto il resto futilità varie. Probabilmente sono io che mi pongo nell&#8217;ottica sbagliata ma leggere i giornali (e i libri) dovrebbe espandere l&#8217;orizzonte culturale, non aiutarci a fare le vallette/gli opinionisti in tv.</p>
<p style="text-align: justify">Poi, mi chiedo se sia una pubblicità fatta per attirare chi non legge – e secondo me lascia il tempo che trova in questo senso–, se per invitare a leggere di più chi ha già iniziato – e anche qui non mi sembra efficace, data la scelta degli argomenti – o se, infine, per l&#8217;autocompiacimento di chi legge molto, che è figo, sorridente, scherzoso.</p>
<p style="text-align: justify">In un&#8217;Italia in cui il giornalismo di qualità è veramente raro forse questa è l&#8217;immagine più fedele che abbiamo di noi stessi, persone che parlano di vana attualità. Lasciatemelo dire: che tristezza.</p>
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		<title>Parola di Giorgio Manganelli</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 12:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un mio amico diceva: «è necessario scrivere, non è necessario pubblicare»; verità di un certo livello di profondità, che ritroviamo nel suo contrario, quello che sto vivendo: «è necessario pubblicare, non è necessario scrivere». A dimostrazione della fondatezza del mio assunto, mi permetterò di offrire al tipografo una riga inesistente: come avete visto, la riga [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><blockquote>
<p style="text-align: justify">Un mio amico diceva: «è necessario scrivere, non è necessario pubblicare»; verità di un certo livello di profondità, che ritroviamo nel suo contrario, quello che sto vivendo: «è necessario pubblicare, non è necessario scrivere». A dimostrazione della fondatezza del mio assunto, mi permetterò di offrire al tipografo una riga inesistente:</p>
<p>come avete visto, la riga non c’è; a nessun titolo, neanche il più vago, essa è stata scritta; è una riga di nulla, e tuttavia è lunga esattamente quanto doveva essere lunga, ha un numero d’ordine nella pagina, mi avvicina alla conclusione della pagina. È una vera riga, non v’è dubbio; e pure, pur essendo stata pubblicata, non ha avuto bisogno di essere stata trascritta. Personalmente, considero quella riga bianca come l’unica riga dell’intero pezzo che sto scrivendo, l’unica che corrisponda con maniacale esattezza alla regola, alla legge di essere ‘pubblicata ma non scritta’. È una riga che pone molti ed ardui problemi di teoria della pubblicazione, e mi piacerebbe che da essa, da quella riga misteriosa e innocua, prendesse l’avvio una Retorica della Pubblicazione, o una Teoria del non-scrivere, o Princìpi finali della letteratura inesistente.</p></blockquote>
<p style="text-align: right">Via <a href="http://www.paolonori.it/pubblicare/" target="_blank">Paolo Nori</a>, Giorgio Manganelli, in Tèchne nuova serie,19, Paian di Prato (UD), Campanotto 2010, p. 62</p>
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		<title>Addio Saramago</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 15:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non posso essere brava come lui con le parole, ma voglio dargli il mio personale addio. Muore oggi uno degli autori del mio personale pantheon, l&#8217;ultimo ancora in vita. Nobel più che meritato, acutissimo e coinvolgente, mi sento come d&#8217;aver perso un amico, qualcuno che per la mia vita mentale contava più di tante persone [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Non posso essere brava come lui con le parole, ma voglio dargli il mio personale addio. <a href="http://www.repubblica.it/persone/2010/06/18/news/saramago_morto-4949072/#" target="_blank">Muore oggi</a> uno degli autori del mio personale pantheon, l&#8217;ultimo <a href="http://quadernodisaramago.wordpress.com/" target="_blank">ancora in vita</a>. Nobel più che meritato, acutissimo e coinvolgente, mi sento come d&#8217;aver perso un amico, qualcuno che per la mia vita mentale contava più di tante persone con cui mi capita di dialogare.</p>
<p style="text-align: justify">Un saluto affettuoso, da me e dal<a href="http://www.canidacuccia.it/gatto-e-bello/novita-sul-fronte-felino/" target="_blank">l&#8217;altro Saramago</a>, quello che porta il suo nome in segno di affetto.</p>
<p style="text-align: justify">
<div class="shr-publisher-11875"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Giornata contro l&#8217;editoria a pagamento</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 12:40:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Indetta da Writer&#8217;s Dream e dal No EAP di Zero91, ecco la prima Giornata contro l&#8217;editoria a pagamento. E per celebrarla rilancio il manifesto che hanno elaborato: OBIETTIVO DELLA MANIFESTAZIONE: non è abbattere gli editori a pagamento, ma informare quante più persone possibili, perché la chiave del successo è una sola, e si chiama informazione. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/noeap-150x150-custom.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="noeap-150x150-custom" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/noeap-150x150-custom.jpg" alt="No EAP" width="150" height="150" /></a>Indetta da <a href="http://www.writersdream.org" target="_blank">Writer&#8217;s Dream</a> e dal No EAP di <a href="http://www.zero91.com/" target="_blank">Zero91</a>, ecco la prima Giornata contro l&#8217;editoria a pagamento. E per celebrarla rilancio il manifesto che hanno elaborato:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">OBIETTIVO DELLA MANIFESTAZIONE: non è abbattere gli editori a pagamento, ma informare quante più persone possibili, perché la chiave del successo è una sola, e si chiama informazione.</p>
<p style="text-align: justify">Editoria a pagamento: cos’è? È quella cosa per cui tu, aspirante scrittore a caccia di una casa editrice, devi sborsare soldi per vedere pubblicata la tua opera.<br />
In altri termini significa che tu, impiegato presso una qualsiasi azienda, devi pagare il tuo capo 1200€ al mese. Perché? Perché sì, naturalmente, perché il mercato è in crisi e non pretenderai che l’azienda si sobbarchi rischi simili? Già ti permettono di lavorare e di avere un posto quando la crisi finirà, quindi zitto e firma l’assegno.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11762"></span>Questa è la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento, caro scrittore, e siamo qui non tanto per protestare quanto per informare tutti gli autori che, come te, sono alla ricerca di un editore che pagare per pubblicare non è l’unico modo.<br />
E non è nemmeno la regola.</p>
<p style="text-align: justify">Pubblicare non è un diritto. Non è un diritto inalienabile dell’uomo, si può vivere benissimo anche senza pubblicare un libro. Detto questo, pensa un attimo a una cosa. Prova a immaginare di avere solo la terza media e di volere, a tutti i costi, diventare architetto.<br />
Cosa fai? Vai in uno studio e pretendi di essere assunto? No. Non lo faresti mai, nemmeno ti passa per la testa: non hai le competenze per farlo e un tuo errore causerebbe la morte di molte persone.<br />
Allora perché intestardirsi sul voler pubblicare a tutti i costi? Diventeresti architetto corrompendo, pagando chi ti assume e sapendo che potresti ammazzare qualcuno?<br />
Pubblicare senza averne le competenze equivale a voler fare l’architetto con la licenza media.<br />
Se pagare l’esaminatore per farti passare l’esame della patente senza studiare è corruzione, pagare per pubblicare è perfettamente legale ma a conti fatti cambia qualcosa?<br />
La maggioranza degli editori a pagamento pubblica qualunque cosa. A questo proposito guardati <a href="http://www.youtube.com/watch?v=A2TXLPqg6M0" target="_blank">questo video</a>.</p>
<p style="text-align: justify">Pubblicare non è un servizio. L’editore che sceglie di pubblicare un manoscritto non lo fa per carità divina, per fare un favore all’autore o perché l’autore gli è simpatico: lo fa perché crede che da quel libro potrà ricavarci qualcosa in termini economici.<br />
L’editore è un imprenditore: scommette i propri soldi in ciò che ritiene redditizio; esattamente come fa chi acquista le azioni in borsa, esattamente come chi apre un’attività.<br />
Pubblicare un libro è un lavoro. Un lavoro che va retribuito, perché su quel lavoro l’azienda ci guadagnerà. La tua azienda guadagna anche grazie al tuo lavoro; l’editore guadagna grazie al tuo libro.<br />
Sarebbe come pensare a un ristorante senza pietanze: se chi gli fornisce gli alimenti non viene pagato il ristoratore rimarrà presto senza nulla da dare ai suoi clienti. Il ristoratore non chiede al suo fornitore di pagarlo per fornirgli la merce, è l’esatto opposto.<br />
Ci pensi a un venditore all’ingrosso che viene apostrofato con “o mi paghi o io la tua merce non la prendo”?</p>
<p style="text-align: justify">Pubblicare senza essere conosciuti non è impossibile. Così come non è impossibile pubblicare gratis. Gli editori che pubblicano esordienti senza chiedere un centesimo ce ne sono a centinaia (e qui ne potete trovare più di 120: http://writersdream.org/case-editrici/lista-free ).<br />
E se nessun editore non a pagamento ti pubblica ti si aprono due vie: rinunciare e pensare che probabilmente nel testo c’è qualcosa che non va o scegliere l’autopubblicazione tramite un POD (Print On Demand) come Lulu o Boopen o Ilmiolibro, avendo cura di dare la disponibilità del download gratuito assieme all’acquisto del testo cartaceo.<br />
Se stai pensando che in questo modo, senza un editore a pagamento alle spalle, non avrai editing, correzione bozze, copertina e promozione sbagli: l’unica cosa che ti mancherà sarà la copertina.</p>
<p style="text-align: justify">(Testo a cura della redazione del forum Writer’s Dream).</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/vita-da-editore/giornata-contro-leditoria-a-pagamento/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
<div class="shr-publisher-11762"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>La posta dell&#8217;editore V</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 12:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da editor(e)]]></category>
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		<category><![CDATA[grammatica]]></category>
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		<category><![CDATA[posta]]></category>
		<category><![CDATA[presunzione]]></category>
		<category><![CDATA[punteggiatura]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva in redazione una mail. Una mail piena di errori di punteggiatura, con virgole ogni due/tre parole. In più il romanzo allegato non ha a che fare con la linea editoriale nemmeno per sbaglio. Quindi, come sempre, rispondo. &#8220;Gentile XYZ, la nostra linea editoriale non comprende storie vere né autobiografie. Inoltre nella presentazione sono presenti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Arriva in redazione una mail. Una mail piena di errori di punteggiatura, con virgole ogni due/tre parole. In più il romanzo allegato non ha a che fare con la linea editoriale nemmeno per sbaglio. Quindi, come sempre, rispondo.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">&#8220;Gentile XYZ,<br />
la nostra linea editoriale non comprende storie vere né autobiografie. Inoltre nella presentazione sono presenti svariati errori di punteggiatura, per cui le consigliamo un&#8217;attenta revisione del testo prima di sottoporlo all&#8217;attenzione di un editore.<br />
Cordialmente,<br />
Blablablabla&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Ed ecco la risposta dell&#8217;autrice:</p>
<p><span id="more-11736"></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">&#8220;Svariati errori di punteggiatura? Sarebbe stato meglio, se ne avessi fatti di ortografia, grammatica e sintassi, come succede per i giornalisti, gli insegnati e anche gli scrittori? Diciamoci la verità, non si tratta, ne della mia punteggiatura, ne della mia sinossi, ma della mia presentazione. Un tentativo deviato, per indicarmi che per Voi, non ho le CREDENZIALI, per scrivere. Posso accettare perfettamente, che l&#8217;argomento non interessi, o che abbia scritto un orrore, ma le prese in giro per favore, RISPARMIATEMELE. Lo conferma anche il fatto, che NESSUNA  casa editrice, che ho contattato, ha precisato nel suo sito, di un&#8217;avvenuta conferma di ricevimento dell&#8217;e mail. Ognuna di esse, stabilisce il proprio tempo personale, 5, 6, 7, 8 mesi, per un contatto, SOLO in caso positivo. Questo sottointende ovviamente, che lo abbiano letto effettivamente, o semplicemente cestinato (non sono così stupida). Avere avuto da Voi l&#8217;ONORE, di una risposta non necessaria, e di un consiglio, che lo è ancora meno, fa trasparire perfettamente il Vostro pensiero nascosto. E il consiglio era nei miei confronti, o per i Vostri colleghi, per cui provate solidarietà? SOLO  a titolo informativo, ho ricevuto altre risposte, allo stesso identico scritto, ma con altri contenuti, quindi abbiate la compiacenza di pensare, che i Vostri colleghi, hanno le loro idee personali, senza che Voi, Vi facciate da paladini difensori, o di detentori della verità.<br />
Mentre, io mi rimetto a rileggere il mio manoscritto, dove certamente troverò tanti errori, Voi rileggete la Vostra risposta, dove troverete tanta ipocrisia.<br />
Spero proprio per Voi, e per chi scrive per Voi, che non confondiate la cultura, con l&#8217;intelligenza. Io Vi considero molto colti&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify">ps questa è tutta la punteggiatura, che mi sono dimenticata di mettere;;::.!!,,;.;::,?;;;&#8230;;.;1\<br />
purtroppo per quella, che è in più, dovrete provvedere Voi a toglierla.<br />
cordialmente XYZ&#8221;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">La signora non ha capito almeno due cose: quando si invia a un editore ci si sottopone al suo giudizio, e quando si riceve un consiglio si potrebbe anche fare un po&#8217; di autoesame. La cosa che stupisce, infatti, è l&#8217;incredibile arroganza e arrabbiatura per aver ricevuto semplicemente un commento; questo conferma che moltissimi aspiranti scrittori (definizione fin troppo elegante) non hanno interesse a far valere il merito, ma vogliono solo ricevere plausi e complimenti. Chi non glieli fa o è malvagio, o stupido, o ignorante. Chi si permette di consigliarli è un presuntuoso che ha chissà quali pregiudizi in testa.</p>
<p style="text-align: justify">Azzardo un&#8217;ipotesi: non è che i &#8220;colleghi editori&#8221; le hanno proposto dei bei contratti, con cifre a tre zeri&#8230; ma da sborsare?</p>
<div class="shr-publisher-11736"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Re-book</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 16:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da editor(e)]]></category>

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		<description><![CDATA[La vita di un libro è imprevedibile. Qualcuno diventa un bestseller, qualcuno va al macero, qualche copia si rovina, qualcuna nasce già fallata. Insomma, non per tutti c&#8217;è sempre un buon esito. Per questo Minimum Fax ha ideato il progetto Re-book, basato su rispetto dell&#8217;ambiente e creatività. minimum fax – che tanto nella produzione quanto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/04/logo_rebook_it.png"><img class="alignleft" style="float: left" title="logo_rebook_it" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/04/logo_rebook_it.png" alt="" width="280" height="80" /></a>La vita di un libro è imprevedibile. Qualcuno diventa un bestseller, qualcuno va al macero, qualche copia si rovina, qualcuna nasce già fallata. Insomma, non per tutti c&#8217;è sempre un buon esito. Per questo <a href="http://www.minimumfax.com/home.asp" target="_blank">Minimum Fax</a> ha ideato il progetto <a href="http://www.re-book.it/" target="_blank">Re-book</a>, basato su rispetto dell&#8217;ambiente e creatività.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">minimum fax – che tanto nella produzione quanto nel macero si è  sempre impegnata a seguire principi di responsabilità ambientale – <strong>vuol  dare una chance ulteriore al libro</strong>, che viene così utilizzato  come punto di partenza per la produzione di altri oggetti.</p>
<p style="text-align: justify">Il recupero di scarti industriali diventa oggi sempre più rilevante:  da una parte consente di riutilizzare beni “a fine ciclo”,  trasformandoli in nuova risorsa (risparmio di materie prime); dall’altra  comporta benefici in termini ambientali (minori consumi energetici e  quindi meno emissioni). Pur essendo ancora un fenomeno di nicchia, <strong>il  riuso di scarti è destinato a espandersi ma può farsi addirittura  determinante in tempi di crisi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11550"></span>Nell’ambito del design, il concetto di riciclo presenta poi  l’ulteriore vantaggio della <strong>unicità dei prodotti</strong>: se  ogni scarto è diverso dall’altro, anche i manufatti che se ne servono  saranno pezzi unici.</p>
<p style="text-align: justify">Proprio per questo la prima iniziativa di <strong>Re-Book</strong> è Il <a href="http://www.re-book.it/?page_id=33"><strong>Re-Book design contest</strong></a>, organizzato in  collaborazione con <a href="http://www.amanei.com/" target="_blank"><strong>Amaneï</strong></a> e <a href="http://www.cirps.it/" target="_BLANK"><strong>Cirps</strong></a>:  un concorso che si rivolge a designer intraprendenti, ma aperto a  chiunque abbia un’idea creativa e voglia proporre la sua soluzione. Il  concorso verrà lanciato durante il <strong>Salone del Mobile di Milano</strong> (13-19 aprile 2010).</p>
</blockquote>
<div class="shr-publisher-11550"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Sulla tariffa agevolata da Orecchio Acerbo</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 12:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da editor(e)]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[difficoltà]]></category>
		<category><![CDATA[editoria indipendente]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[orecchio acerbo]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[statistica]]></category>
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		<description><![CDATA[Ripubblico la lettera di Orecchio Acerbo sulla questione della tariffa ridotta editoriale, a voi le riflessioni: &#8220;Su uno dei più conosciuti motori di ricerca, alla voce “promozione lettura” compaiono oltre 1.160.000 risultati. Il tutto in 0,19 secondi. Grosso modo lo stesso tempo nel quale, con un tratto di penna e per decreto, il governo ha [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Ripubblico la lettera di <a href="http://www.orecchioacerbo.com/editore/" target="_blank">Orecchio Acerbo</a> sulla questione della tariffa ridotta editoriale, a voi le riflessioni:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">&#8220;Su uno dei più conosciuti motori di ricerca, alla voce “promozione  lettura” compaiono oltre 1.160.000 risultati. Il tutto in 0,19  secondi. Grosso modo lo stesso tempo nel quale, con un tratto di penna e  per decreto, il governo ha cancellato le tariffe postali agevolate per  il mondo dell’editoria. Una delle due uniche facilitazioni &#8211; l’altra,  finché durerà, è la riduzione dell’Iva al 4% &#8211; previste  per promuovere la produzione e la diffusione delle informazioni, delle  idee e della cultura su carta stampata.</p>
<p>Tutto il mondo editoriale  ne sarà fortemente colpito, le piccole case editrici per prime. E fra  queste ultime, quelle che si rivolgono ai lettori più giovani. Il  calcolo per noi non è stato difficile, un raddoppio secco delle spese  postali. Poche migliaia di euro, in assoluto, ma tanti per il nostro  risicato bilancio. Non sarà questo a portarci al fallimento, ma si  moltiplicheranno problemi e difficoltà.</p>
<p><span id="more-11538"></span>Un provvedimento che ha  del paradossale, visto il rilievo dato proprio nelle ultime settimane ai  preoccupanti dati sulla disaffezione alla lettura, in particolare dei  più giovani, sulla scarsa diffusione del libro, sull’incredibile posto  nella classifica mondiale occupato dal nostro Paese. Non ci eravamo  illusi che la riflessione su questi dati avrebbe portato a un maggiore  interesse, a una maggiore attenzione. Ma,  francamente, non avevamo nemmeno lontanamente pensato che potesse  portare a un taglio del già ridicolo sostegno esistente.</p>
<p>I grandi  gruppi editoriali troveranno sicuramente modo di far sentire la loro  voce, e noi aggiungeremo la nostra alla loro. Sperando che qualcuno  abbia voglia di farle da eco, di rompere quell’incantesimo per il quale  dell’editoria per ragazzi si parla, salvo poche eccezioni, quasi  esclusivamente per Natale e per la Fiera di Bologna.</p>
<p>Molto  modestamente, fra le tante piccole case editrici che lo fanno  quotidianamente, anche noi avevamo dato inizio a una serie di iniziative  per promuovere i libri e la lettura. Iniziative fra quel milione e  centosessantamila del quale dicevamo all’inizio. Un solo esempio. Per la  giornata della memoria, il 27 gennaio, abbiamo donato alle 60 scuole  dedicate ad Anne Frank un libro illustrato che racconta la sua  esperienza. Fra gli editori per ragazzi le idee non mancano, e abbiamo  progettato iniziative analoghe per biblioteche, gruppi di lettura,  centri culturali. Inutile dire che alla maggior parte dovremo  rinunciare. Così come dovremo cominciare a centellinare le copie omaggio  per le recensioni, per magari lamentarci poi dello scarso riscontro. Un  vero paradosso anche questo.<br />
Convinti però che non si possa, ne  debba, far di necessità virtù, vogliamo fare tutto ciò che dobbiamo  perché almeno questo provvedimento sia ritirato. Per questo contiamo  anche sul tuo sostegno.&#8221;</p>
<p>Fausta Orecchio e Simone Tonucci<br />
Orecchio  acerbo editore</p>
</blockquote>
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		<title>Sospensione tariffe agevolate editoriali</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 12:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da editor(e)]]></category>
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		<description><![CDATA[Da oggi essere un piccolo e onesto editore indipendente è circa 10 volte più difficile. Come se non fosse già abbastanza complicato sopravvivere e fare il proprio lavoro, con la recentissima sospensione delle agevolazioni per la spedizione di pieghi di libri e simili gli aggravi per far circolare i propri libri, specialmente con volumi piccoli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Da oggi essere un piccolo e onesto editore indipendente è circa 10 volte più difficile. Come se non fosse già abbastanza complicato sopravvivere e fare il proprio lavoro, con la recentissima <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/04/agevolazioni-abbonamenti-postali-sospese.shtml?uuid=604e99f4-3d9a-11df-947d-3b71cdd2ef16&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">sospensione delle agevolazioni per la spedizione di pieghi di libri e simili</a> gli aggravi per far circolare i propri libri, specialmente con volumi piccoli come per noi editori indipendenti, arrivano a costi insostenibili.</p>
<p style="text-align: justify">Le tariffe passano da 70 centesimi a 1,30 per piccoli pesi e da circa 2 euro a 4 per pesi fino a 5 kg (circa 20 libri). Trovatemi un matematico che mi faccia capire come gestire questo ulteriore costo senza doverlo addebitare ai miei lettori. E anche un motivatore che mi ricordi perché ho scelto questo mestiere, già che ci siete.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11500"></span>Ricordiamo a tutti quelli che vorrebbero fare l&#8217;editore quali e quante sono le amenità della filiera del libro. E scusate l&#8217;amarezza.</p>
<ul>
<li>la distribuzione mangia più della metà degli introiti;</li>
<li>le librerie non ti espongono, e molte non ti ordinano nemmeno su richiesta, fingendo che tu non esista;</li>
<li>i lettori in Italia sono una percentuale di popolazione bassa, quelli che leggono editori indipendenti sono una cifra irrisoria;</li>
<li><a href="http://www.guritel.it/icons/freepdf/SGFREE/2010/03/31/SG075.pdf" target="_blank">lo stato</a>, che già ti agevola molto poco, toglie quelle piccole sovvenzioni – come questa delle poste – che ti aiutavano a sopravvivere;</li>
<li>[continuare ad libitum].</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Beh, ci sono altre strade, e ormai è giocoforza percorrerle, non credete? E no, non parlo del negozio di Hello Kitty. Estote parati.</p>
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		<title>Leggere, leggere, leggere!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 09:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[estranei]]></category>
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		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Se oggi qualcuno vi dovesse avvicinare con fare sospetto e vi passasse uno &#8220;strano&#8221; oggetto, non vi preoccupate, non è una spia: è solo qualcuno che aderisce, come me, all&#8217;iniziativa &#8220;Leggere, leggere, leggere&#8221;. Ecco in breve:]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Se oggi qualcuno vi dovesse avvicinare con fare sospetto e vi passasse uno &#8220;strano&#8221; oggetto, non vi preoccupate, non è una spia: è solo qualcuno che aderisce, come me, all&#8217;iniziativa &#8220;Leggere, leggere, leggere&#8221;. Ecco in breve:</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.facebook.com/pages/Leggere-leggere-leggere/298545377096?ref=ts" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-11461 aligncenter" title="Leggere leggere leggere" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/03/Leggere-leggere-leggere-399x500.jpg" alt="" width="399" height="500" /></a></p>
<div class="shr-publisher-11460"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Alle prese con il formato epub</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 13:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono rimessa a studiare. Mi tocca, dato che credo molto nell&#8217;introduzione dell&#8217;ebook per l&#8217;editoria indipendente (e più avanti, con calma, vi spiegherò anche perché), come opportunità su più piani. Aggiornarsi in questo momento non è facilissimo: mancano i manuali in italiano, e i corsi sono tutti distanti dalla mia sede e anche piuttosto onerosi. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Mi sono rimessa a studiare. Mi tocca, dato che credo molto nell&#8217;introduzione dell&#8217;ebook per l&#8217;editoria indipendente (e più avanti, con calma, vi spiegherò anche perché), come opportunità su più piani.</p>
<p style="text-align: justify">Aggiornarsi in questo momento non è facilissimo: mancano i manuali in italiano, e i corsi sono tutti distanti dalla mia sede e anche piuttosto onerosi. Con molta pazienza, però, ho scaricato pdf gratuiti in inglese e qualche video per iniziare (solo che non so più da dove li ho presi, fatevi aiutare da san google).</p>
<p style="text-align: justify">Dopo un brevissimo momento di confusione devo dire che l&#8217;epub mi sembra un formato davvero interessante: ha lo stesso funzionamento del CSS, quindi garantisce la più ampia flessibilità mantenendo fisse delle caratteristiche definite all&#8217;origine. Chiaramente i primi tentativi sono stati un disastro, ma è il prezzo da pagare per imparare e affinarsi.</p>
<p style="text-align: justify">Allo stato attuale sono finalmente pronta per farvi vedere un esempio di mia impaginazione e mi aspetto che voi, miei cari possessori di ebook reader, mi diciate se, dove e come è possibile migliorare l&#8217;output. Il file è <a href="http://www.canidacuccia.it/DOCS/gbintermezzo.epub" target="_blank">questo</a> e mi auguro vi piaccia sia esteticamente sia per contenuto. Buona lettura!</p>
<p style="text-align: justify">
<div class="shr-publisher-11303"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Come scrivere a un editore</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono un po&#8217; seccata, oggi. Ho passato già due ore (e almeno altrettante me ne toccheranno) a rispondere cortesemente a mail di persone ingenue, disinformate o maleducate. Ma invece di sfogarmi cercherò di dare alcune nozioni pratiche di come si scrive a un editore, approfondendo i temi di un vecchio post. Partiamo dalle basi; sei, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Sono un po&#8217; seccata, oggi. Ho passato già due ore (e almeno altrettante me ne toccheranno) a rispondere cortesemente a mail di persone ingenue, disinformate o maleducate. Ma invece di sfogarmi cercherò di dare alcune nozioni pratiche di come si scrive a un editore, approfondendo i temi di <a href="http://liblog.blogdo.net/vita-da-editore/lettera-alleditore/" target="_blank">un vecchio post</a>.</p>
<p style="text-align: justify">Partiamo dalle basi; sei, senti di essere, ritieni possibile definirti, nel tuo intimo ti ritieni <em>uno scrittore</em>. Hai finito, si suppone con grande cura, il tuo romanzo/racconto/silloge, e non vedi l&#8217;ora di condividere con il mondo i tuoi pensieri, sentimenti, esperimenti letterari. È questo il momento in cui si decide se sarai nel 97% dei cestinati o nel 3% dei letti (e da lì nello 0,5% dei pubblicati).</p>
<p style="text-align: justify">Devi sapere che in Italia gli scriventi sono un&#8217;infinità ma gli scrittori pochi. Quindi la tua mail sarà letta in sequenza insieme ad altre 40 o 60 mail per una selezione preventiva. Devi sapere anche che ciò che per te è un&#8217;esperienza unica, aver partorito un&#8217;opera, per chi si troverà a leggere sarà nulla più che un altro numero, il testo 237 di 2000. Considera che un editore piccolissimo, come me, riceve più di 500 testi al mese.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11248"></span>Come fare per darti qualche possibilità in più? Prima di tutto, conoscere il tuo possibile editore: trovare informazioni sulle linee editoriali al giorno d&#8217;oggi è facile; non pensare che per chi le riceve sia questione di un minuto capire se scartarti o no: stai usando il tempo di una persona che lavora, se non sei accurato lo usi male.  Quindi trova gli editori che potrebbero essere interessati e concentrati solo su quelli. Fatto questo dovrai costruire una bella mail; non avvantaggerà la tua opera in fase di valutazione, ma nella preselezione sicuramente sì.</p>
<h2 style="text-align: justify"><span style="text-decoration: underline">L&#8217;oggetto della mail</span></h2>
<p style="text-align: justify">Cerca di essere sintetico ma specifico. Usa la parola &#8220;valutazione&#8221; e non &#8220;proposta&#8221;: la proposta te la farà, eventualmente, l&#8217;editore. Poi cerca di condensare in una parola o due il genere: &#8220;romanzo fantasy&#8221;, &#8220;racconti horror&#8221;. Infine, metti il titolo, o una parte del titolo. Quindi, più o meno, &#8220;<em>Valutazione romanzo gotico L&#8217;errore di Nani</em>&#8220;. Questo è il tuo oggetto della mail. Ricorda di non usare mai il comando inoltra (o forward), è un segno di rispetto creare una mail unica per ogni editore, come io creo una mail unica di risposta per ogni scrittore.</p>
<p style="text-align: justify">Non lasciare il campo oggetto vuoto: non aiuta a identificare il tuo scritto o memorizzare il tuo nome. E come alias della tua mail non usare &#8220;puffolosbaciucchino@puffolandia.puff&#8221; ma qualcosa che faccia ricordare l&#8217;individuo, anche uno pseudonimo, ma che dia l&#8217;idea di un Nome e Cognome. Non scrivere &#8220;proposta editoriale&#8221; né &#8220;invio manoscritto&#8221;: sono indicazioni sbagliate e comunque generiche. Ti stupiresti di leggere quante siano le mail con questo oggetto che vengono ricevute quotidianamente.</p>
<h2 style="text-align: justify"><span style="text-decoration: underline">Il testo della mail</span></h2>
<p style="text-align: justify">Il testo deve essere sintetico e incisivo. Che sei uno scrittore non lo devi &#8220;dire&#8221; ma fare emergere dalla scelta delle parole e dalla costruzione dei periodi. Evita il burocratese e gli eccessivi formalismi, l&#8217;aggettivazione estrema e le auto-recensioni, evita anche di lodarti. Cerca di essere sincero il più possibile. Spiega perché ti sei rivolto a quell&#8217;editore (linea editoriale, condivisione dei principi, altro), due parole su chi sei e sul perché scrivi; il tutto senza essere vago: chi legge si accorge subito se è una mail preconfezionata e adatta a ogni editore possibile. Elenca gli allegati. Soprattutto leggi più volte il testo della mail e assicurati che non ci siano errori sintattici e, per quanto possibile, di battitura (siamo imperfetti, una lettera sbagliata può scappare a chiunque). Non proporre copertine o evoluzioni immaginarie del &#8220;libro&#8221;: non è il momento di stabilire se ne verrà tratto un musical.</p>
<h2 style="text-align: justify"><span style="text-decoration: underline">Gli allegati</span></h2>
<p style="text-align: justify">Nomina chiaramente gli allegati. Vietato scrivere &#8220;romanzo&#8221;, &#8220;inedito&#8221;, &#8220;sinossi&#8221;: come ti dicevo non c&#8217;è solo il tuo file e capita, spiacevolmente, che le sinossi si confondano fra loro nell&#8217;archivio mail. Se possibile tieni file separati per l&#8217;opera e per la presentazione. Lascia l&#8217;impaginazione in comodo formato A4, anche se ti piacerebbe dare la forma di libro al tuo testo: sarà più pratico stamparlo e, quindi, leggerlo. Usa un font standard e il colore nero, non appesantire di fronzoli, separatori, bordini e simili.</p>
<p style="text-align: justify">Bene, a questo punto hai fatto tutto il possibile. Magari non sarai pubblicato mai, ma sarai certo di aver messo la giusta attenzione e determinazione in quello che hai fatto.</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Dell&#8217;autore diffamatore</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 13:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stavolta non ce l&#8217;hanno con Tanit o con me, ma con altri editori che conosco più o meno direttamente e della cui onestà sono piuttosto sicura. E mi infastidisce. In questo gruppo FB una signora inizia una discussione, presentandosi così: Sono Chiara Colussi e sono anche io una scrittrice esordiente. Infatti, al momento ho sigillati [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Stavolta non ce l&#8217;hanno con Tanit o con me, ma con altri editori che conosco più o meno direttamente e della cui onestà sono piuttosto sicura. E mi infastidisce. In <a href="http://www.facebook.com/topic.php?topic=10323&amp;post=56661&amp;uid=69872894255#post56661" target="_blank">questo gruppo FB</a> una signora inizia una discussione, presentandosi così:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Sono Chiara Colussi e sono anche io una scrittrice esordiente. Infatti, al momento ho sigillati “nel mio cassetto” tre piccoli romanzi ed una raccolta di poesie. Ma solo adesso mi rendo conto che, quella che a me inizialmente sembra un’impresa titanica, e cioè scrivere un romanzo, è solo il primo passo di un’estenuante avventura.<br />
<span id="more-11031"></span>Anche io , infatti, ho iniziato a contattare moltissime case editrici alla ricerca di un editore disposto a pubblicare un mio romanzo. Inutile dire che le risposte sono state tantissime anche se contenevano più o meno lo stesso messaggio: “siamo disposti a pubblicare in cambio di un congruo contributo economico”.<br />
Ormai due cassetti della scrivania conservano il triste ricordo di speranze spezzate dalla mercificazione della cultura e da volgari richieste di vile denaro.<br />
Quasi tutti, infatti, mi hanno inviato un contratto più o meno chiaro, senza l’indicazione del numero di copie stampate, in cui non veniva espressamente garantita la promozione e soprattutto nessuno garantiva che il libro alla fine giungesse sugli scaffali di una libreria.<br />
Sono veramente stanca e sconfortata, ma leggendo le vostre pagine capisco che non sono sola e che il mio è un calvario comune a chi come me ha tanta voglia di condividere con gli altri la propria fantasia ed il proprio mondo interiore.<br />
Leggendo le pagine del vostro sito ho deciso quindi di condividere con voi l’esperienza fatta e di inviarvi quindi un elenco di case editrici che mi hanno chiesto un contributo economico in cambio della pubblicazione di un mio romanzo.<br />
Spero così di fare un servizio utile per tutti gli scrittori emergenti che come me sono alla ricerca di un editore che creda nelle mia capacità di raccontare la vita e di trasmettere piccole emozioni.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify">Subito dopo snocciola una lista in cui mette sia editori notoriamente a pagamento sia editori che lottano contro l&#8217;editoria a pagamento. Questa si chiama diffamazione. Bisogna quindi avere delle prove, avendo l&#8217;accusatore l&#8217;onere della prova. Dato che possiede queste mail e questi contratti, perché non li pubblica? Vorrei vedere quelli di Lavieri, di Zandegù, di :duepunti. Poi, ho i miei sospetti su questo ennesimo affaire, ma questa è un&#8217;altra storia: nessuna accusa in assenza di prove.</p>
<p style="text-align: justify">Peraltro, da una semplice analisi del testo, la signora scrive che &#8220;Ormai due cassetti della scrivania conservano il triste ricordo di speranze spezzate dalla mercificazione della cultura e da volgari richieste di vile denaro&#8221;: non sono i suoi scritti a non essere validi per la pubblicazione, è il mondo crudele ad esserle avverso. Signora, le dico un&#8217;amara verità: se tutti le hanno chiesto contributi, il suo scritto non è pubblicabile. Non si culli nell&#8217;illusione dell&#8217;autore incompreso.</p>
<p style="text-align: justify">Signora, noi editori siamo molto più stanchi di lei di Artisti con la A maiuscola che come la proverbiale volpe dicono che gli editori sono acerbi. Ah, come nota di colore, aggiungerei che :duepunti non pubblica esordienti, per cui mi pare proprio difficile che abbia potuto chiedere all&#8217;aspirante scrittrice un contributo.</p>
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		<title>Un anno di Tanit</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 17:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra una vita, invece è solo un anno che passiamo in compagnia di Tanit io ed Emilia. Un anno di fatica, la salita del primo triennio che ancora stiamo percorrendo, le sfide e i piccoli momenti di sconforto o di felicità. I cambiamenti intorno a noi che influenzano il nostro lavoro, il sostegno di chi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Sembra una vita, invece è solo un anno che passiamo in compagnia di <a href="http://tanit.cc" target="_blank">Tanit</a> io ed Emilia. Un anno di fatica, la salita del primo triennio che ancora stiamo percorrendo, le sfide e i piccoli momenti di sconforto o di felicità. I cambiamenti intorno a noi che influenzano il nostro lavoro, il sostegno di chi ci apprezza. Il legame con i colleghi. Tutto questo ha solo un anno, un anno esatto oggi.</p>
<p style="text-align: justify">E con gli auguri di rito che mi faccio e faccio a tutti gli editori indipendenti e a tutti i lettori indipendenti, un piccolo regalo per tutti voi, un intermezzo inedito da <strong>Grill Bill</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><object style="width:420px;height:332px" ><param name="movie" value="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf?mode=embed&amp;documentId=100113111101-80beb845865c4fd7809ba013aba4161a&amp;docName=gbintermezzo&amp;username=Tanit&amp;loadingInfoText=Grill%20Bill%20%E2%80%93%20intermezzo&amp;showFlipBtn=true&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fnightmare%2Flayout.xml" /><param name="allowfullscreen" value="true"/><param name="menu" value="false"/><embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" style="width:420px;height:332px" flashvars="mode=embed&amp;documentId=100113111101-80beb845865c4fd7809ba013aba4161a&amp;docName=gbintermezzo&amp;username=Tanit&amp;loadingInfoText=Grill%20Bill%20%E2%80%93%20intermezzo&amp;showFlipBtn=true&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fnightmare%2Flayout.xml" allowfullscreen="true" menu="false" /></object></p>
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		<title>La posta dell&#8217;editore IV</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:40:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da editor(e)]]></category>
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		<description><![CDATA[Io suppongo, ma è mera ipotesi, badate bene, che i generi letterari dipendano anche dal proprio contesto storico, politico e culturale. Insomma, se la sostanza è quasi sempre universale – tanto da non potersi più parlare di originalità – la forma è invece contestuale, in relazione all&#8217;epoca e al mezzo utilizzato. Di parere opposto l&#8217;autore [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Io suppongo, ma è mera ipotesi, badate bene, che i generi letterari dipendano anche dal proprio contesto storico, politico e culturale. Insomma, se la sostanza è quasi sempre universale – tanto da non potersi più parlare di originalità – la forma è invece contestuale, in relazione all&#8217;epoca e al mezzo utilizzato.</p>
<p style="text-align: justify">Di parere opposto l&#8217;autore di questa mail inviata in redazione:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Buongiorno,<br />
mi chiamo XXX, ho XX anni e studio Lettere moderne a XXX.<br />
<span id="more-9902"></span>Da poco ho terminato il mio &#8220;libro&#8221;, XXX: è un&#8217;opera poetica, scritta in rima incatenata [...]. Tema centrale dell&#8217;opera è l&#8217;amore [...]: amore assoluto, oblativo, passionale, conducente alla pazzia, utopico, impossibile, ecc&#8230;<br />
[...] La silloge è suddivisda in 22 XXX, per tremila abbondanti versi.<br />
A questo punto, se siete interessati, vi mando in allegato il mio lavoro.<br />
Vi ringrazio per la cortese attenzione.<br />
Cordialmente,<br />
XXX</p></blockquote>
<p style="text-align: justify">Il ragionamento anche qui è semplice: cosa vuoi ottenere scrivendo? Se è la soddisfazione personale e giustissima di aver partorito un&#8217;opera, anche arzigogolata, allora hai fatto benissimo a scegliere quella forma. Se vuoi essere pubblicato, ovvero confrontarti col pubblico, devi sforzarti, almeno, di renderti comprensibile, di usare gli strumenti propri della tua epoca, di capire con chi stai parlando.</p>
<p style="text-align: justify">Perché i fantasmi ottocenteschi sono anche folcloristici nelle case antiche, ma non comprano certo libri. In questo caso il consiglio è preparare un bell&#8217;ebook e distribuirlo gratuitamente, per incappare in quell&#8217;uno su mille che apprezza la poesia, e di smetterla di fare perdere tempo a chi, coi libri, ci lavora.</p>
<div class="shr-publisher-9902"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>La solita solfa</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/vita-da-editore/la-solita-solfa/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 13:40:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da editor(e)]]></category>
		<category><![CDATA[chiarezza]]></category>
		<category><![CDATA[editoria a pagamento]]></category>
		<category><![CDATA[editoria indipendente]]></category>
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		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Avete mai notato la differenza tra una persona che si sente in difetto e una sicura di quello che fa? La seconda tende a dare risposte precise, nette, immediate, la prima tende a girarci intorno, condendole di giustificazioni. Ecco, questo per dire che quando agli editori viene fatta la domanda fondamentale, &#8220;fate pagare gli esordienti&#8221; [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Avete mai notato la differenza tra una persona che si sente in difetto e una sicura di quello che fa? La seconda tende a dare risposte precise, nette, immediate, la prima tende a girarci intorno, condendole di giustificazioni. Ecco, questo per dire che quando agli editori viene fatta la domanda fondamentale, &#8220;fate pagare gli esordienti&#8221; esistono due categorie: i &#8220;no, mai!&#8221; e i &#8220;vede, deve capire che il mercato, i lettori, <em>blablabla</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify">Tiro giù <a href="http://www.galassiaarte.it/Case_editrici_pubblicazione_scrittori_sconosciuti.html" target="_blank">qualche esempio</a>:</p>
<ul>
<li><strong>I sognatori</strong><br />
Mai. E mai lo faremo. Non siamo speculatori. Abbiamo un’etica e non la tradiremo per alcun motivo. Il giorno in cui “fare soldi” in maniera scorretta diverrà, per noi, più importante degli ideali che ci animano, ci faremo da parte e chiuderemo con stile questa avventura nel mondo editoriale italiano.</li>
<li><strong>Zona</strong><br />
Ci sono libri &#8211; belli, interessanti, ottimi &#8211; che non vedrebbero mai la luce se lasciati alle sole regole del mercato. E un editore deve porsi questo problema. Vieppiù se è un editore medio-piccolo, che non può incidere più di tanto sul mercato. Lo stesso penso debba fare l&#8217;autore che aspira, giustamente, a veder pubblicato il proprio lavoro. [...]<br />
<span id="more-10995"></span>Ma voglio aggiungere una cosa: siamo poi così sicuri che i grossi editori non si facciano pagare, in varie forme, da molti dei loro autori? Quanti sono gli autori, anche di successo, che lavorano o collaborano con le loro case editrici, in una sorta di &#8220;scambio&#8221;? O che sono in grado di portare più o meno importanti sponsorizzazioni, private o pubbliche? O ampi contatti con la stampa o la televisione, perché magari lavorano da anni in quel settore? Insomma, le forme del &#8220;mutuo soccorso&#8221; tra autori ed editori sono le più svariate, e non penso ci sia da meravigliarsi di questo, quando si sta dentro &#8211; volenti o nolenti &#8211; a una logica di mercato. Penso che la cosa più importante sia la serietà del lavoro e il rispetto degli impegni, da entrambe le parti.</li>
<li><strong>Zandegù</strong><br />
No, mai e mai lo faremo!</li>
<li><strong>Creativa</strong><br />
Il mercato editoriale italiano è bloccato, si legge pochissimo ( solo il 6% della popolazione adulta legge con una certa frequenza) ma si pubblica molto ( circa 130 libri al giorno). Questo significa che si scrive più di quanto si legge, il che è grave… C’è una grande speculazione nei confronti degli autori esordienti, anche autori che abbiamo pubblicato noi ci hanno raccontato di proposte oscene… Di fumo negli occhi da parte di alcuni editori che vivono, anzi ingrassano, sulle spalle di ragazzi e ragazze che desiderano esprimere se stessi tramite la scrittura. Noi siamo sempre a dieta perché non è corretto speculare sui sogni altrui… ed investire sull’autore esordiente significa sovente anche perderci. [...]</li>
<li><strong>Rem</strong><br />
Assolutamente no.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Per una volta mi rivolgo agli editori a pagamento, per far loro una domanda: ma se siete davvero convinti che il vostro sia l&#8217;unico modo possibile, perché giustificarvi e mascherarvi? In fin dei conti sono quelli che rischiano in proprio a rischiare anche chiusure e fallimenti, voi no, avete la vostra fetta di mercato della vanità, e finché ci saranno scriventi ci sarete anche voi, senza problemi col digitale che avanza, senza variazioni.</p>
<p style="text-align: justify">Allora, fateci un favore, siate chiari. Perché le vostre giustificazioni non fanno che confondere le acque, tanto che ogni tanto mi sento chiedere: &#8220;ma se non fate pagare gli autori, come campate?&#8221;. E non è infrequente in questo settore una percezione così distorta di quella che invece sarebbe imprenditoria. Senza di voi, ovvio.</p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/vita-da-editore/la-solita-solfa/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
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		<title>Consigli natalizi speciali</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 17:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L&#39;Ospite Inatteso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io vi ho dato diversi suggerimenti, e anche gli altri di Liblog, ma stavolta lascio la parola agli amici editori, che vi daranno i loro suggerimenti di lettura in queste vacanze natalizie. Angelo Biasella, direttore editoriale della Neo edizioni consiglia Airbag di Gianni Solla, edito da Ad est dell&#8217;equatore, a chi ama la vita ma non [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Io vi ho dato diversi suggerimenti, e anche gli altri di Liblog, ma stavolta lascio la parola agli amici editori, che vi daranno i loro suggerimenti di lettura in queste vacanze natalizie.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Angelo Biasella, direttore editoriale della <a href="http://www.neoedizioni.it/neo/" target="_blank">Neo  edizioni</a> consiglia <strong>Airbag</strong> di Gianni Solla, edito da <a href="http://www.adestdellequatore.com/#/home" target="_blank">Ad est dell&#8217;equatore</a>, a  chi ama la vita ma non s&#8217;illude e a Chiara Valentina Speziale.</p>
<p style="text-align: justify">Marcello di <a href="http://www.lavieri.it/" target="_blank">Lavieri edizioni</a> consiglia Alex Wheatle <strong>Tranquillo, fratello!</strong> della <a href="http://www.edizionispartaco.it/detail.php?id=37" target="_blank">Spartaco edizioni</a>. Per chi chi cerca cose crude e senza retorica.</p>
<p style="text-align: justify">Chiara Fattori, direttrice editoriale di <a href="http://www.intermezzieditore.it/" target="_blank">Intermezzi</a>, consiglia <strong>Un&#8217;altra estate</strong> di Beppe Marchetti, edito da <a href="http://www.lasvegasedizioni.com/" target="_blank">Las Vegas</a>, a chi ama le storie d&#8217;amore divertenti e non banali e a chi vorrebbe che l&#8217;estate non finisse mai.</p>
<p style="text-align: justify">Io, Carlotta Borasio, membro dello staff della <a href="http://www.lasvegasedizioni.com/" target="_blank">Las Vegas edizioni</a>,  consiglio <strong>Monkey Business, Viaggio verso Occidente</strong> Vol.1, di Gianluca  Maconi , edito da <a href="http://www.lavieri.it/" target="_blank">Lavieri</a>, a chi ama i viaggi, i bei disegni, l&#8217;umorismo  e il Giappone.</p>
<p style="text-align: justify">Andrea Malabaila, direttore della <a href="http://www.lasvegasedizioni.com/" target="_blank">Las Vegas edizioni</a>, consiglia <strong>Il mostro della piscina</strong> di Marco Candida, <a href="http://www.intermezzieditore.it/" target="_blank">Intermezzi</a>, a chi  ama i fumetti e i B-movie.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://secondopiano.altervista.org/" target="_blank">Catriona Potts</a> consiglia <strong>Alice Guy. Memorie di una pioniera del cinema</strong> a cura di Monica Dall&#8217;Asta, Cineteca di Bologna, perché è una donna importante che nessuno conosce, con una vita straordinaria (da pioniera, appunto) e con una sensibilità artistica modernissima.</p>
<p style="text-align: justify">Daniele Bonfanti, editor-in-chief di <a href="http://www.xii-online.com/portale/index.php?option=com_frontpage&amp;Itemid=1" target="_blank">Edizioni XII</a>, consiglia <strong>L&#8217;estate di Montebuio</strong> di Danilo Arona, edito da <a href="http://www.gargoylebooks.it/site/" target="_blank">Gargoyle Books</a>, a chi cerca di teorizzare il Male.</p>
<p style="text-align: justify">Francesca Casula, editor di <a href="http://www.aisara.eu/" target="_blank">Aìsara</a>, consiglia <strong>Lo spettacolo delle ombre</strong>, di Annamaria Pulina, ed. <a href="http://www.angelicaeditore.it/" target="_blank">Angelica</a>, a tutte le donne che credono di non meritare più di quel che hanno.</p>
</blockquote>
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		<title>Siediti lungo il fiume e aspetta</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 13:40:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tempo fa, nemmeno tanto, fui accusata da un editore – o forse sarebbe più corretto dire uno stampatore – di fare concorrenza sleale perché partecipavo come utente a un forum di scrittori in cui erano presenti liste di editori catalogati secondo la politica editoriale – a pagamento, a doppio binario, free: il famoso Writer&#8217;s Dream [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Tempo fa, nemmeno tanto, fui accusata da un editore – o forse sarebbe più corretto dire uno stampatore – di fare concorrenza sleale perché partecipavo come utente a un forum di scrittori in cui erano presenti liste di editori catalogati secondo la politica editoriale –<em> a pagamento</em>, <em>a doppio binario</em>, <em>free</em>: il famoso <a href="http://www.writersdream.org/" target="_blank">Writer&#8217;s Dream</a> che raccoglie diffide da stampatori &#8220;offesi&#8221; (da cosa poi, dal vedere chiaramente espressa la loro linea di condotta?).</p>
<p style="text-align: justify">Tra mille confusioni e molta ignoranza fu smascherato il suo tentativo di morphing (decine di diversi commenti da un solo ip statico non erano nemmeno così nascosti come elementi a carico); decidemmo, sia noi di <a href="http://tanit.cc">Tanit</a> sia <a href="http://www.lasvegasedizioni.com/">Las Vegas</a>, di lasciar perdere e non procedere a querele per la diffamazione subita: qualche commento clonato in rete non è abbastanza per ledere il nostro buon nome, specie con questa goffa riconoscibilità del &#8220;mandante&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10873"></span>Non è la prima volta, a onor del vero, che subiamo accuse del genere; sembra sia immorale per un editore avere un&#8217;opinione sull&#8217;editoria a pagamento. Sembra anche che consigliare gli scrittori esordienti sia concorrenza sleale. Ora, sarò mentalmente limitata ma non vedo concorrenza: loro fanno pagare per pubblicare e io no, che razza di concorrenza è la mia? Non ho mica detto &#8220;loro ti fanno pagare 1000, noi 500&#8243;, ho sempre detto chiaramente &#8220;non pubblicate a pagamento&#8221; e non ho preferenze particolari su &#8220;con chi non pubblicare a pagamento&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco che una delle persone che si sono espresse contro di me mi contatta – probabilmente senza aver letto la pagina &#8220;bloggers&#8221; – tramite Liblog per far recensire  i suoi libri e invitarmi alle sue presentazioni. Devo aver accumulato karma positivo nella vita, se ho avuto la fortuna di poter dare questa risposta.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Gentile signor XXX,<br />
lei di me forse non si ricorda, eppure non è un mistero la mia identità in rete.<br />
Oltre a gestire Liblog sono il direttore editoriale di Tanit, che tempo fa ha tentato di diffamare. Qualora le stessero venendo strane idee in mente tutto ciò è dichiarato dall&#8217;inizio, scritto in prima battuta nella pagina &#8220;bloggers&#8221; e mai taciuto in nessuno dei miei interventi in rete. Io ho fatto della chiarezza e dell&#8217;onestà il cardine della mia esistenza.<br />
Ho ancora in mio possesso gli screening degli ip da cui ha inviato messaggi in morphing e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Flood_%28informatica%29" target="_blank">flooding</a>, su siti e blog altrui, accusando me e la mia casa editrice di concorrenza sleale. Non ho mai speso una parola contro di lei, né inizierò adesso, ma stia sicuro che la politica di Liblog coincide con la mia personale politica: ignorare e disincentivare in ogni modo possibile l&#8217;editoria a pagamento.<br />
In virtù di questo e delle tante scorrettezze da lei compiute senza una riga di scuse o di chiarimento – atto dovuto, quando si diffama qualcuno del proprio ambiente – la invito a rimuovere l&#8217;indirizzo di Liblog dalla sua mailing list.<br />
Resto a sua disposizione qualora intendesse chiarire o semplicemente comunicare personalmente con me.<br />
Auspico che questa mia non si traduca in una nuova crociata diffamatoria in rete, come ben saprà a questo punto non è difficile (grazie alla legge Pisanu) scoprire chi si nasconde anche dietro commenti anonimi, identità fittizie e alias di qualunque tipo.</p>
<p>Livia MR Di Pasquale<br />
Direttore editoriale di Tanit<br />
Chief Editor di Liblog</p></blockquote>
<p style="text-align: justify">Diceva il saggio nonno: &#8220;quando qualcuno ti fa un torto non vendicarti, siediti lungo il fiume e aspetta; prima o poi il cadavere passa&#8221;.</p>
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		<title>Comprare un ebook reader?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 13:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Natale si avvicina e gli appassionati lettori cominciano a notare tra le offerte natalizie un prodotto di cui, fino a un anno fa, non si parlava molto nella grande distribuzione: l&#8217;ebook reader [immagine di Jon Davis]. Cominciano anche a chiedersi se comprarlo o meno, vantaggi, svantaggi, difetti. E grazie allo spunto di Marco.org (via Zio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2009/12/kindle.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="kindle" src="http://liblog.blogdo.net/files/2009/12/kindle.jpg" alt="kindle" width="150" height="194" /></a>Natale si avvicina e gli appassionati lettori cominciano a notare tra le offerte natalizie un prodotto di cui, fino a un anno fa, non si parlava molto nella grande distribuzione: l&#8217;ebook reader [immagine di <a title="User:ShakataGaNai" href="http://commons.wikimedia.org/wiki/User:ShakataGaNai">Jon Davis</a>]. Cominciano anche a chiedersi se comprarlo o meno, vantaggi, svantaggi, difetti. E grazie allo spunto di <a href="http://www.marco.org/262613803" target="_blank">Marco.org</a> (via <a href="http://friendfeed.com/eio" target="_blank">Zio Bonino)</a> mi sono posta anch&#8217;io le stesse domande.</p>
<p style="text-align: justify">Ho avuto, in questi mesi, molto tempo per riflettere sull&#8217;ebook e sul cartaceo e, benché rimanga convinta che io amerò sempre il libro cartaceo, sarà più un amore da collezionista che altro: l&#8217;ebook – per praticità, per capacità, per tecnologia – è un prodotto che entrerà nella nostra quotidianità in breve. Basti solo pensare a chi fa il mio stesso lavoro e non è più costretto a portarsi anche in vacanza faldoni di fogli stampati per l&#8217;editing.</p>
<p><span id="more-10716"></span>
<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2009/12/Edison-e-il-fonografo.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="Edison e il fonografo" src="http://liblog.blogdo.net/files/2009/12/Edison-e-il-fonografo.jpg" alt="Edison e il fonografo" width="150" height="189" /></a>Ciò detto, c&#8217;è un problema soltanto che mi frena dall&#8217;acquisto di un Kindle, un Bookeen o quel che volete voi: il problema dell&#8217;<em>early adopter</em> (che potete approfondire da <a href="http://www.slate.com/id/2235996/pagenum/all/">Farhad Manjoo</a> via <a href="http://azspot.net/">azspot</a>). Torno al mio paragone preferito, quello coi vinili (sono collezionista anche in quel caso!) e parto da lontano, da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Alva_Edison" target="_blank">Thomas Alva Edison</a> addirittura. Sappiamo tutti qualcosa di lui, genio, inventore e mecenate. Sappiamo di sicuro della lampadina, no?</p>
<p style="text-align: justify">Bene, Edison e il suo staff inventarono il fonografo (grazie al quale oggi abbiamo gli mp3), un macchinario in grado di incidere su cilindri e riprodurre suoni, prima in qualità scarsa e poi sempre più perfetta. Il fonografo ebbe un periodo di scarsa diffusione e fu soppiantato dal grammofono a disco, come tutti sappiamo, per errori di marketing e altro ancora. Ma pensate a chi, entusiasta della nuova scoperta, comprò fonografo e cilindri, per poi ritrovarsi con una macchina obsoleta e delle periferiche inutilizzabili altrove.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco, è questo che mi trattiene, come dicevo: se comprassi un Kindle oggi, dato che non esiste ancora uno standard di mercato, mi troverei a non poter, in futuro, utilizzare i libri che ho comprato per quell&#8217;oggetto su un altro simile, per problemi di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management" target="_blank">DRM</a> (gestione dei diritti digitali), di compatibilità, di restrizioni d&#8217;accesso. E considerando che gli ebook reader non sono ancora tanto diffusi da avere costi irrisori, preferisco aspettare e vedere quale sarà lo standard.</p>
<p style="text-align: justify">Ma credo che stavolta i tempi di transizione saranno davvero brevi.</p>
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		<title>Re Censori</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 13:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni tanto sbrocco, lo sapete, quindi quello che segue è il mio ennesimo vaneggiamento. Io mi considero un consigliere: non ho il titolo e l&#8217;arroganza per considerarmi un recensore, anche se ogni tanto uso – del tutto impropriamente – il termine. Mi piace condividere con gli altri il perché e il quanto mi sono piaciuti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2009/11/Corona-regale.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="Corona regale" src="http://liblog.blogdo.net/files/2009/11/Corona-regale.jpg" alt="Corona regale" width="138" height="100" /></a>Ogni tanto sbrocco, lo sapete, quindi quello che segue è il mio ennesimo vaneggiamento. Io mi considero un consigliere: non ho il titolo e l&#8217;arroganza per considerarmi un recensore, anche se ogni tanto uso – del tutto impropriamente – il termine. Mi piace condividere con gli altri il perché e il quanto mi sono piaciuti dei libri.</p>
<p style="text-align: justify">Mi è capitato, nella scorsa settimana, di cercare informazioni su un libro particolare, il cui titolo mi ha molto incuriosita. Com&#8217;è ovvio ho cominciato a fare qualche ricerca sul Web, ma stavolta senza partire da <a href="http://www.anobii.com/home" target="_blank">aNobii</a>. Mal me ne incolse.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10644"></span>Volevo solo capire un poco di che parlasse e se era piaciuto a qualcuno, e invece mi sono imbattuta in <em>sbrodolamenti dell&#8217;ego</em> di chi si crede Re-Censore. Una volta <a href="http://liblog.blogdo.net/author/elfo/" target="_blank">Elfo</a> mi disse che siamo tutti capaci di scrivere una frase come &#8220;Questo perché siete legati a realtà idiosincratiche e la vostra psiche è amalgamata in dimensioni pseudomaterialiste, ma archetipiche&#8230;&#8221;. Loro ne riempiono pagine intere, di frasi che nascondono il senso invece di svelarlo.</p>
<p style="text-align: justify">Ma chi cerca una recensione, perché la cerca? Probabilmente, la butto lì, la cerca per capire &#8220;di che parla&#8221; e &#8220;come è scritto&#8221;, appunto. Per trovare una persona che, senza mettersi su un piedistallo, dica concretamente se quel libro ci può piacere o no; sbagliando, magari, ma dando delle indicazioni.</p>
<p style="text-align: justify">Oggi ho letto una mezza dozzina di recensioni saccenti, scritte da persone fortemente scolarizzate ma – a mio parere – culturalmente povere: la saccenza non è certo un indizio di animo raffinato. Ho deciso di far finta di non averle lette, ma se dovessi giudicare da quelle non sfiorerei il libro in questione nemmeno da lontano.</p>
<p style="text-align: justify">Questi <em>Re Censori</em> partono da pochi assiomi:</p>
<ol>
<li>&#8220;Se piace al volgo allora a me non piace&#8221;. – Per dire, confesso che ho molto amato la saga di Harry Potter. Moltissimo.</li>
<li>Citare millemila autori, spesso di estrema nicchia, sottindendendo: &#8220;Io sono colto e ho letto X e Y, tu? Come! Non hai letto <em>Scognivelotezzo</em>? Imperdonabile!&#8221;. – No, non l&#8217;ho letto, ho solo una vita; e probabilmente non l&#8217;hai letto neppure tu, ma a far finta siamo tutti capaci.</li>
<li>&#8220;Se si può dire con 3 parole semplici, devo usarne 24 complicate&#8221;.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify">Lasciamo dissezionare i testi ai cattedratici, che sanno dirci tecnicamente tutto ma ancora non sanno spiegarci perché la fama di un libro sopravvive e cento altri spariscono nell&#8217;oblio senza ragione apparente. Lasciamo parlarsi addosso critici e supercritici, ma non lasciamo che il loro berciare ci allontani dalla lettura. I libri sono belli, brutti, interessanti, stupidi, ma tutto questo non conta: importa solo se vi piacciono o no.</p>
<p style="text-align: justify">E tu, mio caro Re e Censore, se non vuoi farti capire hai sbagliato mestiere: tu sei al mio servizio, servi a farmi capire qualcosa. Quelli che ti acclamano, quelli che ti guardano estasiati, probabilmente non ti capiscono e non vogliono fare la figura dei tonti.</p>
<p style="text-align: justify">Ora vi lascio, devo leggere la critica letteraria all&#8217;Abbecedario.</p>
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		<title>Google Book e Creative Commons</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 13:40:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In merito alla questione Google Book mi sembra interessante riportare un articolo apparso sul blog di Creative Commons, che fa il punto della situazione. Io e Alessandra stamattina presto l&#8217;abbiamo tradotto, quindi perdonateci le sviste! Mike Linksvayeer su CC, November 16th, 2009 L&#8217;accordo Google Book è probabilmente la storia dell&#8217;anno riguardo al diritto d&#8217;autore — [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">In merito alla questione Google Book mi sembra interessante riportare un articolo apparso sul blog di Creative Commons, che fa il punto della situazione. Io e Alessandra stamattina presto l&#8217;abbiamo tradotto, quindi perdonateci le sviste!</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><a href="http://creativecommons.org/weblog/entry/19210" target="_blank">Mike Linksvayeer su CC</a>, November 16th, 2009</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Google_Book_Search_Settlement_Agreement" target="_blank">accordo Google Book</a> è probabilmente la <em>storia </em>dell&#8217;anno riguardo al diritto d&#8217;autore — è complesso, controverso, coinvolge grandi attori e grandi soggetti — il futuro dei libri, forse il bene e il male — e tutto ciò si riassume in un grande dispendio di avvocati, esperti, e analisi accademiche.<br />
Per Creative Commons è anche un argomento difficile da commentare. Ambedue i “lati” sono chiaramente in gran parte corretti. Un ampio accesso alle copie digitali di molti dei libri pubblicati sarebbe un incredibile beneficio per la società — è praticamente un imperativo che, in qualche modo, avverrà. È anche il caso che qualsiasi accordo particolare per ottenere tale accesso deve essere giudicato in termini di come serve l&#8217;interesse pubblico, che include la privacy del consumatore, la libera concorrenza e l&#8217;accesso ai libri, tra le altre cose. Inoltre, Creative Commons considera sia Google sia molte delle parti che obiettano alla soluzione (la <a href="http://www.eff.org/cases/authors-guild-v-google" target="_blank">Fondazione Electronic Frontier</a> è un esempio ovvio) grandi amici e sostenitori dei commons.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10605"></span>Ci auguriamo che si raggiunga una conclusione socialmente utile. Comunque è importante ricordare perché arrivare a questo è così controverso. Il diritto d&#8217;autore non ha tenuto il passo con l&#8217;era digitale — al contrario, ha combattuto una battaglia di retroguardia contro l&#8217;era digitale, con conseguente crescita zero del dominio pubblico, un vasto numero di &#8220;opere orfane&#8221; inaccessibili e spesso in decadenza, e una diminuzione del<em></em>. Se uno o tutti questi temi fossero stati affrontati, Google e qualsiasi altra parte avrebbero maggiore libertà di scansione e di mettere i libri a disposizione del pubblico— dare accesso ai libri digitali sarebbe oggetto di libera concorrenza, non un obiettivo raggiunto attraverso accordi complessi e controversi con molti effetti secondari.</p>
<p style="text-align: justify">Creative Commons è stato progettato per non giocare il costoso, rischioso e azzardato gioco del contenzioso e della lobbying per riparare un sistema di diritto d&#8217;autore guasto. Invece, seguendo l&#8217;esempio del movimento per il free software, noi <a href="http://creativecommons.org/choose" target="_blank">offriamo</a> una scelta volontaria per un diritto d&#8217;autore più ragionevole che funzioni nell&#8217;era digitale. C&#8217;è un grandissimo numero di <a href="http://creativecommons.org/about/who-uses-cc" target="_blank">testimonianze</a> che questo funzioni — communities volontarie, legali, che condividono di misura poteri diversi, come i remix musicali, le pubblicazioni scientifiche, le risorse educative, e chiaramente Wikipedia.</p>
<p style="text-align: justify">È anche incoraggiante vedere che la condivisione volontaria può essere una componente utile anche dell&#8217;accordo controverso e vedere riconosciuto il Creative Commons come standard di condivisione. È quello che vediamo nella modifica proposta da Google, <a href="http://searchengineland.com/revised-google-book-settlement-filed-29814" target="_blank">presentata lo scorso venerdì</a>. La versione modificata (<a href="http://thepublicindex.org/docs/amended_settlement/amended_settlement_redline.pdf" target="_blank">PDF</a>) include il paragrafo seguente:<br />
<em><br />
Termini di Licenza Alternativi. In luogo delle funzioni base di acquisto dei consumatori esposte nella Sezione 4.2(a) (Basic Features of Consumer Purchase), un Titolare dei diritti può indirizzare il Registro per rendere i suoi libri disponibili a titolo gratuito a norma di una delle molte licenze standard o di simili permessi contrattuali per l&#8217;uso autorizzati dal Registro in base al quale i proprietari delle opere rendono disponibili le loro opere (ad esempio le licenze Creative Commons), nel qual caso tali Libri possono essere resi disponibili senza le restrizioni di tale sezione.<br />
</em><br />
Questa non è stata la prima menzione delle licenze Creative Commons nel contesto dell&#8217;accordo Google Book. La FAQ ha incluso per molto tempo una risposta indicante che sarebbe stata <a href="http://www.googlebooksettlement.com/help/bin/answer.py?answer=118704&amp;hl=en#q43f" target="_blank">disponibile un&#8217;opzione Creative Commons</a>. Creative Commons è stata menzionata anche (e sotto una luce positiva) dai critici dell&#8217;accordo, per esempio nel <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=1387782" target="_blank">documento di Pamela Samuelson</a> sull&#8217;accordo e nella <a href="http://www.fsf.org/news/2009-09-google-book-settlement-objection" target="_blank">provocatoria obiezione</a> della Fondazione Free Software centrata sulla tensione tra le intenzioni dei licenziatari di dirito d&#8217;autore pubblico e la possibilità che l&#8217;accordo sfoci in una libertà minore di quella che il licenziatario intendeva.</p>
<p style="text-align: justify">Indipendentemente dall&#8217;accordo, abbiamo notato con gioia che qualche mese fa Google <a href="http://creativecommons.org/weblog/entry/16823" target="_blank">ha aggiunto un&#8217;opzione</a> di licenza Creative Commons al suo partner program Google Book Search. Questo, come ogni condivisione volontaria o meccanismo per facilitarla, è uno sviluppo positivo.</p>
<p style="text-align: justify">Comunque vi sentiate riguardo all&#8217;accordo, potrete dare un contributo non polemico a un futuro migliore utilizzando lavori in commons e aggiungendo i vostri, per prevenire stalli futuri. Potete anche dare un <a href="https://support.creativecommons.org/donate" target="_blank">contributo finanziario alla campagna</a> annuale di Creative Commons per sostenere il lavoro che facciamo per costruire infrastrutture di condivisione.</p>
<p style="text-align: justify">Se volete seguire l&#8217;accordo Google Book play-by-play, la scuola legale newyorkese James Grimmelmann ha il <a href="http://laboratorium.net/" target="_blank">go-to blog</a>. Siamo orgogliosi di notare che James era un <a href="http://creativecommons.org/about/people/alumni#29" target="_blank">legale interno</a> a Creative Commons nel 2004, ma non può assumere alcun credito per la sua produttività attuale!</p>
</blockquote>
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		<title>La posta dell&#8217;editore III</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da editor(e)]]></category>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è due senza tre: Mi chiamo XXX e ho finito da poco di scrivere un racconto che vorrei dare alle stampe, in questa fase sto cercando un editore che vorrei potere considerare come un partner allo scopo di pubblicare e diffondere il mio lavoro in maniera opportuna. Ho visto sul sito internet il vostro [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Non c&#8217;è due senza tre:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Mi chiamo XXX e ho finito da poco di scrivere un racconto che vorrei dare alle stampe,  in questa  fase sto cercando un editore  che vorrei potere considerare come un partner allo scopo di pubblicare e diffondere il mio lavoro in maniera opportuna.<br />
Ho visto sul sito internet  il vostro progetto editoriale che trovo molto interessante, vi contatto perché prima di mandarvi  il mio scritto da valutare vorrei avere evidenza  di un vostro potenziale interesse, come si sa alcune case editrici cestinano  direttamente i manoscritti non richiesti.</p>
<p style="text-align: justify">Il titolo del libro e&#8217; &#8220;XXX&#8221; e si tratta di un thriller e sfondo esoterico [...], l&#8217;idea è quella di cavalcare in maniera  assolutamente originale un filone che commercialmente sta avendo molto successo che è quello dei libri di Dan Brown.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-9899"></span>Nel mio caso, ho deciso di limitare  la lunghezza del libro in maniera da rendere più facile  e poco onerosa la pubblicazione, avendo come riferimento i romanzi brevi di Arthur Schnitzler, opere condensate in circa 100 pagine che trasmettono immagini potentissime.<br />
Il racconto ha un estensione tra le 35000 e le 40000 parole e ritengo quindi che  qualunque casa editrice potrebbe ritenere interessante la sua pubblicazione.</p>
<p style="text-align: justify">Vorrei quindi sapere se potenzialmente potreste essere interessati, e in caso affermativo vorrei porvi le seguenti domande:<br />
1)  Potreste occuparvi della tutela della mia proprietà intellettuale senza che debba farlo io in prima persona?<br />
2)  Come eventualmente intendereste diffondere il libro? Avete un network esteso?<br />
3) Che tipo di contratto potreste proporre,qualora foste interessati?<br />
4) Dato che l&#8217;opera è stata da me pensata soprattutto per il mercato inglese/americano, avete contatti con case editrici di quei paesi per potere vagliare un&#8217;ipotesi di traduzione in lingua inglese  e diffusione in loco?<br />
Io conosco molto bene la lingua  ma non mi sono avventurato a scrivere in inglese perché  non voglio lasciare spazio all&#8217;approssimazione.<br />
Mi rendo conto che alcune delle domande  poste pocanzi  possono essere ritenute  premature in questa fase, vi prego di considerarle come i naturali interrogativi di un  creativo che da poco si confronta con gli editori.</p>
<p style="text-align: justify">Attendo un vostro gentile riscontro in tempi ragionevolmente brevi.<br />
Cordiali saluti<br />
XXX</p></blockquote>
<p style="text-align: justify">Cosa rispondere? Direi che sono alta 1,61 e ho capelli corti e castani, come risposta dovrebbe andar bene. Quello che io come editore sono è un dato pubblico: non fosse altro perché il mio lavoro si concretizza in oggetti, chiamati &#8220;libri&#8221;, che stanno nella categoria &#8220;romanzi&#8221; e sottocategoria &#8220;non di genere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Io non sono e non voglio essere partner dei miei autori. Loro sono prima di tutto (rapporto umano, lavorativo, personale) fornitori, pagati, della materia prima per il mio lavoro: forniscono testi con un certo grado di potenzialità, e fanno l&#8217;editing con me o Emilia. E poi un autore che ci ha conosciute via internet e non ha capito che &#8220;thriller&#8221; e &#8220;non di genere&#8221; sono termini inconciliabili, beh, forse è meglio perderlo.</p>
<p style="text-align: justify">La parte più divertente, comunque, è l&#8217;esamino finale, perché è fuor di dubbio che la sua opera vada pubblicata, bisogna solo trovare una casa editrice abbastanza seria/importante per diffondere il Verbo. Ah, e quasi dimenticavo&#8230; ma se questo benedetto romanzo è pensato per il pubblico straniero, perché mai dovrei pubblicarlo in Italia?</p>
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		<title>Pisa Book Festival: ricordi e impressioni</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 16:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Pisa Book Festival è stata un&#8217;esperienza positiva, per noi piccole Tanit: la prima fiera a cui abbiamo partecipato, anche se piccola, e la prima volta che la nostra casa editrice si è trovata a confronto con tutte le altre. L&#8217;atmosfera è stata un po&#8217; quella delle gite tra amici: cene con gli altri editori, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2009/10/Le-due-tanit.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" src="http://liblog.blogdo.net/files/2009/10/Le-due-tanit.jpg" alt="Le due tanit" width="200" height="244" /></a>Il<strong> Pisa Book Festival</strong> è stata un&#8217;esperienza positiva, per noi piccole <strong>Tanit</strong>: la prima fiera a cui abbiamo partecipato, anche se piccola, e la prima volta che la nostra casa editrice si è trovata a confronto con tutte le altre.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;atmosfera è stata un po&#8217; quella delle gite tra amici: cene con gli altri editori, chiacchiere, scambi di opinioni e idee comuni, confronto sui problemi e sulle opportunità. E il sabato e la domenica il contatto col pubblico, con andamento alterno tra il galvanizzante e il deprimente: si nota la crisi (e il taglio dei consumi), ma al contempo abbiamo ricevuto molti complimenti per le copertine e i titoli.</p>
<p style="text-align: justify">Certo, non tutto è stato perfetto (anzi), ma come primo step non ci possiamo proprio lamentare! Approfitto di Liblog, infine, per salutare chi conoscevo già e chi ho avuto modo di conoscere: <strong>Aìsara</strong>, gemella di stand, <strong>Intermezzi</strong>, <strong>18:30 </strong>e<strong> Las Vegas </strong>tra i cari amici, <strong>Voland </strong>e <strong>La Nuova Frontiera</strong> che già conoscevo, <strong>Meridiano Zero</strong>, <strong>Neo.</strong>, <strong>Edizioni Cosmopolis </strong>e <strong>Fernandel </strong>che ho conosciuto in questa occasione. E un abbraccio a Nino Nonnis, l&#8217;autore più divertente che abbia conosciuto fino ad oggi.</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Primo giorno al Pisa Book Festival 2009</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 04:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[palazzo dei congressi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ed eccoci qui, al Palazzo dei Congressi di Pisa per il Pisa Book Festival, quasi una grande rimpatriata tra amici. Abbiamo potuto finalmente conoscere di persona i due editori di Neo. con i loro biglietti da visita inusuali (presto vedrete qualche foto), e abbiamo potuto apprezzare i loro volumi, molto curati e particolari. Ho dato [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Ed eccoci qui, al Palazzo dei Congressi di Pisa per il Pisa Book Festival, quasi una grande rimpatriata tra amici. Abbiamo potuto finalmente conoscere di persona i due editori di <strong>Neo.</strong> con i loro biglietti da visita inusuali (presto vedrete qualche foto), e abbiamo potuto apprezzare i loro volumi, molto curati e particolari.</p>
<p style="text-align: justify">Ho dato uno sguardo a editori che non conoscevo e devo dire che sono piacevolmente sorpresa: la qualità delle pubblicazioni è abbastanza alta, non ci fossero i soliti editori pay ad abbassare drasticamente la media.</p>
<p style="text-align: justify">Per il resto grande simpatia e spirito conviviale, che si spera di trasmettere anche ai lettori che ci vorranno venire a trovare! Ultima notazione, ho incontrato finalmente Nino Nonnis, l&#8217;autore di <strong>Una donna tutta d&#8217;un pezzo</strong> (che presenteremo domani), e sono davvero felice di avere scoperto in lui un uomo davvero travolgente.</p>
<p style="text-align: justify">A presto con altre notizie pisane!</p>
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		<title>La posta dell&#8217;editore II</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 12:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lettera]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando una casa editrice inizia la propria attività cominciano, dopo poco, ad arrivare mail di scrittori che aspirano alla pubblicazione. Gli scrittori spediscono un po&#8217; alla cieca, dato che ancora non ci sono materiali per valutare l&#8217;editore, ma il desiderio di vedere la propria creatura in un libro è più forte d&#8217;ogni altro stimolo. Però [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Quando una casa editrice inizia la propria attività cominciano, dopo poco, ad arrivare mail di scrittori che aspirano alla pubblicazione. Gli scrittori spediscono un po&#8217; alla cieca, dato che ancora non ci sono materiali per valutare l&#8217;editore, ma il desiderio di vedere la propria creatura in un libro è più forte d&#8217;ogni altro stimolo. Però alcuni eccedono, ed ecco cosa capita. Questo scambio mail è avvenuto a pochi giorni dall&#8217;apertura di Tanit.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><em>Mi presento<br />
mi chiamo XXXXXXX XXXX ho XX anni e vivo a XXXX.<br />
Scrivo racconti<br />
<span id="more-10041"></span>Ve ne invio tre: la prima è una specie di autobiografia  a  capitoli,  gli altri due sono racconti di fantasia, purtroppo  eccessivamente brevi per  poter essere chiamati romanzi, ma per me lo  sarebbero. In piccolo  si intende.<br />
Ne ho scritti altri ma poi ne  parleremo al limite un’altra  volta. Il punto è  che questi tre racconti a  me sembrano fatti apposta per essere rilegati assieme  in un unico libro.<br />
Dunque ve li propongo, per lo  stile narrativo ed il genere a  mio parere  fresco e moderno che vedo  contraddistinguere anche altri libri editi  da  voi e spero possiate darmi una  risposta, un parere, perché no una offerta.<br />
Grazie in anticipo per il tempo  che mi potrete dedicare</em><br />
XXXXX</p></blockquote>
<p style="text-align: justify">Ma come? Avevamo l&#8217;ISBN da pochi giorni! La nostra risposta non poteva che essere questa:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><em>Gentile XXXXX,<br />
la sua frase &#8220;ve li propongo, per lo stile narrativo ed il genere a  mio parere fresco e moderno che vedo contraddistinguere anche altri libri editi da voi&#8221; ci lascia perplesse: ancora nessuno dei nostri libri è disponibile al pubblico, benché ce ne siano in fase di stampa. Ci chiediamo dove possa aver reperito tale materiale.<br />
Inoltre nella pagina del nostro sito riferita alla linea editoriale (pubblica con noi) è chiaramente scritto che prendiamo in visione solo romanzi non di genere.<br />
La ringraziamo per averci contattate,<br />
cordialmente</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify">Qui non metto consigli. O forse uno: se scrivete all&#8217;editore qualcosa sui suoi libri, non fingete. Leggete davvero qualcosa di già edito, per voi stessi, per sapere a chi vi volete proporre, se è degno della vostra stima e fiducia.</p>
<div class="shr-publisher-10041"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Regali di compleanno</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 05:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[commozione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci risiamo. È di nuovo il 18 settembre, ergo è di nuovo il mio compleanno. Un anno complesso e pieno di trasformazioni. Per questa volta, però, il regalo [immagine di Martha Crowe] lo chiedo io a tutti voi: mi dite qual è il vostro libro preferito? Senza vergogna, il libro che vi ha fatto piangere, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2009/09/Music_present.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" src="http://liblog.blogdo.net/files/2009/09/Music_present.jpg" alt="Music_present" width="250" height="214" /></a>Ci risiamo. È di nuovo il 18 settembre, ergo è di nuovo il mio compleanno. Un anno complesso e pieno di trasformazioni. Per questa volta, però, il regalo [immagine di <a href="http://www.flickr.com/people/59418080@N00" target="_blank">Martha Crowe</a>] lo chiedo io a tutti voi: mi dite qual è il vostro libro preferito? Senza vergogna, il libro che vi ha fatto piangere, ridere, soffrire, amare, quello di cui serbate il ricordo più vivido e che rileggereste mille volte.</p>
<p style="text-align: justify">Perché non vi crederò se risponderete l&#8217;Ulysses, o libri ad altissimo contenuto filosofico: voglio sapere quale libro vi ha toccati tanto da serbarne un indelebile ricordo &#8220;emotivo&#8221;. Cosa mi rispondete?</p>
<div class="shr-publisher-10133"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Scrittori in erba &#8211; da Giornalettismo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 12:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi voglio condividere una parte di un paio di articoli davvero divertenti e interessanti pubblicati su Giornalettismo. Vi consiglio di leggere sia il primo sia il secondo perché nascondono delle vere chicche: Il punto esclamativo è sempre uno e mai trino, a meno che non stiate facendo il lettering per Topolino. Lo stesso vale per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Oggi voglio condividere una parte di un paio di articoli davvero divertenti e interessanti pubblicati su <strong>Giornalettismo</strong>. Vi consiglio di leggere sia <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/31251/prontuario-per-giovani-scrittori-in-erba/1/" target="_blank">il primo</a> sia <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/31251/prontuario-per-giovani-scrittori-in-erba/2/" target="_blank">il secondo</a> perché nascondono delle vere chicche:</p>
<ul>
<blockquote>
<li>Il punto esclamativo è sempre uno e mai trino, a meno che non stiate facendo il lettering per Topolino.</li>
<li>Lo stesso vale per i punti interrogativi.</li>
<li>Può essere al limite tollerabile, se usato con parsimonia, il punto interrogativo + punto esclamativo (?!) ma ogni altra combinazione è tassativamente vietata.</li>
<li><span id="more-9449"></span>No assoluto quindi a dodici punti interrogativi intervallati a gruppi di tre con un punto esclamativo (???!???!???!???!???!) per esprimere sorpresa mista a sgomento con una punta di perplessità e risentimento. Le espressioni e intonazioni vanno desunte dal contesto non dai vostri graffiti sul libro.</li>
<li>Provate inoltre a sfogliare un qualsiasi volume di un premio nobel per la letteratura. Vedete tutti questi punti esclamativi? Sarà un caso? Che cazzo c’avete da urlare?</li>
<li>I puntini di sospensione sono sempre in numero di tre. Non è assolutamente necessario che ogni pausa del discorso sia segnalata da puntini di sospensione. Esempio: “Mah… non so… tu che dici?… potremmo provare?”. Se siete indecisi su cosa far dire ai vostri personaggi fateli tacere.</li>
<li>Tra il soggetto e il verbo non ci va la fottuta virgola, non importa se mentre leggete fate una pausa. Lui, entrò nella stanza. Cazzo vuol dire?</li>
<li>Le virgole ci vanno quando ci vanno e non ci vanno quando non ci vanno. È quindi del tutto falso che ci vadano quando non ci vanno e che non ci vadano quando ci vanno.</li>
<li>Quando aprite le virgolette all’interno delle virgolette doppie mettete le virgolette singole. Evitate di aprire le virgolette all’interno delle virgolette singole, a meno che non stiate cercando di riprodurre un quadro di Escher.</li>
<li>Se non suona come italiano non è italiano.</li>
<li>
<div id="entry">
<li>Usare “esso”, “essa”, “ella” non vi farà sembrare più colti di quanto non siate.</li>
<li>“Egli” non è veramente un pronome, lo insegnano solo alle elementari e nel mondo reale si trova solo nei sussidiari.</li>
</div>
</li>
</blockquote>
</ul>
<p style="text-align: justify">Direi che è abbastanza per farvi capire il tenore della lettura. Vi consiglio vivamente di stampare i due articoli e tenerli sulla scrivania (o dovunque vi mettiate a scrivere): al di là dell&#8217;evidente ironia i consigli riportati sono effettivamente validi.</p>
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