<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Liblog &#187; Intorno al libro</title>
	<atom:link href="http://liblog.blogdo.net/articoli/intorno-al-libro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://liblog.blogdo.net</link>
	<description>Libri grandi e piccoli letti da chi li ama</description>
	<lastBuildDate>Mon, 02 May 2011 08:30:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-ITbi</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Attenti a quei libri</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/attenti-a-quei-libri/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/attenti-a-quei-libri/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 12:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[alghe]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bambu]]></category>
		<category><![CDATA[catalogazione]]></category>
		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[deforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[disboscamento]]></category>
		<category><![CDATA[e-reader]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[foreste]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[impatto]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[vanity press]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11782</guid>
		<description><![CDATA[Quanto incide il nostro consumo di carta sulle foreste? Perché non usare carta riciclata o, meglio ancora, prodotta a partire da altro (alghe infestanti o materiali alternativi alla cellulosa ricavata dal legno? Forse è ancora una questione di denaro, ma si scoprono molte cose interessanti sulla pagina Deforestazione Zero di Greenpeace, che da sempre tenta [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/Greenpeace.jpg"><img class="alignright" style="float: right" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/Greenpeace-306x500.jpg" alt="Deforestazione Zero - Greenpeace" width="200" height="327" /></a>Quanto incide il nostro consumo di carta sulle foreste? Perché non usare carta riciclata o, meglio ancora, prodotta a partire da altro (alghe infestanti o materiali alternativi alla cellulosa ricavata dal legno?</p>
<p style="text-align: justify">Forse è ancora una questione di denaro, ma si scoprono molte cose interessanti sulla pagina <a href="http://www.greenpeace.it/deforestazionezero/" target="_blank">Deforestazione Zero di Greenpeace</a>, che da sempre tenta una sensibilizzazione su certi temi. E forse ora, con l&#8217;ebook, i tempi cominciano a essere maturi. Certo, non ci si deve illudere che la produzione degli e-reader sia a impatto zero, ma sicuramente non è come l&#8217;inutile e ingiustificata deforestazione.</p>
<p style="text-align: justify">Sul sito troverete un elenco di editori divisi a seconda del loro grado di rispetto per l&#8217;ambiente, catalogati da &#8220;Amici delle foreste&#8221; a &#8220;Non classificabili&#8221;, per darvi un discrimine del modo in cui viene trattato il tema ecologista da ognuno di loro nella filiera della produzione.</p>
<p style="text-align: justify">E non posso fare a meno di pensare a tutti i poveri alberi abbattuti per la Vanity Press e mi viene un po&#8217; da piangere, anche se forse per il motivo sbagliato&#8230;</p>
<div class="shr-publisher-11782"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/attenti-a-quei-libri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un libro è un gioiello</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/un-libro-e-un-gioiello/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/un-libro-e-un-gioiello/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 12:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[gioielli]]></category>
		<category><![CDATA[idea regalo]]></category>
		<category><![CDATA[inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[regalo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=12087</guid>
		<description><![CDATA[A volte &#8220;un libro è un gioiello&#8221; prende una connotazione un po&#8217; più letterale del previsto: come scopro tramite Il Giornalaio, Littlefly ha deciso di produrre gioielli a partire da libri; Jeremy May ritaglia una forma da centinaia di pagine di un libro e poi le lavora fino ad ottenerne un anello, una collana, un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">A volte &#8220;un libro è un gioiello&#8221; prende una connotazione un po&#8217; più letterale del previsto: come scopro tramite <a href="http://giornalaio.wordpress.com/" target="_blank">Il Giornalaio</a>, <a href="http://littlefly.co.uk/littlefly_wordpress/?page_id=7" target="_blank">Littlefly</a> ha deciso di produrre gioielli a partire da libri; Jeremy May ritaglia una forma da centinaia di pagine di un libro e poi le lavora fino ad ottenerne un anello, una collana, un gioiello. Ecco, dato che si approssima il mio compleanno, io non mi offenderei se qualcuno me ne regalasse uno&#8230;</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/08/collana-libro.jpg"><img class="size-medium wp-image-12089 aligncenter" title="collana libro" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/08/collana-libro-358x500.jpg" alt="" width="358" height="500" /></a></p>
<div class="shr-publisher-12087"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/un-libro-e-un-gioiello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Librerie per L&#8217;Aquila</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/librerie-per-laquila/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/librerie-per-laquila/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 12:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[donazione]]></category>
		<category><![CDATA[giunti]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[librerie]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[regalo]]></category>
		<category><![CDATA[ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=12029</guid>
		<description><![CDATA[Fino alla fine di agosto la catena di librerie Giunti al Punto, con il patrocinio della Regione Abruzzo, promuove il progetto Regala un libro all&#8217;Aquila. Nelle 147 librerie Giunti di tutta Italia, si potrà comprareun libro da donare all&#8217;Aquila e alle zone colpite dal terremoto del 2009. &#8220;L&#8217;iniziativa punta a contribuire alla ricostruzione delle biblioteche [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/08/poster_aquila.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="poster_aquila" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/08/poster_aquila-350x500.jpg" alt="" width="250" height="357" /></a>Fino alla fine di agosto la catena di librerie Giunti al Punto, con il patrocinio della Regione Abruzzo, promuove il progetto <strong>Regala un libro all&#8217;Aquila</strong>. Nelle 147 librerie Giunti di tutta Italia, si potrà comprareun libro da donare all&#8217;Aquila e alle zone colpite dal terremoto del 2009. &#8220;L&#8217;iniziativa punta a contribuire alla ricostruzione delle biblioteche della città e dell&#8217;area del cratere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Facendo quest&#8217;opera meritoria si otterrà anche uno sconto del 15% sul proprio acquisto: se mai ci fosse bisogno di un motivo ulteriore per continuare a comprare libri, mi sembra che la ricostruzione della biblioteca aquilana sia il migliore!</p>
<div class="shr-publisher-12029"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/librerie-per-laquila/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pausa Estiva</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/pausa-estiva/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/pausa-estiva/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 06:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[annuncio]]></category>
		<category><![CDATA[pausa estiva]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/vita-da-editore/pausa-estiva/</guid>
		<description><![CDATA[Carissimi e affezionati Liblogofili, il caldo bussa alle nostre porte e tutti noi abbiamo bisogno di una bibita fresca, un ombrellone e&#8230; un buon libro! Da oggi e fino a Ferragosto ce ne andiamo in &#8220;ferie&#8221; anche noi. Vi auguriamo buonissime vacanze: abbronzatevi, ridete un sacco e&#8230; continuate a leggere! I blogger di Liblog]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Carissimi e affezionati Liblogofili,<br />
il caldo bussa alle nostre porte e tutti noi abbiamo bisogno di una bibita fresca, un ombrellone e&#8230; un buon libro! Da oggi e fino a Ferragosto ce ne andiamo in &#8220;ferie&#8221; anche noi.</p>
<p style="text-align: justify">Vi auguriamo buonissime vacanze: abbronzatevi, ridete un sacco e&#8230; continuate a leggere!</p>
<p style="text-align: justify">I blogger di Liblog</p>
<div class="shr-publisher-12000"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/pausa-estiva/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Libreria &#8220;Il terzo luogo&#8221;</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/libreria-il-terzo-luogo/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/libreria-il-terzo-luogo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 12:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[librai]]></category>
		<category><![CDATA[libreria]]></category>
		<category><![CDATA[librerie indipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi di incontro]]></category>
		<category><![CDATA[piccola editoria]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sarzana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11780</guid>
		<description><![CDATA[So che la politica di Liblog non è volta al mero utilizzo pubblicitario delle sue pagine. Tuttavia segnaliamo volentieri gli eventi che riguardano il mondo librario ed è per questo che mi spingo a parlare di una realtà nata da poco proprio nel mio territorio (Sarzana, in provincia della Spezia). Si tratta di una libreria [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">So che la politica di Liblog non è volta al mero utilizzo pubblicitario delle sue pagine. Tuttavia segnaliamo volentieri gli eventi che riguardano il mondo librario ed è per questo che mi spingo a parlare di una realtà nata da poco proprio nel mio territorio (Sarzana, in provincia della Spezia). Si tratta di una libreria chiamata <strong>Il terzo luogo</strong>, la cui particolarità sta nell’essere dedicata quasi totalmente alla piccola e media editoria. Per me, che non ho grandissima familiarità con gli acquisti su internet, è una vera manna.</p>
<p style="text-align: justify">Un altro elemento che di sicuro fa la differenza è che gli spazi della libreria sono spesso e volentieri dedicati al ritrovo dei frequentatori: sul retro c’è una piccola sala da tè e in generale vengono organizzati eventi e presentazioni quasi settimanalmente.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11780"></span>Per andare un po’ più a fondo ho fatto qualche domanda ad Alessandro Lana, uno dei titolari, il quale pur nella marea di impegni ha trovato il tempo di rispondermi:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Innanzi tutto, potete presentarvi un poco ai nostri lettori?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><em>Neo40enne siciliano, trasferito pri</em>ma a Torino due anni fa e dall&#8217; ottobre scorso a Spezia e poi Sarzana. In Sicilia mi sono occupato di consulenza e formazione (comunicazione e informatica); impegnato nell&#8217;associazionismo in progetti culturali e formativi. A Torino ho lavorato nel settore editoriale e in un&#8217;importante libreria.<br />
Chiara (la collega N. D. Elfo) è ricercatrice di storia greca a Torino. ha lavorato in case editrici e frequentato i corsi della Scuola Holden di Baricco. E&#8217;  con lei che ho concepito e realizzato il nostro progetto  e a lei si deve gran p<em>arte dell&#8217;allestimento e l&#8217;organizzazione degli spazi e degli scaffali. E tanto altro.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><strong>La decisione di aprire una libreria indipendente a Sarzana, che è una città piccola e conta già altre tre realtà è coraggiosa. In che cosa pensate di potervi diversificare principalmente?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">La decisione è stata a lungo meditata e studiata in base a un preciso piano d&#8217;impresa. Riteniamo che ci sia spazio per una libreria con una formula come la nostra: tante proposte librarie e non, spazio incontri e mostre, sala lettura-caffè. Un luogo dove ritrovarsi e conoscere gente culturalmente stimolante. E poi, la stessa Inge Feltrinelli l&#8217;altro giorno mi confermava che le nuove aperture hanno successo dove già ci sono diverse librerie.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><strong>So che avete già svolto alcune interessanti iniziative. Ce ne illustrate qualcuna (magari quelle a cui tenete particolarmente)?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Ricordiamo con tanta soddisfazione i tanti incontri fatti nell&#8217;&#8221;anteprima&#8221; natalizia con Simone Perotti, Emiliano Poddi e il reading &#8220;Freddo!&#8221;.  Una serata indimenticabile è  stata quella con Alessandro Zannoni e Andrea Giannoni; la presentazione del nuovo libro di Davide  Longo. C&#8217;è stato poi  l&#8217;affollatissimo ritorno di  Simone Perotti. Molto gradevole è stata la serata di domenica inPiazza Luni con Peppe Fiore (Libri per strada). Adesso ci stiamo preparando alla presentazione del nuovo romanzo di Emiliano Poddi.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><strong>Spingiamoci oltre. Un vostro sogno come librai.</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Già lo stiamo realizzando! Ogni giorno un pezzettino in più…</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify"><strong>E voi, che tipo di lettori siete? Che cosa vi appassiona di più?</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Non sono un lettore di genere. Le mie letture non professionali sono abbastanza d&#8217;impulso. Dai grandi romanzieri americani (Roth, Carver, Fante quasi su tutti) alla Nemirovsky. Poi la critica letteraria, saggi di filosofia e dintorni.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Insomma, era doveroso per me dedicare un po’ di spazio ed un pensiero a questi ragazzi: non solo perché <em>Il terzo luogo</em> è un posto piacevolissimo, ma perché con la loro scelta (che continuo a considerare coraggiosa, data la presenza del colosso Mondadori a pochi metri) si fanno portatori di quel sottobosco culturale che di solito viene nascosto dalle direttive delle majors e che spesso e volentieri nasconde dei veri e propri tesori. Insomma, è una ricchezza per la mia zona e spero che questo progetto prosegua il più a lungo possibile col vento in poppa.</p>
<div class="shr-publisher-11780"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/libreria-il-terzo-luogo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La cura dei libri</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/la-cura-dei-libri/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/la-cura-dei-libri/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 12:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sfranz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[manuali]]></category>
		<category><![CDATA[perugia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11749</guid>
		<description><![CDATA[Questa non è una recensione, lo si avrà già capito dal titolo sprovvisto di indicazioni bibliografiche, un titolo che è in sé un&#8217;anfibologia (le parole che indicano appartenenza son sempre in agguato per crearla); non si sa, infatti, se della cura i libri siano il soggetto o l&#8217;oggetto. È il primo caso, quando cioè, i [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/05/800px-Old_book_bindings.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="800px-Old_book_bindings" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/05/800px-Old_book_bindings-500x333.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Questa non è una recensione, lo si avrà già capito dal titolo sprovvisto di indicazioni bibliografiche, un titolo che è in sé un&#8217;anfibologia (le parole che indicano appartenenza son sempre in agguato per crearla); non si sa, infatti, se della cura i libri siano il soggetto o l&#8217;oggetto. È il primo caso, quando cioè, i libri curano.</p>
<p style="text-align: justify">Queste considerazioni nascono da un  <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/05/20/visualizza_new.html_1794869460.html" target="_blank">articolo</a> del 20 Maggio in cui si parla di un congresso tenutosi in quei giorni a Perugia dedicato appunto alla biblioterapia [immagine di <a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/User:Brighterorange" target="_blank">Tom Murphy II</a>]. Di terapie varie avevo già avuto sentore: fitoterapia, cromoterapia, <em>pet therapy</em> ma di biblioterapia è la prima volta che ne sento parlare. Eh sì che a contatto coi libri ci sto da&#8230; sempre.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11749"></span></p>
<p style="text-align: justify">Ebbene, riporta l&#8217;ANSA che gli studiosi han sostenuto che la lettura non è soltanto una piacevole attività per lo spirito e la mente ma può essere indicata per vari disturbi emotivi e, perfino, anche nella cura di tumori.</p>
<p style="text-align: justify">La cosa sembra incredibile ma, a pensarci bene, neanche poi tanto: un libro – romanzo, raccolta di poesie o racconti o saggio che sia – è, fin dal suo concepimento, un atto di comunicazione quand&#8217;anche l&#8217;autore lo voglia tener chiuso nel cassetto; e della comunicazione, in senso lato, può aver – anzi ne ha sicuramente – bisogno il paziente. La vicenda in cui vien coinvolto, poi, suscita inevitabilmente in delle emozioni, le quali, però non gli provocano possibili ansiose crisi sul da farsi, non lo costringono ad agire: la storia che sta leggendo, per quanto realistica, è fittizia, non accade nel reale, nel suo reale che rimane protetto. È un po&#8217; come certi videogiochi che possono aiutare a dar sfogo a un&#8217;aggressività più o meno latente senza causare conflitti morali.</p>
<p style="text-align: justify">Si può discutere anche su qual tipo di libro sia più o meno “terapeutico” se, appunto, libri di poesia o narrativa, oppure manuali di auto-aiuto. Si può osservare, per questi ultimi, può dipendere da caso a caso, se la cura ai propri mali è un generico fai-da-te o è qualcosa di “ordinato” dal medico; dipende poi anche dalle preferenze del singolo. Che sia l&#8217;uno o l&#8217;altro tipo, è un dettaglio, importante quanto si vuole ma pur sempre un dettaglio.</p>
<p style="text-align: justify">Ciò che rimane indiscutibilmente di un libro è l&#8217;intenzione, l&#8217;atto posto in essere da una persona per parlare all&#8217;intimo di un&#8217;altra, ed è questa la funzione più terapeutica che, a mio modesto parere, un libro, uno scritto può avere. Che, poi, psicologi e psicoterapeuti della lettura ne facciano una tecnica curativa che ha dimostrato la propria reale efficacia, ciò a noi lettori “forti” non può che far piacere.</p>
<p style="text-align: justify">Chi volesse saperne di più sull&#8217;argomento, faccia una breve <a href="http://www.google.it/search?aq=f&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8&amp;q=biblioterapia" target="_blank">ricerca con Google</a> col termine &#8220;biblioterapia”, troverà cose interessanti.</p>
<div class="shr-publisher-11749"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/la-cura-dei-libri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pausa e raccolta</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/pausa-e-raccolta/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/pausa-e-raccolta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 May 2010 08:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[ferie]]></category>
		<category><![CDATA[liblog]]></category>
		<category><![CDATA[liblogger]]></category>
		<category><![CDATA[pausa]]></category>
		<category><![CDATA[post]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11743</guid>
		<description><![CDATA[Primavera inoltrata, tepore, tanto fatto e tanto da fare&#8230; Liblog prende una settimana di ferie, nelle quali la nostra intrepida (pigra!) redazione esaminerà le recensioni di chi si vuole proporre come LiBlogger. Vuoi partecipare a Liblog con le tue letture? Mandaci una mail a liblog@blogdo.net con un post di prova, che contenga tra le 300 [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Primavera inoltrata, tepore, tanto fatto e tanto da fare&#8230; Liblog prende una settimana di ferie, nelle quali la nostra intrepida (pigra!) redazione esaminerà le recensioni di chi si vuole proporre come LiBlogger.</p>
<p style="text-align: justify">Vuoi partecipare a Liblog con le tue letture? Mandaci una mail a liblog@blogdo.net con un post di prova, che contenga tra le 300 e le 700 parole e rispetti canoni e standard di Liblog: niente editori a pagamento, niente stroncature, chiarezza e puntualità!</p>
<p style="text-align: justify">Alla prossima settimana,</p>
<p style="text-align: justify">i Liblogger</p>
<div class="shr-publisher-11743"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/pausa-e-raccolta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per un pugno di libri&#8230; bruciati?</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/per-un-pugno-di-libri-bruciati/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/per-un-pugno-di-libri-bruciati/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 May 2010 12:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[dorfles]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[marcorè]]></category>
		<category><![CDATA[programmi]]></category>
		<category><![CDATA[quiz]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[rai3]]></category>
		<category><![CDATA[roversi]]></category>
		<category><![CDATA[trasmissioni]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11725</guid>
		<description><![CDATA[Vorrei che a distanza di qualche mese non si dimenticasse che stiamo perdendo uno dei programmi più interessanti della tv generalista, che ho molto amato sin dalla conduzione Roversi-Dorfles, nel lontano 1997. Andavo ancora al liceo, amavo molto la lettura e mi divertivo e mi sentivo a mio agio guardando la trasmissione, mi sentivo meno [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Vorrei che a distanza di qualche mese non si dimenticasse che stiamo perdendo uno dei programmi più interessanti della tv generalista, che ho molto amato sin dalla conduzione Roversi-Dorfles, nel lontano 1997. Andavo ancora al liceo, amavo molto la lettura e mi divertivo e mi sentivo a mio agio guardando la trasmissione, mi sentivo meno isolata; in più mi mettevo alla prova e cercavo di indovinare con le squadre, facevo il tifo, studiavo soluzioni per il quiz – ovviamente per vincere carrelli di libri.</p>
<p style="text-align: justify">Spero sempre che vogliano lasciarlo al suo posto, dato che è l&#8217;unico programma divertente associato ai libri, che accosta i ragazzi alla lettura come gioco e svago e non come dovere scolastico. Cito il blog <a href="http://chiarajato.wordpress.com/2010/03/04/per-un-pugno-di-libri-bruciati/" target="_blank">La Matita alla tempia</a>:</p>
<p><span id="more-11725"></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Ma… (e questo dovrebbe essere invece di interesse nazionale, se non fossimo un popolo di assuefatti) perché chiudere una delle poche trasmissioni culturali rimaste nella tv di Stato? L’unica che parla di libri e che lo fa con i ragazzi?</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/05/libri-da-bruciare.png"><img class="size-medium wp-image-11726 aligncenter" title="libri da bruciare" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/05/libri-da-bruciare-380x500.png" alt="" width="380" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: right">
<div class="shr-publisher-11725"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/per-un-pugno-di-libri-bruciati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E siamo a due!</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/e-siamo-a-due/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/e-siamo-a-due/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 12:40:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[BlogDo]]></category>
		<category><![CDATA[compleanno]]></category>
		<category><![CDATA[liblog]]></category>
		<category><![CDATA[liblogger]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11597</guid>
		<description><![CDATA[Liblog fa due anni proprio oggi! Siamo cresciuti (poco), ci siamo allargati (molto) e siamo diventati più simpatici! Come, no? Beh, ci abbiamo provato! E per oggi, dato che è il nostro compleanno, sia dei liblogger sia dei lettori, raccogliamo i vostri desiderata: che rubrica vorreste aggiungere? Volete diventare anche voi liblogger? Ci sono argomenti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Liblog fa due anni proprio oggi! Siamo cresciuti (poco), ci siamo allargati (molto) e siamo diventati più simpatici! Come, no? Beh, ci abbiamo provato! E per oggi, dato che è il nostro compleanno, sia dei liblogger sia dei lettori, raccogliamo i vostri desiderata: che rubrica vorreste aggiungere? Volete diventare anche voi liblogger? Ci sono argomenti che vi stanno a cuore? Qualche editore? Oggi potete chiedere tutto!</p>
<div class="shr-publisher-11597"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/e-siamo-a-due/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>16</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Consigli per un adolescente</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/consigli-per-un-adolescente/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/consigli-per-un-adolescente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 12:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[jerome]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[pennac]]></category>
		<category><![CDATA[Poe]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[romanzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11567</guid>
		<description><![CDATA[Ho ricevuto una mail su Liblog con una bella richiesta: &#8220;Ciao Livia, ho un ragazzo di 15 anni a cui non piace leggere. Quali libri mi consigli per affascinarlo alla lettura? grazie&#8221;. Io darò i miei consigli, ma vorrei anche sentire cosa ne pensate voi. Vi invito a sbizzarrirvi nei commenti e aiutare questa lettrice [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/04/monster-book.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="monster book" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/04/monster-book.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ho ricevuto una mail su Liblog con una bella richiesta: &#8220;Ciao Livia, ho un ragazzo di 15 anni a cui  non piace leggere. Quali libri mi consigli per  affascinarlo alla lettura? grazie&#8221;. Io darò i miei consigli, ma vorrei anche sentire cosa ne pensate voi. Vi invito a sbizzarrirvi nei commenti e aiutare questa lettrice a far incontrare al ragazzo il libro giusto per lui.</p>
<p style="text-align: justify">In primo luogo proverei con la <a href="http://www.ibs.it/code/9788807812101/pennac-daniel/paradiso-degli-orchi.html?shop=4558" target="_blank">saga dei Malaussene</a> di Daniel Pennac: ottima scrittura, trame avvincenti, niente infantilismi ma testi accessibili ai ragazzi che non amano molto leggere; anche <a href="http://www.ibs.it/libri/benni+stefano/libri.html?shop=4558" target="_blank">Benni</a> può essere un ottimo apripista, frizzante e godibile. Magari si possono affiancare a un più tradizionale Calvino, con la <a href="http://www.ibs.it/code/9788804561712/calvino-italo/laquo;nostri-antenatiraquo;:.html?shop=4558" target="_blank">Trilogia dei nostri antenati</a> (Barone rampante, Cavaliere inesistente e Visconte dimezzato).</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11567"></span>Si può provare con un po&#8217; di umorismo all&#8217;inglese, con  <a href="http://www.ibs.it/code/9788882898311/jerome-jerome-k/tre-uomini-in-barca.html?shop=4558" target="_blank">Tre uomini in barca (per non parlar del cane)</a>, oppure utilizzare i bellissimi <a href="http://www.ibs.it/code/9788811360896/poe-edgar-a/racconti.html?shop=4558" target="_blank">racconti di Poe</a>, che hanno conquistato tante generazioni senza mai perdere nulla del loro fascino.</p>
<p style="text-align: justify">Se è un ragazzo timido, un po&#8217; curioso, potrebbe farsi affascinare dai libri di <a href="http://www.ibs.it/libri/gaarder+jostein/libri.html?shop=4558" target="_blank">Jostein Gaarder</a>, o dallo <a href="http://www.ibs.it/code/9788806166489/haddon-mark/strano-caso-del-cane.html?shop=4558" target="_blank">Strano caso del cane ucciso a mezzanotte</a>; se ama videogames, azione, fantascienza, cinema, si potrebbe tentare con <a href="http://www.ibs.it/code/9788886845526/herbert-frank/dune.html?shop=4558" target="_blank">Dune</a> di Herbert e <a href="http://www.ibs.it/code/9788834710265/dick-philip-k/rapporto-di-minoranza-e.html?shop=4558" target="_blank">Rapporto di minoranza e altri racconti</a> di Philip Dick.</p>
<p style="text-align: justify">Magari fallirà ogni libro, specialmente se viene suggerito da un adulto, salvo poi vedere scattare la scintilla per quel libro lasciato lì per caso, lasciato aperto su un tavolo, col dorso in bella vista che funge da richiamo&#8230;</p>
<div class="shr-publisher-11567"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/consigli-per-un-adolescente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le venti regole (per scrivere un giallo) di Willard Huntington Wrigh</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/le-venti-regole-per-scrivere-un-giallo-di-willard-huntington-wrigh/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/le-venti-regole-per-scrivere-un-giallo-di-willard-huntington-wrigh/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 12:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Only</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[deduzione]]></category>
		<category><![CDATA[giallo]]></category>
		<category><![CDATA[indagini]]></category>
		<category><![CDATA[inganni]]></category>
		<category><![CDATA[misfatto]]></category>
		<category><![CDATA[mistero]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>
		<category><![CDATA[sotterfugi]]></category>
		<category><![CDATA[struttura]]></category>
		<category><![CDATA[tracce]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11529</guid>
		<description><![CDATA[1. Il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero. Tutti gli indizi e le tracce debbono essere chiaramente elencati e descritti. 2. Non devono essere esercitati sul lettore altri sotterfugi e inganni oltre quelli che legittimamente il criminale mette in opera contro lo stesso investigatore. 3. Non ci deve essere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">1. Il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero. Tutti gli indizi e le tracce debbono essere chiaramente elencati e descritti.</p>
<p style="text-align: justify">2. Non devono essere esercitati sul lettore altri sotterfugi e inganni oltre quelli che legittimamente il criminale mette in opera contro lo stesso investigatore.</p>
<p style="text-align: justify">3. Non ci deve essere una storia d&#8217;amore troppo interessante. Lo scopo è di condurre un criminale davanti alla giustizia, non due innamorati all&#8217;altare.</p>
<p style="text-align: justify">4. Né l&#8217;investigatore né alcun altro dei poliziotti ufficiali deve mai risultare colpevole. Questo non è buon gioco: è come offrire a qualcuno un soldone lucido per un marengo; è una falsa testimonianza.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11529"></span>5. Il colpevole deve essere scoperto attraverso logiche deduzioni: non per caso, o coincidenza, o non motivata confessione. Risolvere un problema criminale a codesto modo è come spedire determinatamente il lettore sopra una falsa traccia, per dirgli poi che tenevate nascosto voi in una manica l&#8217;oggetto delle ricerche. Un autore che si comporti così è un semplice burlone di cattivo gusto.</p>
<p style="text-align: justify">6. In un romanzo poliziesco ci deve essere un poliziotto, e un poliziotto non è tale se non indaga e deduce. Il suo compito è quello di riunire gli indizi che possono condurre alla cattura di chi è colpevole del misfatto commesso nel primo capitolo. Se il poliziotto non raggiunge il suo scopo attraverso un simile lavorìo non ha risolto veramente il problema, come non lo ha risolto lo scolaro che va a copiare nel testo di matematica il risultato finale del problema.</p>
<p style="text-align: justify">7. Ci deve essere almeno un morto in un romanzo poliziesco e più il morto è morto, meglio è. Nessun delitto minore dell&#8217;assassinio è sufficiente. Trecento pagine sono troppe per una colpa minore. Il dispendio di energie del lettore deve essere remunerato!</p>
<p style="text-align: justify">8. Il problema del delitto deve essere risolto con metodi strettamente naturalistici. Apprendere la verità per mezzo di scritture medianiche, sedute spiritiche, la lettura del pensiero, suggestioni e magie, è assolutamente proibito. Un lettore può gareggiare con un poliziotto che ricorre a metodi razionali: se deve competere anche con il mondo degli spiriti e con la metafisica è battuto ab initio.</p>
<p style="text-align: justify">9. Ci deve essere nel romanzo un poliziotto, un solo &#8220;deduttore&#8221;, un solo deus ex machina. Mettere in scena tre, quattro o addirittura una banda di segugi per risolvere un problema significa non soltanto disperdere l&#8217;interesse, spezzare il filo della logica, ma anche attribuirsi un antipatico vantaggio sul lettore. Se c&#8217;è più di un poliziotto il lettore non sa più con chi sta gareggiando: sarebbe come farlo partecipare da solo a una corsa contro una staffetta.</p>
<p style="text-align: justify">10. Il colpevole deve essere una persona che ha avuto una parte più o meno importante nella storia; una persona, cioè, che sia divenuta familiare al lettore e lo abbia interessato.</p>
<p style="text-align: justify">11. I servitori non devono essere, in genere, scelti come colpevoli: si prestano a soluzioni troppo facili. Il colpevole deve essere decisamente una persona di fiducia, uno di cui non si dovrebbe mai sospettare.</p>
<p style="text-align: justify">12. Ci deve essere un colpevole e uno soltanto, qualunque sia il numero dei delitti commessi. Il colpevole può aver naturalmente qualche complice o aiutante minore: ma l&#8217;intera responsabilità e l&#8217;intera indignazione del lettore devono gravare sopra un unico capro espiatorio.</p>
<p style="text-align: justify">13. Società segrete, associazioni a delinquere et similia non trovano posto in un vero romanzo poliziesco. Un delitto geniale e interessante è irrimediabilmente sciupato da una colpa collegiale. Certo, anche al colpevole deve essere concessa una chance: ma accordargli addirittura una società segreta è troppo. Nessun delinquente di classe accetterebbe.</p>
<p style="text-align: justify">14. I metodi del delinquente e i sistemi di indagine devono essere razionali e scientifici. Vanno cioè senz&#8217;altro escluse la pseudo scienza e le astuzie puramente fantastiche, alla maniera di Jules Verne. Quando un autore ricorre a simili metodi può considerarsi evaso, dai limiti del romanzo poliziesco, negli incontrollabili domini del romanzo d&#8217;avventure.</p>
<p style="text-align: justify">15. La soluzione del problema deve essere sempre evidente, ammesso che vi sia un lettore sufficientemente astuto per vederla subito. Se il lettore, dopo aver raggiunto il capitolo finale e la spiegazione, ripercorre il libro a ritroso, deve constatare che in un certo senso la soluzione stava davanti ai suoi occhi fin dall&#8217;inizio, che tutti gli indizi designavano il colpevole e che, se egli fosse stato acuto come il poliziotto, avrebbe potuto risolvere il mistero da sé, senza leggere il libro sino alla fine. Il che &#8211; inutile dirlo &#8211; capita spesso al lettore ricco d&#8217;istruzione.</p>
<p style="text-align: justify">16. Un romanzo poliziesco non deve contenere descrizioni troppo diffuse, pezzi di bravura letteraria, analisi psicologiche troppo insistenti, presentazioni di &#8220;atmosfera&#8221;: tutte cose che non hanno vitale importanza in un romanzo di indagine poliziesca. Esse rallentano l&#8217;azione, distraggono dallo scopo principale che è: porre un problema, analizzarlo, condurlo a una conclusione positiva. Si capisce che ci deve essere quel tanto di descrizione e di studio di carattere che è necessario per dar verosimiglianza alla narrazione.</p>
<p style="text-align: justify">17. Un delinquente di professione non deve mai essere preso come colpevole in un romanzo poliziesco. I delitti dei banditi riguardano la polizia, non gli scrittori e i brillanti investigatori dilettanti. Un delitto veramente affascinante non può essere commesso che da un personaggio molto pio o da una zitellona nota per le sue opere di beneficenza.</p>
<p style="text-align: justify">18. Il delitto, in un romanzo poliziesco, non deve mai essere avvenuto per accidente: né deve scoprirsi che si tratta di suicidio. Terminare una odissea di indagini con una soluzione così irrisoria significa truffare bellamente il fiducioso e gentile lettore.</p>
<p style="text-align: justify">19. I delitti nei romanzi polizieschi devono essere provocati da motivi puramente personali. Congiure internazionali e così via appartengono a un altro genere narrativo. Una storia poliziesca deve riflettere le esperienze quotidiane del lettore, costituendo una valvola di sicurezza delle sue stesse emozioni.</p>
<p style="text-align: justify">20. Ed ecco infine, per concludere degnamente questo &#8220;credo&#8221;, una serie di espedienti che nessuno scrittore di polizieschi che si rispetti vorrà più impiegare, perché già troppo usati e ormai familiari a ogni amatore di libri polizieschi. Valersene ancora è come confessare inettitudine e mancanza di originalità:</p>
<p style="text-align: justify">a) scoprire il colpevole grazie al confronto di un mozzicone di sigaretta lasciato sul luogo del delitto con le sigarette fumate da uno dei sospettati; b) il trucco della seduta spiritica contraffatta che atterrisce il colpevole e lo induce a tradirsi; e) impronte digitali falsificate; d) alibi creato grazie a un fantoccio; e) cane che non abbaia e quindi rivela il fatto che il colpevole è uno della famiglia; f) il colpevole è un gemello, oppure un parente sosia di una persona sospetta, ma innocente; g) siringhe ipodermiche e bevande soporifere; h) il delitto è commesso in una stanza chiusa, dopo che la polizia vi ha già fatto il suo ingresso; i) associazioni di parole che rivelano la colpa; l) alfabeti convenzionali che il poliziotto decifra.</p>
<div class="shr-publisher-11529"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/le-venti-regole-per-scrivere-un-giallo-di-willard-huntington-wrigh/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dal libro al film: Orgoglio e pregiudizio</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/dal-libro-al-film-orgoglio-e-pregiudizio/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/dal-libro-al-film-orgoglio-e-pregiudizio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 13:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Only</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[bbc]]></category>
		<category><![CDATA[Colin Firth]]></category>
		<category><![CDATA[dvd]]></category>
		<category><![CDATA[elizabeth bennet]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[film e libro]]></category>
		<category><![CDATA[jane austen]]></category>
		<category><![CDATA[keira knightley]]></category>
		<category><![CDATA[Laurence Oliver]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11445</guid>
		<description><![CDATA[Come trasposizione cinematografica di Orgoglio e pregiudizio forse molti di voi ricordano il film uscito qualche anno fa con Keira Knightley nella parte di una convincente Elizabeth Bennet. Andando però indietro di qualche anno, si incappa in un prodotto altrettanto ottimo (perché, e ci tengo a dirlo, io appartengo alla schiera di coloro ai quali [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/03/Orgoglio-e-pregiudizio-dvd.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="Orgoglio e pregiudizio dvd" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/03/Orgoglio-e-pregiudizio-dvd.jpg" alt="" width="100" height="140" /></a>Come trasposizione cinematografica di <strong>Orgoglio e pregiudizio</strong> forse molti di voi ricordano il film uscito qualche anno fa con Keira Knightley nella parte di una convincente Elizabeth Bennet.</p>
<p style="text-align: justify">Andando però indietro di qualche anno, si incappa in un prodotto altrettanto ottimo (perché, e ci tengo a dirlo, io appartengo alla schiera di coloro ai quali il film è piaciuto): uno sceneggiato inglese del 1995 prodotto dalla BBC, con un aitante Colin Firth nella parte di Darcy. Il <a href="http://www.ibs.it/dvd/ser/serdsp.asp?shop=4558&amp;e=8016207305222" target="_blank">film per la televisione</a>, arrivato anche da noi, ha il pregio rispetto al prodotto cinematografico di poter contare su una maggiore fedeltà al romanzo, forte delle oltre cinque ore di durata (fu infatti distribuito in sei episodi), tanto che si ritrovano, nei dialoghi tra gli attori, interi brani del libro riportati quasi esattamente.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11445"></span>In definitiva una bella e accurata trasposizione a cui, se proprio devo trovare un difetto, sono i ventisei anni non portati benissimo da Jennifer Ehle, un&#8217; attrice per altro brava ma che non ho trovato convincente al 100% come una Elizabeth Bennet ventenne, non almeno quanto la Knightley (forse perché quest&#8217;ultima di anni ne aveva davvero venti all&#8217;epoca del film).</p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/dal-libro-al-film-orgoglio-e-pregiudizio/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify">Ma forse non dovrei lamentarmi troppo, visto che Greer Garson, la Elizabeth Bennet dell&#8217;<em>Orgoglio e Pregiudizio</em> <a href="http://www.ibs.it/dvd/ser/serdsp.asp?shop=4558&amp;e=7321958656884" target="_blank">del 1940</a>, con uno splendido – e appena un po&#8217; ingessato – Laurence Oliver nei panni di Darcy, di anni all&#8217;epoca del film ne aveva trentasette! Per immaginarsela con vent&#8217;anni di meno ci vuole una buona dose di immaginazione, non bastando forse la spiccata ironia di cui l&#8217;attrice era a suo tempo dotata e che rende la commedia altamente piacevole, nonostante la trama si discosti stavolta non poco dal romanzo originale.</p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/dal-libro-al-film-orgoglio-e-pregiudizio/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify">Esistono altre trasposizioni del celebre romanzo, ma io mi sono fermata qui, con le visioni e quindi necessariamente con i commenti. Se vorrete andare oltre, sappiate che basta navigare un po&#8217; sul wikipedia inglese e americano per sapere tutto ciò che è stato scritto e filmato sul celebre romanzo di Jane Austen. Buona visione a tutti!</p>
<div class="shr-publisher-11445"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/dal-libro-al-film-orgoglio-e-pregiudizio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amabili resti, Jackson</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/amabili-resti-jackson/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/amabili-resti-jackson/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 13:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[assassinio]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[film e libro]]></category>
		<category><![CDATA[il diavolo veste prada]]></category>
		<category><![CDATA[irreale]]></category>
		<category><![CDATA[limbo]]></category>
		<category><![CDATA[mulino bianco]]></category>
		<category><![CDATA[tolkien]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11400</guid>
		<description><![CDATA[Comincio col sottolineare che non sono tra coloro che vivono sul luogo comune “il libro è sempre meglio del film”. Ci sono casi in cui, secondo me, le pellicole sono di tutto rispetto e qualche volta anche più divertenti dei romanzi da cui sono tratte (un esempio per tutti: Il diavolo veste Prada). Quando ho [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/03/locandina-amabili-resti.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="locandina amabili resti" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/03/locandina-amabili-resti.jpg" alt="" width="120" height="178" /></a>Comincio col sottolineare che non sono tra coloro che vivono sul luogo comune “il libro è sempre meglio del film”. Ci sono casi in cui, secondo me, le pellicole sono di tutto rispetto e qualche volta anche più divertenti dei romanzi da cui sono tratte (un esempio per tutti: <em>Il diavolo veste Prada</em>). Quando ho saputo che <a href="http://liblog.blogdo.net/narrativa/amabili-resti-sebold/" target="_blank"><strong>Amabili Resti</strong></a> sarebbe stato trasposto per il cinema da Peter Jackson, di cui ho amato tantissimo la trilogia su Tolkien (ve l’ho detto che non sono una “purista”!), non stavo più nella pelle all’idea. Forse, però, è stato uno di quei casi in cui l’aspettativa era troppa.</p>
<p style="text-align: justify">Laddove il romanzo è un’intensa riflessione sulle sfaccettature del dolore, qui abbiamo una sorta di pubblicità del Mulino Bianco lunga più di due ore, in cui la protagonista saltella in una specie di radura sconfinata dove ogni tanto appare un gazebo sicuramente riciclato dal set della “Compagnia dell’Anello”. Critici ben più navigati di me hanno voluto vedere in questo la tematica della “Terra di Mezzo” tanto cara al regista e fin qui ci può stare; peccato, però, che a questo mondo alternativo sia dedicato troppo spazio, togliendo spessore alle vicende dei vivi attorno ai quali la storia originale era incentrata.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11400"></span>Questo spostamento del focus è il difetto principale della pellicola: nel libro Susie  resta imprigionata in una specie di limbo tra la terra e il cielo, da cui può vedere ciò che accade a coloro che sono rimasti. Sono la sua famiglia ed i suoi amici, nonché il suo assassino, che con le loro vicende portano avanti l’intreccio. Nel film questa percezione non si ha ed infatti la psicologia dei personaggi resta appena abbozzata, nonostante gli attori mettano tutta la loro buona volontà.  Il cast, devo dire, sarebbe stato all’altezza se avesse avuto una direzione meno confusionaria da seguire.</p>
<p style="text-align: justify">Saoirse Ronan, esordiente, è una credibile Susie Salmon, ma la parte del leone la fa Stanley Tucci – finora sempre visto in ruoli di contorno più che positivi – che è davvero inquietante nei panni del maniaco George Harvey (lo ammetto: un paio di sere dopo me lo sono sognato).</p>
<p style="text-align: justify">Purtroppo, cast volenteroso e fotografia brillante non bastano a salvare l’opera nel suo intero: i buchi lasciati nella sceneggiatura sono troppi e troppo profondi; per esempio una delle scene che avrebbe dovuto essere più toccante, cioè quando Susie trova il modo di incarnarsi per poche ore nel corpo dell’amica sensitiva e dare il sospirato bacio al ragazzo dei suoi sogni, diventa comica involontaria:  il film non spiega né il rapporto tra questi due adolescenti (nel libro si incontrano cercando tracce di Susie e diventano amici per superare il trauma), né perché il giovanotto non si stupisca dell’ingresso di un fantasma nel corpo della sua migliore amica (quando invece nel libro è ben descritto come i due ragazzi passassero il tempo interessandosi di occultismo). Lo spettatore ignaro è costretto a bersi situazioni di questo tipo, ma qualcosa non si incastra nel modo giusto ed è impossibile non accorgersene.</p>
<p style="text-align: justify">In conclusione, penso che <em>Amabili Resti</em> sia un’occasione sprecata; benché io sia un’amante del fantasy, in questo caso avrei preferito che Peter Jackson avesse messo un po’ da parte il suo gusto per l’irreale e si fosse concesso di approfondire l’introspezione. Mi aspetterei un’interpretazione del genere da qualcuno che non ha capito il libro, non da un regista reduce da undici Oscar.</p>
<div class="shr-publisher-11400"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/amabili-resti-jackson/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Incontri: Round Robin</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/incontri-round-robin/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/incontri-round-robin/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 13:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[eur]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[più libri più liberi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[round robin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11206</guid>
		<description><![CDATA[La Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria si è svolta, come ogni anno, a Roma. Uno sopra l&#8217;altro, a farsi largo tra la gente e gli stand al Palazzo dei Congressi, all&#8217;EUR. Lì c&#8217;ero anch&#8217;io. Con delle superga gialle impossibili da ignorare se guardi per terra, un po&#8217; sporche in punte perché, nel caos, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">La Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria si è svolta, come ogni anno, a Roma. Uno sopra l&#8217;altro, a farsi largo tra la gente e gli stand al Palazzo dei Congressi, all&#8217;EUR. Lì c&#8217;ero anch&#8217;io. Con delle superga gialle impossibili da ignorare se guardi per terra, un po&#8217; sporche in punte perché, nel caos, qualcuno prima o poi ti calpesta. Sì, c&#8217;ero anche io e sono andata a conoscere e rubare del tempo ad alcuni editori, piccoli e medi per eccellenza. Sono editori con cui Liblog ha collaborato in passato, o per i quali abbiamo avuto come gruppo un occhio di riguardo, perché a noi piacciono le cose belle, e le cose belle bisogna farle conoscere.</p>
<p style="text-align: justify">Quello che ho cercato di fare, con questi brevi incontri, è un tentativo di presentarveli discretamente, e lasciare che siate voi a capire perché li amiamo tanto. Ed ecco a voi il primo.</p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/incontri-round-robin/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
<div class="shr-publisher-11206"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/incontri-round-robin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uno Sherlock Holmes blasfemo, ma bellissimo &#8211; The Lo Re Report</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/uno-sherlock-holmes-blasfemo-ma-bellissimo-lo-re-report/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/uno-sherlock-holmes-blasfemo-ma-bellissimo-lo-re-report/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 13:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L&#39;Ospite Inatteso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[adattamento]]></category>
		<category><![CDATA[complotto]]></category>
		<category><![CDATA[conan doyle]]></category>
		<category><![CDATA[esoterismo]]></category>
		<category><![CDATA[film e libro]]></category>
		<category><![CDATA[guy ritchie]]></category>
		<category><![CDATA[moriarty]]></category>
		<category><![CDATA[sherlock holmes]]></category>
		<category><![CDATA[watson]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11187</guid>
		<description><![CDATA[Riporto col permesso dell&#8217;autore dal blog The Lo Re Report considerazioni sulla trasposizione cinematografica di Sherlock Holmes Guy Ritchie è uno dei registi più innovativi del cinema mondiale. Due dei suoi film – Lock &#38; Stock. Pazzi scatenati (Lock, Stock and Two Smoking Barrels, 1998) e Snatch. Lo strappo (Snatch, 2000) – nonostante siano passati [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Riporto col permesso dell&#8217;autore dal blog <a href="http://thelorereport.blogdo.net/uno-sherlock-holmes-blasfemo-ma-bellissimo/" target="_blank"><strong>The Lo Re Report</strong></a> considerazioni sulla trasposizione cinematografica di Sherlock Holmes</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/sherlock-holmes-locandina.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="sherlock holmes locandina" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/sherlock-holmes-locandina.jpg" alt="sherlock holmes locandina" width="100" height="149" /></a>Guy Ritchie è uno dei registi più innovativi del cinema mondiale. Due dei suoi film – <em>Lock &amp; Stock. Pazzi scatenati</em> (<em>Lock, Stock and Two Smoking Barrels</em>, 1998) e <em>Snatch. Lo strappo</em> (<em>Snatch</em>, 2000) – nonostante siano passati una dozzina d’anni dal loro arrivo nelle sale, rispetto a quanto mediamente prodotto dai cineasti di Hollywood sono ancora lustri avanti sotto molti punti di vista, <em>in primis</em> ritmo e stile di regia.</p>
<p style="text-align: justify">Certo, questo Sherlock Holmes non è veloce come i due capolavori di Ritchie, anzi in alcune fasi, da metà in poi, diviene quasi un po’ lento, ma è comunque un film godibile ed intelligente, rivoluzionario per quanto riguarda la figura del detective inglese.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11187"></span>Dico subito che Holmes dalla riscrittura di Ritchie esce malconcio oltremisura, irriconoscibile rispetto ai romanzi o alle tante riduzioni televisive e cinematografiche. Un alcolista sporco e maleodorante – meravigliosamente reso da Robert Downey jr, che si conferma essere uno degli attori migliori del panorama internazionale, se non il migliore in assoluto – davvero lontano anni luce dal compassato indagatore londinese cui siamo abituati, che però già Arthur Conan Doyle tratteggia con il vizio della cocaina. Insomma, uno Sherlock Holmes di certo blasfemo agli occhi dei puristi, ma bellissimo quello di Guy Ritchie.</p>
<p style="text-align: justify">Quanto alla trama, questa è stata ideata <em>ex novo</em> per il film, visto che nei romanzi o nei racconti di Conan Doyle non vi è traccia di Lord Blackwood (magistralmente interpretato da Mark Strong).</p>
<p style="text-align: justify">Esoterismo, soprannaturale, azione e teoria del compotto occulto spadroneggiano per oltre due ore, fino ad un esito scontato che prepara lo spettatore al sequel, che certamente vedrà protagonista il grande nemico di Holmes, il professor Moriarty. Ritchie per ora lo ha lasciato sullo sfondo, ma comunque malignamente presente. Nell’inevitabile prossima puntata possiamo stare certi che imperverserà.</p>
</blockquote>
<div class="shr-publisher-11187"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/uno-sherlock-holmes-blasfemo-ma-bellissimo-lo-re-report/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Polar Thriller &#8211; The Lo Re Report</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/polar-thriller-lo-re-report/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/polar-thriller-lo-re-report/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 13:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L&#39;Ospite Inatteso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[antartico]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[cussler]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Brown]]></category>
		<category><![CDATA[film e libro]]></category>
		<category><![CDATA[ghiaccio]]></category>
		<category><![CDATA[gialli]]></category>
		<category><![CDATA[larsson]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[nord europa]]></category>
		<category><![CDATA[polar thriller]]></category>
		<category><![CDATA[spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[thriller]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11182</guid>
		<description><![CDATA[Col permesso dell&#8217;autore riporto dal blog The Lo Re Report delle considerazioni sui romanzi venuti dal freddo, scritte da Carlo Lo Re: Nella mia passione sconfinata per il profondo Nord dell’Europa ho recentemente scoperto un filone di action thriller che mi sta appassionando moltissimo. Sono i gialli o romanzi di spionaggio ambientati nelle regioni polari. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Col permesso dell&#8217;autore riporto dal blog <a href="http://thelorereport.blogdo.net/polar-thriller/" target="_blank"><strong>The Lo Re Report</strong></a> delle considerazioni sui romanzi venuti dal freddo, scritte da Carlo Lo Re:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/verità-del-ghiaccio.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="verità del ghiaccio" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/verità-del-ghiaccio.jpg" alt="verità del ghiaccio" width="100" height="155" /></a>Nella mia passione sconfinata per il profondo Nord dell’Europa ho recentemente scoperto un filone di <em>action thriller</em> che mi sta appassionando moltissimo. Sono i gialli o romanzi di spionaggio ambientati nelle regioni polari. Non è un genere alto, per carità, lo capisco bene, ma a me piace e rilassa, quindi lo consiglio a tutti.</p>
<p style="text-align: justify">Del resto, io credo che in letteratura sia sì fondamentale lo stile (l’autore deve innanzitutto saper scrivere, è chiaro), ma anche l’ambientazione spazio-temporale, che dà emozioni non da poco al lettore. Insomma, un libro ottimamente scritto ambientanto nel 2005 a Capacabana, Catania o Malindi proprio non mi stuzzica la fantasia. Un pessimo giallo ambientato nella Londra vittoriana, a Edimburgo o nella Stoccolma di ieri/oggi/domani semplicemente mi esalta. A scanso di equivoci, puntualizzo subito che le prove d’autore degli ultimi anni ambientate a Stoccolma sono in genere dei capolavori, come il caso Stieg Larsson (di)mostra ampiamente…</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11182"></span>E così, ecco che il comodino si è in breve riempito di quelli che la mia nota coazione all’<em>anglo-sintesi</em> mi ha suggerito di chiamare <em>polar thriller</em>… Il primo che ho letto, tutto d’un fiato, è stato <em>La verità del ghiaccio</em> [il cui titolo originale, <em>Deception Point</em> (Simon &amp; Schuster, New York, 2001), ossia "punto d'inganno", mi sembra più azzeccato della traduzione italiana]. Scritto da <a href="http://www.danbrown.com/" target="_blank">Dan Brown</a> come terzo romanzo (appena prima de <em>Il codice da Vinci</em>, che è del 2003), in Italia è stato <a href="http://www.ibs.it/code/9788804563853/brown-dan/verit-agrave-del-ghiaccio.html?shop=4558" target="_blank">pubbicato da Mondadori</a> a fine 2005. Ora si attende il film, che dovrebbe arrivare a breve nelle sale mondiali e la cui sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Dan Brown.<br />
La verità del ghiaccio ha tutto per appassionare i patiti dell’action thriller e/o della fantascienza. Ambientazione artica, la Nasa protagonista assoluta, la ricerca di prove di vita extraterrestri, la corsa per la Casa Bianca sullo sfondo. Un mix che farà inorridire molti, ma che a me, tutto sommato, è piaciuto.</p>
<p style="text-align: justify">Finito di leggere (l’ennesimo) Brown (li ho tutti in libreria), mi sono fiondato su <em>La tomba di ghiaccio</em> di Steve Berry (in originale <em>The Charlemagne Pursuit</em>, Randon House, New York-London-Münich, 2008), che in Italia la mitica Editrice Nord ha dato alle stampe a fine 2009. L’ambientazione è fra la Baviera e l’Antartide, il mistero è tutto al Polo Sud, alla ricerca di una protociviltà umana già individuata dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.<br />
Come sempre, ottima la cura che la Editrice Nord dedica ai suoi volumi, ma un appunto, a malincuore, lo devo per forza fare: a p. 7, nell’accurata cartina dell’Antartide pubblicata, non si poteva proprio evitare il mostruoso refuso inerente il Circolo Polare?!? Che, ovviamente, a Sud è quello Antartico, non Artico …</p>
<p style="text-align: justify">Finito Berry, mi aspettano <em>Tempesta al Polo</em> di Clive Cussler e Paul Kemprecos (Longanesi, Milano, 2008, in originale <em>Polar Shift</em>, Putnam, New York, 2005), <em>Artico</em> di James Rollins (Editrice Nord, Milano, 2005, in originale <em>Ice Hunt</em>, Baror International, New York, 2003) e <em>Ice Limit</em> di Douglas Preston e Lincoln Child, Sonzogno<em>, </em>Milano, 2001, in originale <em>The Ice Limit</em>, Warner Books, New York, 2000). Al termine, rimpiangerò l’estate…</p>
</blockquote>
<div class="shr-publisher-11182"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/polar-thriller-lo-re-report/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;avvento dell&#8217;ebook e l&#8217;autopubblicazione</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/lavvento-dellebook-e-lautopubblicazione/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/lavvento-dellebook-e-lautopubblicazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 13:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[amazon]]></category>
		<category><![CDATA[correttore di bozze]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[editor]]></category>
		<category><![CDATA[editore]]></category>
		<category><![CDATA[editoria digitale]]></category>
		<category><![CDATA[kindle]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicare]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicare un libro]]></category>
		<category><![CDATA[vanity press]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=11154</guid>
		<description><![CDATA[Seguendo un&#8217;interessante quanto tediosa discussione su FF ho trovato un intervento di Bgeorg che riassume esattamente quello che io penso. scrivo lungo, ma almeno una volta sola. abbiamo capito che l&#8217;editor serve, è un passo avanti. ma a cosa? l&#8217;editor serve in primo luogo a far presente al 99% di chi pensa di poter scrivere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Seguendo un&#8217;interessante quanto tediosa <a href="http://friendfeed.com/palmasco/bb6f1033/l-eccitazione-di-pubblicare-un-libro-la-capisco" target="_blank">discussione su FF</a> ho trovato un intervento di <a href="http://falsoidillio.splinder.com/" target="_blank">Bgeorg</a> che riassume esattamente quello che io penso.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><span>scrivo lungo, ma almeno una volta sola. abbiamo capito che l&#8217;editor serve, è un passo avanti. ma a cosa? l&#8217;editor serve in primo luogo a far presente al 99% di chi pensa di poter scrivere che c&#8217;è differenza di principio tra la letteratura e l&#8217;inanellare micropensierini e quadretti autobiografici e microraccontini tanto supponenti nelle intenzioni quanto pedanti e imbarazzanti negli esiti oltreche scritti in italiano improvvisato, le robe che però piacciono ai blogger democratici, a quanto pare (per non parlare dei maxiraccontoni ugualmente improbabili).</span></p>
<p style="text-align: justify"><span><span id="more-11154"></span>E a investire sul restante 1%, nel quale non c&#8217;è per forza grande letteratura, ma ci sono prodotti dignitosi, che stanno in piedi &#8211; secondo criteri piuttosto universali &#8211; per pubblici diversi, magari anche di poche pretese (rassicuro palmasco: se si legge poco non è perché le case editrici sono suicide e non pubblicano questi geni dei blogger che scrivono la letteratura di domani, quella di mezza cartella, o perché sono espressione di apparati; non servono le primarie. si legge poco perché l&#8217;analfabetismo di ritorno in italia è sopra al 50% e nemmeno gli scrittori italiani sono poi tutti questi gran geni che valga molto la pena di leggere. non che nel cinema se la passino meglio. direi che è l&#8217;italia il problema).</span></p>
<p style="text-align: justify"><span>&#8220;Investire&#8221; sull&#8217;1% significa che è l&#8217;editore che paga lo scrittore, cioè rischia del suo e quindi è spinto a fare del suo meglio, anche a costo di scontrarsi con la volontà dello scrittore. guidato da cosa? da una parte dal filtro del mercato e dei lettori, e dall&#8217;altra da quello dei &#8220;lettori di professione&#8221; &#8211; addetti ai lavori e critici letterari: il sapere condiviso di una comunità in un determinato momento. perché nemmeno un genio può far tutto da solo, figuriamoci gli altri: solo grazie a questi due filtri viventi, non astratti ma incarnati in dinamiche storiche reali &#8211; e certo non in base a tecnicalismi di cui l&#8217;editor sarebbe portatore &#8211; un materiale grezzo ma con potenzialità può assumere una sua dignità. In una situazione in cui il filtro non c&#8217;è più, invece, il 100% di cui sopra può pubblicare, tipo adesso con Lulu ma più fighetto, sul chindol. niente di male, youtube è piena di gente che filma i figli che ruttano, a scopo si spera privato o familiare. un youwrite pieno di poesiole ispirate dal tramonto o dalla bottiglia non farà male, in fondo non sarà peggio di splinder. Poi se sei molto social finisce che ti vendi anche le tue 1000 copie e vai giulivo. meglio degli psicofarmaci. Certo uno bravo cercherà la compagnia di altri bravi quindi di sicuro non inizierà da lì, ma da dove sempre si inizia: riviste letterarie, circoli, contatti diretti con professionisti ecc. Eh, ma se ti paghi l&#8217;editor è fatta! Lui sa il fatto suo e ti guida!</span></p>
<p style="text-align: justify"><span>Quando si dice parlare prima di riflettere. L&#8217;editor non puoi pagarlo tu, cazzo, se no lui ti fa passare anche la peggio merda correggendoti la sintassi. L&#8217;editor non è il corrispettivo del correttore ortografico applicato ai generi letterari, non è un fatto tecnico, è il filtro culturale detto sopra, è una società che elabora i canali professionali interni per produrre il proprio rispecchiamento, al miglior livello possibile date le premesse. L&#8217;editor che paghi tu non ti dirà mai di buttare nel cesso la tua sudata opera ché forse non sei tagliato, come chiunque ti vuole bene dovrebbe fare almeno per evitarti il ridicolo. È come i dipendenti che giocano a golf col capo e guarda caso quello vince sempre. Li paga!</span></p>
<p style="text-align: justify"><span>Ergo, l&#8217;editor che paghi tu, come l&#8217;editore che paghi tu, ti ruba i soldi, per principio. Dirò di più: il grande autore affermato che bypassa l&#8217;editore e si rivolge direttamente al pubblico firma la sua condanna (magari non di mercato ma di sicuro letteraria). perché, di nuovo, non esiste il singolo Grande Autore, esiste una comunità professionale che si confronta e si rispecchia; l&#8217;autore che pretende di non avere filtri tra sé e il pubblico, di rivolgersi direttamente ai lettori senza mediatori, diventerà schiavo del pubblico e molto rapidamente inizierà a produrre merda di successo, per poi ridursi a produrremerda e basta. così la vedo attualmente (magari domani si cambia idea, chissà). </span></p>
</blockquote>
<div class="shr-publisher-11154"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/lavvento-dellebook-e-lautopubblicazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Regalare un libro</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/regalare-un-libro/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/regalare-un-libro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 09:04:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[motivazioni]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[regali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10943</guid>
		<description><![CDATA[Ripubblico la nota del gruppo FB Adotta una libreria sul perché regalare un libro: Motivo numero uno: Chi riceve in regalo un libro e ama leggere sarà ben felice di leggere un libro attraverso cui voi siete già passati (perché, diamoci la verità, chi regala libri spesso regala libri già &#8220;collaudati&#8221; personalmente). Lo leggerà pensando [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Ripubblico la nota del gruppo FB <a href="http://www.facebook.com/group.php?v=app_2373072738&amp;ref=ts&amp;gid=154740457703#/group.php?gid=154740457703" target="_blank"><strong>Adotta una libreria</strong></a> sul perché regalare un libro:</p>
<div>
<blockquote>
<div style="text-align: justify">Motivo numero uno:<br />
Chi riceve in regalo un libro e ama leggere sarà ben felice di leggere un libro attraverso cui voi siete già passati (perché, diamoci la verità, chi regala libri spesso regala libri già &#8220;collaudati&#8221; personalmente). Lo leggerà pensando a voi e immaginerà, man mano, i passaggi su cui voi vi siete fermati a riflettere, avete riso o pianto.<br />
<span id="more-10943"></span>Motivo numero due:<br />
Un libro costa relativamente poco ed è eterno, si può prestare, scambiare, rileggere, rivendere e il suo valore resterà pressoché invariato. Cosa che non si può dire di un profumo o di una camicia.<br />
Motivo numero tre:<br />
Un libro particolarmente coinvolgente cambia la vita delle persone. Non sempre in maniera trascendentale, ma chi ha letto Siddartha è diverso da chi non lo ha letto. E questo è quanto.<br />
Motivo numero quattro:<br />
Un libro regalato a chi i libri li ama diventa inscindibile dal proprietario, si crea un tale legame tra chi lo possiede e il libro stesso che c&#8217;è da commuoversi. Chi ama i libri di solito ama in particolar modo i &#8220;propri&#8221; libri, e di solito i libri che sono stati regalati da persone particolari. Un amante dei libri non cede alla barbara usanza di prestare e scambiare libri con altri: se proprio deve, lo compra nuovo, lo impacchetta e lo regala. Ma mai la sua copia personale.</div>
</blockquote>
</div>
<div class="shr-publisher-10943"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/regalare-un-libro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Vangelo secondo Pilato: la rappresentazione teatrale, Schmitt-Mauri</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/il-vangelo-secondo-pilato-la-rappresentazione-teatrale-schmitt-mauri/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/il-vangelo-secondo-pilato-la-rappresentazione-teatrale-schmitt-mauri/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 13:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sfranz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[9788889541340]]></category>
		<category><![CDATA[ateismo]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[dio]]></category>
		<category><![CDATA[indifferenza]]></category>
		<category><![CDATA[sipario]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Vangeli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10763</guid>
		<description><![CDATA[Assieme alle Arti Visive e soprattutto la musica, il teatro è una delle prime e più dirette espressioni artistiche. Non ha molto bisogno di astruse interpretazioni intellettuali, non presenta complicati ragionamenti filosofici, mostra l&#8217;uomo così com&#8217;è&#8230; o così come finge di essere e, in ogni caso, mostra l&#8217;uomo che parla all&#8217;uomo, al proprio simile, al [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2009/12/vangelo-secondo-pilato.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="vangelo secondo pilato" src="http://liblog.blogdo.net/files/2009/12/vangelo-secondo-pilato.jpg" alt="vangelo secondo pilato" width="100" height="156" /></a>Assieme alle Arti Visive e soprattutto la musica, il teatro è una delle prime e più dirette espressioni artistiche. Non ha molto bisogno di astruse interpretazioni intellettuali, non presenta complicati ragionamenti filosofici, mostra l&#8217;uomo così com&#8217;è&#8230; o così come finge di essere e, in ogni caso, mostra l&#8217;uomo che parla all&#8217;uomo, al proprio simile, al pubblico.</p>
<p style="text-align: justify">Come romanzo apparve nel lontano 1995, Schmitt lo adattò per il palcoscenico nel 2004 intitolandolo <strong>Mes Évangiles</strong> e, quattro anni più tardi, Glauco Mauri ne curò la versione italiana e la regia. Sapevo fin dallo scorso agosto che era in cartellone nel teatro della mia città e ieri, 29 novembre, sono andato a vedermelo. La compagnia era quella di Mauri-Sturno. di cui fa parte anche Marco Bianchi che impersona Sesto, lo scrivano di Pilato.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10763"></span>Alle quattro e mezza in punto, Glauco Mauri è letteralmente comparso in platea, davanti al palco su cui è salito accompagnato da una breve sottolineatura musicale; e poi, disperato, ha preso la parte del Cristo nell&#8217;ultima notte nel giardino degli ulivi. Un Cristo impaurito, consapevole della propria condizione umana e di ciò che gli sarebbe accaduto poche ore dopo e, soprattutto il giorno dopo.</p>
<p style="text-align: justify">Questo gli dà l&#8217;opportunità di riandare indietro coi ricordi per spiegare e spiegarsi come Egli e Dio erano arrivati fin lì. Un lungo monologo di un&#8217;ora per raccontare di Lui bambino, i suoi amici, il suo maturare di adolescente, il Suo rilevare “l&#8217;azienda di famiglia”, il laboratorio di falegnameria del defunto padre Giuseppe (anche se Lui, con pialla e chiodi, riconosce di non saperci fare più di tanto); il legittimo desiderio della madre Maria di vederlo sposato e padre di tanti bambini, come già avevano fatto i Suoi fratelli: per un ebreo farsi una famiglia era pressoché un dovere.</p>
<p style="text-align: justify">E invece Egli non pensa a tutto ciò e va a meditare nel deserto laddove ha i primi segni, le prime strane e meravigliose esperienze. Ma lui è scettico: un semplice giovane che cerca di tirare avanti con “l&#8217;azienda di famiglia”. Ma accadono altre cose che fan rumore: suo cugino Giovanni lo riconosce come il Messia, il Figlio di Dio. Ma di Messia o presunti tali a quei tempi ce n&#8217;erano parecchi perché avrebbe dovuto esser proprio Lui quello vero?</p>
<p style="text-align: justify">Poi ci sono i miracoli: be&#8217; alcuni come quello delle nozze di Cana o della moltiplicazione dei pani e dei pesci possono esser stati “montati ad arte” da altri, dai suoi seguaci che cominciavano ad esserci&#8230; Ma quelli della resurrezione di un bambino (era appena morto: poteva esser morte apparente) e soprattutto di Lazzaro (morto da tre giorni.. e qui la morte non potrebbe essere poi tanto apparente), sarebbe stato davvero difficile simularli.</p>
<p style="text-align: justify">Se Dio gli permetteva di sconfiggere la Morte era il Segno, per eccellenza. Ma lui, semplice ragazzo ebreo, sarebbe stato in grado, avrebbe avuto la forza di portare a termine ciò che, a questo punto, era inequivocabile, ineluttabile, ineludibile? Giuda, il suo più devoto discepolo e amico, gliel&#8217;aveva predetto fin dai primi tempi: Lui, il Cristo, sarebbe morto e, dopo tre giorni, sarebbe resuscitato. E doveva tradirlo! Altrimenti, se si fosse consegnato Lui al Sinedrio, Lui, di Sua spontanea volontà, avrebbe rinnegato in un battibaleno tre anni di predicazione. Giuda, sì, doveva tradirlo. Era scritto Ed eccolo qui, nella motte del tradimento, tremebondo e impaurito Figlio dell&#8217;Uomo che aveva dovuto accettare un destino Divino&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Sipario.</p>
<p style="text-align: justify">A Pilato, Prefetto romano, questi ebrei, così litigiosi, così presi dalle loro beghe religiose, non piacciono assolutamente. Anche oggi, giornata quasi di routine: quindici arresti e tre crocifissioni tra cui quella di questo Nazareno contro il quale non ha nulla anche se tra politici e sacerdoti ha fatto molto parlare di sé, nel bene e nel male. Per lui e per Roma non è un fastidio e nememno un pericolo.</p>
<p style="text-align: justify">Ma la folla e i politici e i sacerdoti lo volevano. Anche lui, Pilato lo voleva&#8230; salvare. E, così, per per doveri diplomatici e evitare sommosse e ribellioni, l&#8217;aveva convocato, fatto flagellare, a puro uso, soddisfazione e consumo del popolo, confidando poi, anzi, essendo sicuro che nell&#8217;esercitare l&#8217;usanza di graziare un imputato prima della Pasqua ebraica, lasciando la scelta al popolo stesso presso cui aveva anche molti fedeli, questo popolo avrebbe scelto Lui senza esitazione alcuna.</p>
<p style="text-align: justify">Al contrario, al posto di quel un po&#8217; matto ma umile e mansueto Gesù, la folla aveva scelto quel ladro, quel violento, quello stupratore di Barabba che, con fare, arrogante, sembrava fosse certo lo avrebbero scelto. A quel punto, lui, Pilato, non aveva potuto far altro che lavarsi le mani che, simbolicamente, significava, che non aveva più intenzione di occuparsi della faccenda.</p>
<p style="text-align: justify">Ma dell&#8217;<em>affare Jeshua</em> era destino dovesse occuparsene ancora, quando Sesto, il suo scrivano – cui detta le lettere indirizzate al fratello – gli dice che il corpo dello “stregone Gesù” è stato “rubato”. Bisogna ritrovarlo quanto prima, altrimenti, sai che bagarre per gli ebrei, i seguaci e i maggiorenti della Galilea? Ritrovare il cadavere e anche chi lo ha trafugato, ovviamente. Chi è stato? Probabilmente, anzi sicuramente Giuseppe d&#8217;Arimatea che, tra l&#8217;altro, gli aveva anche chiesto di poter avere la salma per seppellirla. Già, e magari approfittato dell&#8217;altra usanza ebraica per cui i corpi dei defunti non potevano esser esposti in pubblico durante il periodo di Pasqua. Ma le notizie incalzano veloci. Sesto gli riferisce che il Cristo è stato visto&#8230; Come è possibile?</p>
<p style="text-align: justify">Ipotesi e ragionamenti sulla possibilità che non sia in realtà morto: la crocifissione è una tortura, un&#8217;agonia ma, a volte, si resta in vita anche per tre giorni&#8230; E Giuseppe d&#8217;Arimatea aveva domandato il corpo solo cinque ore dopo che lo “stregone Gesù” era stato issato sulla croce. Poteva essere ancora vivo, quindi. Ma i medici dicono che un uomo in quelle condizioni, già debilitato dal digiuno e dalla flagellazione e ferito al costato da una lancia non può sopravvivere. Be&#8217;, allora non può essere che un sosia&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;<em>affare Jeshua</em> non investe però soltanto la sfera “professionale” del Prefetto di Roma Ponzio Pilato, investe inaspettatamente anche quella privata, intima, quando la moglie Claudia gli confida che a quello “stregone”, deve la propria vita poiché, all&#8217;insaputa del marito, l&#8217;aveva fatto venire in casa e, senza toccarla, solo parlandole, l&#8217;aveva guarita dalle continue emorragie.</p>
<p style="text-align: justify">È già questo un colpo di per sé che comincia a scuotere la razionalità di Pilato, un altro se ne aggiunge allorché Claudia gli confida anche che tra le pie donne che erano andate al sepolcro del Cristo, una era lei. Le indagini del marito non portano a nulla, neanche l&#8217;ipotesi del sosia sembra essere solida e decisiva. E allora? E allora non gli rimane che prendere atto del mistero irrisolvibile che gli è capitato tra le mani, mistero che la ragione non riesce a circoscrivere e men che meno a spiegare.</p>
<p style="text-align: justify">Dubbi soltanto restano e deve constatare che ”prima ero un romano che sapeva; ora sono un romano che dubita. E mia moglie ride e batte le mani come se facessi per lei un numero da giocoliere. &#8216;Dubitare e credere sono la stessa cosa, Pilato. Solo l&#8217;indifferenza è atea&#8217;&#8221;. Può forse consolarsi pensando che questa setta, questi seguaci dello “stregone Gesù” – che si sono perfino dati un nome: “Cristiani” – non dureranno a lungo; uno, due anni al massimo, poi di loro non si sentirà più parlare. Ma, un ultimo dubbio lo assale: chissà quali strade tortuose e misteriose prenderanno poi le idee&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Sipario.</p>
<p style="text-align: justify">E applausi per parecchi minuti e doppia passerella per Mauri, Sturno e Bianchi. La recitazione è stata resa efficace anche dall&#8217;assai sapiente e ben sincronizzato uso delle luci di scena (non particolarmente ricca, diciamolo, ma, del resto, non era assolutamente necessario lo fosse), che han contribuito non solo a sottolineare le battute in sé ma anche a rendere l&#8217;idea del tempo e dello spazio.</p>
<p style="text-align: justify">Il romanzo (edito dalle San Paolo Edizioni), ch&#8217;io sappia, è stato recentemente in ristampa e lo si potrà trovare in libreria nei primi mesi del prossimo anno.</p>
<p style="text-align: justify">Va da sé che tornerò a parlarne (sempre che non annoi).</p>
<div class="shr-publisher-10763"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/il-vangelo-secondo-pilato-la-rappresentazione-teatrale-schmitt-mauri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Testi scolastici in ebook</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/testi-scolastici-in-ebook/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/testi-scolastici-in-ebook/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 13:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[bookeen]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[ebook reader]]></category>
		<category><![CDATA[iliad]]></category>
		<category><![CDATA[irex]]></category>
		<category><![CDATA[kindle]]></category>
		<category><![CDATA[libri digitali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10898</guid>
		<description><![CDATA[Giro anche a voi la domanda interessantissima che si pone Paolo Beneforti sul suo blog: Quanto risparmierebbe, lo Stato, attuando subito quanto previsto dalla Legge 133/08, articolo 15¹? E quanto risparmierebbero le famiglie italiane, sul costo dei libri di testo? Ecco il testo dell&#8217;articolo: Art. 15. Costo dei libri scolastici A partire dall’anno scolastico 2008-2009, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Giro anche a voi la domanda interessantissima che si pone <a href="http://www.pbeneforti.it/2009/12/15/ebook-reader-e-costo-dei-libri-di-testo/" target="_blank">Paolo Beneforti sul suo blog</a>:</p>
<ul>
<li>Quanto risparmierebbe, lo Stato, attuando subito quanto previsto dalla Legge 133/08, articolo 15<strong>¹</strong>? E quanto risparmierebbero le famiglie italiane, sul costo dei libri di testo?</li>
</ul>
<p>Ecco il testo dell&#8217;articolo:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><strong>Art. 15. Costo dei libri scolastici</strong></p>
<ol>
<li><span id="more-10898"></span>A partire dall’anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell’organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.</li>
<li>Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione di secondo grado sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.</li>
<li>I libri di testo sviluppano i contenuti essenziali delle Indicazioni nazionali dei piani di studio e possono essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento, di costo contenuto e suscettibili di successivi aggiornamenti e integrazioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono determinati:<br />
a) le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso;<br />
b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle versioni on line e mista;<br />
c) il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore.</li>
<li>Le Università e le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della propria autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3.</li>
</ol>
</blockquote>
<p>A voi le risposte.</p>
<div class="shr-publisher-10898"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/testi-scolastici-in-ebook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Digitalizzare la letteratura francese</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/digitalizzare-la-letteratura-francese/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/digitalizzare-la-letteratura-francese/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 13:40:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dispute]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google books]]></category>
		<category><![CDATA[libri digitali]]></category>
		<category><![CDATA[mountain view]]></category>
		<category><![CDATA[sarkozy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10887</guid>
		<description><![CDATA[Grazie ad Anecòico che riporta la notizia da Webnews apprendo che anche la Francia segue lo stesso progetto iniziato anni fa in Italia: Dopo aver osteggiato il progetto di digitalizzazione dei documenti portato avanti da Google Books, la Francia ha da poco annunciato l&#8217;intenzione di procedere autonomamente alla acquisizione in digitale dei propri tesori culturali [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Grazie ad <a href="http://ff.im/cWdja" target="_blank">Anecòico</a> che riporta la notizia da <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/12070/francia-fondi-per-digitalizzare-libri-e-documenti/" target="_blank">Webnews</a> apprendo che anche la Francia segue lo stesso <a href="http://www.bibliotecaitaliana.it/" target="_blank">progetto iniziato</a> anni fa in Italia:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Dopo aver osteggiato il progetto di digitalizzazione dei documenti portato avanti da Google Books, la Francia ha da poco annunciato l&#8217;intenzione di <strong>procedere autonomamente alla acquisizione in digitale dei propri tesori culturali nazionali</strong>. Lo Stato francese ha stanziato circa 750 milioni di Euro per portare a termine il progetto per preservare documenti e testimonianze del proprio passato in formato digitale, adottando una strada alternativa a quella finora seguita da Mountain View.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10887"></span>[...] «<strong>Non ci lasceremo strappare il nostro patrimonio per far contenta una grande società</strong>, e non importa quanto amichevole, grande o americana possa essere» aveva <a href="http://www.nytimes.com/2009/12/15/world/europe/15france.html?_r=1&amp;partner=rss&amp;emc=rss">dichiarato</a> alcuni giorni fa Nicolas Sarkozy riferendosi velatamente a Google e al progetto della società di digitalizzare documenti e libri pubblicati in Francia. Il nuovo piano consentirà allo Stato francese di tutelare meglio il proprio patrimonio, ma non chiude definitivamente il confronto con Mountain View. L&#8217;acquisizione in digitale di tutta la documentazione è molto onerosa e al momento solamente Google ha dimostrato di avere gli strumenti e le risorse per portare avanti il progetto non solo su scala nazionale, ma su scala globale. Molti osservatori auspicano dunque la fine del muro contro muro e il raggiungimento di un accordo teso a tutelare le istanze dei soggetti coinvolti e a non escludere le grandi risorse messe in campo da Mountain View.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Ben vengano queste dispute tra grandi soggetti se il risultato è ottenere la più ampia accessibilità e diffusione della letteratura.</p>
<div class="shr-publisher-10887"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/digitalizzare-la-letteratura-francese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I libri viventi</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/i-libri-viventi/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/i-libri-viventi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 13:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[domande]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[malmo]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[prestito bibliotecario]]></category>
		<category><![CDATA[sole24ore]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10777</guid>
		<description><![CDATA[Se il titolo del post vi ricorda Fahrenheit 451, avete ragione. Qui però non si tratta di persone che imparano a memoria libri ma persone che rappresentano categorie e temi di attualità e che possono essere consultate per chiarire ed eliminare dubbi e pregiudizi. Vi riporto uno stralcio dal Sole 24 ore e vi consiglio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Se il titolo del post vi ricorda Fahrenheit 451, avete ragione. Qui però non si tratta di persone che imparano a memoria libri ma persone che rappresentano categorie e temi di attualità e che possono essere consultate per chiarire ed eliminare dubbi e pregiudizi. Vi riporto uno stralcio dal Sole 24 ore e vi consiglio di <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Tempo%20libero%20e%20Cultura/ventiquattro/articoli/malmo-biblioteca-libri-viventi.shtml" target="_blank">leggere l&#8217;intero articolo</a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Gli incontri con i &#8220;libri viventi&#8221; si svolgono in media quattro volte a semestre, nel caffè della biblioteca. Dopo essersi prenotati, si può parlare con loro per tre quarti d&#8217;ora. Ogni &#8220;libro&#8221; viene prestato tre-quattro volte nell&#8217;arco del pomeriggio. A fine giornata vengono distribuite le schede di valutazione e accolte le richieste per l&#8217;acquisizione di nuove categorie di persone da incontrare. La sessione documentata da «Ventiquattro» ha visto la partecipazione del popolarissimo imam Ali Ibrahim, di un giocatore d&#8217;azzardo, del travestito Tina/Håkan Jönsson, di due musicisti e di una persona afflitta da disturbi mentali. Gli incontri non vengono né filmati né registrati, perché l&#8217;esperienza deve restare nella sola memoria dei partecipanti. «Non ci sono limitazioni ai temi da trattare, ma ciascun &#8220;libro&#8221; può rifiutarsi di rispondere a domande che reputi inappropriate, evenienza che però non si verifica di frequente», spiega Catharina Noren.</p>
</blockquote>
<div class="shr-publisher-10777"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/i-libri-viventi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Niente libri gratis alle scuole elementari</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/niente-libri-gratis-alle-scuole-elementari/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/niente-libri-gratis-alle-scuole-elementari/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:40:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[enti locali]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[ghizzoni]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[libri di testo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[scuole elementari]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10703</guid>
		<description><![CDATA[Riporto da Rete Scuole: Il Governo ha soppresso con la Finanziaria lo stanziamento di 103 milioni di euro per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell&#8217;obbligo, «l&#8217;ultimo scippo del Governo alle famiglie, alla scuola e agli enti locali». Lo rende noto Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, chiedendo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Riporto da <a href="http://retescuole.forumscuole.it/07attualita/finanziaria-2010/elementari-dal-2010-stop-ai-libri-gratis" target="_blank">Rete Scuole</a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Il Governo ha soppresso con la Finanziaria lo stanziamento di <strong>103 milioni di euro</strong> per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell&#8217;obbligo, «l&#8217;ultimo scippo del Governo alle famiglie, alla scuola e agli enti locali». Lo rende noto Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, chiedendo l&#8217;immediato intervento del ministro Gelmini.</p>
<p style="text-align: justify">«Il ministro Gelmini intervenga immediatamente per porre rimedio a questo ennesimo scippo. La gratuità dei libri nella scuola elementare &#8211; ricorda la parlamentare &#8211; è prevista per legge dal 1964. Dal 1998 e con le successive leggi finanziarie, fino a quella del 2007 del governo Prodi, la gratuità è stata estesa alle scuole secondarie in forme legate al reddito. Di segno opposto la politica del governo Berlusconi che ha completamente cancellato queste risorse&#8221;.»</p>
</blockquote>
<p>Leggendo queste notizie continuo a chiedermi: che futuro ha uno stato in cui non sia prioritaria la formazione?</p>
<div class="shr-publisher-10703"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/niente-libri-gratis-alle-scuole-elementari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Recensione 2.0</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/recensione-2-0/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/recensione-2-0/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 13:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marzia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[commenti]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[liblog]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[vincoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10492</guid>
		<description><![CDATA[A questo punto gli parlai della guerra. Gli dissi le solite cose che la gente dice quando parla contro la guerra. Dissi che la guerra era ingiusta. Che i grandi paesi non dovrebbero distruggere i paesi piccoli. Dissi che il governo aveva fatto una serie di errori. Gli dissi anche che tali errori, in un [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><blockquote>
<p style="text-align: justify">A questo punto gli parlai della guerra. Gli dissi le solite cose che la gente dice quando parla contro la guerra. Dissi che la guerra era ingiusta. Che i grandi paesi non dovrebbero distruggere i paesi piccoli. Dissi che il governo aveva fatto una serie di errori. Gli dissi anche che tali errori, in un primo tempo piccoli e perdonabili, erano ormai divenuti immensi e imperdonabili. Dissi che il governo stava tentando di nascondere i suoi errori iniziali sotto nuovi cumuli di errori più recenti. Gli dissi che il governo era ormai in preda a un’ubriacatura di errore, del tutto stordito dagli errori. Gli dissi che già diecimila nostri soldati erano morti a causa degli errori del governo. Gli dissi che decine di migliaia di soldati erano morti a causa di vari errori del governo. Gli dissi che decine di migliaia di soldati e civili nemici erano morti a causa di vari errori commessi in nostro nome. Gli dissi che non si sarebbe dovuto consentire al governo di commettere altri errori.<br />
“Sì, sì” disse il tecnico-capo, “senza dubbio c’è una certa dose di verità in quello che lei dice, ma noi non possiamo proprio permetterci di <em>perdere</em> la guerra, no? E fermarsi equivale a perdere, no? Se si considera la guerra alla stregua di un processo di gestazione, l’arrestarlo equivale a un aborto, no? Noi non la sappiamo <em>perdere</em>, la guerra. Ciò non rientra tra le nostre capacità. Il nostro schieramento di forze sbaraglierà il loro schieramento di forze, questo è quanto sappiamo. Questo è il reale processo. Questo è quanto.</p></blockquote>
<p style="text-align: right"><strong>D.B.</strong></p>
<p style="text-align: justify">
<p>Certe volte prima di recensire è giusto riflettere. Ho tentato di recensire in tempo, ma avrei bisogno di più riflessioni. A volte una mente sola non basta.<br />
Accenno un pensiero, uno stile e le iniziali.</p>
<p>Liberi dal vincolo della copertina, dell’odore del libro, del contesto, chiedo a voi – tutti, tutti quelli che passano di qui: gente di liblog, assidui lettori, chi era solo in giro per portare a spasso il cane – qualche riflessione. Mi basta anche solo un vostro cenno, un segnale per definire per definire al meglio uno stralcio di lettura.<br />
Aiutatemi, per favore, a gestire qualcosa (qualcuno) che io considero enorme.</p>
<div class="shr-publisher-10492"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/recensione-2-0/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>(Qualche motivo per leggere) Il Signore degli Anelli, Tolkien</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/qualche-motivo-per-leggere-il-signore-degli-anelli-tolkien/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/qualche-motivo-per-leggere-il-signore-degli-anelli-tolkien/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 12:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[domande]]></category>
		<category><![CDATA[fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[film e libro]]></category>
		<category><![CDATA[Il Signore degli Anelli]]></category>
		<category><![CDATA[motivazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tolkien]]></category>
		<category><![CDATA[trasposizioni cinematografiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10331</guid>
		<description><![CDATA[Erano giorni che pensavo ad una recensione sul Signore degli Anelli. Dopo l’uscita nelle sale della trilogia cinematografica, però, su questa storia è stato detto tutto ed il contrario di tutto e quindi il mio commento potrebbe risultare del tutto inutile. È per questo che non intendo “descrivere” il libro: stavolta vorrei provare a dare [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2009/10/signore-degli-anelli.jpg"><img class="alignright" style="float: right" src="http://liblog.blogdo.net/files/2009/10/signore-degli-anelli.jpg" alt="signore degli anelli" width="315" height="150" /></a>Erano giorni che pensavo ad una recensione sul <strong> Signore degli Anelli</strong>. Dopo l’uscita nelle sale della trilogia cinematografica, però, su questa storia è stato detto tutto ed il contrario di tutto e quindi il mio commento potrebbe risultare del tutto inutile. È per questo che non intendo “descrivere” il libro: stavolta vorrei provare a dare una risposta alle obiezioni più comuni che mi sono state fatte quando ho parlato di Tolkien ad amici e conoscenti.</p>
<p style="text-align: justify"><em>1) Un libro di mille pagine è un mattone assurdo.</em><br />
La lunghezza del testo, lo ammetto, scoraggia molti. Ma…hei, chi vi sta inseguendo? Per entrare nella Terra di Mezzo ognuno ha i suoi tempi: c’è chi impiega una settimana e chi un anno. Personalmente ho fatto fatica a finire le prime cento pagine: trovavo le minuziosità con cui è descritta la Contea quasi irritanti. E tuttavia qualcosa mi spingeva ad andare avanti (probabilmente lo stile misurato e coinvolgente). A pagina 101 ci ero dentro con tutte le scarpe.<br />
<span id="more-10331"></span></p>
<p style="text-align: justify"><em>2) Preferisco vedere il film.</em><br />
Sono tra coloro che hanno apprezzato moltissimo la trasposizione cinematografica e non mi ritengo una purista, tuttavia mi sento di affermare che la sola visione del film è limitante. Non è giusto che la visione di Peter Jackson, per quanto azzeccata, imbrigli un’opera creata per far volare la fantasia dei lettori in tutte le direzioni possibili. Abbiate il coraggio di sfogliare il libro e ne sentirete la magia.<em></em></p>
<p style="text-align: justify"><em>3) Sai che c’è? Faccio fatica con i nomi. Non me li ricordo e perciò perdo un sacco di tempo e volontà a tornare indietro e cercare chi è chi…</em><br />
Nessuno nega che “Il Signore degli Anelli” sia una lettura non sempre semplicissima. Tolkien era anche un linguista ed il solo fatto che per gli Elfi abbia creato ben due linguaggi quasi completi dovrebbe dare l’idea di quanto tenesse a questo aspetto. Forse qualcuno di voi mi considererà una pazza completa, ma io uno sguardo alla grammatica elfica l’ho dato e la trovo superba. È un linguaggio musicale, che riprende le radici dell’Indoeuropeo e che per tanto trova riscontri nelle lingue attuali parlate in Europa (ad esempio la parola Valar = gli dei, i luminosi si ritrova nel finlandese moderno con Valo che significa “luce”). Insomma, vale la pena di approfondire un po’.</p>
<p style="text-align: justify"><em>4) Considero il fantasy roba da ragazzini.</em><br />
Posto che sui gusti non si discuta, qui non stiamo parlando di una favoletta, ma di un libro in grado di ricostruire un intero mondo. Non a caso è la base del genere e chiunque scriva fantasy paga a questo testo un tributo più o meno importante. Ogni minimo particolare ha un criterio, ogni personaggio ha una sua profondità psicologica. Quando Tolkien affermò di voler costruire una mitologia per l’Inghilterra che – di fatto – non ne aveva una, non peccava di presunzione. Attingendo a piene mani dalle leggende nordiche riuscì a costruire un’epopea che non ha nulla da invidiare a quelle di più consolidata tradizione ed allo stesso tempo ha le rifiniture di un racconto storico.</p>
<p style="text-align: justify"><em>5) Noooo, a me Orando Bloom sta sulle palle!!!<br />
</em>Ehm, come dicevo poche righe fa, il libro non è il film. Troverete dei personaggi capaci di restare incisi nel vostro cuore e molti di essi non sono mai apparsi sul grande schermo (un esempio per tutti: Tom Bombadil). Troverete avventura, sacrificio, battaglie, magia e amicizia, tutti portati alla massima potenza descrittiva. Troverete paesaggi incantati, terre desolate, paludi e foreste. Troverete il Bene e il Male in lotta perenne e la sfida più appassionante si svolgerà nel cuore dei protagonisti…infine troverete persino un pizzico di ecologia: si sa che il Professore fosse un estimatore di questa tematica.</p>
<p style="text-align: justify">Per concludere: ad ognuno è dato il privilegio di poter leggere ciò che più aggrada e su questo non si può sindacare. Tuttavia evitare la lettura di Tolkien è una perdita, secondo me, per il vostro mondo interiore.</p>
<div class="shr-publisher-10331"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/qualche-motivo-per-leggere-il-signore-degli-anelli-tolkien/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano &#8211; Il film</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/monsieur-ibrahim-e-i-fiori-del-corano-il-film/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/monsieur-ibrahim-e-i-fiori-del-corano-il-film/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 12:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[favola]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[film e libro]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo di formazione]]></category>
		<category><![CDATA[sorriso]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10257</guid>
		<description><![CDATA[Ne ho parlato già su Rivista Inutile, e approfitto della recensione odierna di Sfranz per riproporlo anche qui; ovviamente sto parlando del film tratto da un libro che sto cercando di procurarmi, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano; nel 2003, infatti, il regista Francois Dupeyron ha portato su grande schermo il delicatissimo romanzo di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2009/10/monsieur-ibrahim-DVD.jpg"><img class="alignright" style="float: right" src="http://liblog.blogdo.net/files/2009/10/monsieur-ibrahim-DVD.jpg" alt="Monsieur Ibrahim DVD" width="100" height="142" /></a>Ne ho parlato già su <a href="http://www.rivistainutile.it/files/monsieur_ibrahim_recensione.html" target="_blank">Rivista Inutile</a>, e approfitto della recensione odierna di Sfranz per riproporlo anche qui; ovviamente sto parlando del film tratto da un libro che sto cercando di procurarmi, <strong>Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano</strong>; nel 2003, infatti, il regista Francois Dupeyron ha portato su grande schermo il d<a href="http://liblog.blogdo.net/narrativa/monsieur-ibrahim-e-i-fiori-del-corano-schmitt/" target="_blank">elicatissimo romanzo</a> di Eric-Emmanuel Schmitt, conquistandomi.</p>
<p style="text-align: justify">Protagonisti di questo racconto di formazione in <a href="http://www.ibs.it/dvd/8022469000522/omar-sharif-pierre-boulanger-gilbert-melki-isabelle/monsieur-ibrahim-e-i.html?shop=4558" target="_blank">forma di favola</a> sono un giovane ebreo, Momo, e l’anziano Monsieur Ibrahim, musulmano sufi che gestisce una bottega alla periferia di Parigi. L’incontro tra i due, quindi, non è soltanto un raffronto fra gioventù e vecchiaia ma anche una rappresentazione un po&#8217; utopistica di incontro e amicizia fra religioni.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10257"></span>Anche se la religione a Momo non interessa affatto: è alle prese con l’ansia degli adolescenti, con il tumulto dei desideri, la battaglia fra amore mercenario e ricerca d&#8217;amore vero, le difficoltà familiari e la vita in un quartiere pittoresco. Non ha voglia, almeno in principio, di interrogarsi su altro.</p>
<p style="text-align: justify">Quando la tranquilla routine del ragazzo diventerà più complessa e gli eventi sembreranno soverchiarlo, Ibrahim lo prenderà sotto la propria ala, iniziandolo alla vita durante un viaggio sulla strada della memoria, costringendolo a interrogarsi lungo il percorso che riporterà il vecchio nella sua terra natia.</p>
<p style="text-align: justify">Il film, ambientato negli anni sessanta, scorre con studiata lentezza, appoggiandosi su immagini calde e piccoli aforismi tipici del sufismo. Memorabile la scena, ripresa da quasi tutti i trailer, in cui l’anziano insegna al giovane il sorriso come pratica di vita e che, nella sua estrema semplicità, comunica in modo immediato un approccio aperto alla vita.</p>
<p style="text-align: justify">Si fa notare la recitazione di Omar Sharif, misurata e tanto riuscita da far dimenticare l’attore in favore del personaggio. Anche il resto del cast se la cava bene, con caratterizzazioni nitide anche nei ruoli minori.</p>
<p style="text-align: justify">Un bel film, carico di dolcezza e di insegnamenti per una vita quotidiana felice. Da vedere quando si ha voglia di serenità e famiglia.</p>
<div class="shr-publisher-10257"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/monsieur-ibrahim-e-i-fiori-del-corano-il-film/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sciopero delle biblioteche sarde</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/sciopero-delle-biblioteche-sarde/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/sciopero-delle-biblioteche-sarde/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 12:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteche]]></category>
		<category><![CDATA[cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[disagio]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica lettura]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[società umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10203</guid>
		<description><![CDATA[Riporto testualmente una nota diffusa tramite Facebook dalle biblioteche sarde: Una ROAD MAP per le biblioteche sarde Prima giornata di sciopero dei bibliotecari della Sardegna La promozione della pubblica lettura è ritenuta da tutti uno dei servizi sociali fondamentali, tanto più importante ed essenziale in territori come la Sardegna da sempre costretti a soffrire marginalità [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Riporto testualmente una nota <a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=136251829293" target="_blank">diffusa tramite Facebook</a> dalle biblioteche sarde:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><strong>Una ROAD MAP per le biblioteche sarde<br />
Prima giornata di sciopero dei bibliotecari della Sardegna</strong></p>
<p>La promozione della pubblica lettura è ritenuta da tutti uno dei servizi sociali fondamentali, tanto più importante ed essenziale in territori come la Sardegna da sempre costretti a soffrire marginalità e ritardi.<br />
Le Biblioteche sarde sono da sempre l&#8217;esempio di ciò che si può efficacemente offrire ai cittadini nel campo dell&#8217;informazione, della cultura, della formazione continua, della diffusione dei servizi telematici e delle nuove tecnologie.<br />
<span id="more-10203"></span>Ciononostante, noi bibliotecari dobbiamo con rammarico constatare che la nostra azione e il nostro lavoro non hanno assunto presso i legislatori e le istituzioni pubbliche di riferimento un carattere strutturale, vale a dire, precisamente configurato e riconosciuto; siamo perciò costretti a segnalare ancora una volta con forza i problemi che attanagliano il nostro settore e di conseguenza il nostro stesso futuro lavorativo.<br />
Da oltre 22 anni il 60% delle Biblioteche, il 100% dei Sistemi bibliotecari cioè gran parte dei servizi di gestione e catalogazione sono in affidamento ad operatori privati organizzati in cooperative e società; dopo tutto questo tempo sarebbe stato doveroso che l&#8217;azione e il lavoro nostro e delle nostre società, assumesse un impianto istituzionale adeguato; al contrario, questa realtà, invece di essere valorizzata, promossa, riconosciuta, dopo un ventennio assume sempre più carattere provvisorio<br />
Negli ultimi cinque anni e con un crescendo di ritardi ed improvvisazione, il settore è stato condizionato dal punto di vista legislativo ed economico da troppe proroghe e da continui ritardi nei pagamenti; dieci gli atti di rinvio parziale adottati dal 2004 ad oggi dalla Regione Sardegna: il numero evidenzia, da solo, in modo emblematico, il peso sopportato dai lavoratori e oggi peraltro divenuto insostenibile.<br />
La legislatura appena iniziata non sembra essere nata sotto diversi auspici:<br />
- la Legge finanziaria 2009 aveva letteralmente dimenticato lo stanziamento riguardante i progetti delle biblioteche per gli anni 2009, 2010, 2011, 2012.<br />
- il recente &#8220;Collegato&#8221; (D.L. 32/A Art. 9 c. 5), preannunciato come risolutivo, ha &#8220;riparato&#8221; appena alla dimenticanza precedente ma non ha voluto neanche prendere in considerazione i nuovi maggiori costi derivanti dall&#8217;applicazione del CCNL Federculture per non parlare della surrettizia modifica dell&#8217;art.21 della L.R. 14/2006 che introduce e prefigura (forse in contrapposizione a noi) un ruolo del volontariato nel settore culturale.<br />
Eppure basterebbe, sarebbe bastato poco per risolvere tale situazione; sarebbe bastato riconoscere alle aziende il loro ruolo di soggetti creatori di valore aggiunto; il loro ruolo fondamentale nell’organizzazione e nella gestione delle risorse umane, tutto quello cioè che in questi anni è stato fatto ed ha portato al sistema bibliotecario regionale che oggi conosciamo ed apprezziamo e di conseguenza, una volta per tutte, provvedere all&#8217;erogazione di equi, giusti e certi finanziamenti.<br />
Le crisi ricorrenti del settore ruotano invece da anni intorno ad una grande anomalia: il legislatore pretende di far funzionare il comparto delle biblioteche senza nessun riconoscimento dei costi aziendali, ma remunerando il solo costo del lavoro (peraltro in base a tariffe ormai da anni arretrate).<br />
Paradossalmente non è in gioco una partita di tipo economico; quello che chiediamo corrisponde infatti al costo di poche centinaia di metri di marciapiede. E&#8217; in gioco un principio, un tabù che politici, amministratori, funzionari non hanno inteso finora superare quasi che nella vita normale ci si possa permettere di entrare in un qualsiasi esercizio commerciale e pretendere di pagare i prodotti al solo prezzo di costo.<br />
La situazione appare irrimediabilmente complicata; tutte le diseconomie del settore sono state puntualmente scaricate sulle cooperative; la competitività è completamente esaurita; a rischio vi sono le aziende e i lavoratori.<br />
Per tutte queste ragioni non sembri eccessivo evocare una road map per le biblioteche sarde; chiedere un immediato e definitivo confronto tra le parti (Consiglio e Giunta regionale, Enti locali, cooperative e lavoratori) è per noi un obiettivo irrinunciabile.</p>
<p>Quanto detto vale per dichiarare lo stato di agitazione del settore che vedrà una prima giornata di mobilitazione il giorno 1 ottobre a Cagliari (Ore 10,00 Sala della Società Umanitaria in Viale Trieste 118).</p>
<p>Cooperativa Ampsicora – S. Vero Milis<br />
Cooperativa Agorà – Cagliari<br />
Cooperativa Comes – Sassari<br />
Società Tesauro – Cagliari<br />
Cooperativa La Lettura – Oristano<br />
Cooperativa Il Frontespizio – Cagliari<br />
Cooperativa  SCILA – Carbonia<br />
Cooperativa  Lilith – Carbonia<br />
Cooperativa Athena – Tempio<br />
Cooperativa Gli Scapigliati – Cabras<br />
Cooperativa Aleph – Cagliari<br />
Cooperativa Il Libro – Sassari<br />
Società Oleaster – Baunei<br />
Cooperativa Liberos95 – Ozieri<br />
Cooperativa servizi bibliotecari – Nuoro<br />
Buddusò servizi – Buddusò</p>
<p>Gentile Assessore<br />
Sedici cooperative e società occupate nella gestione di Biblioteche ed Archivi della Sardegna hanno deciso di proclamare una giornata di mobilitazione per il prossimo 1 ottobre. La nostra iniziativa non vuole avere carattere polemico ne nasconde risvolti di tipo politico.<br />
Con questo spirito la invitiamo a partecipare ed intervenire al dibattito che si terrà il giorno 1 ottobre alle ore 10.00 presso la Sala della Società Umanitaria in Via Trieste, 118 a Cagliari. Il documento che alleghiamo spiega sufficientemente le ragioni del disagio che oltre trecento lavoratori vivono oramai da troppo tempo. Noi confidiamo nel suo interessamento e sulla sua presenza.<br />
21 settembre 2009<br />
Cooperativa Ampsicora – S. Vero Milis<br />
Cooperativa Agorà – Cagliari<br />
Cooperativa Comes – Sassari<br />
Società Tesauro – Cagliari<br />
Cooperativa La Lettura – Oristano<br />
Cooperativa Il Frontespizio – Cagliari<br />
Cooperativa  SCILA – Carbonia<br />
Cooperativa  Lilith – Carbonia<br />
Cooperativa Athena – Tempio<br />
Cooperativa Gli Scapigliati – Cabras<br />
Cooperativa Aleph – Cagliari<br />
Cooperativa Il Libro – Sassari<br />
Società Oleaster – Baunei<br />
Cooperativa Liberos95 – Ozieri<br />
Cooperativa servizi bibliotecari – Nuoro<br />
Buddusò servizi – Buddusò</p></blockquote>
<div class="shr-publisher-10203"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/sciopero-delle-biblioteche-sarde/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Snoopy e la scrittura</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/snoopy-e-la-scrittura/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/snoopy-e-la-scrittura/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 06:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[macchina da scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[peanuts]]></category>
		<category><![CDATA[schultz]]></category>
		<category><![CDATA[snoopy]]></category>
		<category><![CDATA[vignetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10152</guid>
		<description><![CDATA[Anche questa domenica una vignetta dai Peanuts, su Snoopy alle prese col suo romanzo:]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Anche questa domenica una vignetta dai Peanuts, su Snoopy alle prese col suo romanzo:</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2009/09/snoopy-scrittore.gif"><img class="size-full wp-image-10153 aligncenter" src="http://liblog.blogdo.net/files/2009/09/snoopy-scrittore.gif" alt="snoopy-scrittore" width="386" height="329" /></a></p>
<div class="shr-publisher-10152"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/snoopy-e-la-scrittura/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Della traduzione della traduzione, ovvero lo strano caso del giapponese</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/della-traduzione-della-traduzione-ovvero-lo-strano-caso-del-giapponese/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/della-traduzione-della-traduzione-ovvero-lo-strano-caso-del-giapponese/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 12:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[inglese]]></category>
		<category><![CDATA[lingua]]></category>
		<category><![CDATA[traduttore]]></category>
		<category><![CDATA[traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10061</guid>
		<description><![CDATA[Premetto di essere consapevole di stare per affrontare un discorso assai più ampio di quanto una pagina di blog possa permettere e che il mio non vuole essere un atto d’accusa nei confronti di nessuno. Come ex studentessa di lingua e letteratura giapponese, mi sono trovata spesso a cercare libri di autori del Sol Levante [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Premetto di essere consapevole di stare per affrontare un discorso assai più ampio di quanto una pagina di blog possa permettere e che il mio non vuole essere un atto d’accusa nei confronti di nessuno.</p>
<p style="text-align: justify">Come ex studentessa di lingua e letteratura giapponese, mi sono trovata spesso a cercare libri di autori del Sol Levante e non solo per doveri scolastici. Finché mi sono limitata ai testi richiesti dall’Università non ho avuto problemi, naturalmente: i grandi classici sono ampiamente studiati e tradotti da professori esperti, il cui lavoro è inappuntabile.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10061"></span>La scelta ha iniziato a restringersi quando, dopo la laurea, avrei voluto leggere qualche autore giapponese che non si chiamasse Yoshimoto Banana o Murakami Haruki. A dirla tutta, mi sono trovata nel buio. Eppure, mi sono detta, importiamo ogni giorno centinaia di titoli inglesi ed americani con traduzioni più o meno buone, ma quasi sempre sopra la media. Possibile che i traduttori dal giapponese siano così pochi? Eppure, che io sappia, le lauree in lingue e letterature orientali sono in aumento, per lo meno dai tempi in cui io mi sono iscritta.</p>
<p style="text-align: justify">Non è possibile che quasi tutti i laureati disertino la carriera di traduttore, soprattutto considerando che questo mestiere è al primo posto nella top ten dei lavori ideali, tra coloro che intraprendono un percorso di studi linguistici. Cosa può allora circoscrivere la possibilità di tradurre la lingua giapponese ad un numero così limitato di eletti?</p>
<p style="text-align: justify">Come “persona informata dei fatti” posso dire che la lingua giapponese presenta grosse difficoltà anche per chi ne affronta lo studio con dedizione e passione; tuttavia la difficoltà non è un ostacolo insormontabile, se non fosse che – in generale – l’università italiana non conferisce una preparazione sufficiente. Nei quattro anni accademici sono troppi gli esami che non sono inerenti con la materia studiata.</p>
<p style="text-align: justify">Personalmente, mi sono trovata ad affrontare filologia germanica, o storia delle religioni, mentre avrei tanto voluto dedicare quelle ore all’approfondimento della lingua parlata, che mi è tanto mancato. (È risaputo che un traduttore deve conoscere la lingua viva e non può fossilizzarsi su regolette di grammatica imparate per lo più a memoria). Non mi si fraintenda: anche se avessimo dedicato tutto il tempo allo studio della lingua, forse, non avremmo avuto la padronanza necessaria ad una buona traduzione letteraria, ma di certo avremmo avuto basi più solide.</p>
<p style="text-align: justify">Oltre alle mancanze del sistema universitario, mi sono domandata se le case editrici non investano in traduttori specializzati anche per via della scarsità della richiesta di mercato. Eppure, della già misera quantità di testi di letteratura moderna giapponese, se ne contano molti tradotti dalla lingua inglese. Questa trafila è un vero spreco di ingegno e, soprattutto, rischia di far perdere di vista molte sfumature, dato che si tratta di tre lingue che hanno poco o niente in comune. Sono anche certa che i costi di un traduttore specializzato in giapponese siano superiori a quelli richiesti da un inglesista, tuttavia non mi sembra possibile né corretto ridurre il tutto ad una mera questione di denaro.</p>
<p style="text-align: justify">C’è inoltre un’osservazione che vorrei fare e che forse verrà tacciata di essere una sterile polemica, ma, per il poco che ho visto, mi è sembrato che ci fosse un certo ostracismo da parte degli accademici stessi, nei riguardi di coloro che arrischiano una traduzione personale e osano proporla ad una casa editrice. Certo, essere stroncati al primo tentativo da un esperto può essere segno di incompetenza e minare la fiducia in se stessi, ma per quanto ne so anche la traduzione è un mestiere che si impara. E, come la scrittura, si impara continuando a provare.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco, l’impressione che si ha dall’esterno è che la fascia dei traduttori professionisti sia molto ristretta e badi a restarlo. Questo significherà certo un’altissima qualità delle traduzioni accademiche, ma implicherà anche una scarsità di testi tradotti e, soprattutto, mancate possibilità per molti ragazzi di imparare e continuare a lavorare con una lingua difficilissima ma affascinante come poche altre al mondo e soprattutto dotata di una letteratura viva e fiorente.</p>
<div class="shr-publisher-10061"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/della-traduzione-della-traduzione-ovvero-lo-strano-caso-del-giapponese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La parola a una commentatrice</title>
		<link>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/la-parola-a-una-commentatrice/</link>
		<comments>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/la-parola-a-una-commentatrice/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 16:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno al libro]]></category>
		<category><![CDATA[commenti]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[manoscritti]]></category>
		<category><![CDATA[nicchia]]></category>
		<category><![CDATA[storia del libro]]></category>
		<category><![CDATA[storia dell'editoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://liblog.blogdo.net/?p=10075</guid>
		<description><![CDATA[Riporto qui un commento di Silvia che mi è particolarmente piaciuto e che, secondo me, merita di essere messo in prima pagina: L’editoria sta attraversando una cesura storica. La questione è molto più ampia, si tratta di cultura scritta in senso ampio. In principio fu il papiro. Le biblioteche appartenevano a personaggi illustri che ne [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p style="text-align: justify">Riporto qui un <a href="http://liblog.blogdo.net/vita-da-editore/la-feltrinelli-delle-ragazze/comment-page-1/#comment-4581" target="_blank">commento di Silvia</a> che mi è particolarmente piaciuto e che, secondo me, merita di essere messo in prima pagina:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">L’editoria sta attraversando una cesura storica. La questione è molto più ampia, si tratta di cultura scritta in senso ampio.<br />
In principio fu il papiro. Le biblioteche appartenevano a personaggi illustri che ne custodivano gelosamente i rotoli, addirittura requisendoli come bottino di guerra durante le conquiste. Durante il IV e V secolo arrivò il codice, ritenuto inizialmente, com’è ovvio, una forma “bassa” di supporto dato che, alcuni ritengono, era legato all’emergente cristianità.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo circa un millennio si passò dai codici manoscritti ai libri a stampa, nel XV ex. La cultura manoscritta era a beneficio di pochissimi, un codice aveva un costo paragonabile a quello di un appartamento oggi. Veniva commissionato personalmente e doviziosamente eseguito da artigiani carta per carta. I detentori di tale sapere scritto disprezzavano l’avvento di quei prodotti scadenti e vergognosi che erano i libri a stampa. Privi di alcun valore, accessibili a una massa che ritenevano rozza, ignorante e priva di contenuti degni di essere scritti. Iniziava addirittura a delinearsi un genere di letteratura per donnine, ma si trattava di libri d’ore. E i libri a stampa imitarono la forma e le caratteristiche dei manoscritti. Ora li chiamiamo incunaboli e cinquecentine.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-10075"></span>I libri a stampa che ora consideriamo alti prodotti culturali erano una specie di cultura POP ante litteram, venivano venduti in negozietti antesignani delle nostre librerie, ma anche su bancarelle nelle fiere. Ma il manoscritto non scomparve completamente, perlomeno non subito. C’era un’utenza (lasciatemi usare terminologie moderne) ancora legata all’elitarismo del manoscritto, che continuò a essere prodotto su loro richiesta. Ma era un prodotto DI NICCHIA.<br />
Poi fu la volta dell’esplosione della stampa, della creazione di un bacino di lettori infinite volte più esteso dei lettori dei manoscritti.</p>
<p style="text-align: justify">Arrivò, con la rivoluzione industriale, l’urbanizzazione, etc, la stampa periodica, la letteratura “per donnicciole” divenne quella dei feuilleton e dei romanzucoli. Romanzucoli che ora chiamiamo Madame Bovary e consimili. I canali distributivi diventarono gli urlatori nelle piazze e le edicole.<br />
Fino a qui si tratta di adozione di nuovi mezzi al fine di estendere la lettura. Innovazione tecnica, politica culturale e accesso all’informazione. Estendere significa quasi sempre appiattire di un po’: se ho una palla di argilla e voglio estenderne la base allargandola, devo necessariamente ridurne l’altezza. Guardiamo alla palla d’argilla come rappresentante il capitale culturale.</p>
<p style="text-align: justify">Nella prima parte del XX secolo fu la televisione, la radio, la diffusione ulteriore della stampa periodica. Non dubito che un editore del XV secolo proverebbe enorme disgusto nel vedere un’edicola contemporanea. La definirebbe, con termini moderni, un “vuoto store del divertimento”. Poi fu internet,la comunicazione non di massa ma su scala globale. Ancora una volta estendere e abbassare, e la palla di argilla diventa sempre più bassa, la sua base diventa enorme, ma il suo spessore è sempre più simile a un foglio di carta.</p>
<p style="text-align: justify">Negli ultimi decenni la televisione passa da contenitore di una variegata offerta(pensiamo ai programmi per l’alfabetizzazione oltre che al semplice intrattenimento) all’onnipresente enterteinment-show. Sullo schermo non si trova altro, il media televisivo tocca il punto (ancora) più basso dalla sua invenzione.<br />
L’editoria non è esente da questo processo. Si tratta, come dicevo all’inizio, di accesso all’informazione e politiche culturali dettate da contingenze. Come il codice e l’incunabolo, che ora nessuno di noi riterrebbe mai prodotti svilenti e depauperanti. Ma nelle rispettive epoche era opinione corrente.<br />
La libreria tradizionale non è al tramonto, ma vive una cesura storica analoga a quelle descritte.</p>
<p style="text-align: justify">Si diversifica a seconda dei canali distributivi e del pubblico di riferimento. Da un lato troviamo librerie-luna park come canale distributivo per una letteratura dello svuotamento insieme a una serie di altri prodotti multimediali o accessori. Come è sempre successo, è, che ci piaccia o no, la cultura maggioritaria, ovvero capace di coinvolgere la maggiore percentuale di pubblico.</p>
<p style="text-align: justify">E cosa fanno le librerie tradizionali? Non scompaiono, come non scomparvero i manoscritti con l’avvento dei libri a stampa. I libri prodotti dall’editoria tradizionale , come i manoscritti nell’epoca post-Gutenberg, diventano DI NICCHIA.<br />
Nel ritenere avvilente tutto ciò di cui abbiamo parlato nei commenti, le librerie come megastore privi di contenuti, dobbiamo sentirci simili a coloro che, in ogni fase descritta, hanno ritenuto disgustoso e depauperante il mutamento che avevano sotto gli occhi.<br />
Ma una cosa dobbiamo capirla.<br />
LA NICCHIA SIAMO NOI.</p></blockquote>
<div class="shr-publisher-10075"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/la-parola-a-una-commentatrice/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>39</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
