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Case editrici 2.0: Simplicissimus Bookfarm

simplicissimus Case editrici 2.0: Simplicissimus BookfarmSi fa un gran parlare di ebook, ma poco si parla di editoria digitale. Oggi invece approfondiamo l’argomento attraverso una casa editrice piuttosto famosa e un uomo che è il pioniere della e-lit in Italia, Antonio Tombolini.

Si chiama Simplicissimus Book Farm ed è stata creata ormai tre anni fa, nel giugno del 2006, come punto d’inizio della transizione digitale che sta cominciando a interessare il settore dell’editoria libraria. Precorrendo i tempi, dunque, Simplicissimus comincia a occuparsi di letteratura su supporti digitali, a seguirne l’evoluzione e fare da apripista sia per la narrativa sia per i giornali sui nuovi mezzi.

Vi lascio con qualche curiosità messa a disposizione dal fondatore stesso:

Si chiama così perché il fondatore, Antonio Tombolini, nei primi anni ‘80 (quando lui, di anni, ne aveva 20…) si innamorò di un romanzone d’avventure del ‘600 tedesco, “Simplicissimus”, di Grimmelshausen, un vero best-seller su scala europea dell’epoca. Tombolini da allora usa Simplicissimus come suo nom de plume firmando così i suoi pezzi e i suoi articoli, e dal 2002 anche il suo blog personale.

La sede di lavoro di Simplicissimus e dei suoi collaboratori è… la rete: ciascuno vive nella sua città, e tutti ci si ritrova quotidianamente nel Virtual Office allestito su web.

Oltre ai collaboratori fissi full time (8 ad oggi, 14 luglio 2009) Simplicissimus si avvale per singoli progetti di altri collaboratori per costituire team di progetto temporanei, ed è naturalmente disponibile ad ospitare stagisti, purché motivati e interessati a quel che di nuovo si muove nell’editoria in questa fase di profondissime trasformazioni indotte dalla rete.

Il primo vero e proprio catalogo di ebook editi da Simplicissimus (che come sua attività principale fornisce servizi di conversione, produzione e distribuzione ebook agli editori tradizionali) vedrà la luce nel settembre 2009, ed è attualmente in corso l’ideazione di sistemi di valutazione condivisa dei manoscritti. Chi ha suggerimenti, su questo o su qualsiasi altra cosa, per favore li mandi a info@simplicissimus.it.

Grazie!

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Scritto da: Livia il 20 Luglio 2009
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Da Finzioni: Dittatura Estetica?!

Avrei voluto scrivere tante cose, sul nuovo disegno di legge sulle intercettazioni e sulla libertà in rete, ma trovo che, su Finzioni, Simone Rossi abbia detto tutto ciò che io stessa volevo dire, quindi vi propongo parti  del suo articolo (ringraziandolo per avermi permesso di riproporlo qui):

Dittatura Estetica?!
dittatura estetica Dittatura Estetica?!

“Il comma 28 dell’articolo 1 del disegno di legge sulle intercettazioni approvato ieri alla Camera estende anche ai siti informatici (blog compresi) le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, finora applicate ai mezzi di informazione tradizionali. In pratica un blogger amatoriale viene equiparato come responsabilità al direttore responsabile di un qualsiasi quotidiano nazionale” (Adriano Barone, sul suo blog).

La vita è noiosa. Cerca di farci ridere in tutti i modi, la vita, ed ecco che si ritrova presto a corto di barzellette. Allora, copia le battute. Per esempio, questa dei blog che diventano uguali ai giornali e dei giornali che diventano uguali ai blog, è un vecchio sketch di Corrado Guzzanti. Il solito, quello della Casa delle Libertà: “Facciamo un po’ il ca**o che ci pare”. [...]

Insomma: possiamo dire un po’ quel che ci pare. Anzi, potevamo: da giovedì non possiamo più. Ragionamento: il valore di un libro è costruito dai discorsi dei suoi lettori, il valore di un disco è costruito dai discorsi dei suoi ascoltatori, non esistono “informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti”, quando si parla di libri (o di dischi): ho tutto il diritto di dire che Bob Dylan starebbe meglio morto, se deve andare in giro conciato a quella maniera. Posso anche scriverlo sul mio blog, o farci una nota di Facebook, o che ne so: parlo di musica e ne parlo come mi pare, la verità oggettiva sta di casa da un’altra parte, se Bob Dylan mi querela ci fa la figura del permaloso. Da giovedì, se uno mi querela perché scrivo che il suo libro (o il suo disco) è una porcheria, rischio di andare in galera. [...]

[...] Il prossimo passo sarà la Dittatura Estetica: si riunirà il Conclave dei Ministri della Critica, fumeranno bianco e manderanno il più scemo sul balcone a dire: “Popolo, ascolta. Questi sono i libri che devi leggere, questi altri no. Questi sono i dischi che bisogna ascoltare. Questi sono i film che devi avere visto, oppure devi dire che sono belli anche se non li hai visti. Questa è la verità. Se non la dici, ledi la reputazione dei soggetti coinvolti, e il Conclave dei Ministri della Critica ti farà un mazzo così”.

Lester Bangs se la ride nell’inferno dei fricchettoni: scrivere di musica, scrivere di libri, diventerà presto materia per avvocati, beato chi è morto con la macchina da scrivere. Un appello a tutti i musicisti/scrittori/attori che mi leggono: se scrivo boiate su di voi, per favore, dai, non denunciatemi. Lascio sempre la mia mail in fondo, non mettiamoci di mezzo gli avvocati: se secondo voi non ho detto la verità, parliamone, dai. La verità mi farà male, lo so.

Simone Rossi

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Scritto da: Livia il 18 Giugno 2009
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Giovani tromboni

Si ritorna coi post domenicali a parlare di scrittura sul web, stavolta con Giovani tromboni – in the age of umbilicus, un blog nel vero senso della parola, un diario personale ma non privato, che per me è una buona, distensiva lettura.

Il titolo del blog, spiega Vic “è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino, rimanendone conquistato. Io un po’ mi ci riconosco (mi dà il destro per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi quanto crede. Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l’anno 1959.
P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto – Castelvecchi), andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c’è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì”.

L’autore racconta episodi di vita quotidiana (spesso con bambino e Gormiti al seguito) con ironia, raccontando quello che succede sia sui media italiani sia nel mondo reale, e compiendo di tanto in tanto escursioni letterarie con esercizi di stile e riflessioni. Non manca una certa dose di sarcasmo, specie sulle vicende politiche nazionali, che in effetti si prestano particolarmente a spunti comici.

Quello che mi fa più sorridere e che per me è il vero plus di questo blog, comunque, sono le interazioni genitore-figlio, dalla composizione dell’haiku fino alla più recente deriva filosofica dello sbarbato in Tre atti, col barbuto che torna sulle sue posizioni. Il resto, a voi scoprirlo, come sempre.

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Scritto da: Livia il 24 Maggio 2009
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Speciale salone del libro di Torino – Wifi

Una notazione a margine di tutto. Entrando in fiera mi ha stupita la mancata copertura wireless, l’impossibilità di accedere a internet se non con altri tipi di connessione. Eppure una rete, sebbene protetta, c’era.

Sono andata a chiedere, allora, a tutti gli amici editori il motivo e la risposta è stata disarmante: l’organizzazione della fiera non fornisce gli accessi al wifi, si affida all’appoggio di un fornitore di servizi, il quale ha pensato bene di far pagare circa 300 euro per un accesso e circa cento euro aggiuntivi per ogni chiave d’accesso ulteriore.

Immaginate la gioia degli espositori e la follia della proposta economica; alla fine chi aveva la reale necessità di un collegamento costante è andato a procurarsi una internet key, con buona pace degli appaltatori del servizio. Però continua a sembrarmi assurdo che ci siano di queste richieste in un’epoca in cui si discute di diritto all’accesso ad internet.

Comunque trovate maggiori dettagli proprio da Tombolini, che di internet, certamente, non può fare a meno.

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Scritto da: Livia il 17 Maggio 2009
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Concorsi letterari

Quale potrebbe essere, per uno scrittore, un metodo per farsi notare dagli editori? Semplice, vincere un concorso letterario, possibilmente prestigioso! Ma trovarli non è sempre facile; per questo può essere utile consultare un portale come Concorsi letterari.

Concorsi-Letterari.it è il portale web dedicato ai concorsi e ai premi letterari organizzati in Italia.

Concorsi di narrativa – dedicati a racconti o romanzi o raccolte – così come concorsi di poesia, di saggistica e legati ai fumetti. Senza costo di iscrizione o a pagamento, con premi in denaro, pubblicazione o altro, per Concorsi-Letterari.it non c’è differenza: desideriamo coprire l’argomento nella sua totalità provvedendo anche a segnalare, là dove vi è il merito, pure i concorsi più interessanti e promettenti dell’attuale panorama italiano.

Chiunque (enti, associazioni, club letterari, editori, portali web, blog) organizzi un concorso letterario può inviarcene il bando (insieme a un breve testo di descrizione del concorso) per una segnalazione del Premio sulle pagine del nostro sito.

Chiunque voglia collaborare con noi alla gestione e all’aggiornamento costante delle nostre vetrine letterarie web può inviarci la sua candidatura: la nostra risposta è assicurata!

Articolato in sezioni molto chiare (Narrativa, Poesia, Gratuiti e con quota) contiene anche due sezioni extra importantissime: una di consigli su come partecipare, e l’altra di interviste ai vincitori di concorsi; ambedue le sezioni sono utilissime per evitare i problemi più comuni e risolvere quei dubbi che i bandi spesso non sciolgono affatto. Esilarante la serie di articoli sui 10 errori da evitare, parte I, parte II e parte III, che con un po’ di sano umorismo riportano però delle reali criticità per chi concorre ai premi.

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Scritto da: Livia il 3 Maggio 2009
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Due parole di presentazione

Prendo spunto da una nota, che avrei tanto voluto fosse mia, dei Lavieri sul blog e su Facebook per parlare di amicizia, conoscenza e marketing. Chiunque abbia un account su facebook ha capito già cosa intendo, e per tutti gli altri non resta che leggere.

Non passa giorno che qualcuno non chieda l’amicizia su un social network, diciamo FB per comodità e per diffusione. Accettare o non accettare, specie quando si ha un’impresa? Molti sono dell’opinione che si debba accettare comunque, perché è pur sempre un contatto, una persona che ti segue, un nome/numero in più.

Io invece concordo con la nota, non mi interessa far numero e diventare a mia volta un numero per i cacciatori d’amicizia. Ha un senso quando sono persone che si presentano, anche con una riga, per dire “sono uno scrittore”, “seguo liblog”, “abbiamo fatto l’esame di quinta elementare insieme”. Non ha senso quando trovo che una persona mai sentita mi chiede l’amicizia perché mi ha trovata fra i suoi amici d’interesse. Riporto un passo particolarmente apprezzato:

Per favore, per gentilezza, quando chiedete di essere “amici” presentatevi. Sì, è vero che siamo un’azienda e che la vostra amicizia ci conviene, che dovremmo in silenzio ringraziarvi, ma siamo pure un’azienda fatta di persone che quando possono comunicano anche con le parole e non solo con i rispettabili numeri. Probabilmente siete dei lettori, fortunati possessori di una copia dei nostri libri (fortunati nell’averli incontrati, non per la qualità intrinseca dell’oggetto!). Probabilmente siete degli scrittori che non ci conoscono affatto ma siete alla ricerca di qualcuno che vi legga e vi apprezzi. In entrambi i casi un “ciao” con due righe di presentazione ci riempirebbero di una piccola gioia. I primi sapranno cosa altro riserviamo loro e dove trovarlo, i secondi sapranno che non c’è bisogno dell’amicizia su FB per ottenere un po’ di attenzione. Per i cacciatori di “amici” su FB: non sappiamo che farci, preferiamo perdere un po’ di pubblicità per un “amico” un po’ più vero.

Ci scusiamo con quanti finora sono stati ignorati (o accettati) dall’amicizia in modo all’apparenza (o in realtà) arbitrario.

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Scritto da: Livia il 24 Aprile 2009
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Progetto biblios.net

Avere amici significa anche avere molte segnalazioni di eventi e luoghi, fisici o virtuali, di tuo interesse. Tra questi uno merita di essere qui condiviso, il catalogo Biblios.net.

Questo infatti si propone di raccogliere in un enorme database gli scritti non più coperti dal diritto d’autore o quelli che, per loro natura o scelta dell’autore, sono liberamente fruibili. Quindi scritti i cui autori sono deceduti più di 70 anni fa e scritti rilasciati con licenze CC.

Il principio base è lo stesso che regge Wikipedia, e un poco anche quello di aNobii stesso; da un lato infatti c’è una community che chatta, discute sui forum, si scambia messaggi, dall’altro la community usa l’open-source ‡biblios metadata editor per “sistemare” il sito.

I testi sono liberamente fruibili, sia per gli iscritti sia per i non iscritti, tramite Z39.50, OAI, o semplicemente scaricandoli.

Il progetto è ancora in fase beta, per cui potete anche aiutare concretamente la nascita di questo ambizioso database (si propone di essere il più grande al mondo) in alcuni modi, dando suggerimenti, iscrivendovi con un beta account su https://beta.biblios.net compilando il Beta Test Questionnaire o infine aggiungendo testi a http://archive.org, (mandando anche una email a ‘info AT liblime DOT com’).

Sul sito ufficiale troverete queste e altre informazioni utili su biblios, per partecipare o semplicemente usufruirne.

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Scritto da: Livia il 7 Dicembre 2008
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Writer’s dream – Linda Rando

Ogni tanto capita a tutti di imbattersi in qualche forum di scrittori, vuoi per seguire le proprie aspirazioni o per “tenere d’occhio” il sottobosco creativo italiano; bene o male sono tutti simili, piuttosto monotoni, apologetici e presuntuosi. Si legge qualcosa e poi si passa oltre.

Saltuariamente invece tra questi si trovano realtà in fermento davvero interessanti: così mi è capitato approdando su Writer’s dream, un forum, un sito ed ora anche un blog. La differenza tra questo e gli altri in cui ho messo piede è la grande capacità critica unita all’umiltà e ad una forte progettualità.

In pochi mesi ha vissuto una buona espansione e già conta alcuni cloni, devo dire non all’altezza. Del resto la bontà di un nuovo “oggetto” si conta anche dal numero di plagi, deformazioni e copiature che subisce, delle quali alcune proprio senza ritegno.

Purtroppo sta anche dovendo esperire le beghe legali connesse all’attività che si sono ripromessi, condotta con serietà ma sovente con troppa veemenza. Nonostante ciò sono convinta che la loro lista di “Editori a pagamento” sia una iniziativa lodevole, benché delle volte le posizioni siano da moderare.

Nonostante la presenza di varie inesattezze linguistiche dovute più all’inesperienza che alla trascuratezza, la fondatrice appena diciassettenne, Linda Rando, ha ben chiari gli obiettivi da perseguire, con un vero piano imprenditoriale di breve, medio e lungo termine.

In questo caso mi sono quindi lasciata coinvolgere: mi fa piacere aiutare giovani capaci e caparbi a realizzare i loro sogni. Dalla frequentazione di quel forum nasce questa intervista.

Come ti è venuta in mente l’idea di questo forum, tipico ed atipico al tempo stesso?

Beh, inizialmente era per condividere i miei scritti; non avevo mai fatto leggere nulla di mio a qualcuno che non fosse un parente o un amico.
In più volevo cercare di condividere il più possibile la mia passione: vedere quanta gente amasse la scrittura, vedere se era possibile realizzare un sogno….

Solo che, a differenza di molti forum, hai affiancato questa passione ad un impegno serio in ambito di servizi editoriali (gratuiti).

Esatto. Tutto è nato da un’idea buttata lì, per vedere se riuscivamo a raggiungere più gente; e sinceramente non so quando sia uscita l’idea di offrire i servizi editoriali che abbiamo!

Molti di voi sono giovanissimi, non vi spaventa il poter essere tacciati di inesperienza?

No, non ci spaventa: tra i correttori c’è solo una persona giovanissima, gli altri sono arrivati a noi tramite annunci vari e sono tutti laureati in lettere, uno addirittura in editoria.
Molti hanno collaborato con riviste online dedicate alla scrittura, alcuni hanno fatto pratica in case editrici e altri ancora hanno avuto esperienze in una redazione giornalistica.

Pensate di assumere una forma associativa per rendere il progetto più concreto?

Al momento non c’è nulla che possa essere definito progetto, ma era stata lanciata un’idea, vaghissima, di aprire in un lontano futuro una casa editrice, se riusciremo ad espanderci e a prendere piede.
Un futuro molto lontano, visto che siamo tutti giovani…

Sul forum molti giovani utenti sembrano orientati al fantasy: pensi sia una tendenza letteraria stabile o solo un fermento giovanile passibile di maturazione?

Non saprei dirti, sinceramente… ultimamente il fantasy spopola in maniera impressionante. Sembra che tutti gli esordienti vogliano scrivere solo ed esclusivamente fantasy!
Penso che sia una tendenza dovuta anche all’età; avevo anche aperto una discussione chiedendo cosa attirasse nel fantasy e la risposta di tutti, giovanissimi e non, è stata la stessa: la possibilità di creare ed esplorare nuovi mondi.
Spero che prossimamente si aprano a nuovi generi, però: il fantasy sta predominando un po’ troppo.

Ed ora qualche domanda alla Linda scrittrice: qual è il tuo genere d’elezione?

Domanda difficile! Sto scrivendo un fantasy, tanto per rimanere in tema, ma sto anche buttando giù la trama per un thriller con inclinazioni alla fantascienza.
È difficile inquadrarmi bene, anche se posso dire che nei miei scritti non ci sarà mai un lieto fine. Adoro scrivere (e descrivere) scene macabre…

C’è un consiglio che vuoi dare come scrittrice ai tuoi coetanei che abbiano il tuo stesso sogno?

Sì. Ho visto che molti, anche giovanissimi, non credono nel loro sogno. Il mio consiglio è quello di continuare a crederci e di fare di tutto per cercare di migliorarsi, sempre. È l’unico modo per riuscire a combinare qualcosa… sempre i soliti consigli banali eh?!

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Scritto da: Livia il 6 Settembre 2008
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Blog e ironia – Inparallelo

Jim Kapla - In paralleloSu aNobii si fanno tante scoperte, non solo librarie: molti utenti curano dei propri blog, un po’ per tutti i gusti. Così ho scoperto quello di Jim Kapla, Inparallelo, vero diario di scrittura. Il nome ha origine dalla genesi del blog, scrittura parallela ad un esperimento letterario.

Di quest’ultimo ormai rimane qualche traccia su google (digitando Tourno quak), mentre Inparallelo è sopravvissuto al sito di cui era supporto. Persa però la sua funzione originaria eccolo trasformarsi in un blog personale molto ironico, come suggerisce il sottotitolo “Il blog che non eleverebbe una mucca”.

Non il solito quaderno in cui si trascrive anche la lista della spesa ma un luogo ricco di rimandi letterari e, come dice l’autore “intriso di citazioni nascoste e rimandi e allusioni e intertestualità varie”; alcune sono palesi, specie nei titoli dei post, per altre bisogna prestare più attenzione.

I post sono scritti con quella ironia leggera che tanto amo, dai toni distesi, e spaziano dalla letteratura alle considerazioni sulla vita quotidiana (e sull’IKEA che sembra il luogo prediletto di molti bloggers).

Quando l’ho contattato per avere qualche informazione in più sul progetto si è dimostrato simpatico e disponibile, per cui penso che non si arrabbierà se riporto qualche sua frase di presentazione:

Vediamo, vorresti informazioni aggiuntive su me o sul blog? Forse su tutti e due? Facciamo l’ultima. Sono nato nel 1982 in un paese in provincia di Mantova, da madre bresciana e padre pure. Ho trascorso l’infanzia…. ok, forse sono partito da troppo lontano. Ricomincio…

Su di me, in realtà, non ho molto da dire. Scrivo più o meno da quando avevo dieci anni; dopo le superiori ho iniziato a scrivere seriamente, ho partecipato a tre concorsi di racconti un paio di anni fa e sono arrivato sempre sul podio, ma conta ben poco: quando poi nelle antologie finali scopri che hanno omesso l’epigrafe che dà un senso al racconto, beh, ti chiedi se i cosiddetti critici hanno capito quello che hanno letto. Va beh, è un altro discorso.

Comunque, su di me è tutto, più o meno. Le mie letture sono piuttosto varie, un po’ di tutto, diciamo, ma niente “pulp fiction”; per quanto riguarda la scrittura, cerco di essere ironico, divertente se posso, ma più che far ridere la gente mi basta farla sorridere ogni tanto.

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Scritto da: Livia il 24 Agosto 2008
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Son cose da ragazzi, blogattèlle…

Logo @blogattèlleAlle volte la casualità, e l’assenza di qualcosa da fare, mi porta a scovare delle piccole chicche in rete. Una di queste è blogattèlle, un blog che è quasi un grosso moleskine, con gli appunti del suo scrittore.

Inizia con un disclaimer arguto, ed una serie di “imbuti” attraverso cui passare per giungere infine al blog vero e proprio. Imbuti che chiariscono la posizione dell’autore e che invitano ad uscire se non la si condivide: il web è pieno di blog per tutti i gusti, piuttosto che criticare meglio andare su altri lidi, come da rimpianta netiquette.

In alcune parti ancora non è completo, ma la frequenza dei post è piuttosto alta; a volte si tratta di una sola frase, a volte di paragrafi riflessivi, senza perdere mai un certo sentore polemico niente affatto spiacevole, con toni sempre garbati.

Ho apprezzato la sezione video, sia nel suo aspetto satirico che in quello poetico (da Tg futuro 2038 al breve In volo), e spero in futuro sia rimpinguata con altri contributi che vadano nei due sensi. Anche se gli aforismi effettivamente sono il “pezzo forte” del blog.

Una chicca per voi: negli imbuti iniziali provate a scegliere esci invece che prosegui: non vi rovino la sorpresa ma vi consiglio di fare il tentativo, a me è sembrata una trovata simpatica.

Buona domenica e buone letture.

 

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Scritto da: Livia il 10 Agosto 2008
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