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Il Gioco del Quirinale a Minimondi

Scritto da: il 11.05.10 — Comments Off
Il Quirinale diventa un gioco per ragazzi. La Presidenza della Repubblica, seguendo l’ottica di un’educazione civica che si dipana attraverso il gioco, per aiutare i ragazzi ad avvicinarsi al mondo delle Istituzioni, presenta domenica 23 maggio - in anteprima al Festival “Officina Minimondi”- il “Gioco del Quirinale”: un percorso guidato di conoscenze, informazioni, curiosità per visitare il Palazzo, scoprirne i luoghi interni ed esterni e capire quali siano le funzioni del Presidente della Repubblica. La visita virtuale nel Palazzo del Quirinale sarà completata dalla messa in rete del Gioco sul sito della Presidenza della Repubblica, www.quirinale.it. Il Gioco sarà in anteprima nella città di Palermo nel corso del Festival Officina Minimondi, diretto da Silvia Barbagallo, dedicato alla letteratura e illustrazione per ragazzi, in programma nell’area metropolitana del capoluogo siciliano dal 14 al 23 marzo. E’ stato realizzato con l'animazione dello Studio Bozzetto e con le illustrazioni di Antonella Abbatiello. In piazza Palaolimpo i ragazzi, aiutati da alcuni animatori, nel corso di tutta la giornata, andranno a scoprire il Palazzo del Quirinale, attraverso proiezioni su grandi schermi del percorso del gioco, che si snoda proprio come un gioco dell’oca. Brevi testi (anche in inglese e francese) inseriti nelle caselle sono di aiuto per rispondere alle domande, ai rebus, agli indovinelli proposti. Mentre a Palermo i ragazzi potranno giocare su grandi schermi, attraverso il sito su internet, tutti potranno comunque entrare e uscire dalle stanze del Quirinale e capire meglio quali sono i compiti e le funzione del Presidente della Repubblica. “Siamo orgogliosi di ospitare l'iniziativa della Presidenza della Repubblica”. Questo il commento di Silvia Barbagallo, storica libraia di Parma e ideatrice di Minimondi. “Il gioco – continua Silvia Barbagallo - nasce con l'intento di avvicinare i ragazzi ai libri, alle illustrazioni, alla letteratura, ma anche con il forte obiettivo di creare un luogo dove i giovani ...

Chiacchierando con Cobuzio

Scritto da: il 10.05.10 — Comments Off
Oggi chiacchieriamo con Salvatore Cobuzio, lo scrittore del Testamento di Salvatore Siciliano e cerchiamo di avere qualche informazione in più sul romanzo uscito da poco per la Fazi Editore e recensito qua su liblog qualche giorno fa. Il tuo libro parla di un testamento un po' particolare. La confessione di Salvatore Siciliano fa il suo esordio su Facebook, aperto praticamente a tutto il globo. Lasciando stare il passato remoto, solo nel nostro ieri sarebbe stato spedito via posta elettronica o pubblicato su un blog, che non ha però certo la visibilità del famoso social network... è il tuo modo di comunicarci un messaggio? È il modo di comunicare di Salvatore Siciliano e di milioni di persone che ogni giorno si collegano ai vari Social. Nessuno rimane indifferente alla potenza mediatica di Facebook, nemmeno il Siciliano che, con il suo Testamento ha voluto fare riflettere tutti, me compreso. Finito di scrivere il romanzo, io per primo, mi sono accorto di aver acceso molte lampadine. L'obiettivo? Portare la consapevolezza di un mezzo di comunicazione e invogliare le persone a pensare con la propria testa. Oggi internet ci permette di essere completamente indipendenti. Non ci piace una cosa, clic. Tutta la rete ha grande spazio nel tuo libro. I protagonisti comunicano e conducono gran parte della loro esistenza su essa, persino la relazione tra Salvatore e Simona è per più di un mese solo virtuale prima di concretizzarsi davvero. Senza mezzi termini sembri dirci che le relazioni umane sembrano destinate a cambiare, se non lo sono già... provocazione o dato di fatto? Conosco molte persone che si sono conosciute grazie a Facebook, MySpace, Twitter ecc. Non mi preoccuperei più di tanto quando si dice che questo modo di comunicare ci renderà tutti più freddi e/o distanti. Anzi, credo che spesso aiuti le persone a comunicare più facilmente. Sicuramente ...

Translation Party

Scritto da: il 07.05.10 — Comments Off
Quando si traduce c'è sempre, inevitabilmente, una perdita di senso; vuoi perché le parole non sono mai perfettamente traducibili, vuoi perché le semiosfere (universi linguistici soggettivi o spazi della significazione - approfondimento) non possono mai coincidere, è già tanto se capiamo cosa dicono i nostri connazionali, con i quali condividiamo gli strumenti basilari della lingua. È lecito allora domandarsi cosa succederebbe traducendo da una lingua a un'altra la stessa frase, ricorsivamente. È quello che fa translation party, che utilizza due lingue diversissime tra loro, l'inglese e il giapponese, per cercare l'equilibrio, ossia quel punto in cui la frase data, cambiata magari trenta volte, non presenta più variazioni di senso alla traduzione. Un esempio pratico (con una frase che non troverà il suo equilibrio): And therefore never send to know for whom the bell tolls; It tolls for thee.   -  into Japanese したがって、知って送信することはあなたのために、これは通行者に鐘は鳴るの。  - back into English Therefore, you can send for you know, this is their way of ringing the bell.  - back into Japanese したがって、あなたのための知っている送ることができる、これが鐘を鳴らすの方法です。  - back into English Therefore, you can send for you know, this is the way tolling.  - back into Japanese したがって、あなたのための知っている送ることができる、この方法の鐘です。  - back into English Therefore, you can send for you know, this is the way Bell. Una frase più semplice, invece, porta a un equilibrio inaspettato: Who controls the past controls the future: who controls the present controls the past. - into Japanese 誰が過去を制御する未来を:人、現在のコントロールを過去の制御を制御します。 - back into English Who controls the past to the future: who controls the present controls the past controls. - back into Japanese 誰が過去と未来をコントロール:誰が存在を制御する過去のコントロールを制御します。 - back into English Who controls the past and future: controlling controls the past controls the present one. - back into Japanese 誰が過去に存在する1つを制御する過去と未来:制御コントロールを制御します。 - back into English Past and future control the past, one present who: Control control control. - back into Japanese 過去と未来の制御、過去、1つの現在:制御コントロールを制御します。 - back into English Past and future control the past, present ...

Il testamento di Salvatore Siciliano, Cobuzio

Scritto da: il 28.04.10 — 4 Commenti
L'opera prima di Salvatore Cobuzio, siciliano trapiantato a Roma, classe 1978, ci racconta qualcosa di nuovo. O meglio, rettifico: Facebook, il famoso social network, ha smesso di fare notizia per il suo sapore di novità già da un po' eppure sta acquisendo sempre maggiore forza come strumento di comunicazione, grazie alla sua capacità indiscussa di unire tutto il pianeta. La vera essenza di Internet come rete globale, direbbe qualcuno. È la nostra finestra sul mondo: noi sbirciamo attraverso i suoi molteplici oblò, certi di essere completamente liberi nelle scelte che facciamo su cosa vedere, cosa scegliere, come essere almeno nel nostro mondo virtuale. Ma è vera libertà? O c'è qualcuno che in modo invisibile tira i fili e guida i nostri gusti e le nostre preferenze, dandoci solo l'illusione di decidere tutto da soli? Questa è la domanda principale posta nel Testamento di Salvatore Siciliano dall'autore che, con un passato da esperto del web dal lato marketing, sa di cosa sta parlando e si vede. O meglio, si legge. I mille usi del web guidano il filo narrativo del romanzo, quasi che la storia sia la scusa per raccontare cos'è Internet oggigiorno e quale sia la sua vera portata economica; o forse è vero il viceversa, la storia scaturisce dalla Rete perché nel 2010 ciò non è solo possibile ma anche tremendamente attuale. Quale spiegazione prendere per buona? Per capire davvero chi nel libro è il deus ex machina dovrete arrivare il fondo alla confessione/testamento che il protagonista consegna al migliore amico Fabrizio, dopo un'eclatante sparizione attraverso il famoso Social Network. Salvo, geniale informatico, sceglie di accomiatarsi a modo suo dagli amici più cari e dalla sua donna, e lo fa attraverso lo strumento che gli ha dato tanto eppure gli ha tolto anche molto. Contrariamente a quello che faccio di solito, ho cercato ...

Dimitri ci regala la Steamland

Scritto da: il 22.04.10 — 1 Commento
È molto difficile scrivere un articolo entusiasta senza venire accusati di infantilismo, di fangirlismo, o – peggio – di opportunismo (anche se nel mio caso non vedo proprio come potrebbe tornarmi utile). Vorrei perciò sottolineare che niente e nessuno, a parte l’ottima impressione iniziale, mi ha spinto a scrivere questo articolo: non mi pagano, non mi regalano nulla e non sono innamorata dell’autore. Vorrei parlarvi del nuovo lavoro di Francesco Dimitri, che sarà in tutte le librerie a metà Maggio grazie a Salani. Non posso descrivere il libro per ovvie ragioni (non ancora, almeno!). Ciò che voglio portare a vostra conoscenza è il sito internet che un paio di giorni fa ha visto la luce e che trovate a questo indirizzo. Oltre a poter leggere il primo capitolo (posso dirlo? EÈstupendo!), si può apprezzare l’anteprima della copertina ad opera del bravissimo Paolo Barbieri (già illustratore per i libri di Licia Troisi), ma soprattutto ritrovare i tre aspetti che già mi erano piaciuti tanto in PAN: La Carne, l’Incanto, il Sogno. Il primo ci offre delle piccole note sulla protagonista e sul mondo che – sembra – andrà ad esplorare, cioè la Steamland. Niente dettagli, solo l’essenziale. Il bello viene nelle altre due sezioni, chiamate coi nomi dei restanti aspetti: l’Incanto e il Sogno. L’Incanto riguarda la licenza sull’uso dell’ambientazione: una variazione del Creative Commons, grazie al quale sarà possibile a tutti creare storie, fumetti, giochi di ruolo etc. etc. con l’ambientazione della Steamland. Il sogno sarà la sezione in cui i contributi di tutti verranno pubblicati. Ecco dove il marketing incontra il lettore in un connubio felicissimo. In un mondo sempre più interattivo, Dimitri – col supporto della casa editrice – ha sviluppato secondo me la tecnica migliore sia per accattivarsi nuovi lettori (e giocatori, e illustratori, e creativi etc etc), sia per fidelizzare ...

Case editrici 2.0: Simplicissimus Bookfarm

Scritto da: il 20.07.09 — 2 Commenti
Si fa un gran parlare di ebook, ma poco si parla di editoria digitale. Oggi invece approfondiamo l'argomento attraverso una casa editrice piuttosto famosa e un uomo che è il pioniere della e-lit in Italia, Antonio Tombolini. Si chiama Simplicissimus Book Farm ed è stata creata ormai tre anni fa, nel giugno del 2006, come punto d'inizio della transizione digitale che sta cominciando a interessare il settore dell'editoria libraria. Precorrendo i tempi, dunque, Simplicissimus comincia a occuparsi di letteratura su supporti digitali, a seguirne l'evoluzione e fare da apripista sia per la narrativa sia per i giornali sui nuovi mezzi. Vi lascio con qualche curiosità messa a disposizione dal fondatore stesso: Si chiama così perché il fondatore, Antonio Tombolini, nei primi anni '80 (quando lui, di anni, ne aveva 20...) si innamorò di un romanzone d'avventure del '600 tedesco, “Simplicissimus”, di Grimmelshausen, un vero best-seller su scala europea dell'epoca. Tombolini da allora usa Simplicissimus come suo nom de plume firmando così i suoi pezzi e i suoi articoli, e dal 2002 anche il suo blog personale. La sede di lavoro di Simplicissimus e dei suoi collaboratori è... la rete: ciascuno vive nella sua città, e tutti ci si ritrova quotidianamente nel Virtual Office allestito su web. Oltre ai collaboratori fissi full time (8 ad oggi, 14 luglio 2009) Simplicissimus si avvale per singoli progetti di altri collaboratori per costituire team di progetto temporanei, ed è naturalmente disponibile ad ospitare stagisti, purché motivati e interessati a quel che di nuovo si muove nell'editoria in questa fase di profondissime trasformazioni indotte dalla rete. Il primo vero e proprio catalogo di ebook editi da Simplicissimus (che come sua attività principale fornisce servizi di conversione, produzione e distribuzione ebook agli editori tradizionali) vedrà la luce nel settembre 2009, ed è attualmente in corso l'ideazione di sistemi di valutazione condivisa dei ...

Da Finzioni: Dittatura Estetica?!

Scritto da: il 18.06.09 — 2 Commenti
Avrei voluto scrivere tante cose, sul nuovo disegno di legge sulle intercettazioni e sulla libertà in rete, ma trovo che, su Finzioni, Simone Rossi abbia detto tutto ciò che io stessa volevo dire, quindi vi propongo parti  del suo articolo (ringraziandolo per avermi permesso di riproporlo qui): Dittatura Estetica?! “Il comma 28 dell’articolo 1 del disegno di legge sulle intercettazioni approvato ieri alla Camera estende anche ai siti informatici (blog compresi) le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, finora applicate ai mezzi di informazione tradizionali. In pratica un blogger amatoriale viene equiparato come responsabilità al direttore responsabile di un qualsiasi quotidiano nazionale” (Adriano Barone, sul suo blog). La vita è noiosa. Cerca di farci ridere in tutti i modi, la vita, ed ecco che si ritrova presto a corto di barzellette. Allora, copia le battute. Per esempio, questa dei blog che diventano uguali ai giornali e dei giornali che diventano uguali ai blog, è un vecchio sketch di Corrado Guzzanti. Il solito, quello della Casa delle Libertà: “Facciamo un po’ il ca**o che ci pare”. [...] Insomma: possiamo dire un po’ quel che ci pare. Anzi, potevamo: da giovedì non possiamo più. Ragionamento: il valore di un libro è costruito dai discorsi dei suoi lettori, il valore di un disco è costruito dai discorsi dei suoi ascoltatori, non esistono “informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti”, quando si parla di libri (o di dischi): ho tutto il diritto di dire che Bob Dylan starebbe meglio morto, se deve andare in giro conciato a quella maniera. Posso anche scriverlo sul mio blog, o farci una nota di Facebook, o che ne so: parlo di musica e ne parlo come mi pare, la verità oggettiva sta di casa da un’altra parte, se Bob ...

Giovani tromboni

Scritto da: il 24.05.09 — Comments Off
Si ritorna coi post domenicali a parlare di scrittura sul web, stavolta con Giovani tromboni – in the age of umbilicus, un blog nel vero senso della parola, un diario personale ma non privato, che per me è una buona, distensiva lettura. Il titolo del blog, spiega Vic "è un ossimoro apparente che ho trovato in un vecchio scritto di Italo Calvino, rimanendone conquistato. Io un po' mi ci riconosco (mi dà il destro per sentenziare), ciascuno poi ci si specchi quanto crede. Grazie a Google, ho poi scoperto che la definizione appariva già in una lettera di Mario Luzi a Giorgio Caproni. Correva l'anno 1959. P.S. leggo ora, con colpevole ritardo, che nel 1994 Tommaso Labranca invitava a trasformarsi in Giovani Salmoni (Andy Warhol Era Un Coatto - Castelvecchi), andando contro la corrente del consenso collettivo. Non c'è un collegamento diretto coi giovani tromboni, ma una bella assonanza certo sì". L'autore racconta episodi di vita quotidiana (spesso con bambino e Gormiti al seguito) con ironia, raccontando quello che succede sia sui media italiani sia nel mondo reale, e compiendo di tanto in tanto escursioni letterarie con esercizi di stile e riflessioni. Non manca una certa dose di sarcasmo, specie sulle vicende politiche nazionali, che in effetti si prestano particolarmente a spunti comici. Quello che mi fa più sorridere e che per me è il vero plus di questo blog, comunque, sono le interazioni genitore-figlio, dalla composizione dell'haiku fino alla più recente deriva filosofica dello sbarbato in Tre atti, col barbuto che torna sulle sue posizioni. Il resto, a voi scoprirlo, come sempre.

Speciale salone del libro di Torino – Wifi

Scritto da: il 17.05.09 — 6 Commenti
Una notazione a margine di tutto. Entrando in fiera mi ha stupita la mancata copertura wireless, l'impossibilità di accedere a internet se non con altri tipi di connessione. Eppure una rete, sebbene protetta, c'era. Sono andata a chiedere, allora, a tutti gli amici editori il motivo e la risposta è stata disarmante: l'organizzazione della fiera non fornisce gli accessi al wifi, si affida all'appoggio di un fornitore di servizi, il quale ha pensato bene di far pagare circa 300 euro per un accesso e circa cento euro aggiuntivi per ogni chiave d'accesso ulteriore. Immaginate la gioia degli espositori e la follia della proposta economica; alla fine chi aveva la reale necessità di un collegamento costante è andato a procurarsi una internet key, con buona pace degli appaltatori del servizio. Però continua a sembrarmi assurdo che ci siano di queste richieste in un'epoca in cui si discute di diritto all'accesso ad internet. Comunque trovate maggiori dettagli proprio da Tombolini, che di internet, certamente, non può fare a meno.

Concorsi letterari

Scritto da: il 03.05.09 — 2 Commenti
Quale potrebbe essere, per uno scrittore, un metodo per farsi notare dagli editori? Semplice, vincere un concorso letterario, possibilmente prestigioso! Ma trovarli non è sempre facile; per questo può essere utile consultare un portale come Concorsi letterari. Concorsi-Letterari.it è il portale web dedicato ai concorsi e ai premi letterari organizzati in Italia. Concorsi di narrativa - dedicati a racconti o romanzi o raccolte - così come concorsi di poesia, di saggistica e legati ai fumetti. Senza costo di iscrizione o a pagamento, con premi in denaro, pubblicazione o altro, per Concorsi-Letterari.it non c'è differenza: desideriamo coprire l'argomento nella sua totalità provvedendo anche a segnalare, là dove vi è il merito, pure i concorsi più interessanti e promettenti dell'attuale panorama italiano. Chiunque (enti, associazioni, club letterari, editori, portali web, blog) organizzi un concorso letterario può inviarcene il bando (insieme a un breve testo di descrizione del concorso) per una segnalazione del Premio sulle pagine del nostro sito. Chiunque voglia collaborare con noi alla gestione e all'aggiornamento costante delle nostre vetrine letterarie web può inviarci la sua candidatura: la nostra risposta è assicurata! Articolato in sezioni molto chiare (Narrativa, Poesia, Gratuiti e con quota) contiene anche due sezioni extra importantissime: una di consigli su come partecipare, e l'altra di interviste ai vincitori di concorsi; ambedue le sezioni sono utilissime per evitare i problemi più comuni e risolvere quei dubbi che i bandi spesso non sciolgono affatto. Esilarante la serie di articoli sui 10 errori da evitare, parte I, parte II e parte III, che con un po' di sano umorismo riportano però delle reali criticità per chi concorre ai premi.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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