Alcuni vocaboli sono votati alla scomparsa; di giorno in giorno vengono usati sempre meno, fino al momento in cui pochissimi conservano il ricordo dell’esatto significato. È un tratto comune a tutte le lingue, ma Catriona Potts ha scovato una pagina web in cui si può adottare una parola in disuso, anche se, per ora, soltanto dall’inglese.
È Save the words, in cui potrete, registrandovi, scegliere un vocabolo impegnandovi a usarlo ogni volta che vi sarà possibile. Non sono proprio termini d’uso quotidiano, ma secondo i creatori della pagina meritano di essere salvati.
Sarebbe simpatica un’iniziativa del genere anche in italiano, ovviamente da prendere con piglio ironico, per ricordarci tutte le parole che, nel bene e nel male, stiamo perdendo.
Dite la verità: tante volte siete in imbarazzo nel dover usare nomi stranieri, ma anche termini italiani inconsueti, perché non sapete quale sia l’esatta pronuncia. Io per prima tante volte non so scegliere il giusto accento, e radio e tv non sono di grande aiuto – si veda il caso KGB e Schumacher – col marasma di errori. Non siete soli.
In nostro aiuto viene un ottimo sito, Come si pronuncia, composto da un team di italiani che danno l’esatta pronuncia di vocaboli dubbi; ecco cosa dice la loro home page:
Comesipronuncia.it mette ordine nella grande confusione fonetica che regna in Italia. Gente comune e professionisti della comunicazione si affidano all’intuito o alle reminiscenze scolastiche per citare nomi e termini stranieri che infarciscono quotidianamente l’attualità.
Risultato? Queste pronunce, anche se sbagliate, diventano “ufficiali” perché convalidate da radio e televisione. Con un click puoi ascoltare la corretta articolazione dei suoni e verificare lo spelling esatto dei nomi comuni e propri messi a disposizione degli utenti.
Si sopravvive anche con un Financial Times mal pronunciato o un Frankfurter Allgemeine Zeitung scritto approssimativamente, ma se ci vuole così poco per evitare una figuraccia, perché non approfittarne?
Allora, come si dice Chuck Palahniuk?