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Parola di Martina Testa

Non c’è da stupirsi se il pubblico di questo festival letterario vero, sostenuto veramente dalla politica locale e organizzato da gente che si occupa veramente di letteratura, sia un pubblico di lettori veri. Gente con gli zainetti, le biciclette, i passeggini, con i bambini per mano, i libri in tasca; studenti, professori delle medie, aspiranti scrittori, casalinghe con la passione per i romanzi, fidanzati che si tengono per mano. Quelli che si vedono anche da noi, in fondo, a Mantova e a Torino e via dicendo; solo che al Brooklyn Book Festival mancano – e nessuno li rimpiange – gli uffici stampa che tengono al guinzaglio gli autori, i direttori editoriali che si guardano in cagnesco da lontano e si scambiano sorrisoni da vicino, gli amministratori delegati con la cravatta che escono due volte l’anno dagli uffici (ma sono molto abbronzati), i capannelli di critici, giornalisti e recensori che si scambiano pettegolezzi, gli editor che si contano a vicenda gli ospiti di punta («chi portate, voi, quest’anno?»). Gli stand degli espositori sono tutti uguali e tutti piccoli, una fila di tavolini e gazebo da fiera di paese a cui evidentemente i grandi gruppi editoriali non sono interessati, dato che a popolarli sono solo gli editori indipendenti e le riviste letterarie: un sottobosco vivo e in fermento che fa del contatto diretto con il lettore il proprio punto di forza.

Martina Testa, il Brooklyn Book Festival

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Scritto da: Livia il 16 Ottobre 2009
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Portici di carta a Torino

Portici di cartaOggi e domani, 26 e 27 settembre, Torino lascia il ruolo di città per trasformarsi in percorso di lettura, con il rinnovarsi della manifestazione Portici di Carta: “la libreria più lunga del mondo sotto i portici del centro di Torino. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato al Turismo e Commercio della Città di Torino. È organizzata dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura assieme all’Associazione Presidi del Libro, nell’ambito dell’edizione 2009 della Festa dei Lettori, che in contemporanea coinvolge centinaia di iniziative per la promozione del libro e della lettura in tutta Italia”.

I portici di Via Roma, piazza San Carlo e piazza Carlo Felice saranno delle librerie all’aperto, gestite da editori e librai piemontesi: libri per tutti i gusti, antichi, moderni, tecnici. Ma anche incontri con gli autori, presentazioni, dibattiti, tavole rotonde e spettacoli.

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Scritto da: Livia il 26 Settembre 2009
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Premio “Progetto e materia”

La manifestazione Fiaba 2010, organizzata a Banchette (provincia di Torino) nel prossimo aprile, ospiterà due premi letterari: il premio nazionale di letteratura per ragazzi “Giro-girotondo: ti rovescio il mondo… Gira-giravolta: la storia è capovolta!” e il Premio Nazionale di Arte Fotografica e Digitale “Mondi rovesciati, storie capovolte, anime allo specchio”, in accordo al tema Mondi Rovescati, Storie Capovolte.

Il bando del premio letterario è promosso, appunto, dall’associazione Progetto e materia; ve ne riporto uno stralcio:

Art. 1 –[...] Il tema dell’anno 2009 è “Giro-girotondo: ti rovescio il mondo… Gira-giravolta: la storia è capovolta!”.
Il Premio prevede le seguenti sezioni:

1. Scuole (classi delle scuole primarie e secondarie di primo e di secondo grado);
2. Adulti (è necessario aver compiuto il 18° anno di età all’atto della spedizione del testo).

Art. 2 – Gli elaborati, scritti sotto forma di fiaba, dovranno ispirarsi al concetto di rovesciamento, capovolgimento e sovvertimento di trame classiche, schemi narrativi canonici, leggi fisiche, strutture sociali, situazioni quotidiane, luoghi comuni, vite ordinarie, personaggi standardizzati (ad esempio stravolgimento dei ruoli – uomo/donna, genitori/figli, insegnanti/alunni, scrittori/personaggi, spettatori/attori, scrittori/personaggi, esseri umani/animali, esseri umani/macchine, esseri umani/avatar etc. – ma anche mito della creatura bifronte, concetto di alter-ego, opposizione/integrazione tra mondo degli adulti e mondo dei bambini…).
Gli Autori potranno interpretare il tema in ogni modo ritenuto pertinente, attingendo dalla mitologia, dal genere fantasy, dalla fantascienza – ma anche dalla psicologia, pedagogia e filosofia – fino a sconfinare nella creazione di società utopiche, universi fantastici, dimensioni parallele, sconvolgimenti storici e temporali.

La sezione per ragazzi è gratuita, mentre quella per adulti prevede un contributo abbastanza cospicuo rispetto alla vincita attualmente annunciata, anche se non è escluso che gli sponsor possano cambiare il rapporto costo/beneficio. Avete, comunque, ancora abbastanza tempo per pensarci e consultare il bando integrale.

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Scritto da: Livia il 22 Agosto 2009
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La fine dei giorni, De Roma

La fine dei giorni – Alessandro De RomaAlessandro De Roma scrive bene, e questo è già un buon motivo per comprare i suoi libri. Lo so io e lo sapete anche voi che oggi non è così scontato che una pubblicazione abbia dietro un bravo autore, o dentro una buona storia. La fine dei giorni è una buona storia, De Roma si conferma un talento.

A Torino gli uomini sono morti dentro, privi di memoria ripetono gesti metodici radicati dal tempo nelle loro giornate fino a perdersi, definitivamente. La Torino apocalittica che De Roma descrive è in un futuro così simile al nostro presente da risultare pressante. L’inquietudine dell’ambiente che si asciuga intorno al protagonista è insopportabile, l’uomo dimentica la sua condizione di uomo e si abbandona alla strada. Ceresa Giovanni, tristemente definibile un poveraccio, si aggrappa a quel che gli resta e pavido si fa avanti poco alla volta. Tiene un diario, per non dimenticare che il mondo intorno sta sparendo e lui con esso. Un prezioso diario di bordo in un viaggio che mette i brividi.

Gli uomini tornano in strada e vivono in gruppi, o soli, a spese del prossimo. Lo attaccano come animali inferociti, ciechi di rabbia, senza coscienza del loro status in regressione. Ceresa viene sfiorato dalla malattia, osserva gli altri esserne travolti e sceglie come via di fuga un discreto e continuo annotarsi avvenimenti, luoghi, dialoghi. Per il terrore, un giorno, di dimenticare anche lui la strada di casa, il proprio nome, o il bisogno di mangiare. Perché nessuno sa quanto si prende di te la malattia, se dopo la ragione ti prosciuga anche l’istinto.

Oltre i confini territoriali va tutto bene, ragazzi francesi guidano di notte fino a Sanremo per prendersi gioco di questi italiani che vivono il giorno del giudizio. Ma chi punta il dito contro la società, e con che scopo? Chi o cosa è responsabile di quest’epidemia? E soprattutto, cosa ne sarà dei sopravvissuti, se ce ne saranno?

Nella guerriglia urbana che imperversa in città, Giovanni Ceresa cerca una risposta agli avvenimenti, al suo passato e alle domande sul proprio futuro. A dargli il coraggio di muoversi è solo la paura, un controsenso logico quando vedi gli uomini impazzire, sparire e sai che quella è la fine che ti aspetta. La tua fine, che coincide con “La fine dei giorni” che conosci, che puoi contare. Domani potresti non saperlo fare più. Domani, potresti svegliarti e aver perso per sempre il senso del tempo.

In questo classico esempio di distopia, Alessandro De Roma parla di dimenticanza. Ma non verrà dimenticato.

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Scritto da: marzia il 24 Giugno 2009
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Speciale salone del libro di Torino – Finale

Ieri sera è finito il Salone del libro di Torino, e come al solito mi ritrovo a pensare a cosa mi resterà. Molto più che a Roma resteranno volti amici, persone conosciute con cui ho chiacchierato, gente aperta e disponibile.

Molto meno ricorderò la parte che riguarda i libri: il Lingotto è stato una formidabile, immensa libreria, ma poco più di questo (e anche l’ultimo giorno alcuni dei grandi editori non hanno fatto sconti, sigh!).

E poi la città, magnifica e accogliente, piena di cose da fare (anche se funestata da un paio di eventi che ho accuratamente evitato, targati mediaset); infine, ultima notazione, ma non per importanza, ho recuperato un nuovo collaboratore, che presto inizierà a scrivere per Liblog.

Alla fine della fiera, come si dice dalle mie parti, non tutto è stato perfetto, ma comunque è stata un’esperienza d’eccezione.

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Scritto da: Livia il 19 Maggio 2009
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Speciale salone del libro di Torino – Wifi

Una notazione a margine di tutto. Entrando in fiera mi ha stupita la mancata copertura wireless, l’impossibilità di accedere a internet se non con altri tipi di connessione. Eppure una rete, sebbene protetta, c’era.

Sono andata a chiedere, allora, a tutti gli amici editori il motivo e la risposta è stata disarmante: l’organizzazione della fiera non fornisce gli accessi al wifi, si affida all’appoggio di un fornitore di servizi, il quale ha pensato bene di far pagare circa 300 euro per un accesso e circa cento euro aggiuntivi per ogni chiave d’accesso ulteriore.

Immaginate la gioia degli espositori e la follia della proposta economica; alla fine chi aveva la reale necessità di un collegamento costante è andato a procurarsi una internet key, con buona pace degli appaltatori del servizio. Però continua a sembrarmi assurdo che ci siano di queste richieste in un’epoca in cui si discute di diritto all’accesso ad internet.

Comunque trovate maggiori dettagli proprio da Tombolini, che di internet, certamente, non può fare a meno.

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Scritto da: Livia il 17 Maggio 2009
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Speciale salone del libro di Torino – 2

Oggi ho incontrato alcuni dei collaboratori di Liblog in fiera; per essere più precisi Elfo, che realmente somiglia al suo nick, e Tom Traubert, enigmatico come la sua foto. Insieme abbiamo girato alla scoperta di editori meno noti, anche perché gli stand più grandi erano assaltati da grande folla.

Il Salone è sicuramente un grande evento, pieno di appuntamenti, personaggi famosi e stand da visitare, ma di giorno in giorno mi lascia sempre più perplessa, specie per il mio dualismo, da un lato lettore e dall’altro editore.

Se, come editore, trovo che questo appuntamento sia uno strumento formidabile per tastare il terreno, stringere amicizie e prendere contatti con altri appartenenti al Magico Mondo dell’Editoria, come lettore mi sto trovando spesso un po’ delusa.

Alla fine infatti, tolta la presenza di alcuni grandi autori che, da soli, catturano gran parte dell’interesse del pubblico, la logica che regge gli stand, soprattutto dei grandi, è meramente commerciale. Non dico che si debba star lì a chiacchierare con il singolo utente, ma mi piacerebbe si sfuggisse per un attimo alla logica della cassa, per privilegiare il piano umano: Adelphi, Mondadori, Mauri Spagnol, RCS e tutti i grandi in generale non hanno bisogno della fiera per vendere, quindi potrebbero anche concentrarsi di più sul loro pubblico.

Ma forse è una beata utopia. In realtà, come al solito, per necessità o virtù, sono sempre i piccoli e medi ad essere più disponibili, a fare il passo verso il lettore. Presumo però che sia un po’ un cane che si morde la coda: i piccoli e medi hanno necessità di instaurare un rapporto di fiducia con i loro lettori, di farli partecipi del loro progetto, mentre i grandi, proprio per il loro volume, vivono una dimensione spersonalizzante.

Dai miei incontri interessanti di oggi, comunque, vi anticipo che presto parleremo qui di Simplicissimus Bookfarm e della mia conversazione di oggi con Antonio Tombolini, di Daniele Pinna e dell’agenzia Kalama, per capire un po’ quale sia il ruolo dell’agente nell’editoria italiana, e di Round Robin, un’altra ottima (giovane e simpatica per di più) casa editrice.

Di sicuro avrò di che riflettere per molto, molto tempo.

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Scritto da: Livia il 17 Maggio 2009
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Speciale salone del libro di Torino – 1

Bilancio del primo giorno, giovedì 14 maggio, abbastanza positivo; è stata di certo la giornata di Nicolai Lilin, onnipresente e seguitissimo. Non ho ancora letto il suo libro, ma è stato in grado di incuriosirmi tanto da volerlo fare: sembra infatti una persona simpatica e umile, nonostante per ora sia al centro di molte attenzioni.

Tra gli appuntamenti segnati in agenda però alcuni sono stati inavvicinabili, come ad esempio l’interessantissima conversazione di Eco sul futuro dell’editoria cartacea. Sicuramente acquisterò il libro che ne parla, ma non qui in fiera: non è prevista alcuna forma di sconto per chi viene qui a Torino, specialmente da parte delle grandi case editrici. I piccoli, invece, fanno volentieri uno sconto per invogliare all’acquisto.

Stupisce la presenza di moltissimi non-editori; dalle agenzie che si occupano di”lettura veloce” fino ad associazioni che non hanno come obiettivo la pubblicazione. Rispetto alla fiera di Roma ovviamente sono presenti meno piccoli, e generalmente relegati nel padiglione laterale, ma molto ben organizzati. Il Salone del libro è anche molto più variopinto e ricco, con presentazioni, eventi e incontri continui, di cui moltissimi per ragazzi e docenti.

In ogni caso una bellissima esposizione, con gli stand dei grandi editori tanto ben allestiti da sembrare piccole librerie all’interno della fiera. Ho avuto modo inoltre di conoscere molti degli editori che sono stati presenti su queste pagine, da Las Vegas a Gargoyle books, 18:30, Intermezzi; e insieme di incontrare nuovamente Aìsara, Lavieri, Zero|91.

Non ultimo, mi sono appropriata di tutti i segnalibri che ho trovato, e che andranno ad arricchire una collezione ormai piuttosto ampia.

Vedremo oggi e domani cosa ci riserverà anche l’interessantissimo Litcamp del Circolo dei lettori, pioggia permettendo.

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Scritto da: Livia il 15 Maggio 2009
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Speciale salone del libro di Torino – 0

Torino è una città raffinata. Una signora elegante e dal gusto classico, accogliente. Per oggi, ancora senza fiera, io e Memy abbiamo solo passeggiato ed esplorato i dintorni, ma non temete, da domani saremo i vostri occhi e le vostre orecchie in fiera!

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Scritto da: Livia il 13 Maggio 2009
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Burocrazia spaghetti e Pomodoro

Ricevo un comunicato che mi lascia pensare; ve lo giro integralmente:

Arnaldo Pomodoro rimosso dalla V Mostra Calligrafica Internazionale “il Mondo nell’Alfabeto” di Torino.

Gli studi originali, i bozzetti e l’esecutivo del logo Italia opera di Arnaldo Pomodoro sono stati oggetto di diffida dalla Direzione dell’Archivio di Stato di Torino che ne ha imposto agli organizzatori della rassegna, CAUS e UNITRE, la rimozione immediata dai locali della mostra presso l’Archivio di via Piave 21 dopo soli quattro giorni dall’inaugurazione.
Il grande Maestro Araldo Pomodoro, vincitore del V Concorso Calligrafico Internazionale “il Mondo nell’Alfabeto”, subisce insieme agli Artisti e ai patrocinatori della rassegna calligrafica un duro colpo dall’ingarbugliata burocrazia pubblica, mentre la cultura torinese guadagna un’altra ennesima brutta figura.
L’ideatore e responsabile della rassegna, Raffaele Palma, invita a visionare tutte le opere del Maestro Araldo Pomodoro per “il Mondo nell’Alfabeto” sul sito www.caus.it

Inoltre Raffaele Palma rende noto:

Ci scusiamo col Visitatore se al posto dei disegni originali del Maestro Arnaldo Pomodoro troverà solo semplici copie.
Ci è stato ordinato dalla Direzione dell’Archivio di Stato di Torino e senza troppi giri di parole, la rimozione immediata delle opere del Maestro, come se fossimo in difetto di qualcosa di grave.
Questo, quattro giorni dopo l’inizio della mostra, nonostante la Segreteria dell’Archivio fosse a conoscenza mesi prima dell’importantissima presenza in esposizione dei lavori di Arnaldo Pomodoro.
Ancora: abbiamo esibito la stipula assicurativa sulle opere, sottoscritto regolare nostra presenza per la sorveglianza in mostra.
Sul comunicato stampa inviato alla Direzione dell’Archivio molto prima dell’allestimento della mostra, compariva chiaramente l’elenco degli Autori e le rispettive opere.
In ultimo: poiché siamo ospiti paganti degli spazi espositivi, come ci è stato più volte ribadito dalla Segreteria della Direzione, l’Archivio di Stato di Torino non è direttamente coinvolto nell’evento espositivo.

Meno male!

Tutt’ora non capisco il motivo per cui eliminare opere di così grande rilievo da una mostra del genere. Qualcuno mi dia lumi.

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Scritto da: Livia il 6 Maggio 2009
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