Gli Italiani con più di 14 anni che nel 2009 hanno comprato un libro sono soltanto il 45% di quest’ampia parte della popolazione, quelli che ne hanno letto uno costituiscono il 56%, quelli che affermano che potrebbero fare tranquillamente a meno di leggere libri sono il 34%. Non va meglio per i quotidiani, comprati da poco meno di una persona su dieci e per l’informazione giornalistica online, i cui siti sono frequentati da un italiano su quindici, qualsiasi tipo di diffusione considerata.
In compenso siamo un paese che abbonda di fiere del libro, letture in pubblico e distribuzione di quotidiani nelle scuole, negli alberghi e nei condomini, tutte operazioni promozionali dal bassissimo ritorno in lettori.
Ci sono però ancora irriducibili lettura-dipendenti, che riescono a trovare le più impensabili occasioni e i modi più insoliti per abbandonarsi al vizio di leggere, veri e propri superstiti di un paese che avverte l’obbligo di fare a meno di libri e giornali e guardare solo la televisione, pressappoco come accadeva nel libro e nel film predittivo «Fahrenheit 451». Nell’opera di Ray Bradbury o di François Truffaut, Vittorio Sermonti potrebbe essere il ribelle Granger, che incitava il gruppo dei fuorilegge, scampati nella foresta vicino a Londra, a disobbedire al divieto di conservare e diffondere l’abitudine della lettura.











