Tutti gli articoli su spy story

Sento i pollici che prudono, Christie

Scritto da: il 22.09.10 — 2 Commenti
Parlando di Agatha Christie si finisce sempre, io per prima, per citare solo le sue creazioni più celebri: Hercule Poirot, il geniale investigatore dalla testa a uovo e Miss Marple, l'anziana zitella che risolve macabri quiz grazie alla sua profonda conoscenza della natura umana (e alla sua totale sfiducia nella bontà di fondo della stessa, verrebbe da dire). Ora mi rendo conto di non averveli mai nominati prima, ma nel mazzo dei miei romanzi preferiti della celebre autrice ci sono le avventure dei simpatici Tommy e Tuppence, inedita coppia che compare già in Avversario segreto, il secondo romanzo pubblicato dalla nostra. La giovane autrice al tempo fece sicuramente storcere il naso al suo editore, visto che dopo Poirot e il suo omicidio a Styles Court gli presentò qualcosa in cui non c'era traccia dell'investigatore e che non era neanche un giallo. Nella produzione della Christie quasi tutte le storie (troppo poche, lo dico con vero rammarico) dedicate ai coniugi Beresford sono delle spy-stories, che sconfinano nel romanzo d'avventura. Avete presente 007? Ecco, non cito a caso il famoso James Bond visto che Ian Fleming si ispirò proprio a quanto scritto dalla sua connazionale per le avventure del suo affascinante agente segreto. Ora, dopo quanto da me detto, forse alcuni di voi saranno andati a spiarsi la trama di questo Sento i pollici che prudono su internet e saranno rimasti un po' spiazzati: Tommy e Tuppence, invecchiati ma ancora in gamba (sono passati quarant'anni e passa da “Avversario segreto”) si trovano a indagare sulla misteriosa sparizione di un'anziana signora da una casa di riposo. Forse nell'istituto sono avvenute alcune morti misteriose, magari il tutto è legato al macabro racconto che l'ospite scomparsa ha fatto a Tuppence sulla morte di una bambina... Interessante. Forse, se vi piace il genere, o forse no. Ma dov'è la trama alla ...

La tomba di ghiaccio, Berry – The Lo Re Report

Scritto da: il 19.04.10 — Comments Off
Col permesso dell'autore riporto dal blog The Lo Re Report delle considerazioni sui romanzi venuti dal freddo, scritte da Carlo Lo Re: Ghiaccio sulle dita, ghiaccio nella mente, ghiaccio nel suo sguardo assente (Robert Service, La ballata del blasfemo Bill) Non è un capolavoro La tomba di ghiaccio dell’americano Steve Berry, ma ha dei punti di forza. L’ambientazione (parzialmente) antartica, molti colpi di scena, una scrittura non piatta. La trama è semplice: nei primi anni ‘70 un sottomarino statunitense in avaria non viene soccorso e l’equipaggio viene lasciato morire. Decenni dopo il figlio del comandante, un ex agente dei servizi americani ormai congedatosi, decide di indagare i perché di tale cinica scelta da parte della US Navy e si ritrova in un vortice di intrighi ad altissimo livello. Sullo sfondo, la ricerca di una civiltà ancestrale sconosciuta. Berry non è nel gotha degli scrittori di action thriller e spy story. Non è Dan Brown, non è Ken Follett, non è Stephen King. Ma ha un suo zoccolo duro di lettori che apprezzeranno anche in questa prova la sua capacità di aprire finestre continue e tenere in piedi fino alla fine 3-4 sottoinsiemi narrativi tutti di un certo interesse. A tratti risulta un libro un po’ noioso e da metà in poi si inizia a sospettare che 550 pagine siano troppe (anche se ormai sembra quasi una misura standard per questo genere di romanzo), ma in conclusione tutti i fili si ricongiungono e non ci si pente di averlo iniziato. Steve Berry, La tomba di ghiaccio (The Charlemagne Pursuit, Random House, New York, 2008), Editrice Nord, Milano, 2009, pp. 551, euro 19.60.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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