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L'indirizzo a cui scrivere è bondi_s@posta.senato.it
Io ho scritto quanto segue, voi potete sbizzarrirvi, o riportare pari pari la mia mail, se preferite.
Oggetto: Per il poeta Bondi
Gentile poeta Sandro,
visto che stai tassando (posso darti del tu, vero?) tutti i dispositivi dotati di memoria, ti consiglio di tassarmi il cervello, perchè spesso mi trovo a canticchiare canzoni mentre passeggio, mentre piscio, mentre mi faccio la doccia, e altrettanto spesso mi trovo a ricordare scene di qualche film o telefilm, spesso recitando i dialoghi a memoria.
La Siae merita anche questi ulteriori spiccioli, visto che evidentemente la vita da parassita che svolge da sempre non è sufficiente.
Nell'augurarti una vita molto difficile e orribile, ti lascio con un haiku.
Un poeta pelato
Feci
Mangiare
Addio.
ps: se riesci, gira questa mail alla siae o fammi un retweet, ok? Salutami lo sfregiato.
Via Velimir, via Dietnam
Punto informatico aggiunge un nuovo tassello a quel puzzle chiamato SIAE. Riporto alcuni passaggi:
la SIAE ha reso nota l'intervenuta pubblicazione sulla gazzetta ufficiale n. 80 del 6 aprile 2009 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2009, n. 31 con il quale sarebbe stato reintrodotto in Italia l'obbligo di apposizione del contrassegno SIAE: obbligo che, come ricorderanno i lettori di Punto Informatico, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con una Sentenza dell'8 novembre 2007 aveva stabilito essere inopponibile ai privati. [...]
Al riguardo sembra anche il caso di ricordare che nei mesi scorsi si è aperto un ampio dibattito sull'opportunità di continuare ad utilizzare nel nostro Paese - solo in Europa assieme a Portogallo e Romania - una misura antipirateria anacronistica e ritenuta inutile ed anzi dannosa dalla stessa Federazione dell'Industria Musicale Italiana, e che è stato addirittura depositato in Senato un disegno di legge volto alla definitiva eliminazione dell'obbligo di apposizione del contrassegno. [...]
Il contrassegno SIAE costituisce una prestazione patrimoniale imposta ed appartiene, dunque, all'universo delle imposte: fuor di giuridichese, quindi, attraverso la disposizione in commento, si sta dicendo che un regolamento di attuazione del 2009 può imporre retroattivamente, sin dal 2001, l'obbligo di pagamento di un balzello in barba ad una decisione della Corte di Giustizia con la quale si è ritenuto detto obbligo inopponibile ai cittadini europei. [...]
Si tratta di un'elegante traduzione del brocardo "Chi ha dato, ha dato e chi ha avuto, ha avuto". L'obiettivo è evidente: consentire a SIAE di sostenere che essa non è tenuta a restituire ai privati quanto incassato in virtù di una previsione di legge, dichiarata loro inopponibile dai più alti Giudici Europei. Brutta norma anche questa che fa assai poco onore a chi l'ha suggerita ed al Governo che, per ovvie ragioni di comodo e non certo a ...
Leggo oggi di un ennesimo caso SIAE, che mi turba sempre più:
Compensi SIAE per letture in biblioteca
Lettera a «La Repubblica», 19 marzo 2009
Il signor Marzio Bossi di Bologna, in una lettera pubblicata da Repubblica lo scorso 18 febbraio, si stupisce che in Italia le letture pubbliche effettuate in biblioteca per finalità di promozione culturale siano soggette al pagamento del diritto d'autore. L'art. 15 della L. 633/1941 (sulla protezione del diritto d'autore) sancisce che il diritto di recitare, eseguire o rappresentare in pubblico un'opera dell'ingegno di qualsiasi natura rientri fra i "diritti esclusivi" dell'autore o dei soggetti che ne hanno acquisito i diritti di sfruttamento economico. In parole povere, qualsiasi forma di esecuzione in pubblico deve essere autorizzata dagli aventi diritto, per il tramite della SIAE.
Si tratta in tutta evidenza di una stortura contro la quale dovrebbero mobilitarsi anche le associazioni dei consumatori, degli enti locali e dei cittadini. Esattamente come nel caso del diritto di prestito, introdotto nel 2007 nel nostro ordinamento in forza di una direttiva europea che impone alle biblioteche di pagare un compenso ad autori e editori per i prestiti effettuati. In Italia sono stati stanziati 3 milioni di euro all'anno, ma in futuro potrebbero essere di più.
A questo stato di cose l'Associazione Italiana Biblioteche si oppone con fermezza: vengono penalizzate, anziché incoraggiate, le iniziative delle biblioteche per diffondere la conoscenza dei libri e promuovere la lettura. In un paese di non lettori, esse andrebbero a vantaggio anche di autori ed editori, ma soprattutto dei cittadini, che dovrebbero essere i beneficiari ultimi di tali attività.
Se un autore – desideroso di incoraggiare queste forme di pubblicità gratuita alla ...
Molti in Italia hanno la passione per la scrittura e molti per l'editoria. A chi volesse approcciarsi ad uno dei due mestieri vengono spesso dati consigli balzani, mentre la miglior cosa da fare, per orientarsi, è studiare i testi fondamentali. Per l'editoria questo si concretizza nel Codice dell'Editore di Achille Ormezzano.
Ormai è un'edizione vecchiotta, che andrebbe riveduta, ampliata e corretta per includere tutte le attuali istanze ed esigenze dell'editoria e gli aggiornamenti delle leggi in materia, molto cambiate negli ultimi anni, ma è il mattone, in senso lato e materiale, su cui poggiare per capire il mestiere dell'editore.
Vero è che l'esperienza si acquisisce sul campo, quotidianamente, e che uno stage in casa editrice è sicuramente più valido e più utile di mille pagine a parlarne, ma svolgerlo con un buon bagaglio culturale specifico aiuta a integrarsi nelle dinamiche di redazione molto più in fretta, traendo così il massimo profitto dal periodo di tirocinio.
Il saggio (ma anche contemporaneamente manuale) è organizzato in corposi capitoli che trattano gli aspetti normativi e tecnici di una impresa editoriale. Chiaramente manca tutta la parte del Creative Commons e del Copyleft, inoltre è stata modificata una parte delle leggi sul deposito legale e sui registri di pubblicità, ma la trattazione è esaustiva e dettagliata, e basta solo, come detto, integrarla con le disposizioni più nuove. Infine tutta la parte economica è da aggiornare poiché ancora in lire, come da aggiornare è il tariffario ISBN; le formule di calcolo dei codici ISBN ed EAN però restano invariate, così come le percentuali e i modelli contrattuali.
I tre tipi di editoria (giornalistica, scolastico/scientifica e varia) sono esplorati nelle loro peculiarità e nei loro specifici adempimenti di settore, affrontati in capitoli lunghi e distinti. Sono espresse in modo molto chiaro anche le distinzioni tra piccoli, medi e grandi editori in ...
Questa domenica mi limiterò a trascrivere una faccenda quasi grottesca che sta accadendo alla Compagnia Fantasma. La vicenda va avanti dal 4 di settembre, e riporto le parole di Jadel di Kai Zen:
La SIAE ci chiede il pizzo. Il comune di Negrar (VR) deve sborsare ben 300 euro per aver portato in scena (gratuitamente) lo spettacolo della Compagnia Fantasma “I Sentieri di Seth” tratto dal nostro libro “La Strategia dell’Ariete“.
Due funzionari SIAE, abbigliati come agenti immobiliari della periferia povera di Lugano, hanno assistito alla piéce per poi palesarsi con tanto di distintivo per “difendere” gli interessi degli autori, cioé noi. Noi eravamo presenti. Abbiamo sottolineato che la licenza creative commons di cui ci avvaliamo consente a chiunque di riprodurre, modificare ecc. ecc. (senza scopo di lucro) la nostra opera.*
Ora, a qualche mese di distanza, la SIAE multa il comune perché dice che La Strategia dell’Ariete non è in creative commons e che noi andiamo protetti. Insomma pretendono il pizzo sulle nostre produzioni, che da sempre sono libere di circolare.
Bene. Sappiano i signori della SIAE che a metodo mafioso rispondiamo con metodo mafioso. D’ora in poi fate attenzione a presentarvi alle nostre “esibizioni”. Siamo in quattro, incazzosi e feroci, e si sa le gambe si spezzano facilmente.
* Nel colpophon dei nostri libri si trova questa dicitura che ci sembra abbastanza chiara in proposito - evidentemente la SIAE assume funzionari analfabeti - :
Quest’opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons: si consente la riproduzione parziale o totale dell’opera e la sua diffusione per via telematica, pubblicazione su diversi formati, esecuzione o modifica, purché non a scopi commerciali o di lucro e a condizione che vengano indicati gli autori e che questa dicitura sia riprodotta.
Ogni licenza relativa a un’opera derivata deve essere identica alla licenza relativa all’opera originaria.
Gli autori difendono la gratuitá del ...
Tra le domande frequenti degli scrittori, quelle sul diritto d'autore secondo me meritano un adeguato approfondimento. Per questo sono andata a scomodare Daniele Minotti, famoso blogger nonché giurista (anche in ordine inverso).
C'è una effettiva necessità per un autore di registrare la propria opera all'OLAF o esistono altri modi per tutelare il proprio diritto d'autore, che abbiano una validità legale?
La sezione OLAF della SIAE amministra i diritti relativi alle opere letterarie (incluse le loro traduzioni) ed alle opere delle arti visive e cura un servizio di deposito. Quest'ultimo, però, è una mera facoltà perché l'opera è comunque tutelata dal momento della sua creazione. Il deposito consente una maggiore tutela, ma SIAE non e' l'unico soggetto che svolge questo genere di attività.
Dunque, il deposito e' consigliabile (serve a garantire soprattutto la paternità specie per le opere inedite) e non obbligatorio, ma e' effettuato anche presso soggetti diversi.
Bollino sì o bollino no? Ovvero, esiste l'obbligo di contrassegno SIAE in Italia per quel che concerne i libri?
Sì, dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE del novembre scorso, possiamo dire con certezza che soltanto per i libri l'obbligo è vigente (non così per altri supporti come CD, DVD, ecc., anche se abbinati a libri o riviste).
Ma si tratta di un obbligo molto "relativo", se così si può dire. L'obbligo è previsto dall'art. 123 l.d.a. e dall'art. 12 del regolamento di esecuzione. Serve, in buona sostanza, per garantire l'autore circa il numero di copie stampate (i bollini sono numerati). Ma può non essere apposto se non c'è il contratto di edizione e se il numero delle copie è ininfluente rispetto ai diritti patrimoniali dell'autore (es.: compenso a forfait). La bollinatura può essere sostituita dalla firma, sempre su ogni esemplare, dell'autore.
Se è obbligatorio, perché gran parte dei libri che possiedo (di piccoli e grandi editori) non ...