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Ransie la strega, Koi Ikeno

Ransie la stregaUscito in Italia per la Starcomics, Ransie la strega (Batticuore Notturno) della scrittrice Koi Ikeno è il tipico manga Shoujo, rivolto cioè a un pubblico femminile di solito adolescenziale. Ormai questa storia, composta da trenta numeri, risale a oltre vent’anni fa, anche se nel 2000 è uscito un volumetto a parte, dal titolo Nei paraggi di una stella che, narrando le vicende dei figli di alcuni dei protagonisti principali, è stato inteso dall’autrice come la vera conclusione.

Chi è stata bambina negli anni novanta ricorda forse l’anime tratto dal fumetto, una storia romantica dallo sfondo fantastico e dai tanti risvolti umoristici.

Ranze Eto (diventata Ransie nel doppiaggio italiano del cartone animato e sulle copertine dei fumetti) è una bella ragazzina di quindici anni: figlia di un vampiro e di una lupa mannara, appartiene al mondo magico anche se i suoi genitori hanno deciso di vivere sulla Terra. Anche Ranze ha dei poteri: mordendo qualcuno con i suoi canini appuntiti ne può assumere le sembianze finché, starnutendo, non rompe l’incantesimo.

Contravvenendo a tutte le regole del suo mondo, che proibiscono l’unione tra esseri magici e umani, Ranze si innamora di un compagno di classe, Shun Makabe, un giovane un po’ scontroso che sogna un futuro come boxeur.

Il suo amore per il bel ragazzo la caccerà nei guai, ma non tanto quanto la missione che il Re del loro mondo affida ai genitori della ragazza: scovare e uccidere il suo figlio segreto, il principe che vive sulla terra sotto spoglie umane…

Molto più complesso dell’anime (che di fatto si ferma ai primi volumetti della saga) il manga racconta molteplici vicende fantastiche che si intersecano tra di loro, dove il protagonista indiscusso rimane però – perché di shoujo si tratta – il legame tra Shun e Ranze, non così scontato come può sembrare perché passerà attraverso la maturità fisica ed emotiva di entrambi i protagonisti oltre che tra mille ostacoli, magici e non, che si frapporranno tra di loro. Il tutto condito da una sana dose di umorismo, con momenti divertenti che spezzano i momenti di maggiore tensione o romanticismo e rendono la lettura frizzante e mai smielata.

La vicenda di Shun e Ranze si chiude nella prima metà della saga: dal volume 17 in poi l’attenzione della manga-ka si sposta su Rinze, il fratellino di Ranze diventato ormai adolescente e a sua volta, come già la sorella prima di lui, costretto a fare i conti con il profondo legame che lo unisce al mondo umano.

Devo dire che ho ripreso in mano con molto piacere questo manga dopo anni e anzi, non mi ricordavo un’opera di livello così alto e dalla storia così intricata e così piena di personaggi (all’epoca mi fu prestato ma sospetto di non aver avuto in mano che una parte dell’intera saga). Visto che il primo volume è datato 1982 e il trentuno è uscito nel 2000, si nota una diversità del tratto tra i primi disegni e gli ultimi, anche se la cosa alla fine fine è piacevole: è come se anch’esso fosse maturato insieme ai protagonisti.

Anche il volumetto conclusivo è stato sicuramente un regalo gradito di Koi Ikeno ai suoi fan, forse ai suoi tempi chissà, anche inaspettato perché uscito quasi cinque anni dopo il numero trenta: l’ideatrice lo chiude con una bel disegno commovente che illustra sé stessa che saluta tutti coloro i quali hanno seguito la sua storia per quasi vent’anni.

Lo consiglio alle adoratrici del mondo giapponese shoujo, qualsiasi età voi abbiate: del resto, sarà anche per ragazzine ma io di anni ne ho trentaquattro!

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Scritto da: Only il 10 Marzo 2010
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MARS, Souryu

Mars – SouryuTra il 1999 e il 2003, al ritmo massacrante di un’uscita ogni tre mesi, la Star Comics ha mandato nelle edicole e nelle fumetterie un manga di livello ottimo, che ha senz’altro contribuito a diffondere il fenomeno degli shoujo (manga per ragazze) nel nostro paese: MARS, di Fuyumi Souryu.

La storia a grandi linee potrebbe apparire trita e ritrita: la sedicenne Kira Aso è una delle ragazze più timide ed impacciate del liceo, ma è molto buona ed ha un grande talento nel disegnare. Questa sua dote attira l’attenzione di Rei Kashino, il più bello della scuola, che è considerato un delinquente dalla maggior parte degli insegnanti, anche per la sua folle passione per le moto da corsa.

Rei e Kira si innamorano e fin qui non ci sarebbe nulla di nuovo sotto il Sol Levante. Ciò che rende MARS un manga a mio parere unico è l’introspezione psicologica dei personaggi e soprattutto la lenta scoperta, da parte dei lettori, dei traumi che hanno segnato le vite di questi due giovani e li hanno condotti l’uno sulla strada dell’altra. Kira è talmente imbranata che la gente si sente quasi “spinta” a farle del male e questo stimola lo spirito di protezione di Rei, anche perché c’è un personaggio-ombra che risulta essere uno dei veri protagonisti: è il gemello del giovane, Sei, che si era suicidato pochi anni prima, dopo che entrambi avevano perso la madre.

La sensibilità della ragazzina e quella del fratello sono così simili che Rei pensa di potersi riscattare attraverso di lei e la strada per capire che non può essere così sarà lunga e dolorosa. I personaggi di contorno sono per contrasto ridotti ad ombre che vanno e vengono nelle vite dei protagonisti, ma ciò sembra fatto apposta per sottolineare come solo loro due riescano a conoscersi e comprendersi a pieno: non si tratta quindi di un difetto, ma di un ulteriore espediente per valorizzare la storia d’amore.

Gli argomenti trattati in quest’opera non sono affatto da “fumetto”: il suicidio, la malattia, le violenze sia fisiche che psicologiche, il trauma dell’abbandono, ma anche la gioia nel trovarsi e ritrovarsi, la cautela con cui si prova a guarire dalle forti delusioni e, soprattutto, la forza dell’amore che – se non cancella le difficoltà – riesce almeno ad alleviare la sofferenza e a donare speranza. Tutto questo è contenuto nei 15 volumetti della serie, disegnati con tratto pulito ed accurato dalla Souryu, che grazie ad essi è riuscita ad affermarsi come autrice.

Il linguaggio è semplice e diretto, sicuramente adeguato alla storia: spesso nelle riflessioni dei protagonisti ci sono pillole degne di far riflettere sulla realtà dei rapporti con il prossimo, il che, per un manga, è un pregio degno di nota.

In conclusione, devo ammettere che MARS è uno dei fumetti più densi di sentimento che mi sia mai capitato di leggere. Avevo intenzione di spiegarvi il titolo, ma ho cambiato idea: penso sia meglio che scopriate da soli il piccolo mistero che esso cela, soprattutto perché si tratta di una delle scene più intense ed emozionanti di un’opera che – come avrete capito – vi consiglio di non perdere.

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Scritto da: Elfo il 7 Maggio 2009
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