Tutti gli articoli su scuola

Universitari semianalfabeti

Finché lo dicevo io, in privato, chiacchierando con la vecchia zia insegnante (italiano, latino e greco), beh, potevo pensare fossero vaneggiamenti ed esagerazioni al limite delle tendenze GrammarNazi che circolano sul web. Ma riporto questo passo di un articolo uscito oggi su Repubblica, in cui si evidenzia quanta ignoranza ci sia tra gli studenti di ogni ordine e grado:

Io cossi tu cuocesti egli cosse: cos’è ’sta roba? Piccolo esame di verbi: “Se io sarebbe più abile, tu mi affiderai una squadra”. Ma anche: “Se tu saresti più alto, potessi giocare a pallacanestro”. Nel cimitero dove giacciono, insepolte, sintassi e ortografia, accenti e apostrofi si confondono in un’unica insalata nizzarda di parole: “Non so qual’è la prima qualità di un’uomo”. E tutto questo accade, si legge, si scrive all’Università.
Test d’ingresso per le facoltà a numero chiuso, anno di disgrazia 2009: alcuni degli aspiranti dottori del terzo millennio hanno risposto così. “I giovani che arrivano dalle scuole superiori sono semi-analfabeti”, ha dichiarato il magnifico rettore dell’ateneo bolognese, Ivano Dionigi.

[...] Come nasce lo “studente analfabeta”? Quando comincia a diventarlo? “I guasti iniziano nella scuola dell’obbligo”, risponde Tullio De Mauro, il padre degli studi linguistici italiani. “Il buonismo degli insegnanti ha fatto grossi danni, ormai si tende a promuovere un po’ tutti e non si sbarra il passo a chi non è all’altezza. Ma il disprezzo per la lingua italiana risiede anche in certi romanzi di nuovi autori, pieni di parolacce e di inutili scorciatoie, e nel linguaggio sempre più sciatto dei giornali dov’è quasi scomparsa la ricchezza della punteggiatura”.

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Scritto da: Livia il 8 Dicembre 2009
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Niente libri gratis alle scuole elementari

Riporto da Rete Scuole:

Il Governo ha soppresso con la Finanziaria lo stanziamento di 103 milioni di euro per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell’obbligo, «l’ultimo scippo del Governo alle famiglie, alla scuola e agli enti locali». Lo rende noto Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, chiedendo l’immediato intervento del ministro Gelmini.

«Il ministro Gelmini intervenga immediatamente per porre rimedio a questo ennesimo scippo. La gratuità dei libri nella scuola elementare – ricorda la parlamentare – è prevista per legge dal 1964. Dal 1998 e con le successive leggi finanziarie, fino a quella del 2007 del governo Prodi, la gratuità è stata estesa alle scuole secondarie in forme legate al reddito. Di segno opposto la politica del governo Berlusconi che ha completamente cancellato queste risorse”.»

Leggendo queste notizie continuo a chiedermi: che futuro ha uno stato in cui non sia prioritaria la formazione?

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Scritto da: Livia il 28 Novembre 2009
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Croce e delizia, dal blog Leonardo

Cristo crucificado Croce e delizia, dal blog Leonardo

Oggi l’ho rivisto in corridoio, però a grandezza naturale. Sanguinava copioso. Subito ho pensato a una rissa in IIC, poi mi sono accorto della corona di spine e della croce che portava in spalla, quindi, insomma, era Lui.
“Domine, quo vadis?”
“E non parlare latino, che tu sappia io ho mai saputo il latino?”
“Beh, no”.
“Mi dà anche un po’ ai nervi”.
“In effetti è comprensibile. Ma insomma, Signore, dove vai?”
“Dove vado, dove vuoi che vada. A farmi crocifiggere un’altra volta, vado”.
“Ma no, dai, Maestro…”
“…visto che la prima non è bastata”.
“Non te la prendere, ti prego. A scuola succede, le cose cadono, si rompono… ho dovuto metterti nel cassetto, ma ti giuro che…”
“Ma non ce l’ho con te, cosa c’entri te. Sei anche tu un povero cristo”.
“Grazie, Maestro”.
“Ce l’ho con i farisei, per prima cosa”.
“Aaah, i farisei”.
“Hai capito, no?”
“Beh, magari un aiutino…”
“Quelli che mi hanno preso per un simbolo della cultura, della tradizione. Una bandierina, praticamente. Aho’, ma stiamo a scherzare?”
“Però anche la tradizione ha la sua importanza…”
“Cioè secondo voi io mi sono fatto inchiodare mani e piedi per rappresentare una tradizione? Cioè, siamo a questo? Babbo Natale, la Befana e Cristo in Croce? Magari vi aspettate che vi porti anche i regali?”
“Ma no, non dico questo, però…”
“Però niente. Li vedi questi chiodi qua? Li vedi?”
“Ehm, sì”.
“Sono autentici, va bene? Non sono un simbolo, sono una rappresentazione realistica. Duemila anni fa i ribelli li uccidevano così. Li esponevano su un trespolo finché non morivano soffocati. Perché fossero da esempio. Tutto molto razionale, ma anche molto teatrale, ma anche violentissimo, Dio Me! Io rappresento questo, va bene? Rappresento un supplizio capitale! Rappresento la crudeltà dell’uomo e la ribellione dell’uomo! Rappresento la Morte! Rappresento il…”

Leonardo, Croce e delizia
via hardcorejudascatepol; hneeta

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Scritto da: Livia il 5 Novembre 2009
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Signori bambini, Pennac

Signori bambini - Daniel PennacUn’amica mi ha detto “Fatto 30, fai 31!”. Io vorrei adottare questo metodo per gli esami all’università, per ora mi devo però accontentare di farlo con Pennac. Mi ha prestato Signori bambini, che è un libricino che si mangia in un boccone.

Il titolo parla di protagonisti in carne e ossa anche se, come sempre, a farla da padrone nelle storie di Pennac è qualcosa di impalpabile: come l’immaginazione. Ma non si può raccontare l’immaginazione, bisogna sfruttarla. Quindi eccovi la storia.

Tanto per cominciare, non mi è difficile raccontervela, perché nel testo viene raccontata già da qualcuno che osserva. Osserva succedere strane cose ai corpi – e alle menti – di tre ragazzini tanto diversi tra loro, ma amici e compagni di scherzi.

Igor Laforgue, Nourdine Kader e Joseph Pritsky non vengono colti con le mani sporche di marmellata, ma peggio ancora con un foglietto in cui dicono male (e augurano il peggio) al temibile professor Crastaing. E va bene che la punizione per contrappasso è un po’ inflazionata, soprattutto da quando è uscito il libruncolo di un certo Dante, ma piace proprio perché ce la si aspetta.

E così il professore, infuriato, dà loro un tema da svolgere per il giorno seguente: “Una mattina ti svegli e ti accorgi che, durante la notte, sei stato trasformato in adulto. In preda al panico, ti precipiti in camera dei tuoi genitori. Loro sono stati trasformati in bambini.
Racconta il seguito”

Il loro tema diventa realtà e questo momento di trasformazione sfiora il comico, con loro inadeguati per quei corpi così enormi. E i loro genitori? Lattanti, o poco più, piangenti. Soluzione? Nessuna. O forse una. Crastaig. Bambino, anche lui. Maledizione.

Pennac mette a nudo uno spaccato della società francese relativamente attuale (il libro è uscito nel non-poi-così-lontano 1997). Nella cittadina di Belleville, i tre bambini nel corpo di adulti scoprono molte, moltissime cose di un mondo che non è ancora loro e acquisiscono un nuovo metro di giudizio con cui valutare la rabbia del loro professore, le loro famiglie.

A raccontare e osservare questi fatti surreali e un uomo cinico da morto quanto in vita, il papà di Igor. Ma cos’è più irreale, un bambino che si trasformi in adulto o un uomo che lascia la sua famiglia per colpa di una trasfusione infetta?

E Pierre, seduto sul suo sepolcro, con la sua morte s’è portato via una larga fetta di gioia della famiglia che aveva; chissà che non abbia trovato il modo di rimediare alla sua assenza?

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Scritto da: marzia il 15 Settembre 2009
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Gli anni fulgenti di Miss Brodie, Spark

Gli anni fulgenti di Miss Brodie – Muriel SparkPoi venne il giorno che andò a trovarla un giovanotto, pieno di domande sul suo bizzarro libro di psicologia, La trasfigurazione del banale.[...]
“Qual è stato per lei l’influsso più significativo degli anni della scuola, suor Helena? Un libro, un’idea politica, una persona? O è stato il Calvinismo?”.
“Ci fu una certa Jean Brodie, negli anni del suo fulgore.”

Così si conclude, chiudendo il cerchio di una storia pressoché perfetta, Gli anni fulgenti di Miss Brodie, il capolavoro di Muriel Spark, scrittrice scozzese scomparsa alcuni anni fa nella nostra Toscana, dove ormai viveva da tempo.

Ma cos’ha di tanto speciale questo romanzo di piccolo respiro, che si legge in un pomeriggio? Cosa lo rende il libro più popolare di un’autrice che ha prodotto altro e tutto di qualità?

Probabilmente la fama della storia sta proprio in quella miss che dà il titolo al lavoro, colei che è stato il Personaggio per eccellenza della produzione di Muriel Spark. Indimenticabile, anche molto tempo dopo aver riposto il libro.

Jean Brodie è un’insegnante – sopra le righe, lo si avverte fin dalle sue prime battute – che in una Edimburgo degli anni trenta decide di dedicare gli anni del suo “fulgore”( per utilizzare l’azzeccata traduzione che Adriana Bottini per Adelphi fa del termine inglese “Prime”) a un gruppo di sue allieve, da lei personalmente scelte per farne la crème de la crème della società, secondo il personalissimo significato che lei dà a questa parola. I metodi di insegnamento della donna sono infatti poco ortodossi: puntando sulla sua carismatica personalità, cercherà di guidare le sue elette verso l’apprendimento della vita più che della cultura, mettendole a parte della sua particolare visione del mondo.

Quasi per un paradosso miss Brodie fa tutto questo alla Marcia Blaine School, una delle scuole più reazionarie della Scozia, dove il suo metodo sarà inevitabilmente inviso al resto del corpo insegnante e alla direttrice, che per anni cercherà di convincere le sue allieve a tradirne la fiducia per poterla licenziare.

“Le ragazze di miss Brodie”, come vengono chiamate: sono loro il centro del romanzo, loro che con continui salti temporali raccontano la loro insegnante vista con occhi immaturi e adulti, così che al lettore ne viene trasmessa un’immagine mutevole, perché continuamente adeguata al punto di vista di chi racconta.

Così, la giovane donna vista dalle allieve ancora ragazzine, che assistevano alle sue atipiche lezioni pendendo dalle sue labbra, è la rappresentazione un po’ mitizzata di un temperamento singolare che trasmette alle piccole la propria convinzione di specialità, creando un gruppo che si sente parte di uno scopo e che quindi sopravviverà alla fine della scuola.

Jean Brodie cura la sua nidiata non per far emergere le singole personalità ma per ricreare in ognuna di esse una parte di sé stessa: sceglie di vivere molte delle sue passioni (intellettuali ma anche erotiche) attraverso le sue elette, sui cui punta tutta la sua ambizione e il suo appagamento.

Ma non tutto questo resiste nelle ragazze che diventano donne, che intuiscono alla fine qual’è la sua debolezza: togliendo miss Brodie da ogni piedistallo finiranno per allontanarsene sfaldando il gruppo di cui la donna era il collante. E alla fine, inevitabilmente qualcuna la tradirà con la direttrice, senza sapersene spiegare bene il motivo.

Scritto nel 1961, è ormai un classico e come tale è stato soggetto a riduzioni cinematografiche, televisive e pieces teatrali. Se seguirete il mio consiglio e lo leggerete, vi invito anche a cercare di recuperare, cosa non facile, il film del 1969, “la strana voglia di Jean”, con la bravissima attrice inglese Maggie Smith (recentemente apparsa sugli schermi di tutto il mondo nel ruolo di Minerva McGonagall nei film di Harry Potter) che per l’interpretazione di una splendida miss Brodie si prese un meritatissimo Oscar.

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Scritto da: Only il 1 Luglio 2009
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Speciale salone del libro di Torino – 1

Bilancio del primo giorno, giovedì 14 maggio, abbastanza positivo; è stata di certo la giornata di Nicolai Lilin, onnipresente e seguitissimo. Non ho ancora letto il suo libro, ma è stato in grado di incuriosirmi tanto da volerlo fare: sembra infatti una persona simpatica e umile, nonostante per ora sia al centro di molte attenzioni.

Tra gli appuntamenti segnati in agenda però alcuni sono stati inavvicinabili, come ad esempio l’interessantissima conversazione di Eco sul futuro dell’editoria cartacea. Sicuramente acquisterò il libro che ne parla, ma non qui in fiera: non è prevista alcuna forma di sconto per chi viene qui a Torino, specialmente da parte delle grandi case editrici. I piccoli, invece, fanno volentieri uno sconto per invogliare all’acquisto.

Stupisce la presenza di moltissimi non-editori; dalle agenzie che si occupano di”lettura veloce” fino ad associazioni che non hanno come obiettivo la pubblicazione. Rispetto alla fiera di Roma ovviamente sono presenti meno piccoli, e generalmente relegati nel padiglione laterale, ma molto ben organizzati. Il Salone del libro è anche molto più variopinto e ricco, con presentazioni, eventi e incontri continui, di cui moltissimi per ragazzi e docenti.

In ogni caso una bellissima esposizione, con gli stand dei grandi editori tanto ben allestiti da sembrare piccole librerie all’interno della fiera. Ho avuto modo inoltre di conoscere molti degli editori che sono stati presenti su queste pagine, da Las Vegas a Gargoyle books, 18:30, Intermezzi; e insieme di incontrare nuovamente Aìsara, Lavieri, Zero|91.

Non ultimo, mi sono appropriata di tutti i segnalibri che ho trovato, e che andranno ad arricchire una collezione ormai piuttosto ampia.

Vedremo oggi e domani cosa ci riserverà anche l’interessantissimo Litcamp del Circolo dei lettori, pioggia permettendo.

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Scritto da: Livia il 15 Maggio 2009
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