Tutti gli articoli su satira

Il pazzesco mago Wiz, Parker e Hart

Scritto da: il 15.11.10 — 2 Commenti
Ogni tanto a ripescare dai vecchi bauli, dagli angoli dimenticati delle librerie, si scoprono libri attuali, che potrebbero essere stati scritti non più tardi di ieri ma invece appartengono a qualche decade fa. È la sensazione che ho avuto leggendo Il pazzesco mago Wiz, edito per Mondadori nel 1974 e da allora piuttosto – ingiustamente – obliato. Sono strisce realizzate dagli stessi Parker e Hart famosi per essere i creatori di B.C., di maggior successo, e che portano lo stesso accento satirico e successo con sé. Questa volta il soggetto è molto diverso, e molto attuale: protagonista un regno con le sue storie, i suoi personaggi tipici. I protagonisti sono tanto semplici da risultare iconici: un regnante-dittatore molto basso e molto vanesio, un mago di corte svampito, il nostro Wiz appunto, guardie dalla lingua lunga, un buffone ubriacone e un popolo povero, ironico e sempre nei guai. Attorno a questi caratteri si sviluppano una serie di vignette satiriche che potrebbero essere pensate dai vignettisti moderni. Ognuno di loro infatti è una caricatura, come si può intuire anche dal tipo di tratto utilizzato, deformante e divertente già di per sé; e i testi caustici seppur brevi fanno sorridere ancora, senza dover ricorrere ad artifici o all'uso sempre più diffuso del turpiloquio come forma di intrattenimento. Straniante anche il fatto che il regno sia attualizzato, con forti anacronie che fanno risaltare ancora di più i tratti moderni. Non so dire chi stessero parodiando allora i due autori, so però che due o tre riferimenti attualissimi mi vengono in mente, senza dovermi sforzare più di tanto. Se volete farvi una risata distesa e ritrovare un sapore antico di battute caustiche e ironia, questo è sicuramente il fumetto giusto.

La grammatica di Dio, Benni

Scritto da: il 22.04.10 — 1 Commento
Avevo paura che mi deludesse. Erano almeno un paio d’anni che rimandavo la lettura della Grammatica di Dio, perché amo Stefano Benni ma alcune delle ultime cose mi avevano lasciato un poco perplesso. Qui invece abbiamo una (bella, molto bella) raccolta di racconti a tema: “storie di solitudine e allegria” recita il sottotitolo. E se è vero che la solitudine è di fatto il fil rouge che corre lungo tutte le pagine del libro e che accomuna tutti i personaggi, è altrettanto vero che di allegria non ce n’è poi molta. La scrittura di Benni, pur sempre brillante e viva, si fa in questo libro quanto mai intrisa di malinconia e di colori plumbei. Affiora un umore cupo solo raramente squarciato dai lampi di geniale umorismo che percorrevano, tanto per dire, Il bar sotto il mare. Perché quando questi momenti di irrefrenabile comicità anche in questo volume trovano spazio sono a mio avviso sempre i momenti migliori. Certo non manca comunque la grande capacità di Benni di essere scrittore poetico, incantatore, maestro di amara ironia e di osservatore spietato della realtà e della società italiane. E soprattutto non manca la sua consueta galleria di personaggi meravigliosamente sospesi fra il fantastico e il reale: il triste signor Remo e il suo cane Boomerang, l’Orco Francis e il porno vampiro Geko Godiva, il leggendario terzino Poldo che per primo si avventurò nella metà campo avversaria, il malinconico ladro Sospiro, Frate Zitto e la giovane strega Berenice. Tutti soli, tutti per vari motivi a sperimentare la condizione umana (e non) dell’isolamento, chi per sventura, chi per vecchiaia, chi per diversità, per crudeltà, per paura. Un’umanità in bilico fra magia e crudeltà, dove trovano posto animali parlanti, spiriti del fuoco, ma anche i mostri  veri del nostro quotidiano: l’indifferenza, l’inganno, il potere, e gli uomini che se ne servono. Insomma ...

News, Amurri e Verde

Scritto da: il 16.04.10 — Comments Off
Ho già parlato di Antonio Amurri, umorista e autore televisivo che firmava fra gli anni 60 e gli anni 80 programmi radiofonici e televisivi di grande successo (quando la tv aveva ancora degli autori veri e non si affidava totalmente a format d’importazione) oltre a libri e romanzi caratterizzati da un humour garbato e quasi british. A un certo punto della sua carriera poi ebbe anche occasione di fare tv dall’altro lato della telecamera, in coppia con un altro grande autore storico della televisione italiana, Dino Verde. I due infatti erano conduttori oltre che autori di una sorta di progenitore di Striscia la notizia, l’Amurri & Verde News. Si trattava anche qui di una striscia quotidiana, un simil-notiziario satirico che benché privo dell’intento di denuncia che caratterizza il programma di Antonio Ricci, ne costituisce certamente il precedente più significativo. Questo volume (che ha avuto anche un secondo episodio) ne raccoglieva i testi, in forma di brevi notizie flash che sono poi quasi sempre freddure che prendevano di mira protagonisti più o meno in vista della politica, della cultura e dello spettacolo italiani. Alcuni di questi personaggi sono oggi dimenticati, alcuni sono defunti, altri sono ancora inquietantemente presenti. Altri ancora sono stati semplicemente sostituiti da dei loro moderni omologhi, in maniera se vogliamo ancora più inquietante. Pensiamo a questa battuta abbastanza tipica su Craxi: “Appreso che un corteo di commercianti aveva occupato per protesta il Tempio di Pausania, Bettino Craxi si è precipitato nella zona per scacciare i mercanti dal tempio.” Facile, credo, immaginare chi prenderebbe oggi il posto di Craxi. Altre, come le battute su Mike Bongiorno, sono passate proprio alla storia: “Cultura. Invitato a leggere il Nuovo Testamento, Mike Bongiorno ha dichiarato: «­Perché, sono compreso fra gli eredi?»” Certo molto spesso sono risate a denti stretti, ed è oggi un reperto geologico questo librino, però racconta un bel ...

Caro Papi Natale – Instant Ebook

Scritto da: il 03.12.09 — Comments Off
Oggi vi suggerisco di scaricare un ebook, o meglio un instant ebook nato dalla raccolta di domande del blog Rassegna stanca, raccolte in un volumetto dal titolo Caro Papi Natale (e l'adattamento a fumetti): In questo libro ci sono 101 domande. Potevano essere molte di più. È stata fatta una selezione, talvolta arbitraria, lasciando non le più originali, le più incisive, le più ficcanti, le più pungenti, ma quelle più cliccate dai lettori del blog Rassegna Stanca, le faq preferite. [...] Impreziosisce il libro un esclusivo intervento di Umberto Bossi, che ci regala cinque anni di sue esternazioni sul premier, quando Lega e Forza Italia erano su barricate diverse. Infine, in appendice, ci sono le domande scomode di quattro importanti giornalisti: Vespa, Belpietro, Feltri e Minzolini.

La prova del 9: La sognatrice di Ostenda, Schmitt

Scritto da: il 10.09.09 — 2 Commenti
C'è una sorta di prova del nove che dimostra quanto inconfutabilmente piaccia ciò che si sta leggendo: non si guarda mai a che pagina finisca l'oggetto della nostra lettura. È ciò che può capitare con uno qualsiasi dei cinque racconti che compongono La sognatrice di Ostenda di Eric-Emmanuel Schmitt. Il primo – che dà il titolo all'intera raccolta – ti prende con quell'alone di dubbio che avvolge il racconto di una vecchia dame colta, malata e scostante, dal carattere reso ruvido dagli anni e dalla solitudine; il racconto di un suo presunto e giovanile amore totale "da cui non ci si riprende mai". Un amore letteralmente favoloso, totalizzante, nella passione, nella complice, spontanea, tacita intesa, nel sesso, pianificato e studiato come gli amanti fossero due vissuti seduttori settecenteschi. Sarà vero? Credibile? O è soltanto un sogno, bello e pietoso per chi ascolta l'anziana signorina, viste anche l'esistenza che ha condotto finora e le sue attuali condizioni di salute. Per di più, a suo dire, questa storia d'amore l'ha vissuta col rampollo di una real casa in incognito, di cui non ha mai saputo il nome reale (qualsiasi senso diate a quest'ultimo aggettivo va bene). Per tutto il racconto, l'autore ci tiene emotivamente in equilibrio sull'esile spartiacque che divide sogno e (possibile, per quanto inverosimile) realtà fino allo scioglimento finale che è poesia pura. Nel secondo racconto – Delitto perfetto – si può vedere quanto, con un po' di fortuna, si possa premeditare e commettere l'assassinio del proprio marito (che si credeva di conoscere ma gli uomini, si sa, che mascalzoni!) uscirne assolti e vivere infelici e scontente perché... e lo lascio leggere a voi. Il terzo – La guarigione – è ambientato all'ospedale la Salpêtrière visto che la protagonista femminile – un brutto anatroccolo – è un'infermiera. Un'infermiera che, con l'aiuto ...

Spinoza. Un blog serissimo

Scritto da: il 22.03.09 — Comments Off
Io non leggo molto i giornali e non vedo i tg volentieri. Sarà perché ormai sono una persona demoralizzata, sarà perché la verità ha abbandonato le notizie, scegliete voi tra i miliardi di possibili motivi. Se proprio devo leggo qualche rassegna stampa, o notizie segnalate da persone che conosco. C'è un'eccezione, a cui mi sono rapidamente affezionata: il blog Spinoza. Raccoglie le sintesi delle notizie più importanti, fornendo l'interpretazione che i giornali non danno, utilizzando ogni possibile spunto satirico. È tanto più feroce in considerazione dell'assenza di critica e di giornalismo reale, e in contrapposizione al modo "soft" di dare le notizie che ormai è invalso. Si può ancora parlare di satira quando la satira semplicemente mette in luce una realtà taciuta? Io a questo non ho risposta, so che quando mi fermo a leggere Spinoza rido, sì, ma con amarezza, e soprattutto rifletto. Adesso un po' di notizie sul blog: Spinoza nasce nel 2005 da una costola di Alessandro Bonino. Dal 2008 a portare avanti la baracca è Stefano Andreoli, che fa vanto di essere direttore artistico, editor e responsabile del materiale pubblicato (ma in caso di querele e beghe legali sarà pronto a giurare di non avere nulla a che fare con questo sito). A coadiuvarlo Mauro Gasparini, Gianluca Chiappini e una legione di fedelissimi dalla tastiera affilata, il cui elenco completo non può essere contenuto nel margine troppo ristretto di questa pagina. * * * Se volete inviare le vostre battute vi invitiamo a iscrivervi al nostro Forum, punto d'incontro delle migliori menti satiriche del web. Per qualsiasi comunicazione scrivete a info@spinoza.it e qualcuno vi risponderà - o magari no, comunque state certi che leggiamo tutto. Per non farci mancare nulla abbiamo anche una pagina su Facebook, della quale siete caldamente invitati a diventare fan per bilanciare le nostre crisi di autostima. * * * Avviso ai comici che ...

Per due o più giocatori – Crazy combinations, Arkas

Scritto da: il 23.02.09 — Comments Off
Due libri in uno, oggi, Per due o più giocatori e Crazy combinations di Arkas. Operazione possibile solo perché sono complementari per natura: non potevano che essere due i volumi dedicati alla vita di coppia degli animali. Ma lungi da qualsiasi analisi zoologica, è la sessualità - e non solo - a trovare espressione in questi fumetti ironici e smaliziati. Arkas è forse la migliore scoperta di Lavieri: un talentuoso fumettista greco di cui non si hanno grandi notizie ufficiali, prolifico e sempre irriverente; finora oltre ai due "Tira fuori l'animale che è in te" (sottotitolo di entrambi) ha pubblicato per lo stesso editore anche le avventure di Kastrato insieme anche a una serie di albi intitolati Montecristo, che prima o poi vorrei leggere. Sono vignette slegate tra loro, singole o, molto di rado, brevi sequenze che illustrano la vita di coppia in modo quasi sempre ludico, e di tanto in tanto con una satira più marcata. Non mancano i riferimenti alle sperimentazioni nei laboratori di ricerca, al rapporto genitori-figli, alle favole antiche, ma anche al problema dell'AIDS, di cui si sente sempre meno parlare. Gli animali sono i più vari: avvoltoi, elefanti, i proverbiali conigli, coccodrilli, galline e rospi, ognuno a rappresentare scherzosamente un aspetto della vita relazionale, tradimento incluso. Anzi, per essere onesti, il tradimento occupa una parte preponderante delle vignette, insieme alla sperimentazione "razziale": Arkas crea delle coppie poco convenzionali, e da questa stranezza hanno origine scambi di battute fulminanti. Impagabile la sequenza delle tre scimmiette, che Arkas termina esattamente come la immaginavo, così come la scena ormai famosissima "non spaventate lo struzzo". I due volumi (questo e questo) sono brevi e come sempre molto curati;  inoltre hanno un costo molto contenuto che li rende ideali da regalare a qualche amico o amica, a patto che non siano troppo timidi. Non ...

Un mondo anche nostro – Il mondo di Mafalda, Quino

Scritto da: il 29.09.08 — Comments Off
Mafalda oggi compie 44 anni (o forse 46, vezzo femminile). E non sarebbe nulla di straordinario, se non fosse ancora una bambina; è la piccola di Joaquin Lavado, che abbiamo imparato ad amare come Quino. Quino non è un semplice vignettista. Non si lascia andare alla facile satira di costume o "ad personam". Non pone l'accento sui difetti fisici né sulla caricatura grottesca dei soggetti. Punta tutto sulla semplicità. Sceglie il candore degli occhi di una bambina, la capacità irresistibile di dire il vero anche quando è scomodo. Perché certo non è comodo fare satira, per quanto pulita e raffinata, sotto un regime dittatoriale. Ci vuole forza, coraggio, incoscienza. Ci vuole Mafalda, appunto. Mi stupisce trovare nel Mondo di Mafalda, raccolta della satira da quarant'anni fa in poi, strisce che potrebbero riferirsi alla situazione italiana attuale; i prezzi degli alimenti, la difficoltà di lavorare, per non parlare della politica e delle istituzioni. Quino dimostra di non essere mai datato, anzi di riuscire a trascendere i confini del suo paese ispirando riflessioni universali sulla modernità, attraverso la dolce e terribile Mafaldita. Non è un caso se, cercando nell'immenso archivio di Youtube si trovi un impacciato e tenero Quino al Festivaletteratura nel 2004, insieme alla esuberante Lella Costa e Julio Velasco: [youtube -m8qR9bOd7I nolink] Cortazar dice "Non è importante ciò che io penso di Mafalda. Veramente importante è ciò che Mafalda pensa di me", ed ha ragione. Lo sguardo di Mafalda è innocente ma già corrucciato, diretto e schietto sulle ipocrisie dei "grandi", sulle loro illusorie risposte che servono a tacitarsi la coscienza. L'enfant terrible sa ancora sorridere, però, e il suo sedicente pessimismo è minato dalle bellezze e piccole gioie che sa scoprirsi intorno. Mafalda ci guarda, e il suo è davvero un mondo a parte; un mondo in cui anche i bambini hanno diritto ad essere ascoltati, ...

La bibliotecaria, Ciccarone

Scritto da: il 14.07.08 — 5 Commenti
La bibliotecaria è finalmente arrivato alla mia scrivania. Accuse, chiacchiere ed altro attendono conferme, quindi intanto lo leggo come libro a sé, non in relazione a Firmino. Anche se. Anche se un dato mi impensierisce: non è una ristampa ma una riedizione, con cambiamenti apportati dall'autore e, a quanto capisco, immagini aggiunte in questo 2008 e non appartenenti alla versione originale del 2000. Mi chiedo il perché del nuovo editing, e dell'aggiunta delle illustrazioni che accentuano la somiglianza con il libro incriminato. Marta la tarma, con un gioco di anagrammi usato dall'autore, vive nella libreria privata di un napoletano, con cui ingaggia una vera e propria battaglia, in un carosello vorticoso di citazioni, alcune facili, altre meno. In effetti risulta un po' spaesante, considerata la densità dei richiami e l'oggettiva improbabilità che si conoscano tutti. Ma pian piano, dopo l'orgia iniziale, le citazioni scemano, riequilibrando il contenuto. I personaggi sono i più disparati: dalla farsesca zecca, caricatura di pulcinella, ai millepiedi progettati da minuscoli bioingegneri, dal cane odiato all'odiato e riabilitato umano Leggilibri. Anche in questo caso, come per le citazioni, ogni capitolo introduce nuovi caratteri, nuovi incontri fino ad arrivare all'incontro clou, quello dell'anima affine. L'intento è satirico, attraverso personaggi necessariamente sui generis quali gli scarafaggi inglesi (giustappunto i Beetles-Beatles), l'autore alimenta una polemica con l'uomo quale distruttore dell'ecosistema; l'immondizia, l'assurdità di certa politica, la rivoluzione, tutto è vissuto da occhi microscopici di molte specie. Lo stile passa da fiorito, arzigogolato, con un gusto della parola quasi ottocentesco, a quello della prosa moderna, diretta e qualche volta outrée. La lingua è ridondante e da uso di una moltitudine di aggettivi, spezzando il ritmo narrativo; spesso inoltre ricorre a stereotipi funzionali, e a giochi di parole (eri morta, marta, morta!) un po' autocompiaciuti. Nel complesso un editing maggiore avrebbe reso il libro più snello e sicuramente più ...

Ineffabili teste d’uovo, Ferruzzi

Scritto da: il 08.07.08 — 3 Commenti
Non vi lasciate fuorviare quando vi diranno che la Ferruzzi scrive come la Nothomb, che il suo Ineffabili teste d'uovo somiglia a Orwell. Io l'ho fatto e ho sbagliato, perché la Ferruzzi, pur trattando argomenti "affini", ha uno stile tutto suo, particolare, pulito, sorprendente. Veramente notevole. Anche perché di cloni non si sente proprio il bisogno, le scritture imitative non hanno forza, cosa che invece questo romanzo ha in abbondanza. La scrittura qui è moderna, tagliente e a volte cruda, la costruzione è un continuo contrappunto di voci interiori ed esteriori, detto e pensato, che diverte mentre fustiga, parlando dell'altrove, il nostro mondo e tempo. La storia infatti è ambientata in un mondo che si intuisce contemporaneo ma dissimile, una ucronia appena accennata che fa da contorno ad un duello tra intelligenze; un mondo comunque vagamente distopico, indesiderabile ma anche piuttosto normale. La distopia però è quasi pretestuosa: è vero che nella realtà non esiste un sistema statale di repressione della cosiddetta "intelligenza eversiva", ma è anche vero che la nostra società impone pesanti sanzioni a tutti coloro che non sono "allineati". I personaggi sono caricaturali, tirati al massimo nei loro difetti; durante la Settimana Lavorativa si intrecciano matrone, giullari, servi, arrivisti, ognuno volto a trarre il massimo vantaggio personale dalla situazione in cui si sono forzatamente trovati. Solo la protagonista, Erma, è al di sopra, ha un obiettivo, uno solo, da cui non si lascia distogliere. In virtù di questo suo fine riesce a non farsi toccare, corrompere, lusingare, si mantiene salda e distaccata, assaporando ogni giorno il suo sforzo, spesso dal sapore amaro. fino allo scioglimento, che, personalmente, mi ha colto alla sprovvista. Mi ha ricordato l'abilità della Christie nel disseminare indizi e lasciare che il lettore si inganni da sé, giunga a conclusioni legittime ma false, colpendolo poi con la verità. Avevo ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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