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Topi di biblioteca – Firmino, Savage

Scritto da: il 21.05.08 — 53 Commenti
Capita, quando si fanno recensioni per mestiere, che gli amici ti regalino libri; ma non libri qualunque: proprio quelli a cui tengono di più, con cui hanno un legame che va oltre la lettura. E che lo facciano solo per sapere che ne pensi tu. Generalmente questo è causa di grandi imbarazzi. Pur con estrema buona volontà accade che tu, proprio tu, l'essere designato a condividere le loro più profonde emozioni bibliofile, non instauri un legame ugualmente profondo con il loro prediletto. Vuoi perché ti è stato benevolmente imposto, vuoi perché hai già un milione di cose da leggere e di libri che vorresti, ecco, non si crea l'empatia necessaria. Non dico altro. Fortunatamente accade anche che un'amica ti fornisca l'occasione per smentire la regola. Perché quando mi portò Firmino, exploit dell'esordiente Sam Savage, avevo un po' di timore: un "caso letterario" abbinato ad una grande amicizia può essere una miscela pericolosa. Invece Firmino merita tutta la sua grande fama, e l'affetto della mia amica. Firmino è, quasi per antonomasia, il Lettore. Nelle sue fantasie, nelle sue elucubrazioni ho ritrovato molto di affine alle mie. Nella sua voglia di fidarsi, di aprirsi ed essere capito, nella sua voglia impossibile di comunicare mi sono immedesimata. Firmino nasce nei libri, se ne nutre, vi si smarrisce. Ogni lettura lo porta più vicino alla coscienza di sé e delle proprie imperfezioni, ma anche più felice e più avido di mondi immaginifici. Ogni lettura gli apre un sapore nuovo. Attraverso questo ratto d'eccezione (che fa il paio con il Rémi di Ratatouille) riscopro che le parole fermentano in noi, il gusto depositato dai nostri libri riaffiora e ci fa concepire come nuove frasi mille volte sentite. Da lui mi lascio guidare nella catalogazione del mondo con un paio di occhi non troppo distanti dal suolo, capaci di cogliere l'essenza, ma anche di sbagliarsi. Non sono in grado di pronosticare se Savage avrà successo come scrittore, se questo esordio sia frutto del caso o inizio di una grande carriera letteraria. Una cosa sento di poter dire: costui mi ha regalato, col suo romanzo poetico come una fiaba triste, una parte di me. Piccola come un ratto.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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