Tutti gli articoli su polar thriller

Il porto degli spiriti, Lindqvist

Scritto da: il 10.11.10 — Comments Off
Lindqvist è un autore che sta abituando il suo pubblico a un punto di vista inusuale su tematiche non solo usuali, ma quasi “usurate” dalla letteratura di genere horror: lo ha fatto con il tema dei vampiri in Lasciami entrare e con quello degli zombies nell'Estate dei morti viventi, dei quali si è già parlato qua su Liblog. Ora ci ha riprovato con il suo terzo romanzo, Il Porto degli Spiriti, dove già il titolo suggerisce quale è stata stavolta la tematica scelta da Lindqvist per la sua rivisitazione. Ho usato non a caso la definizione “rivisitare” perché è quello che questo brillante autore svedese fa con le tematiche più classiche: le prende e le fa sue, plasmandole a proprio piacimento e  trasformandole in qualcosa di nuovo. Con questo nuovo romanzo, edito sempre per la Marsilio, centra in pieno l'obiettivo per l'ennesima volta: ho divorato le cinquecento pagine del romanzo lasciandomi trascinare dal genio creativo di un autore che riesce a spiazzare il suo lettore sorprendendolo a più riprese. Anche quando come qui si racconta, tra le altre cose, di fantasmi: la sottoscritta  pensava che la letteratura ne parlasse da così tanti secoli che nessuno potesse più dirci niente di nuovo. Ebbene, sono stata totalmente smentita. Tutto ha inizio in una gelida giornata d'inverno a Domaro, piccola isola al largo delle coste svedesi. La piccola Maja è in gita al faro di Gavasten con i genitori quando improvvisamente scompare nel nulla. La neve e il ghiaccio non recano tracce delle sue impronte: è come se la bambina fosse semplicemente volata via. Anni dopo Anders, il padre, torna sull'isola che sembra aver inghiottito sua figlia in una sorta di buco nero: scopre che quello che pensava fosse solo l'inizio è stato, invece, il proseguimento di qualcosa. Qualcosa iniziato molto tempo prima la scomparsa di Maja, qualcosa ...

Il bambino della città ghiacciata, Lonnaeus

Scritto da: il 20.10.10 — 1 Commento
La geografia della Svezia sta iniziando a diventare familiare per i lettori italiani: dopo l'invasione in libreria dei loro autori città come Malmo, che prima non conoscevamo neanche per sentito dire, sono familiari ormai a molti di noi. Nel caso di questo, Il bambino della città ghiacciata, pubblicato in Italia dalla Newton Compton, i fatti si svolgono tutti a Tomelilla, piccolo centro anch'esso situato nel sud del paese. Dopo parecchi anni di assenza è qua che è costretto a far ritorno Konrad, giornalista di successo i cui genitori adottivi sono stati brutalmente assassinati. Già provato nel fisico e nell'animo dalla brutta vicenda che ha stroncato la sua carriera, Konrad è più toccato di quel che si aspettava dalla scomparsa di due persone che gli erano ormai estranee da anni. Ma, soprattutto, il ritorno a Tomelilla lo obbliga al confronto con traumi che credeva sepolti: i motivi che l'hanno costretto praticamente alla fuga, quasi trent'anni prima, e il dramma della scomparsa della sua madre naturale, svanita senza lasciare traccia proprio nella piccola cittadina. Possibile che tutte queste vicende siano tra loro collegate? È una domanda a cui Konrad dovrà, volente o nolente, dare una risposta... Almeno per quel che mi riguarda, questo libro ha lasciato un po' di amaro in bocca: diciamo che non è stato all'altezza delle aspettative. Non fraintendermi, se ve ne sto parlando lo considero comunque un giallo tutto sommato leggibile e godibile, ben scritto e con una trama che se non fa i fuochi d'artificio rimane ben orchestrata. Ma...perché ovviamente c'è un ma...in rete circolavano recensioni talmente entusiastiche che confesso che mi aspettavo non solo dei semplici fuochi, ma un vero e proprio spettacolo pirotecnico! Invece anche se dopo un avvio un po' incerto la lettura è filata via liscia e abbastanza piacevole ho chiuso il libro senza nessun vero desiderio di leggere altro dell'autore, ...

La principessa di ghiaccio, Lackberg

Scritto da: il 12.05.10 — 6 Commenti
Con la Principessa di ghiaccio si conferma il momento d'oro della letteratura gialla scandinava: trascinati dal successo di Stieg Larsson e della sua Millenium Trilogy molti meritevoli autori stanno trovando la strada per le traduzioni internazionali e così è successo anche a Camilla Lackberg, di cui la Marsilio editore ha pubblicato pochi mesi fa il primo romanzo della serie incentrata su Erica Falck. La protagonista, giovane scrittrice di biografie, dopo la morte improvvisa dei genitori torna nella loro casa nel villaggio di Fjallbacka per sistemarla e, a suo malincuore, forse venderla. Un brutto fatto scuote il piccolo borgo dall'indolenza invernale: in una delle tante villette vicino al mare solitamente popolate solo d'estate viene ritrovato il corpo senza vita di una giovane donna. Si sospetta il suicidio, perché il cadavere viene rinvenuto in una vasca piena di acqua gelida con i polsi tagliati; l'evento scuote la cittadina, perché la morta non è una forestiera, ma “una di loro”. Per Erica è anche qualcosa di più: è la più cara amica d'infanzia, colei che un giorno, inspiegabilmente, l'ha chiusa fuori dalla sua vita lasciandola a tormentarsi su cosa potesse aver mai fatto per meritarselo. La ragazza vuole vederci chiaro sulla morte di Alexandra, non solo perché non convinta dalla tesi del suicidio. Finalmente ha l'idea per una storia tutta sua: a metà strada tra biografia e romanzo, la vita di Alex è lì che aspetta di essere raccontata e la sua vecchia amica inizia a indagare, sospesa tra il desiderio di giustizia e un latente senso di colpa per quello che si appresta a fare... In parte sicuramente per aiutarne il lancio, la Lackberg è stata paragonata a Stieg Larsson e ad Agatha Christie. Sul primo non mi pronuncio, ma come fan della grande scrittrice inglese non vedo poi così tanti punti in comune. È vero ...

La tomba di ghiaccio, Berry – The Lo Re Report

Scritto da: il 19.04.10 — Comments Off
Col permesso dell'autore riporto dal blog The Lo Re Report delle considerazioni sui romanzi venuti dal freddo, scritte da Carlo Lo Re: Ghiaccio sulle dita, ghiaccio nella mente, ghiaccio nel suo sguardo assente (Robert Service, La ballata del blasfemo Bill) Non è un capolavoro La tomba di ghiaccio dell’americano Steve Berry, ma ha dei punti di forza. L’ambientazione (parzialmente) antartica, molti colpi di scena, una scrittura non piatta. La trama è semplice: nei primi anni ‘70 un sottomarino statunitense in avaria non viene soccorso e l’equipaggio viene lasciato morire. Decenni dopo il figlio del comandante, un ex agente dei servizi americani ormai congedatosi, decide di indagare i perché di tale cinica scelta da parte della US Navy e si ritrova in un vortice di intrighi ad altissimo livello. Sullo sfondo, la ricerca di una civiltà ancestrale sconosciuta. Berry non è nel gotha degli scrittori di action thriller e spy story. Non è Dan Brown, non è Ken Follett, non è Stephen King. Ma ha un suo zoccolo duro di lettori che apprezzeranno anche in questa prova la sua capacità di aprire finestre continue e tenere in piedi fino alla fine 3-4 sottoinsiemi narrativi tutti di un certo interesse. A tratti risulta un libro un po’ noioso e da metà in poi si inizia a sospettare che 550 pagine siano troppe (anche se ormai sembra quasi una misura standard per questo genere di romanzo), ma in conclusione tutti i fili si ricongiungono e non ci si pente di averlo iniziato. Steve Berry, La tomba di ghiaccio (The Charlemagne Pursuit, Random House, New York, 2008), Editrice Nord, Milano, 2009, pp. 551, euro 19.60.

Polar Thriller – The Lo Re Report

Scritto da: il 26.01.10 — Comments Off
Col permesso dell'autore riporto dal blog The Lo Re Report delle considerazioni sui romanzi venuti dal freddo, scritte da Carlo Lo Re: Nella mia passione sconfinata per il profondo Nord dell’Europa ho recentemente scoperto un filone di action thriller che mi sta appassionando moltissimo. Sono i gialli o romanzi di spionaggio ambientati nelle regioni polari. Non è un genere alto, per carità, lo capisco bene, ma a me piace e rilassa, quindi lo consiglio a tutti. Del resto, io credo che in letteratura sia sì fondamentale lo stile (l’autore deve innanzitutto saper scrivere, è chiaro), ma anche l’ambientazione spazio-temporale, che dà emozioni non da poco al lettore. Insomma, un libro ottimamente scritto ambientanto nel 2005 a Capacabana, Catania o Malindi proprio non mi stuzzica la fantasia. Un pessimo giallo ambientato nella Londra vittoriana, a Edimburgo o nella Stoccolma di ieri/oggi/domani semplicemente mi esalta. A scanso di equivoci, puntualizzo subito che le prove d’autore degli ultimi anni ambientate a Stoccolma sono in genere dei capolavori, come il caso Stieg Larsson (di)mostra ampiamente… E così, ecco che il comodino si è in breve riempito di quelli che la mia nota coazione all’anglo-sintesi mi ha suggerito di chiamare polar thriller… Il primo che ho letto, tutto d’un fiato, è stato La verità del ghiaccio [il cui titolo originale, Deception Point (Simon & Schuster, New York, 2001), ossia "punto d'inganno", mi sembra più azzeccato della traduzione italiana]. Scritto da Dan Brown come terzo romanzo (appena prima de Il codice da Vinci, che è del 2003), in Italia è stato pubbicato da Mondadori a fine 2005. Ora si attende il film, che dovrebbe arrivare a breve nelle sale mondiali e la cui sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Dan Brown. La verità del ghiaccio ha tutto per appassionare i patiti dell’action thriller e/o della fantascienza. Ambientazione artica, la Nasa ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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