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Sono un po’ seccata, oggi. Ho passato già due ore (e almeno altrettante me ne toccheranno) a rispondere cortesemente a mail di persone ingenue, disinformate o maleducate. Ma invece di sfogarmi cercherò di dare alcune nozioni pratiche di come si scrive a un editore, approfondendo i temi di un vecchio post.
Partiamo dalle basi; sei, senti di essere, ritieni possibile definirti, nel tuo intimo ti ritieni uno scrittore. Hai finito, si suppone con grande cura, il tuo romanzo/racconto/silloge, e non vedi l’ora di condividere con il mondo i tuoi pensieri, sentimenti, esperimenti letterari. È questo il momento in cui si decide se sarai nel 97% dei cestinati o nel 3% dei letti (e da lì nello 0,5% dei pubblicati).
Devi sapere che in Italia gli scriventi sono un’infinità ma gli scrittori pochi. Quindi la tua mail sarà letta in sequenza insieme ad altre 40 o 60 mail per una selezione preventiva. Devi sapere anche che ciò che per te è un’esperienza unica, aver partorito un’opera, per chi si troverà a leggere sarà nulla più che un altro numero, il testo 237 di 2000. Considera che un editore piccolissimo, come me, riceve più di 500 testi al mese.
Come fare per darti qualche possibilità in più? Prima di tutto, conoscere il tuo possibile editore: trovare informazioni sulle linee editoriali al giorno d’oggi è facile; non pensare che per chi le riceve sia questione di un minuto capire se scartarti o no: stai usando il tempo di una persona che lavora, se non sei accurato lo usi male. Quindi trova gli editori che potrebbero essere interessati e concentrati solo su quelli. Fatto questo dovrai costruire una bella mail; non avvantaggerà la tua opera in fase di valutazione, ma nella preselezione sicuramente sì.
L’oggetto della mail
Cerca di essere sintetico ma specifico. Usa la parola “valutazione” e non “proposta”: la proposta te la farà, eventualmente, l’editore. Poi cerca di condensare in una parola o due il genere: “romanzo fantasy”, “racconti horror”. Infine, metti il titolo, o una parte del titolo. Quindi, più o meno, “Valutazione romanzo gotico L’errore di Nani“. Questo è il tuo oggetto della mail. Ricorda di non usare mai il comando inoltra (o forward), è un segno di rispetto creare una mail unica per ogni editore, come io creo una mail unica di risposta per ogni scrittore.
Non lasciare il campo oggetto vuoto: non aiuta a identificare il tuo scritto o memorizzare il tuo nome. E come alias della tua mail non usare “puffolosbaciucchino@puffolandia.puff” ma qualcosa che faccia ricordare l’individuo, anche uno pseudonimo, ma che dia l’idea di un Nome e Cognome. Non scrivere “proposta editoriale” né “invio manoscritto”: sono indicazioni sbagliate e comunque generiche. Ti stupiresti di leggere quante siano le mail con questo oggetto che vengono ricevute quotidianamente.
Il testo della mail
Il testo deve essere sintetico e incisivo. Che sei uno scrittore non lo devi “dire” ma fare emergere dalla scelta delle parole e dalla costruzione dei periodi. Evita il burocratese e gli eccessivi formalismi, l’aggettivazione estrema e le auto-recensioni, evita anche di lodarti. Cerca di essere sincero il più possibile. Spiega perché ti sei rivolto a quell’editore (linea editoriale, condivisione dei principi, altro), due parole su chi sei e sul perché scrivi; il tutto senza essere vago: chi legge si accorge subito se è una mail preconfezionata e adatta a ogni editore possibile. Elenca gli allegati. Soprattutto leggi più volte il testo della mail e assicurati che non ci siano errori sintattici e, per quanto possibile, di battitura (siamo imperfetti, una lettera sbagliata può scappare a chiunque). Non proporre copertine o evoluzioni immaginarie del “libro”: non è il momento di stabilire se ne verrà tratto un musical.
Gli allegati
Nomina chiaramente gli allegati. Vietato scrivere “romanzo”, “inedito”, “sinossi”: come ti dicevo non c’è solo il tuo file e capita, spiacevolmente, che le sinossi si confondano fra loro nell’archivio mail. Se possibile tieni file separati per l’opera e per la presentazione. Lascia l’impaginazione in comodo formato A4, anche se ti piacerebbe dare la forma di libro al tuo testo: sarà più pratico stamparlo e, quindi, leggerlo. Usa un font standard e il colore nero, non appesantire di fronzoli, separatori, bordini e simili.
Bene, a questo punto hai fatto tutto il possibile. Magari non sarai pubblicato mai, ma sarai certo di aver messo la giusta attenzione e determinazione in quello che hai fatto.
1967. I Beatles, in piena era psichedelica, registrano Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band, album di importanza seminale. Pochi passi più in là, negli stessi giorni e negli stessi studi EMI di Abbey Road, i Pink Floyd stanno incidendo il loro folgorante album d’esordio, The piper at the gates of Dawn. Chi influenza chi è tuttora oggetto di appassionate discussioni fra musicofili. Syd Barrett canta visioni acide, in casa sua si dà l’LSD perfino al gatto, John Lennon vede Lucy in the sky e perfino gli Stones vivono la loro stagione lisergica nell’incarnazione delle Loro Maestà Sataniche.
In Italia il panorama musicale era molto più provinciale e quieto, certamente meno visionario: il giovane Guccini al massimo cantava le notti ed il fiasco e il resto era Rita Pavone – fate voi – ma il nostro modesto contributo a quella fatidica stagione di “espansione della mente” fu come minimo la prima edizione integrale, presso Einaudi, del capolavoro postumo di Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita.
Scritto almeno una trentina d’anni prima il romanzo è oggi giustamente ritenuto un classico, ma è soprattutto, anche per chi, come me, lo leggesse con colpevole ritardo, un libro di una modernità sorprendente. Il Diavolo che giunge a Mosca sotto le spoglie di un prestigiatore, è proprio lo stesso di cui canta Mick Jagger in Simpathy for the Devil.
Beffardo e istrionico, man of wealth and taste, il Satana di Bulgakov si presenta nella Russia staliniana in compagnia del demone Azazello e di un enorme gatto nero bipede, un terzetto che già da solo oltre ad anticipare di molto le più fortunate creazioni di Stefano Benni, mette a soqquadro la città scoperchiando, in un crescendo di situazioni fra il magico e il grottesco, le ipocrisie e i grigiori della società dell’epoca.
E il sabba onirico descritto a metà del romanzo è davvero un capolavoro di psichedelia pura, frutto di una scrittura visionaria e intrisa di sarcastica ironia. Ma esistono almeno altri due piani narrativi: quello centrale, la storia d’amore proibito fra il Maestro e Margherita, magica e romantica, ma anche la storia che avviene duemila anni prima, ai piedi del Calvario e in casa di Ponzio Pilato, con un demoniaco testimone della Passione che giunge fino ai giorni in cui si svolge il racconto.
Fra poesia e satira, Bulgakov mette in scena un affresco stregonesco a tinte forti, un volo notturno da leggere con un robusto Falerno, un teatro di maschere di cui il mago Woland, indimenticabile incarnazione del Maligno, è il magistrale capocomico, interprete primo dell’eterna e ambigua lotta di Bene e Male.
Io suppongo, ma è mera ipotesi, badate bene, che i generi letterari dipendano anche dal proprio contesto storico, politico e culturale. Insomma, se la sostanza è quasi sempre universale – tanto da non potersi più parlare di originalità – la forma è invece contestuale, in relazione all’epoca e al mezzo utilizzato.
Di parere opposto l’autore di questa mail inviata in redazione:
Buongiorno,
mi chiamo XXX, ho XX anni e studio Lettere moderne a XXX.
Da poco ho terminato il mio “libro”, XXX: è un’opera poetica, scritta in rima incatenata [...]. Tema centrale dell’opera è l’amore [...]: amore assoluto, oblativo, passionale, conducente alla pazzia, utopico, impossibile, ecc…
[...] La silloge è suddivisda in 22 XXX, per tremila abbondanti versi.
A questo punto, se siete interessati, vi mando in allegato il mio lavoro.
Vi ringrazio per la cortese attenzione.
Cordialmente,
XXX
Il ragionamento anche qui è semplice: cosa vuoi ottenere scrivendo? Se è la soddisfazione personale e giustissima di aver partorito un’opera, anche arzigogolata, allora hai fatto benissimo a scegliere quella forma. Se vuoi essere pubblicato, ovvero confrontarti col pubblico, devi sforzarti, almeno, di renderti comprensibile, di usare gli strumenti propri della tua epoca, di capire con chi stai parlando.
Perché i fantasmi ottocenteschi sono anche folcloristici nelle case antiche, ma non comprano certo libri. In questo caso il consiglio è preparare un bell’ebook e distribuirlo gratuitamente, per incappare in quell’uno su mille che apprezza la poesia, e di smetterla di fare perdere tempo a chi, coi libri, ci lavora.
la poesia, che fu un tempo la letteratura per eccellenza, è tragicamente diventata nel dopoguerra una subculture non diversa da quella dei rappers o dei collezionisti di piatti del buon ricordo. incapace ormai di dipingere cosmogonie, di fare alcunchè che non sia guardarsi l’ombelico e organizzare senili, vuote, tristi premiazioni reciproche.
è probabile che il problema della poesia siano i poeti. il termine poeta -che giustamente crea brividi e imbarazzo ai più- andrebbe abolito. andrebbe legislato che tutte le poesie debbano essere depositate in forma rigorosamente anonima, pubblicate in sillogi casuali stampate su carta grigia, distribuite gratuitamente su autobus e treni, con minimo 10 anni di ritardo dal deposito. solo allora riacquisterebbe un senso, una preziosità.
Brullonulla via Phonkmeister
CANZONE PER ALDA MERINI
Noi qui dentro si vive in un lungo letargo,
si vive afferrandosi a qualunque sguardo,
contandosi i pezzi lasciati là fuori,
che sono i suoi lividi, che sono i miei fiori.
Io non scrivo più niente, mi legano i polsi,
ora l’unico tempo è nel tempo che colsi:
qui dentro il dolore è un ospite usuale,
ma l’amore che manca è l’amore che fa male.
Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
perduto, straziato, raccolto, abbracciato;
ogni amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo è voragine,
è terra che mangio
per vivere ancora
Dalla casa dei pazzi, da una nebbia lontana,
com’è dolce il ricordo di Dino Campana;
perchè basta anche un niente per essere felici,
basta vivere come le cose che dici,
e rivederti in tutti gli amori che hai
per non perderti, perderti, perderti mai.
Cosa non si fa per vivere,
cosa non si fa per vivere,
guarda… Io sto vivendo;
cosa mi è costato vivere?
Cosa l’ho pagato vivere?
Figli, colpi di vento…
La mia bocca vuole vivere!
La mia mano vuole vivere!
Ora, in questo momento!
Il mio corpo vuole vivere!
La mia vita vuole vivere!
Amo, ti amo, ti sento!
Ogni uomo della vita mia
era il verso di una poesia
perduto, straziato, raccolto, abbracciato;
ogni amore della vita mia
ogni amore della vita mia
è cielo è voragine,
è terra che mangio
per vivere ancora
(Roberto Vecchioni)
Ieri si è spenta, a 78 anni, la poetessa Alda Merini, all’ospedale San Paolo di Milano nel reparto di oncologia. La Merini è considerata una delle più grandi poetesse del novecento e in tanti chiedono che venga sepolta al Famedio del cimitero monumentale di Milano, come da proposta del sindaco Letizia Moratti.
Ecco un po’ della biografia ufficiale:
Alda Merini è nata a Milano il 21 marzo 1931. Ha esordito giovanissima, a soli sedici anni, sotto l’attenta guida di Angelo Romanò e Giacinto Spagnoletti. La sua prima raccolta di poesie, La presenza di Orfeo, uscita da Schwarz nel 1953 con una presentazione di Spagnoletti, ebbe un grande successo di critica.
Si sono occupati di lei, fra gli altri, Oreste Macrì, David Maria Turoldo, Salvatore Quasimodo, Pier Paolo Pasolini, Carlo Batocchi, Maria Corti, Giovanni Raboni.
Dopo vent’anni di silenzio, dovuto alla malattia, sono apparse: La Terra Santa (Scheiwiller 1984), Testamento (Crocetti 1988), per Einaudi Vuoto d’amore (1991), Ballate non pagate (1995), Fiore di poesia (1951-1997) (1998), Superba è la notte (2000), Più bella della poesia è stata la mia vita (2003 con videocassetta), Clinica dell’abbandono (2004), per Frassinelli L’anima innamorata (2000), Corpo d’amore, Un incontro con Gesù (2001), Magnificat. Un incontro con Maria (2002), La carne degli Angeli (2003).
Nel 1996 Scheiwiller ha raccolto alcune plaquette ne La Terra Santa: Destinati a morire (1980), La Terra Santa (1983), Le satire della Ripa (1983), Le rime impetuose (1983), Fogli bianchi (1987).
Con L’altra verità. Diario di una diversa (prima edizione Scheiwiller 1986, nuova edizione Rizzoli 1997) inizia la sua produzione in prosa, a cui sono seguiti Delirio amoroso (il Melangolo 1989 e 1993), Il tormento delle figure (il Melangolo 1990), Le parole di Alda Merini (Stampa alternativa 1991), La pazza della porta accanto (Bompiani 1995, Premio Latina 1995, finalista Premio Rapallo 1996), La vita facile (Bompiani 1996), Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi (Rizzoli 1998) e Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta (Scheiwiller 1999).
Vi si aggiungono Aforismi e magie (Rizzoli 1999, BUR 2003), raccolta di aforismi, e l’antologia di poesie Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati. (Salani 2002).
Nel 1993 ha ricevuto il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la Poesia, nel 1996 il Premio Viareggio, nel 1997 il Premio Procida-Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Settore Poesia.
Vi presento Born to write, un bel concorso di narrativa e poesia realizzato e promosso dai Comuni di Parma e Firenze, a carattere nazionale e con in palio la pubblicazione con Marcos Y Marcos! È rivolto a giovani scrittori italiani, che possono partecipare alle due sezioni gratuitamente coi loro inediti [Attenzione: inedito in questo caso include anche il web, per cui non potrete partecipare con racconti pubblicati, a qualunque titolo, in rete]. Le scadenze sono il 31 ottobre (narrativa) e il 25 settembre (poesia), ma per informazioni più dettagliate ecco un estratto del bando:
BORN TO WRITE si articola in due sezioni: la sezione Narrativa e la sezione Poesia. Ogni autore può partecipare a una o a entrambe le sezioni, rispettando le norme del bando di ciascuna sezione.
BORN TO WRITE rientra in ITALIA CREATIVA, progetto per il sostegno e la promozione della giovane creatività italiana a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù in collaborazione con l’ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani e il GAI Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti italiani. Italia Creativa è rivolta a tutti gli artisti italiani attraverso un sistema di attività di network promosse sull’intero territorio nazionale da alcune città capofila.
BORN TO WRITE – SEZIONE NARRATIVA
Bando di Concorso per giovani autori di Narrativa
Art. 1 – Tema del Concorso
L’iniziativa intende promuovere un’idea di scrittura intesa come libera espressione del talento letterario. Per questo motivo si è ritenuto opportuno non fissare alcun tema. L’autore potrà esprimersi inviando il meglio della propria produzione.
Art. 2 – Requisiti per la partecipazione
Il Concorso è rivolto a giovani autori, anche non esordienti, in età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti, domiciliati, studenti o lavoratori nel territorio nazionale. Si richiede materiale inedito in lingua italiana, che non sia stato premiato né presentato ad altri concorsi o già pubblicato, anche parzialmente, o presente in Internet.
La partecipazione al Concorso è gratuita.
Art. 3 – Modalità di partecipazione
Sono ammessi al Concorso racconti in lingua italiana originali e inediti a tema libero, per una lunghezza massima di dodicimila battute, spazi inclusi. Ogni concorrente potrà partecipare con una sola opera.
Art. 4 – Scadenza
I racconti dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12.00 del 31 ottobre 2009, all’indirizzo specificato all’articolo seguente (Art. 5).
Art. 5 – Presentazione e invio dei materiali
Le opere di narrativa dovranno essere inviate in formato Word o compatibile (Times New Roman, corpo 12) via mail all’indirizzo: narrativa@borntowrite.it oppure tramite servizio postale o corriere, facendo pervenire il cartaceo dattiloscritto (Times New Roman, corpo 12) e la copia su supporto elettronico (CD), formato Word o compatibile, al seguente indirizzo: Archivio Giovani Artisti di Parma e Provincia c/o Palazzo Pigorini, Strada Repubblica, 29 – 43121 Parma. Farà fede il timbro postale o la data delle mail al momento della ricezione.
Le opere di tutti i partecipanti dovranno essere accompagnate obbligatoriamente da una breve biografia dell’autore, redatta in un file o in un cartaceo a parte e inviata nelle modalità di cui sopra. Si richiede inoltre la compilazione in tutte le sue parti del Modulo di partecipazione scaricabile dal nostro sito, che dovrà essere inviato, insieme ai restanti materiali e al consenso al trattamento dei dati personali, via mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o tramite servizio postale o corriere. Il materiale non verrà restituito.
Art. 7 – Premio
Il premio del Concorso consiste nella pubblicazione delle opere dei 12 autori selezionati in una antologia BORN TO WRITE, Narrativa pubblicata nel 2010 dalla Casa Editrice Marcos y Marcos. Ogni vincitore riceverà cinque copie omaggio dell’antologia.
BORN TO WRITE – SEZIONE POESIA
Bando di Concorso per giovani autori di Poesia
Art. 3 – Modalità di partecipazione
Sono ammesse al Concorso opere a tema libero con un numero complessivo di versi compreso tra i duecentocinquanta e i quattrocento.
Art. 4 – Scadenza
Le opere dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12.00 del 25 settembre 2009.
Art. 5 – Presentazione e invio dei materiali
Le opere di poesia dovranno essere inviate unicamente tramite servizio postale o corriere a: Archivio Giovani Artisti di Firenze, via Ghibellina 30, 50122 Firenze, in cinque copie dattiloscritte (redatte in Times New Roman, corpo 12), delle quali una firmata e quattro anonime, unitamente a una copia delle stesse con indicazione del nome, su supporto elettronico (CD), formato Word o compatibile. Farà fede il timbro postale.
Le opere di tutti i partecipanti dovranno essere accompagnate obbligatoriamente da una breve biografia dell’autore, redatta in un file o in un cartaceo a parte. Si richiede inoltre la compilazione in tutte le sue parti del Modulo di partecipazione scaricabile dal nostro sito, che potrà essere inviato, insieme ai restanti materiali e al consenso al trattamento dei dati personali, tramite servizio postale o corriere attraverso l’invio del cartaceo.
Fra i partecipanti al bando verranno selezionati 10 autori che parteciperanno nel corrente anno a un laboratorio residenziale di tre giorni di scrittura e poesia con tutor di alto profilo che si terrà a Firenze; i materiali prodotti nel laboratorio saranno raccolti e stampati in una pubblicazione in forma di tabloid, denominata Quaderno di Nodo Sottile.
Art. 7 – Premio
Il premio del Concorso consiste nella pubblicazione delle opere degli autori selezionati in una antologia BORN TO WRITE, Poesia pubblicata nel 2010 dalla Casa Editrice Marcos y Marcos. Ogni vincitore riceverà cinque copie omaggio dell’antologia.
In quest’estate torrida ho avuto modo di riprendere l’esplorazione del catalogo di 18:30 edizioni, coi suoi molti libretti e le tante collane. E per oggi ne ho scelti tre, indicativi: un Gaytags, con racconti di Roberto Pellico, un Poetags, di Annamaria Tornabene Burgio, e una raccolta di acconti della collana madre, 40enni.
La casa editrice, infatti, ha aperto molte nuove collane, i Geotags e i Cuntags, per citarne un paio, con cui ha allargato la propria linea editoriale. Bella la spiegazione volutamente mancata della collana Gaytags: ”Noi immaginiamo un mondo in cui non ci sia bisogno di una collana come questa. In cui se a scuola a un ragazzino dicono “finocchio” quello, invece di correre a casa a piangere, risponde ridendo “patata”.”
Partiamo da 40enni: una raccolta di microracconti che ha come filo conduttore non tanto un’età fisica quanto un modo di sentire, un cambiamento di prospettiva rispetto al mondo, una desolazione o una rinascita. Un momento che può essere cruciale o invisibile. Ogni racconto una piccola vita, ogni vita un argomento.
Insoddisfazione, staticità, stolidità e indifferenza fanno da sfondo alle azioni dei personaggi, nelle loro descrizioni minimali, e alle loro storie, così uniche e così comuni; il Generale, ad esempio, dispotico fino all’estrema conseguenza, o Costanza, presa e compresa dall’amore per sé da non vedere nulla intorno. Il tutto descritto da autori che descrivono perfettamente il sentire e il pensare dei loro personaggi, forse anche per l’età affine.
Il poetags è Hecce donna, che raccoglie le riflessioni di Anna Tornabene Burgio sulla società, sulla guerra, sul semplicissimo essere donna, nei secoli; con linguaggio pulito e colloquiale, le poesie esplorano storie e sensi, raccontano e stigmatizzano un mondo senza tempo.
Guarda fuori è, infine, l’apripista della collana Gaytags, con due racconti che tratteggiano con delicatezza sia le relazioni personali sia la vita di famiglia; nel secondo racconto, specialmente, è la famiglia negata a fare da protagonista, con un bambino che diventa pomo della discordia e merce di scambio in una separazione. Temi fondamentali e necessari, espressi in una scrittura particolarmente elegante e sensibile.
Nuovamente 18:30 ha fatto centro, regalandoci momenti di riflessione, “brevi ma intensi”.
Anche quest’anno Sicilia Poetry Bike coinvolgerà la provincia di Messina per diffondere un po’ di sano sport e cultura, anche durante un’estate così torrida; da giorno 1 fino al 7 agosto 2009, infatti, intrepidi bikers, poeti e artisti animeranno la vita di Milazzo, Tindari e zone limitrofe per mostrare questa insolita unione di ecologia, letteratura e turismo.
Riporto il programma:
Sabato 1 agosto 2009, alle ore 18.30, presso il Circolo del Tennis e della Vela di Messina prende il via il nuovo tour ciclistico poetico, per l’occasione interverranno, tra gli altri, Maria Froncillo Nicosia, Vitaldo Conte, Mike Zodda, Giovanni Querci, Giusto Misiano, Maria Costa, Francesca Guglielmo, Amos Maurizio, Carlo Barbera, Mario Carpa, Rosanna Affronte, Salvatore Ruggiano, Roberto Lopresti, Licia Velardi, Vincenza Di Vita, Pippo Pagano, Enzo Salsetta e Caterina Papalia. Per l’occasione, coinciderà anche un vernissage degli artisti del Kafka.
Domenica 2 agosto 2009, alle ore 18.00, evento a Palazzo D’Amico (Milazzo), dove interverranno, tra gli altri, Rocco Amato, Demetrio Zumbo, Rocco Rando, Mariella Chiaromonte, Francis Rivel, Giuseppe Giunta, Giovanni Zullo, Giuseppe Caldarella, Carmelo Coppolino, Elvira Alberti, Giuseppe Anania, Rita Garofano, Giovanni Sanò, Olga Sanò, Marisa La Cava, Nicola Schepis e Maria Luisa Tomarchio con reading ed una contemporanea collettiva di pittura.
Successivamente, alle ore 21.30, l’appuntamento si sposta al Caffé Puck, per un ulteriore incontro più ravvicinato con i protagonisti del tour e tutti gli amici artisti e poeti.
Lunedì 3 agosto 2009, alle ore 18,00, il tour toccherà il Caffé Galante di Patti per un incontro riservato ad inviti con reading trasmesso in streaming.
Alle 21,30 l’appuntamento apre al pubblico spostandosi a Villa Pisani, dove interverranno, tra gli altri, Andrea Trimarchi (Direttore Rivista Letteraria NoiAltri), Vittoria Arena, Andrea Ingemi, Anna La Rosa, Concetta Maria Peluso, Nino Foti, Rocco Fodale e Paola Cozzubbo. Si ricorda che, nel contesto generale della rassegna e con particolare riferimento a questa tappa, tutti coloro che interverranno si assumono piena responsabilità individuale di portare materiali di cui sono in pieno possesso dei diritti e che comunque non risultino vincolati a regimi da parte di enti o terzi essendo il Sicilia Poetry Bike occasione d’incontro e non struttura organizzativa preposta all’evento stesso, quale momento di aggregazione spontaneo e privo di fini di lucro, compensi ed oneri partecipativi, rivolto esclusivamente alla valorizzazione culturale, soprattutto quella del luogo, con finalità pedagogiche determinati, in quanto di per sé propedeutico a tematiche come quelle ambientali, culturali e sportive.
Martedì 4 agosto 2009, alle ore 17.00, l’appuntamento è in piazza Getifaranda di Rocca di Caprileone con la carovana della locale Associazione ciclistica La Madonnina per arrivare tutti insieme a S. Salvatore di Fitalia.
Alle ore 21,00, l’incontro previsto è davanti alla basilica del Salvador Mundi di S. Salvatore di Fitalia, con un intervento dello storico Antonello Pettiniano interposto tra culture ed espressioni del luogo ed i poeti itineranti.
Mercoledì 5 agosto 2009 il Sicilia Poetry Bike approda a Randazzo per incontrare la Rassegna di poesia gallo-italica, in una suggestiva cornice etnea che ha preservato una propria cultura attraverso secoli (N.B. per gli orari bisognerà attenersi ai calendari del locale festival).
Giovedì 6 agosto 2009, alle ore 18.00, il tour torna a Taormina, per un appuntamento nel giardino del Palazzo Duchi di S. Stefano dove interverranno, tra gli altri, il critico Maria Teresa Prestigiacomo, Fabio Orlando, Luca Frudà, Carmelo Ariosto, Franco La Pica, Paola Consoli, Angela Vecchio, Pasquale Vinciguerra, Anneli Berndt, Carmine Elisa Moschella, Alessandra Rende, Simona Nolfo, Antonio Munafò, Nico Zancle e Salvatore Puglia.
Venerdì 7 agosto 2009, alle ore 18.30, si ritorna al punto di partenza, ovvero il Circolo del Tennis e della Vela di Messina, per un incontro con aperitivo happening di congedo all’evento, interverranno, tra gli altri, Aldo Di Blasi, relazionando sull’interazione tra salute, cultura e sport, Giusalba Zappalà, con la sua video-poesia, e Nino Principato con un inserto storico sulla poetica siciliana.
Delle due l’una. O Antonio Rezza è un genio energico e nel 2100 lo studieranno a scuola, o è completamente pazzo e ci sta prendendo in giro. Purtroppo leggere Credo in un solo oblio non ci aiuta nella scelta, anzi… il risultato finale è che il bivio si trasforma in una strada a due sensi. Insomma, ci fa e ci è. Lo dice pure la nota biografica (cito testualmente: “Antonio Rezza è.”).
Circa un anno fa giravo per la fiera del libro, e l’ho intravisto dietro l’oblò di una sala conferenze. Sono entrata, e sono rimasta a sentirlo presentare l’ultima fatica letteraria per un’ora, a bocca aperta. Non sapevo scrivesse libri, conoscevo solo il Rezza comico surreale, improbabilissimo compagno televisivo di Funari (!) e clamoroso inventore teatrale. E invece eccolo là, con l’adrenalina a mille come sempre, i capelli assurdi per aria e le centocinquanta vocine da pazzo che partono a raffica verso le domande sull’arte, sulla letteratura e sulla sua scrittura, distruggendole più che risolvendole in una risposta.
Come dice giustamente Battiato, “Antonio Rezza è unique”. Sfido chiunque a trovare un altro che, di fronte a una ragazzina con gli occhi sbrilluccicosi dopo una presentazione di fuoco, le firmi il libro e poi prenda l’ultima pagina per depennare il secondo termine di una bestemmia (dio) e sostituirlo di suo pugno innervosito (Dio!) aggiungendo “Refusi del…”.
L’aneddoto dice molto sul libro, che è altrettanto allucinante. Aprendolo alla prima pagina si scopre che la fidanzata di Elio (quello delle Storie Tese, commentatore d’eccezione insieme a Prospero Gallinari) ha pianto “dopo sole otto pagine”. Arrivati alla nona non si riesce a darle torto. Si parte con una sorta di poesia narrativa (“Era una giornata iniziata da poco/Comincia così la giornata, da poco”) che dà il là ad una serie di passaggi tra due mondi, entrambi paralleli alla realtà, che manca totalmente.
Ovunque sia Rezza (protagonista oltre che scrittore) non è qui. Sembra un sogno quello in cui corre alla ricerca di sé stesso, entrando nella fototessera della propria carta d’identità, incontrando mogli da psicanalisi e lasciandosi spuntare fiori dalla fronte. Un viaggio breve ma ossessivo, dilatato, all’interno di chi scrive, e che contemporaneamente viene scritto… sì, insomma, c’è proprio da perdersi. La lingua però, è semplicissima, cristallina, come la sintassi.
Frasi brevi, lampi di genio, retorica da messa cambiata di segno. E mentre il pazzo diventa ombra, alone, spettro, corpo e finalmente uomo, mentre trova città disabitate e si dispiace di aver sognato pulizie etniche, mentre passano farfalle, mani e aquiloni, sembra di ascoltare la testimonianza lucida di un pentito di mafia. Di uno che alla fin fine si vergogna di essere talmente tanto fuori di testa da riuscire a farsi una famiglia ombra dentro i propri documenti.
È difficile parlare di questo libro, che figura tra i Romanzi Bompiani ma che romanzo non è. Consiglio, prima della lettura, di girare un po’ per youtube, per sentirlo leggere, e di andarsi a cercare Escoriandoli, il suo film.
D’altronde va letto. La dedica parla chiaro. “A tutti coloro.”