Tutti gli articoli su piccoli editori

Parola di Alessandro Bonino

Scritto da: il 30.09.09 — Comments Off
[...] una volta che c’era un incontro con Ourednik, ero molto combattuto, perché se da un lato mi sarebbe molto piaciuto incontrare Ourednik, dall’altro mi aveva sempre dato l’impressione di essere uno stronzo. Mentre lo raccontavo ai suoi editori italiani (una piccola casa editrice palermitana che si chiama :duepunti), gli dicevo che invece poi, a parlarci, Ourednik si è dimostrato disponibile, simpatico, e per niente stronzo. Loro mi han detto che, secondo loro, è meglio non fidarsi troppo delle seconde impressioni. Alessandro Bonino, E io che mi pensavo

Case editrici: Round Robin

Scritto da: il 01.06.09 — 1 Commento
Se cercate la sola parola robin nel campo dell'editoria, avrete almeno due occorrenze; quella di cui parliamo qui è Round Robin, un'altra di quelle case editrici oneste che tanto ci piacciono. Ha da pochi giorni compiuto cinque anni di vita, per la precisione, infatti, è stata fondata  il 27 maggio 2004. Ho chiesto loro il motivo per cui hanno scelto un nome che poteva anche destare un po' di confusione, e ho ottenuto una risposta molto dettagliata: "il nome deriva da un'antica forma di patto fra pirati, descritta da Björn Larsson nel suo fortunato libro La vera storia del pirata Long John Silver, edito da Iperborea nel 1998. Ci è piaciuto perché fondare una casa editrice dal nulla è sempre un'impresa audace, spericolata, per non dire lievemente folle, e l'idea del patto tra pirati simboleggiava molto bene la cooperazione, la fiducia reciproca e la fedeltà alla causa, e al tempo stesso conteneva quell'elemento sovversivo che è imprescindibile da ogni attività di promozione culturale". La citazione di Larsson è riportata anche sul loro sito. La linea editoriale di Round Robin si compone di quattro collane, una di narrativa classica – Parole in viaggio – prevalentemente di autori esordienti, una seconda – Fari – di narrativa alternativa e di sperimentazione, la saggistica impegnata – Fuori rotta – sul nostro secolo e in ultimo la collana in collaborazione con l'associazione daSud onlus – Libeccio – che si occupa di storia e memoria degli eroi dell'antimafia. Ovviamente quindi gli esordienti sono ben accetti. La redazione è abbastanza ampia, con Luigi Politano – l'editore, Stefano Milani – direttore editoriale, David Scerrati – direttore commerciale, Lucia Sinibaldi – art director, Federico Di Vita – editor, web editor, Davide Martirani – editor e ufficio stampa. Non accettano stagisti, per ...

Speciale salone del libro di Torino – 1

Scritto da: il 15.05.09 — Comments Off
Bilancio del primo giorno, giovedì 14 maggio, abbastanza positivo; è stata di certo la giornata di Nicolai Lilin, onnipresente e seguitissimo. Non ho ancora letto il suo libro, ma è stato in grado di incuriosirmi tanto da volerlo fare: sembra infatti una persona simpatica e umile, nonostante per ora sia al centro di molte attenzioni. Tra gli appuntamenti segnati in agenda però alcuni sono stati inavvicinabili, come ad esempio l'interessantissima conversazione di Eco sul futuro dell'editoria cartacea. Sicuramente acquisterò il libro che ne parla, ma non qui in fiera: non è prevista alcuna forma di sconto per chi viene qui a Torino, specialmente da parte delle grandi case editrici. I piccoli, invece, fanno volentieri uno sconto per invogliare all'acquisto. Stupisce la presenza di moltissimi non-editori; dalle agenzie che si occupano di"lettura veloce" fino ad associazioni che non hanno come obiettivo la pubblicazione. Rispetto alla fiera di Roma ovviamente sono presenti meno piccoli, e generalmente relegati nel padiglione laterale, ma molto ben organizzati. Il Salone del libro è anche molto più variopinto e ricco, con presentazioni, eventi e incontri continui, di cui moltissimi per ragazzi e docenti. In ogni caso una bellissima esposizione, con gli stand dei grandi editori tanto ben allestiti da sembrare piccole librerie all'interno della fiera. Ho avuto modo inoltre di conoscere molti degli editori che sono stati presenti su queste pagine, da Las Vegas a Gargoyle books, 18:30, Intermezzi; e insieme di incontrare nuovamente Aìsara, Lavieri, Zero|91. Non ultimo, mi sono appropriata di tutti i segnalibri che ho trovato, e che andranno ad arricchire una collezione ormai piuttosto ampia. Vedremo oggi e domani cosa ci riserverà anche l'interessantissimo Litcamp del Circolo dei lettori, pioggia permettendo.

Case editrici: La Penna Blu

Scritto da: il 11.05.09 — Comments Off
Un'altra casa editrice onesta e chiara, che non chiede contributi. Ecco una loro breve presentazione: Un libro, un caleidoscopio di mondi. Vite intrecciate, personaggi che prendono forma diventando nostri amici, nostri confidenti. Compagni di mirabolanti avventure o complici di irripetibili intrighi, entrano nella nostra vita, trasportandoci nella loro. A volte con forza, altre con dolcezza. Senza rendercene conto, ripensiamo a dove li avevamo lasciati, in balia di amletici sentimenti o alle prese con terrificanti mostri marini, in mondi ogni volta diversi. Storie più reali della realtà, più fantasiose della fantasia. “La Penna Blu Edizioni” nasce da una passione innata per l'editoria ed il mondo dei libri. Pagine sfruscianti che racchiudono mille emozioni, mille gioie e mille sofferenze. Editore, scrittore e lettore, le tre facce di un prisma che crea l'arcobaleno magico della letteratura. Potremmo dirvi che l'idea di fondare “La Penna Blu Edizioni” nasce in una biblioteca di un castello, alla luce dei lampi che squarciavano il buio della notte, sfogliando le vecchie pagine di un tomo misterioso, rileggendo i versi di un manoscritto rimasto sinora sconosciuto. In realtà l'idea, come ogni iniziativa che un essere umano prende durante la sua vita, nasce dall'anima. Dall'istinto della scoperta, quella necessità di ricerca che ha caratterizzato da sempre le grandi conquiste dell'uomo come ogni aspetto della vita quotidiana. Dal bisogno di voler lanciare un messaggio in una società sempre più sorda e sempre più frenetica. Dalla volontà di valorizzare quella fantasia sempre più costretta ai margini di una vita incentrata su valori effimeri. Da tutto questo nasce “La Penna Blu Edizioni”. L'obiettivo nasce quindi naturale. “La Penna Blu Edizioni” vuole lasciare un segno nel mondo attraverso la fantasia dei propri autori, persone come tutti, ma che hanno in sé un talento particolare, quello di farci volare sulle ali della loro immaginazione, trasportandoci in mondi ...

Editoria 2.0 – Librai

Scritto da: il 28.04.09 — 20 Commenti
Quando si lavora in editoria la lista delle lamentazioni è infinita. Gli editori se la prendono con gli autori bizzosi (mea culpa), con i distributori rapaci (mea culpa), con i librai incapaci (mea culpa). Gli autori si arrabbiano con gli editori fannulloni, con i distributori incapaci e con i librai pigri. Potete continuare la lista all'infinito, cambiando gli aggettivi e i ruoli, ma alla fine il discorso è sempre quello: la filiera del libro è un gran caos, e ognuno pensa di conoscere tutto. Dimenticavo: comunque ce l'hanno un po' tutti con i lettori (la massa dei lettori), perché snobbano i piccoli editori, perché vogliono titoli irreperibili, perché non capiscono la genialità di una data opera. Presentandomi a volte in veste di editore e altre come "Liblog" mi ritrovo spesso a sorridere delle nostre reciproche cecità, del fatto che ognuno di noi cerchi di spostare un po' più in là le cause dei problemi (dell'insuccesso, della crisi). Come se spingere la pattumiera nel giardino del vicino risolvesse il problema della sovrapproduzione di rifiuti. Oggi vorrei esaminare le lamentazioni dei librai sul Web 2.0, per riequilibrare un po' le cose, dato che ho già parlato (male) di loro in passato; prendo spunto da Liberi librai, un'associazione in fase progettuale, e Yabooks, un'idea di social network. I primi rilanciano l'idea del protezionismo, di creare una legge che porti la percentuale di sconto a una misura standardizzata, che, insomma, riequilibri i piatti tra grande distribuzione organizzata (supermercati, ma anche grandi librerie di catena) e il libraio indipendente. I secondi invece hanno creato un vero pot-pourri editoriale, che comprende recensioni, librerie tradizionali e virtuali, selezione e pubblicazione di testi. Ovviamente io sono più a favore dei secondi che dei primi. Credo che il mestiere del libraio vada ripensato dalla base, come andrà a breve ripensato il mestiere ...

Intervista a Chiara Fattori – Intermezzi

Scritto da: il 27.04.09 — 5 Commenti
Ti giro una domanda che mi fanno in molti e spesso: perché aprire una casa editrice, di quelle oneste, in un periodo di "recessione culturale" nonché economica? La casa editrice era un mio sogno da tanto tempo, ho avuto la fortuna di incontrare Manuele e Attilio che mi hanno aiutato a realizzarlo. Non abbiamo pensato alla recessione, né a quella economica né a quella culturale, abbiamo fatto quello che ci sentivamo di fare con un pizzico di incoscienza e tanto coraggio. Inoltre non credo ci sia altro modo per combattere la recessione se non quello di mostrarsi coraggiosi e innovativi, e cercare di combattere la deriva culturale che stiamo vivendo. Tre persone, quindi; ci parli un po' dei vostri ruoli? Io sono quella che si chiama la "direttrice editoriale": leggo le proposte editoriali che arrivano in redazione e scelgo cosa pubblicare, poi mi occupo dell'editing e della correzione delle bozze. Attilio Scullari è il nostro grafico e webmaster: fa l'impaginazione, le copertine e la grafica dei prodotti multimediali. Manuele Vannucci è il responsabile della comunicazione, organizza le presentazioni, tiene i contatti con la stampa. Poi è chiaro che quando si è in pochi e con una struttura non ancora ben delineata come la nostra, tutti si cerca di fare tutto e di impegnarsi al massimo. Quali sono le difficoltà iniziali? Le difficoltà sono tante. La decisione di fondare la casa editrice è avvenuta nel 2007: abbiamo fatto l'atto dal notaio e cominciato allora tutto l'iter burocratico; poi per essere perfettamente attivi ci è voluto un anno. Il primo libro è uscito a giugno del 2008. questo anche perché tutti e tre facevamo altri lavori, e quindi il tempo che potevamo dedicare a questo progetto era molto poco. La difficoltà più grande è quella di capire e muoversi nella burocrazia, nelle leggi che per l'editoria sono ...

Due parole di presentazione

Scritto da: il 24.04.09 — 28 Commenti
Prendo spunto da una nota, che avrei tanto voluto fosse mia, dei Lavieri sul blog e su Facebook per parlare di amicizia, conoscenza e marketing. Chiunque abbia un account su facebook ha capito già cosa intendo, e per tutti gli altri non resta che leggere. Non passa giorno che qualcuno non chieda l'amicizia su un social network, diciamo FB per comodità e per diffusione. Accettare o non accettare, specie quando si ha un'impresa? Molti sono dell'opinione che si debba accettare comunque, perché è pur sempre un contatto, una persona che ti segue, un nome/numero in più. Io invece concordo con la nota, non mi interessa far numero e diventare a mia volta un numero per i cacciatori d'amicizia. Ha un senso quando sono persone che si presentano, anche con una riga, per dire "sono uno scrittore", "seguo liblog", "abbiamo fatto l'esame di quinta elementare insieme". Non ha senso quando trovo che una persona mai sentita mi chiede l'amicizia perché mi ha trovata fra i suoi amici d'interesse. Riporto un passo particolarmente apprezzato: Per favore, per gentilezza, quando chiedete di essere “amici” presentatevi. Sì, è vero che siamo un’azienda e che la vostra amicizia ci conviene, che dovremmo in silenzio ringraziarvi, ma siamo pure un’azienda fatta di persone che quando possono comunicano anche con le parole e non solo con i rispettabili numeri. Probabilmente siete dei lettori, fortunati possessori di una copia dei nostri libri (fortunati nell’averli incontrati, non per la qualità intrinseca dell’oggetto!). Probabilmente siete degli scrittori che non ci conoscono affatto ma siete alla ricerca di qualcuno che vi legga e vi apprezzi. In entrambi i casi un “ciao” con due righe di presentazione ci riempirebbero di una piccola gioia. I primi sapranno cosa altro riserviamo loro e dove trovarlo, i secondi sapranno che non c’è bisogno dell’amicizia su FB per ottenere ...

Prima candelina per Liblog

Scritto da: il 21.04.09 — 32 Commenti
Un anno fa nasceva Liblog, su Bloglist, con una recensione di poche righe sul mio autore preferito (sì, sempre Borges, nient'altro che lui). Un anno di recensioni, eventi, incursioni nella vita degli editori e degli scrittori, un anno di letture comuni. Un anno in cui ho conosciuto molte persone gradevoli e pochissime sgradevoli, amici, conoscenti, collaboratori preziosi. Un anno di cambiamenti, novità, di crescita. Un ottimo anno insomma. Ho iniziato con incertezza, con trepidazione e, chiaramente, una massiccia dose di inesperienza. Oggi la mia dose di inesperienza si è ridotta di una tacca, e il processo di apprendimento è stato intenso e rapido specie perché il sapere condiviso è un sapere che si moltiplica. Così, mentre io parlavo di quello che conoscevo, ricevevo le conoscenze degli altri, in uno scambio che ha generato un bel circolo virtuoso. Per onorare questo scambio ho voluto raccogliere un po' tutti i post di Vita da editor(e) in un ebook, gratuitamente scaricabile in pdf qui e leggibile anche su Issuu. Contrariamente alle abitudini diffuse di fare una semplice silloge, ho ripreso alcuni pezzi, ne ho aggiunti altri, ho rifinito un po' il testo senza cambiarne la fisionomia, solo incorporando, quando mi è sembrato il caso, nuove riflessioni e nuovi spunti. Ligia alle mie convinzioni, vi informo che l'ebook è rilasciato in Creative commons – by-nc-nd 3.0 unported. Insomma, potete farci (quasi) di tutto.

Aspiranti e pretese

Scritto da: il 20.03.09 — 4 Commenti
Oggi sfrutterò biecamente il caro Moscatelli per le mie divagazioni. Lui, scrittore ed editore (sognatore) affresca una delle tante situazioni tra il comico e il tragico che affrontano gli editori. Qualcuno degli aspiranti scrittori, di quelli sensati, intendo, sicuramente resterà basito e penserà che sono esagerazioni: invito costoro a fare un paio di mesi di stage in case editrici piccole e oneste, giusto per toccare con mano. La conversazione ricalca con precisione le richieste di taluni (tanti) aspiranti scrittori quando arrivano al contatto con l'editore. La prima richiesta è: voglio che il mio manoscritto venga letto sul serio. Ok, io questo lo faccio. La seconda è: gradirei per una volta un parere che non si risolva nelle solite due righe (del tipo: “siamo spiacenti di comunicarle che il suo lavoro non è stato accettato, le auguriamo maggiore fortuna e bla bla bla”). Ok, io spedisco schede di valutazione coi fiocchi. La terza è: non voglio pagare alcun contributo per la pubblicazione. Fin qui ci siamo, direi. La quarta è: non voglio essere preso in giro, se sul contratto c’è scritto che non chiedete denaro non dovete poi uscirvene con pretese tipo “mi devi 400 euro per il codice ISBN, per il servizio di editing e così via”. Benissimo, di editing, ISBN, correzione bozza e tutto il resto me ne occupo io. La quinta è: il mio libro deve finire in mezzo ad altri libri validi, non voglio restare in compagnia di scribacchini senza alcun talento… Anche questa richiesta, per quanto un po’ altezzosa, mi pare esaudibile, almeno a giudicare da quel che si dice in giro riguardo i libri dei Sognatori. Stessa cosa per la sesta richiesta: il libro non deve fare schifo da un punto di vista tecnico ed estetico, ci ho messo l’anima e un mucchio di tempo per poterlo terminare. Ok, dopotutto sono stato anch’io uno scrittore e so che ...

Case editrici: Intermezzi

Scritto da: il 09.03.09 — 2 Commenti
Tra le varie piccole realtà dell'editoria italiana ne ho scovata un'altra molto pulita. O meglio, loro hanno scovato me e io, dopo aver verificato di persona, sono qui a segnalarla a voi. Si tratta di Intermezzi, una casa editrice che si presenta così nel suo blog: Ora, noi siamo una casa editrice, come tale non a pagamento, noi pubblichiamo i libri e dire che cerchiamo scrittori mi sembra ovvio, non realizziamo sogni, speriamo semmai di alimentarne di nuovi. Noi cerchiamo lettori, vogliamo lettori, prima di tutto lettori, è ai lettori che parliamo, sono i lettori che ascoltiamo. Questo punto di vista qua fa la differenza tra le case editrici e le “case editrici”. Fateci caso, e non vi fate fregare, mi raccomando. Anche la loro è una passione unita a un po' di follia (bonaria): Ci vuole una certa dose di incoscienza per avviare un’attività in proprio in un paese dove (l’abbiamo scoperto dopo) avere aiuti e incentivi finanziari è difficilissimo, ad inaugurare una casa editrice poi, in Italia, dove quasi ci sono più scrittori che lettori e tanti editori quanti bravi scrittori. Ne siamo stati consapevoli fin dall’inizio. Ma non si può far niente con la passione e la competenza se non ci si mette insieme anche il coraggio e l’incoscienza. Se volete conoscerli un po' meglio potete visitare il loro sito, dove troverete i profili di chi ci lavora, e tante notizie interessanti. Inoltre troverete le modalità di invio scritti, insieme al "cosa" pubblicano: Principalmente romanzi, raccolte di racconti o no-fiction che abbiano come tema centrale il viaggio, l’intercultura, l’intermedialità. Ma questa è solo una preferenza, valutiamo anche opere di narrativa di altro genere e argomento. Non pubblichiamo poesia. Non prendiamo in considerazione opere incomplete. Non inviateci un racconto, o più racconti sparsi. Non scriveteci mail con link ai vostri blog invitandoci a leggerli. Valutiamo solo opere complete e curate
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