So che questo titolo a prima vista sembrerebbe impronunciabile e che presentandovi a ordinare il libro in questione potreste avere qualche problema, ma vale la pena di prendere un appunto per Yggdrasill, splendida prova di Maconi, che riprende un argomento mitologico non molto noto.
Come lui stesso spiega in fondo al volumetto, infatti, Yggrdasill è l’albero cosmico della mitologia norrena, per noi abbastanza sconosciuta; ma, come già avevo avuto modo di apprezzare, Maconi va spesso a caccia di altre culture, altre storie e idee. Questa volta non si tratta di una riscrittura del mito, bensì di un’ispirazione, dell’esigenza di fissare su carta un personaggio che, già pronto nella mente da un po’, aspettava la sua occasione.
Persino la genesi è particolare, perché è avvenuta durante il massacrante 24hic, che vede sfidarsi dei fumettisti per 24 ore consecutive al ritmo di una tavola ogni ora per comporre una storia, una trama, senza avere schizzi o storyboard da cui partire. Tutt’ora potete trovare le scansioni delle tavole di Gianluca Maconi sul sito della manifestazione, nella zona a lui dedicata e farvi un’idea del suo lavoro.
È senza parole, questo fumetto (sempre che sia corretto in questo caso parlarne in termini così semplicistici), pure immagini che compongono per la sola successione e disposizione una narrazione completa: la storia dell’uomo albero e del suo amore, il distacco e l’unione. L’assenza di parole è una scelta ottimale, che permette di riempire dei propri significati e delle proprie sensazioni i disegni.
Sono questi ultimi, come sempre, il punto di forza dell’autore, stavolta dettagliati e curatissimi, raffinati, un bianco e nero netto, carico di emotività. I grandi sfondi bianchi e nitidi , o al contrario di un nero cupo e compatto, su cui si stagliano le figure, sempre in posizione centrale, contribuiscono a dare un’atmosfera di grande pathos.
Consigliato a tutti gli amanti dell’arte e dei mille modi in cui si può esprimere, che siano affreschi antichi o semplici disegni su carta.
Agli appassionati italiani della Nothomb la Voland ha fatto un regalo: lo splendido volume cartonato L’entrata di Cristo a Bruxelles. Il libro contiene due novelle pubblicate in Francia su una rivista, L’entrata di Cristo a Bruxelles e Senza nome. Il primo, per inciso, è anche il titolo dell’opera in copertina, un dipinto di James Ensor citato all’interno del racconto.
Sono due storie brevi di carattere apparentemente diverso tra loro: la prima rievoca gli schemi di antiche tragedie e commedie per rivisitarle in forma favolistica, il secondo è il capovolgimento dello schema, anch’esso non proprio moderno, della ricerca avventurosa della dama.
Hanno però ambedue la capacità di sfruttare generi consolidati per interpretarli nella maniera tagliente cui la Nothomb ci ha abituati; se L’entrata di Cristo a Bruxelles ricorda per tema le tragedie greche e per svolgimento i canoni della commedia plautina, con tanto di equivoci e agnizioni, l’interpretazione è però quasi parodistica, per la consapevolezza con cui viene vissuta la trama, sia dal protagonista sia dal lettore.
Senza nome può essere confrontato ai miti nordici, alle fiabe russe e persino a Miyazaki con la sua Città incantata: l’essere spirituale misterioso che si appropria del nome è una delle leggende più radicate. Anche qui l’autrice gioca con la tradizione, utilizzando un’apparenza razionale per giustificare il suo personaggio.
La Nothomb si conferma abilissima nel giocare con i vecchi topoi della classicità greca ed europea, rimaneggiarli anche in chiave grottesca, rivitalizzarli e ammodernarli. Con una scrittura che è sempre diretta, termini quotidiani ma non sciatti, uno stile in alcuni punti distaccato.
Il volumetto è carino e non potevo lasciarmelo sfuggire, dato che ho l’intera bibliografia di Amélie Nothomb; ho trovato l’allineamento a bandiera un po’ fastidioso, mentre ho apprezzato il corpo del testo con il carattere abbastanza visibile, che lo rende facilmente leggibile. Nel complesso un’ottima lettura, senza impegno.
Inauguro oggi con L’entrata di Cristo a Bruxelles la partnership, per cui se avete voglia di comprarlo, potete farlo qui.