Tutti gli articoli su manuale

I migliori libri di poker

Scritto da: il 28.08.10 — 3 Commenti
Oggi ospitiamo la nostra collega blogdoka Luciana, di AllTheWord, che ci parla di manuali per giocatori di poker: Di libri sul poker ce ne sono davvero pochi; alcuni sono però importanti da leggere e vanno presi come una vera e propria guida. Questo perché gli autori sono dei veri giocatori che oltre a teorie, statistiche e consigli hanno alle spalle tanta pratica, ed è per questo motivo che da loro si può solo imparare. Oggi il Poker è diventato uno sport e molti sono gli appassionati che giocano su poker room online, come Europa Casino e altre. Per diventare bravi e avere qualche soddisfazione bisogna trovare il mix giusto tra allenarsi e soprattutto leggere, informarsi e guardare le mosse dei giocatori professionisti. I testi fondamentali per un futuro giocatore di poker sono: Harrington in Hold 'Em volume 1-3 di Dan Harrington e Bill Robertie, che contengono un bell'approfondimento su tecniche e strategie; Super System di Doyle Brunson volume 1 e 2, in cui vengono evidenziati i massimi sistemi e probabilità del poker; Online Ace di Scott Fishman, che riporta i pensieri di un giocatore che gioca bene sia online che live; Killer Poker Online di John Vorhaus, in cui l'autore riflette sulla dominazione del gioco; Il libro delle confessioni di Caro, il linguaggio del corpo e la psicologia del poker di Mike Caro, un guru che mostra i vari scenari del poker. Ogni libro sopra citato è scritto da ambiti giocatori di poker professionisti, gli stessi personaggi che si vedono ai Casinò di Las Vegas ogni sera. Alcuni di loro hanno vinto vari braccialetti Wsop e hanno fatto del poker il loro lavoro e la loro fortuna. In questi libri troverete approfondimenti utili che vi aiuteranno a iniziare il vostro percorso di gioco, ma anche molte informazioni utili se avete già iniziato a ...

Twilight. Manuale di seduzione, Morandi

Scritto da: il 07.04.10 — 3 Commenti
Se tra le affezionate lettrici di Liblog c'è qualcuna che non sa che farsene dell'amore di un uomo del nostro mondo perché il suo più grande sogno (neanche tanto inconfessato) è quello di pescare nell'altro, troverà molto interessante questo libro. Non sto parlando di necrofilia, per quanto sui gusti non si discuta, quanto piuttosto di vampirismo, inteso non come desiderio di diventare un non-morto con i canini quanto piuttosto..di impalmarne uno! Confessate, leggendo queste parole il pensiero di buona parte di voi è andato subito verso il vampiro più “in” del momento, l'unico che possa vantare degli splendidi occhi dorati da agnellino più che da predatore notturno. Ebbene, se il vostro sogno è proprio di conquistare il signor Edward Cullen allora non potete farvi mancare questo Twilight- manuale di seduzione di Sabina Morandi, vero e proprio compendio di istruzioni per l'uso. È doveroso però che faccia una precisazione, se a qualche fan della Anne Rice o di Buffy si sono illuminati gli occhi leggendo queste righe: probabilmente, seguendo passo passo le istruzioni dell'autrice nessun Lestat o Angel o tantomeno Spike cadrà ai vostri piedi. Lo devo dire, con vero rammarico personale, perché tutto il manuale è rivolto a uso (sperando chiaramente in un consumo futuro) del vampiro della Meyer. Altra precisazione: se tra di voi c'è qualcuno che ancora si chiede che cosa diavolo il vampiro più cool del ventunesimo secolo ci trovi nella goffa e sgraziata Bella, non compri il libro sperando di trovarvi dentro una spiegazione. La Morandi prende l'amore tra il bel vampiro e l'umana come dato di fatto e ne trae delle intelligenti conclusioni: è inutile porsi sterili domande sul perché ciò avvenga, è evidente che l'unico modo per conquistare anche noi un bel vampiro dagli occhi dorati è comportarsi esattamente come fa l'eroina del libro! La Morandi lo dice ...

Mille luoghi da vedere nella vita, Schultz

Scritto da: il 28.10.09 — Comments Off
Questa settimana ho deciso di parlarvi di un libro un po' particolare, che mi ha accompagnato in molte piacevoli serate della scorsa estate. Consentendomi ogni sera di catapultarmi con la fantasia in un luogo diverso del globo, 1000 luoghi da vedere nella vita non è di sicuro un romanzo ma, nonostante quello che potrebbe suggerire il titolo, non è nemmeno una vera e propria guida di viaggio. L'autrice, nota giornalista e viaggiatrice incallita per piacere ma anche (beata lei) per lavoro, ci racconta quello che secondo lei c'è di davvero imperdibile su questo pianeta. Patricia Schultz ci presenta una scelta personale e come tale, potrebbe far storcere il naso ad alcuni. A me personalmente, nonostante l'avvertimento nella prefazione, hanno disturbato i tanti, a mio parere troppi, hotel e ristoranti, per molti di noi destinati a rimanere dei sogni nel cassetto a causa del loro costo spropositato. Ma nonostante ciò, mille è un numero talmente alto da soddisfare anche il palato più esigente: qualsiasi meta pensate di trovare, probabilmente ci sarà. Parlando di un così ampio ventaglio di luoghi dedica logicamente poche righe a ognuna di essi, sufficienti quindi non tanto a organizzare la visita quanto piuttosto a stuzzicare la nostra curiosità. I luoghi scontati ci sono tutti (Petra, il Grand Canyon, la Piramide di Cheope, il Taj Mahal sono delle meraviglie tali che non possono essere escluse da qualsiasi elenco), ma nel numero non mancano le tante, numerose sorprese, qualche piccolo gioiello nascosto in un angolo sperduto del globo che potrebbe, perché no, portare ispirazione per future spedizioni alla scoperta del nostro pianeta. Il tutto è presentato in maniera divertente e spigliata, lontano dall'essere un elenco è più vicino a tante, micro dichiarazioni d'amore per le bellezze che ci circondano ai quattro angoli del globo da parte di una viaggiatrice che lo fa con ...

La mente del gatto, Fogle

Scritto da: il 03.08.09 — 2 Commenti
Dato il nuovo, recentissimo arrivato nella mia famiglia, ho ritenuto doveroso leggere qualcosa che mi insegnasse a comprendere i comportamenti, gli istinti o anche solo le caratteristiche fisiologiche del felino in questione; su consiglio di un'amica ho quindi letto La mente del gatto di Bruce Fogle. Come per la maggior parte dei manuali di etologia, veterinaria o semplice curiosità sugli animali, è un libro scritto da un vero appassionato della specie; ma almeno l'autore ammette candidamente sin dal principio che è influenzato dall'amore per i gatti e che non seguirà il rigore autoimposto di alcuni colleghi. Anzi, ne fa il punto di partenza del saggio, che si presenta quindi non perfettamente scientifico, nella sua forma, quanto piuttosto sentimentale, con esempi che fanno parte del bagaglio di esperienze personali di Fogle. Questo non gli impedisce, però, di scrivere un trattato ricco di notizie scientifiche di rilievo e corredato da un grande lavoro di ricerca. Anzi, gli consente il superamento della meccanicistica visione Pavloviana, presupposto che chiarisce fin da subito: non è detto che il cane salivi per semplice riflesso; ipotesi molto più plausibile è che abbia acquisito una conoscenza. Così è anche per il gatto, animale dall'intelligenza altrettanto sensibile. Dopo una prima parte di approfondimento della genetica, della fisiologia, dell'anatomia e della comunicazione felina, arriva la parte psicologica vera e propria, in cui si analizza l'apprendimento, il comportamento predatorio, le differenze di comportamento tra una razza e l'altra e, infine, i problemi più comuni. Tra la prima e la seconda parte scopriamo quindi il motivo del "riflesso di raddrizzamento", ovvero per quale motivo il gatto "atterra sempre sulle zampe"; o anche il motivo per cui il gatto fissa imperturbabile un oggetto, un punto, un altro gatto: è un processo di comunicazione o apprendimento. La scrittura semplice e i molti esempi permettono di capire alla perfezione anche ...

Le 100 grandi invenzioni, Philbin

Scritto da: il 29.07.09 — 4 Commenti
Le cento grandi invenzioni del mondo. Ovvero laddove la mente dell'uomo ha ideato oggetti che nei casi più elementari ci hanno semplificato la vita, a volte ce l'hanno salvata, spesso hanno cambiato il corso dell'umanità. Il giornalista newyorkese Tom Philbin ci presenta il suo personale elenco in questo bel libro, edito da Hobby&Work, partendo da un principio che afferma nella prefazione: non si parlerà nello scritto di scoperte, cioè di qualcosa che esisteva già in natura e l'uomo ha solo imparato a usare a proprio favore (quindi non troverete traccia del fuoco o della penicillina, ad esempio), ma di quegli oggetti che sono nati grazie all'inventiva e alla passione per la ricerca di uomini geniali. Il libro è diviso in cento capitoli, uno per invenzione, e già scorrendo l'indice possiamo avere delle sorprese. Accanto infatti a quegli strumenti che ci aspettiamo di trovare, perché la loro importanza nella nostra vita è intuitiva per chiunque, troviamo anche quelle invenzioni che forse non ci verrebbero in mente di primo acchito, ma la cui portata storica è stata senz'altro indubbia: o perché hanno cambiato il modo in cui nel Mondo si svolgeva una determinata economia, o perché hanno trasformato la Medicina, o perché ci hanno reso capaci di imprese impensabili prima del loro avvento. Così, accanto alla bicicletta, alla ruota, al telefono, all'automobile o alla stampa, della cui importanza ci rendiamo conto ogni giorno, figurano in campo medico l'incubatrice, l'anestesia o lo stetoscopio, che al giorno d'oggi ci paiono quasi banali ma il cui avvento contribuì a salvare molte vite. E che dire dell'aratro, del motore a scoppio o del treno a vapore, che cambiarono per sempre il modo di lavorare dei nostri avi? O come dimenticare la bussola e le vele, che resero possibile l'esplorazione lungo i grandi oceani e le conseguenti scoperte? O quanti ...

Manuale degli oggetti ribelli, Prestifilippo

Scritto da: il 13.07.09 — 4 Commenti
Confessate: avete talvolta smarrito un guanto (o calzino) per poi ritrovarlo in un posto improbabile? Avete pensato che il rubinetto sia posseduto da uno spirito dispettoso che si diverte a torturarvi, facendo scendere qualche sporadica goccia solo per turbare il vostro sonno? Se è così non potete perdervi il Manuale degli oggetti ribelli, di Pablo Prestifilippo. Il titolo non lascia spazio a dubbi: è un catalogo illustrato di quelle specie animate, oggetti con una personalità anche forte, che fanno parte della nostra vita quotidiana in silenzio, senza farci notare la loro vitalità. E che generano con le loro trovate l'impressione di avere a che fare con mostri, alieni o fantasmi (o tutte e tre le cose insieme). La variopinta fauna dei nostri oggetti comuni trova spazio nella quarantina di pagine del volumetto; a occuparsi di questa inconsueta tassonomia è il professor Aristitole,  scienziato e curioso, che dopo anni di studi ed esplorazioni casalinghe riesce a risolvere i misteri più astrusi, persino quelli delle macchie d'umidità. L'impostazione è quella consueta della casa editrice Orecchio Acerbo: illustrazioni a tutto campo che impegnano le pagine coi loro colori; da una parte le testimonianze di chi ha smarrito il consorte per poi ritrovarlo in luoghi insospettati, credendolo rapito dagli ufo,  dall’altra la spiegazione del baldo professor Tito. Come sempre anche la veste estetica, dalla carta alla scelta della copertina, si dimostra accuratissima. Le immagini di Prestifilippo hanno un’aria lievemente retrò, rassicurante e familiare, ma al contempo accattivante e divertente; non a caso è un autore rubato al mondo della pubblicità e della comunicazione, che sa concentrare quindi in pochi tratti un piccolo cosmo e renderlo “appetibile”. Tutto, insomma, concorre all'idea di trovarsi fra le mani un piccolo libro d'arte. Un manuale moderno dedicato ai ragazzi di oggi, ma con un'attenzione particolare anche ai ragazzi di una volta. E che ...

Oddio! Mia moglie è incinta!, Martinez Asensio

Scritto da: il 06.07.09 — 6 Commenti
Sul periodo della gravidanza sono stati scritti infiniti trattati, manuali, libri, consigli. Da autorevoli psicologi, neonatologi, da zie, amiche, parenti, questi libri inseguono le donne fin dalle primissime settimane della gestazione. E gli uomini? Quella metà di corredo genetico di loro competenza veniva tralasciata, fino ad oggi. Antonio Martinez Asensio infatti si rivolge, col suo Oddio! Mia moglie è incinta!, ai (futuri) padri, compartecipi sempre in secondo piano del miracolo della nascita. Come si può facilmente intuire dal titolo, però, il suo manualetto affronta l'argomento con piglio decisamente scanzonato, con levità e brio, necessari per sopportare tutte le fasi di queste famose 38 settimane. Il libro è diviso in fasi, esattamente come una gravidanza. Dal momento della scoperta si passa ad analizzare ogni trimestre fino al momento clou, il parto.  È più che altro un prontuario di sopravvivenza, che spiega come essere partecipi della gioia familiare senza far troppi danni. Spiega senza nascondere nulla la quotidianità, il cambiamento del rapporto uomo-donna, anche sotto il punto di vista sessuale, il progressivo slittamento delle attenzioni sulla gestante e sul bambino che sta per arrivare, gli sbalzi d'umore e le paure; e il punto di vista paterno di Asensio in questo caso è una scoperta e un arricchimento, pieno di autoironia. Come tutti i manuali ben fatti sfata anche molti miti, da quelli sul sesso del bambino a quelli sulla gestione del dolore durante il parto, passando per il non trascurabile argomento delle voglie alimentari. In compenso offre molti interessanti scorci sull'opinione che un uomo ha riguardo ai corsi preparatori, alle decorazioni e a tutto quel mondo di apparente frivolezza che circonda la maternità. L'unico tratto più emozionato (ed emozionante) è il capitolo sul parto, che effettivamente sancisce la paternità: l'autore ripercorre il momento in cui ha provato per la prima volta quella commistione di sentimenti, paura, ...

Piegare i tovaglioli, Jordan

Scritto da: il 28.06.09 — Comments Off
È domenica e alcuni di voi avranno di certo invitati a pranzo; amici, parenti, conoscenti, il pranzo della domenica è per molti un momento conviviale. Ci sono almeno tre parti che compongono un pranzo riuscito: in primo luogo, la compagnia, secondariamente i manicaretti, e infine la cura della tavola. A quest'ultimo argomento è dedicato il manuale di cui vi voglio parlare oggi, Piegare i tovaglioli. Non è uno di quei libri cui siete abituati, non è letteratura, certo, ma è utile anche questo, specie per chi ama la buona tavola. Nei paesi orientali la "messa in scena" del piatto è altrettanto importante che la qualità degli ingredienti e la bontà della ricetta. Noi europei non arriviamo a tanto, ma abbiamo (o abbiamo avuto) un certo amore per la decorazione della tavola. Ecco, con questo manualetto potremo dare un tocco in più alla nostra tavola domenicale, recuperare il gusto di una accuratezza  e una minuziosità che sono spesso dimenticate, per tornare a dare il giusto peso al momento, tutto sociale, del pranzo. Se siete appassionati della buona tavola e della buona presentazione in tavola, oltre questo libro vi consiglio anche il sito Napking Folding Guide, da cui ho preso spesso più di uno spunto. Buon – e bel – pranzo a tutti.

Il codice dell’editore, Ormezzano

Scritto da: il 05.01.09 — 4 Commenti
Molti in Italia hanno la passione per la scrittura e molti per l'editoria. A chi volesse approcciarsi ad uno dei due mestieri vengono spesso dati consigli balzani, mentre la miglior cosa da fare, per orientarsi, è studiare i testi fondamentali. Per l'editoria questo si concretizza nel Codice dell'Editore di Achille Ormezzano. Ormai è un'edizione vecchiotta, che andrebbe riveduta, ampliata e corretta per includere tutte le attuali istanze ed esigenze dell'editoria e gli aggiornamenti delle leggi in materia, molto cambiate negli ultimi anni, ma è il mattone, in senso lato e materiale, su cui poggiare per capire il mestiere dell'editore. Vero è che l'esperienza si acquisisce sul campo, quotidianamente, e che uno stage in casa editrice è sicuramente più valido e più utile di mille pagine a parlarne, ma svolgerlo con un buon bagaglio culturale specifico aiuta a integrarsi nelle dinamiche di redazione molto più in fretta, traendo così il massimo profitto dal periodo di tirocinio. Il saggio (ma anche contemporaneamente manuale) è organizzato in corposi capitoli che trattano gli aspetti normativi e tecnici di una impresa editoriale. Chiaramente manca tutta la parte del Creative Commons e del Copyleft, inoltre è stata modificata una parte delle leggi sul deposito legale e sui registri di pubblicità, ma la trattazione è esaustiva e dettagliata, e basta solo, come detto, integrarla con le disposizioni più nuove. Infine tutta la parte economica è da aggiornare poiché ancora in lire, come da aggiornare è il tariffario ISBN; le formule di calcolo dei codici ISBN ed EAN però restano invariate, così come le percentuali e i modelli contrattuali. I tre tipi di editoria (giornalistica, scolastico/scientifica e varia) sono esplorati nelle loro peculiarità e nei loro specifici adempimenti di settore, affrontati in capitoli lunghi e distinti. Sono espresse in modo molto chiaro anche le distinzioni tra piccoli, medi e grandi editori in ...

Più meglio di Cenerentola, Kapowski

Scritto da: il 26.12.08 — 2 Commenti
Chi non ha mai sognato di diventare una principessa, su istigazione di mamme, zie, e tutto quel gineceo in rosa (dai vestiti fino agli accessori) che in genere circonda le bambine? Ebbene, per chi lo sogna ancora forse è il caso di ricorrere a Più meglio di Cenerentola - Manuale per la principessa moderna. Con principessa non si intende qui la tradizionale fanciulla blasonata, cui la nobiltà è stata attribuita alla nascita, ma lo status moderno e mondano di VIP, che può essere ottenuto ormai indipendentemente dalle proprie qualità personali e oggettive. Una guida, o forse un'antiguida, che fa il verso ad una certa chick lit non solo d'oltreoceano, questa della Kapowski, briosa e scorrevole. Dallo shopping al fitness finanche al gossip tutti gli anglofili aspetti vitali della quotidianità principesca-VIP sono passati al vaglio. Divisa in sezioni, come un vero e proprio manuale, la zandeguida affronta con piglio ironico temi ampiamente dibattuti da riviste quali Chi o Novella Duemila (non a caso citata come testo sacro per le aspiranti principesse); interessanti i capitoli sull'istruzione e sulla popolarità, pieni di spunti divertenti. La scrittura, come è naturale, è vivace e diretta, e ricorda per struttura quella di molti blog. L'autrice si rivolge direttamente al suo pubblico distribuendo consigli e regole pratiche, moniti e suggerimenti per acquisire titolo e status. E lo fa in un volumetto tanto tascabile e sottile da poter essere senza alcun problema messo in borsa. Chiaramente si può anche provare a considerarle seriamente, queste settanta pagine di panoramica sul mondo dei popolari; ma sembrerebbe di tradire lo spirito della Kapowski, così acuto e tagliente, e soggiogarlo al'oggetto di tanta ironia. Consigliato per le S-VIP e per le conoscenti velina-style. Da leggersi con (auto)ironia.
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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