Tutti gli articoli su libri per bambini

Le fiabe di Beda il Bardo, Rowling

Scritto da: il 29.03.10 — Comments Off
Forse non tutti sanno che sono una grande appassionata della saga di Harry Potter, anche se non arrivo alle esagerazioni di qualche mio conoscente. Ho tutti gli Harry Potter in fila in libreria e ne ho regalata qualche copia agli amici. Come se non bastasse amo le favole e ho una collezione di fiabe tradizionali di quasi tutti i paesi del mondo. Non potevo farmi mancare, quindi, Le fiabe di Beda il Bardo, che tanta parte hanno nella conclusione delle vicende di HP. Per chi ha letto i libri della Rowling le fiabe sono un'ottima prosecuzione della lettura, e un buon complemento per rileggere il settimo libro in vista dell'uscita del film; per chi non fosse interessato alla saga di HP  sono comunque belle favole, con piccoli rovesciamenti di ruolo rispetto a quelli a cui siamo abituati, con la loro morale chiara. Infine, se mai servisse un motivo in più, la Salani destina i proventi ad un'associazione benefica fondata dalla Rowling e dalla dalla parlamentare europea Emma Nicholson, il Children’s High Level Group (rinominato "Lumos" – e chi ha letto HP capirà perché). La struttura delle fiabe è esattamente quella studiata da Propp: eroe, antagonista, aiutante sono figure senza alcune ambiguità e anche il dipanarsi dell'intreccio ricalca le orme di tanta favolistica tradizionale europea. La differenza, chiaramente, sta nell'uso della magia che è condizione naturale in partenza e non accidente – positivo o negativo – della trama: nessuna fata buona o strega cattiva a condizionare il percorso dell'eroe. I temi sono sempre gli stessi: l'inganno svelato, il figlio scontroso che impara la convivenza e la compassione, il desiderio di manipolare la vita che viene punito, e il rapporto con la morte, costante soprattutto nelle favole più popolari.  Come in ogni favola che si rispetti c'è sempre un insegnamento da trarre, anche se non ...

Libri in 3D?

Scritto da: il 26.03.10 — 5 Commenti
Su segnalazione di Axel ho letto questa notizia che ha dell'incredibile [foto d'archivio di yahoo]: I ricercatori del Gwangju Institute of Science and Technology sudcoreano hanno usato una tecnologia 3D per animare due libri di favole per bambini, con immagini di dragoni ed eroi. Le figure del libro hanno una cordicella che fa partire l'animazione in 3D, che i lettori possono godersi indossando gli appositi occhialini. Non so che effettivo uso possa avere, e sono tentata di pensare si tratti di una bufala, ma nel caso esista davvero e sia come viene prospettata sarebbe un'innovazione interessante, specialmente per la resa delle fiabe e dei racconti per bambini: un libro che si anima veramente, il successore tecnologico del vecchio libro pop-up. Vi lascio con un video che "illustra" come dovrebbe essere: [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=W1BhozWmqYg[/youtube]

Tino il cioccolatino e il chicco d’oro, Patarino Marsotto Guicciardini

Scritto da: il 29.04.09 — 2 Commenti
Nella collana Il battello a vapore di Piemme Junior la Serie Bianca raccoglie i libri adatti ai lettori in erba. I caratteri ingranditi in stampatello minuscolo – che mia figlia chiama impropriamente stampatino, con quel gusto tutto infantile e un po’ decadente per le forme diminutive – facilitano l’approccio alla pagina scritta; se si considera che viviamo in un’epoca iconica in cui l’impatto visivo ha un’importanza fondamentale per la ricezione del messaggio, verrà da sé che al giorno d’oggi non è poi così facile stimolare un bambino di cinque o sei anni alla lettura. Tino il cioccolatino e il chicco d’oro fa parte di questa sottocollana ed è il terzo volumetto di una trilogia dedicata al goloso e simpatico cioccolatino animato noto per essere stato per anni sponsorizzato nientemeno che della Ferrero. Sono svariate le case editrici che, occupandosi di letteratura infantile, hanno legato la loro fortuna ai libri mirati ai lettori di prima elementare. Un target di pubblico a quanto pare gettonatissimo dall’editoria e molto più esigente di quanto lo fosse solamente una trentina di anni fa: la mia generazione, tanto per intenderci. Mi vengono in mente, solo per citare alcune collane che ravvivano disordinatamente gli scaffali della libreria dei miei bambini, le Prime letture della Emme, anche queste in stampatello minuscolo fortemente ingrandito, oppure – sempre del gruppo Einaudi – le Fiabe in tasca in caratteri corsivi delle edizioni EL, o ancora le Bollicine della Giunti Kids. Libri nei quali la dimensione visiva è fondamentale e le cui illustrazioni non sono semplici didascalie colorate ma forniscono un corredo indispensabile e stimolante al messaggio puramente verbale, che ne viene così impreziosito. Per questo trovo che sia un’ingiustizia l’omissione in copertina del nome dell’illustratore fra gli autori da parte non solo del Battello a vapore, ma anche della stragrande maggioranza delle case ...

A-ulì-ulé, Orengo

Scritto da: il 04.03.09 — Comments Off
Un buon scrittore solitamente si cimenta in diversi generi e non è raro che affronti anche la materia infantile. È questo il caso di Nico Orengo, apprezzato tanto per i suoi romanzi dalla raffinata estrosità quanto per le svariate pagine che sin dagli esordi ha dedicato ai più piccoli. La raccolta A-ulì-ulé è una delle sue prime e più celebri prove in questo campo, anche se oggi pare sostanzialmente accantonata dagli addetti ai lavori: non solo mamme, papà e nonni ma anche e soprattutto gli insegnanti della scuola dell’infanzia. Pubblicata nel 1972 da Einaudi, ha conosciuto diverse ristampe fino alla fine degli anni Novanta, dopodiché, con l’esaurirsi delle copie in commercio non risulta più reperibile se non nelle biblioteche. È un vero peccato, perché si tratta di un volume sul quale è cresciuta un’intera generazione –la mia- e che ha fatto trascorrere ore piacevoli con le sue filastrocche, conte e ninnenanne ariose. Orengo raccoglie, trasportandole in veste italiana, cento e quarantotto poesiole regionali fuggendo programmaticamente il fine documentario o filologico: semplicemente, l’intento è quello di offrire ai genitori un materiale per “intrattenere, recitare, giocare ed improvvisare”. Un canovaccio, insomma, di testi tratti dal repertorio popolare “per recuperare le possibilità della fantasia e dell’avventura”. Una materia variegata in cui le rime, sovente, richiamano immediatamente una melodia nota, fanno riaffiorare un canto familiare. Nella prefazione l’Autore racconta la genesi di questo libro: “Certe sere, Simone non vuole dormire. Dice: “Mi racconti”. Dice: "Ho male ai denti. Dice: "Ho visto i lupi, tutti quanti. Me li conti?” E io seduto sul letto dico quanti lupi, cerco di fargli passare il mal di denti. E gli racconto”. Un padre che si accoccola al figlio e cerca di farlo addormentare con una cantilena, perché le fiabe a lui “vengono un poco a metà”. Il mezzo più antico per cullare ...

Il primo libro – Il castoro John, Pedron Pulvirenti

Scritto da: il 18.09.08 — 2 Commenti
Non tutti hanno la (s)fortuna di avere una madre modello "custode  della memoria", che conserva proprio tutto. Dalle prime maldestre poesie ai quaderni di scuola, alle impietose foto coi brufoli, nulla per queste madri è meritevole di oblio. Purtroppo. Alle volte però una tale disgrazia è ripagata da un contrappasso gustoso. Fra gli immani carteggi di stupidaggini affiora ogni tanto un repertorio da far venire i lucciconi, come quello che ho per le mani adesso: il primo libro che io abbia mai letto. Come potrete notare dalla copertina Il castoro John risente sia dell'usura sia degli anni, ma dubito che Fiorentina, colei che me lo regalò, sperasse di vederlo sopravvivere fino ad oggi. E che immaginasse quali catastrofiche conseguenze queste 16 pagine avrebbero avuto. Non sto qui a raccontarvi come io abbia imparato a leggere e a che età; vi basti sapere che questo fu il primo libro che lessi, anche solo stentatamente. Da questo a Liblog sono passate molte migliaia di pagine, ma la curiosità che mi mosse allora è la stessa che mi muove adesso. E adesso la trama: il protagonista è chiaramente un castoro, di cui viene narrata la maturazione fino al matrimonio. Non c'è molto da dire, frasi elementari e molte immagini, caratteri grandi, quasi nessun aggettivo, insomma, il classico libro prescolare. Del resto è un libro prescolare, sarebbe strano se fosse in altro modo. Inoltre ha un chiarissimo intento educativo, senza essere melenso come molti dei moderni testi prescolari; la vita di John rispecchia effettivamente le caratteristiche di quella di un normalissimo castoro americano, escluso il cappello da baseball; tuttora gran parte di ciò che so sui castori viene da questo libro così modesto. Non voglio spingervi a cercare questo titolo, dall'81 (prima edizione) ad oggi non penso sia più stato stampato; voglio solo spingervi a regalare ai vostri figli, nipoti, ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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