Da tutti i li-blogger
Buone feste e felice anno nuovo, ci rileggiamo il 4 gennaio!
Da tutti i li-blogger
Buone feste e felice anno nuovo, ci rileggiamo il 4 gennaio!
A questo punto gli parlai della guerra. Gli dissi le solite cose che la gente dice quando parla contro la guerra. Dissi che la guerra era ingiusta. Che i grandi paesi non dovrebbero distruggere i paesi piccoli. Dissi che il governo aveva fatto una serie di errori. Gli dissi anche che tali errori, in un primo tempo piccoli e perdonabili, erano ormai divenuti immensi e imperdonabili. Dissi che il governo stava tentando di nascondere i suoi errori iniziali sotto nuovi cumuli di errori più recenti. Gli dissi che il governo era ormai in preda a un’ubriacatura di errore, del tutto stordito dagli errori. Gli dissi che già diecimila nostri soldati erano morti a causa degli errori del governo. Gli dissi che decine di migliaia di soldati erano morti a causa di vari errori del governo. Gli dissi che decine di migliaia di soldati e civili nemici erano morti a causa di vari errori commessi in nostro nome. Gli dissi che non si sarebbe dovuto consentire al governo di commettere altri errori.
“Sì, sì” disse il tecnico-capo, “senza dubbio c’è una certa dose di verità in quello che lei dice, ma noi non possiamo proprio permetterci di perdere la guerra, no? E fermarsi equivale a perdere, no? Se si considera la guerra alla stregua di un processo di gestazione, l’arrestarlo equivale a un aborto, no? Noi non la sappiamo perdere, la guerra. Ciò non rientra tra le nostre capacità. Il nostro schieramento di forze sbaraglierà il loro schieramento di forze, questo è quanto sappiamo. Questo è il reale processo. Questo è quanto.
D.B.
Certe volte prima di recensire è giusto riflettere. Ho tentato di recensire in tempo, ma avrei bisogno di più riflessioni. A volte una mente sola non basta.
Accenno un pensiero, uno stile e le iniziali.
Liberi dal vincolo della copertina, dell’odore del libro, del contesto, chiedo a voi – tutti, tutti quelli che passano di qui: gente di liblog, assidui lettori, chi era solo in giro per portare a spasso il cane – qualche riflessione. Mi basta anche solo un vostro cenno, un segnale per definire per definire al meglio uno stralcio di lettura.
Aiutatemi, per favore, a gestire qualcosa (qualcuno) che io considero enorme.
Da oggi e fino a giovedì prossimo Liblog va in ferie. Ci rivediamo presto! Intanto vi auguriamo buon divertimento e un sano relax!
Oggi niente lettura, ma, in tema BlogDo, eccovi una foto scattata alla riunione – forse sarebbe meglio dire mangiata – dei BlogDoka:
Se proprio siete temerari, ce n’è un intero album su facebook. Buona domenica!
Il concorso Tanti auguri a voi si è concluso ieri sera. Mi spiace un po’ che ci siano stati pochi partecipanti, ma sono sicura che loro invece gioiranno: secondo la ridistribuzione dei premi, infatti, al primo arrivato andranno ben 10 libri, al secondo 6, al terzo 4. Se avete fatto un po’ di conti, però, vi accorgerete che mancano alcuni di libri all’appello: ebbene, andranno al quarto, quinto e sesto, due per ciascuno!
I partecipanti sono stati, nell’ordine di invio elaborato: Oloferne, LittleSofy, Cristina Monty, etnagigante, Chiaralice e iaco93; in totale tre immagini (due di Cristina Monty e una di Chiaralice) e quattro scritti (tre filastrocche e un racconto). E andiamo ai vincitori:
Parimerito gli altri tre che prendono 2 titoli ciascuno. Siete tutti pregati, quindi, di inviare una mail a liblog@blogdo.net con i vostri indirizzi, affinché possiamo farvi pervenire i vostri premi. Buona lettura a tutti!
Ieri sera è finito il Salone del libro di Torino, e come al solito mi ritrovo a pensare a cosa mi resterà. Molto più che a Roma resteranno volti amici, persone conosciute con cui ho chiacchierato, gente aperta e disponibile.
Molto meno ricorderò la parte che riguarda i libri: il Lingotto è stato una formidabile, immensa libreria, ma poco più di questo (e anche l’ultimo giorno alcuni dei grandi editori non hanno fatto sconti, sigh!).
E poi la città, magnifica e accogliente, piena di cose da fare (anche se funestata da un paio di eventi che ho accuratamente evitato, targati mediaset); infine, ultima notazione, ma non per importanza, ho recuperato un nuovo collaboratore, che presto inizierà a scrivere per Liblog.
Alla fine della fiera, come si dice dalle mie parti, non tutto è stato perfetto, ma comunque è stata un’esperienza d’eccezione.
Oggi ho incontrato alcuni dei collaboratori di Liblog in fiera; per essere più precisi Elfo, che realmente somiglia al suo nick, e Tom Traubert, enigmatico come la sua foto. Insieme abbiamo girato alla scoperta di editori meno noti, anche perché gli stand più grandi erano assaltati da grande folla.
Il Salone è sicuramente un grande evento, pieno di appuntamenti, personaggi famosi e stand da visitare, ma di giorno in giorno mi lascia sempre più perplessa, specie per il mio dualismo, da un lato lettore e dall’altro editore.
Se, come editore, trovo che questo appuntamento sia uno strumento formidabile per tastare il terreno, stringere amicizie e prendere contatti con altri appartenenti al Magico Mondo dell’Editoria, come lettore mi sto trovando spesso un po’ delusa.
Alla fine infatti, tolta la presenza di alcuni grandi autori che, da soli, catturano gran parte dell’interesse del pubblico, la logica che regge gli stand, soprattutto dei grandi, è meramente commerciale. Non dico che si debba star lì a chiacchierare con il singolo utente, ma mi piacerebbe si sfuggisse per un attimo alla logica della cassa, per privilegiare il piano umano: Adelphi, Mondadori, Mauri Spagnol, RCS e tutti i grandi in generale non hanno bisogno della fiera per vendere, quindi potrebbero anche concentrarsi di più sul loro pubblico.
Ma forse è una beata utopia. In realtà, come al solito, per necessità o virtù, sono sempre i piccoli e medi ad essere più disponibili, a fare il passo verso il lettore. Presumo però che sia un po’ un cane che si morde la coda: i piccoli e medi hanno necessità di instaurare un rapporto di fiducia con i loro lettori, di farli partecipi del loro progetto, mentre i grandi, proprio per il loro volume, vivono una dimensione spersonalizzante.
Dai miei incontri interessanti di oggi, comunque, vi anticipo che presto parleremo qui di Simplicissimus Bookfarm e della mia conversazione di oggi con Antonio Tombolini, di Daniele Pinna e dell’agenzia Kalama, per capire un po’ quale sia il ruolo dell’agente nell’editoria italiana, e di Round Robin, un’altra ottima (giovane e simpatica per di più) casa editrice.
Di sicuro avrò di che riflettere per molto, molto tempo.
Dato che alcuni mi segnalano di non aver potuto vedere le elaborazioni di Cristina Monty, le metto qui sotto perché siano visibili:

Cliccando le potrete ingrandire. Inoltre aggiungo un elaborato fuori concorso, poiché scritto dalla nostra preziosissima Noemi: è davvero molto bello e merita di essere letto da tutti. Eccolo qui: Se una notte d’aprile un navigatore…
Peccato che sia fuori concorso, perché avrebbe sicuramente vinto (Noemi mi odierà per questo)!
Aggiornamento del 20 maggio 2009, elaborato di Chiaralice:
Un anno fa nasceva Liblog, su Bloglist, con una recensione di poche righe sul mio autore preferito (sì, sempre Borges, nient’altro che lui). Un anno di recensioni, eventi, incursioni nella vita degli editori e degli scrittori, un anno di letture comuni.
Un anno in cui ho conosciuto molte persone gradevoli e pochissime sgradevoli, amici, conoscenti, collaboratori preziosi. Un anno di cambiamenti, novità, di crescita. Un ottimo anno insomma.
Ho iniziato con incertezza, con trepidazione e, chiaramente, una massiccia dose di inesperienza. Oggi la mia dose di inesperienza si è ridotta di una tacca, e il processo di apprendimento è stato intenso e rapido specie perché il sapere condiviso è un sapere che si moltiplica. Così, mentre io parlavo di quello che conoscevo, ricevevo le conoscenze degli altri, in uno scambio che ha generato un bel circolo virtuoso.
Per onorare questo scambio ho voluto raccogliere un po’ tutti i post di Vita da editor(e) in un ebook, gratuitamente scaricabile in pdf qui e leggibile anche su Issuu. Contrariamente alle abitudini diffuse di fare una semplice silloge, ho ripreso alcuni pezzi, ne ho aggiunti altri, ho rifinito un po’ il testo senza cambiarne la fisionomia, solo incorporando, quando mi è sembrato il caso, nuove riflessioni e nuovi spunti.
Ligia alle mie convinzioni, vi informo che l’ebook è rilasciato in Creative commons – by-nc-nd 3.0 unported. Insomma, potete farci (quasi) di tutto.
Cosa succederà nel prossimo anno non saprei dirlo adesso, ma di sicuro posso darvi qualche anticipazione sugli argomenti che affronteremo di qui alle prossime settimane e sulle novità che il passaggio a Blogdo ha introdotto. Senza tralasciare una sorpresa d’inizio anno…
Iniziando in ordine sparso ecco una piccola panoramica sulle innovazioni: come avrete notato nel nuovo template di Liblog ci sono molti vistosi cambiamenti. Il clip-box laterale, ad esempio, in cui troverete i video correlati in modo più o meno diretto ai libri, alla scrittura e all’editoria, o ancora la possibilità (già in passato testata) di inserire video-commenti via Seesmic, senza necessità di registrarsi al servizio.
Inoltre da qualche giorno è presente nella barra laterale il Blogroll, con i link utili e interessanti che man mano scoveremo in rete, che siano letterari o meno. Questi ultimi riflettono i miei gusti personali, quindi non hanno un vero e proprio criterio di selezione.
Oltre al consueto appuntamento con i libri ci saranno parecchi materiali aggiuntivi. Dalle interviste fatte durante Più libri più liberi agli approfondimenti sulle case editrici minuscole e piccole, una presa più diretta sul panorama dell’editoria indipendente italiana.
La grande sorpresa, legata al mio rientrare direttamente nel campo dell’editoria tradizionale (Lavieri lo chiamerebbe “il vizio dell’editore”) è un intero speciale sulla creazione di una casa editrice: ebbene sì, non ce la facevo proprio a restare lontana dalla mia passione! Ma non potevo che coinvolgervi tutti, voi che mi avete accompagnato in questi mesi di Liblog.
Sotto i vostri occhi vedrete la nascita e lo sviluppo di una piccola casa editrice indipendente, nata dalla collaborazione delle due donne del blog, io e Memy, prima amiche, poi collaboratrici, infine socie. Vi racconteremo la scelta del nome, la trafila legale, i punti critici e quelli felici, sarete con noi, insomma, in tutte le fasi.
Per ora basta così, direi: a voi scoprire il resto!