Tutti gli articoli su lettura

Analfabeti e paure – Ismaele blog

La cosa più spaventosa letta oggi è la rubrica di Tullio de Mauro su Internazionale. Dice che l’80% degli italiani avrebbe un livello di alfabetizzazione scarsissimo o nullo.

Parliamo dell’aspetto politico di questo dato, al di là delle sue più ovvie ricadute culturali: un Paese in cui solo il 20% della popolazione sa leggere, scrivere e far di conto è un Paese in cui pochi eletti possono leggere un articolo di giornale e comprendere il significato di quello che hanno sotto gli occhi.
Un Paese dove le dinamiche politiche, economiche e sociali, anche le più basilari, non sono comprensibili, perché spesso divulgate mediante un supporto scritto, o in una forma che presuppone una conoscenza della espressione grafica.

In un Paese del genere la democrazia è costantemente a rischio, perché il voto si affida sull’opinione di chi non ha gli strumenti per formarsi un’opinione. Questo significa terreno fertile per il populismo e per l’autoritarismo.

Cose di cui avere paura, Ismaele

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Scritto da: Livia il 15 Marzo 2010
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Refusi, Cassini

Refusi Refusi, CassiniProbabilmente non tutti sanno chi è Marco Cassini. Alcuni, che conosco personalmente, lo considerano il loro mito, con la sua storia di editoria coraggiosa, magari un po’ incosciente all’inizio, ma vincente. Perché Refusi, il suo Diario di un editore inCorreggibile, racconta proprio la nascita e le storie quotidiane della casa editrice da lui fondata con Daniele Di Gennaro, la Minimum fax.

A partire dal pretesto della sua diagnosi di stress, che però non mi sembra troppo difficile accettare come realtà e non come finzione letteraria, l’autore scrive della sua avventura e di come ha cambiato realmente la sua vita, ma anche di come sia distante dall’immaginario che ne aveva.

La vita di un editore, infatti, non è fatta di incontri in fumosi bar parigini con autori da nobel a discutere dei massimi sistemi letterari, ma di pragmatiche riunioni in cui discutere di rendiconti, distribuzione, editing, progetti editoriali e una discreta quantità di altri impegni “tecnici”, che poco attengono all’idealizzazione diffusa della figura di editore come grande mecenate ma hanno più a che fare con la figura dell’imprenditore.

Sono episodi che fanno riflettere su come l’editoria viene vista dall’esterno, dal famoso “panettiere” che ti chiede solo un’opinione, come se tu del pane gli chiedessi un campione valutativo gratuito, e come venga vissuta da chi ci lavora con passione, dedizione e orgoglio, spesso arrabbiandosi nella lettura di libri pieni di errori, refusi, cattive traduzioni. Perché una cosa è sicura: l’editore serio non tiene solo al proprio libro, ma ama il libro in generale, apprezzando quelli di buona fattura e infastidendosi per quelli scadenti.

Racconta anche di questioni che fanno parte, in piccolissimo, anche della mia esistenza: la “deformazione professionale” durante la lettura, l’assalto del vicino dell’amico del parente, il calcolo del famoso e funesto break even point (il punto di pareggio: quanti libri devo vendere per rientrare delle sole spese?) e la scelta se farne un cardine o scommettere su prodotti culturali dalla difficile vendibilità. E alla fine, comunque, c’è ampio spazio per rincuorarsi e per ricominciare a sognare almeno un po’, con l’aneddoto su Carver – di cui null’altro vi dirò – che trovate in fondo al libro.

Se avete mai accarezzato l’idea di diventare editori, ispirati magari proprio dalla storia di Minimum fax, e state considerando l’eventualità e i passi da fare, una lettura a questo diario-saggio è d’obbligo: vi toglierà la parte velleitaria del desiderio per darvi un’idea reale di come sia la vita di chi fa questo lavoro con serietà e passione.

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Scritto da: Livia il 15 Marzo 2010
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La British Library e i classici in ebook

Traduco una notizia apparsa su Pocketlint e scoperta attraverso Gaspare Armato:

British libraryLa British Library ha deciso che in tarda primavera renderà disponibili 65000 capolavori della narrativa del 19° secolo in formato ebook, completamente gratis. I libri, prime edizioni, includeranno i caratteri e le illustrazioni originali in ogni caso.

Tra gli autori inclusi nel progetto ci sono Charles Dickens, Jane Austen, Thomas Hardy e altre centinaia. La mossa fa parte del progetto di pubblicazione ebook della biblioteca. Ci saranno anche edizioni economiche disponibili su Amazon a circa 15 sterline.

“Liberare libri storici dagli scaffali ha la potenzialità di rivoluzionare l’accesso alle più grandi risorse bibliotecarie del mondo”, ha detto Lynne Brindley, il direttore generale della biblioteca, che ha lavorato con Microsoft per scannerizzare i libri durante gli ultimi tre anni.

Tutti i libri offerti sono fuori dal copyright, e  come per i classici ci sarà anche una selezione di romanzi d’appendice, tra cui Black Bess di Edward Viles e The Dark Woman di J.M. Rymer. Circa il 40% di questi titoli non si trovano in altre biblioteche.

Non è chiaro dove si potranno ottenere i libri, ma quando saranno distribuiti sicuramente ve lo faremo sapere.

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Scritto da: Livia il 15 Febbraio 2010
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Così tanti libri…

Così tanti libri Così tanti libri...

Via Catepol, via Ragazza che sogna

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Scritto da: Livia il 11 Febbraio 2010
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Polar Thriller – The Lo Re Report

Col permesso dell’autore riporto dal blog The Lo Re Report delle considerazioni sui romanzi venuti dal freddo, scritte da Carlo Lo Re:

verità del ghiaccioNella mia passione sconfinata per il profondo Nord dell’Europa ho recentemente scoperto un filone di action thriller che mi sta appassionando moltissimo. Sono i gialli o romanzi di spionaggio ambientati nelle regioni polari. Non è un genere alto, per carità, lo capisco bene, ma a me piace e rilassa, quindi lo consiglio a tutti.

Del resto, io credo che in letteratura sia sì fondamentale lo stile (l’autore deve innanzitutto saper scrivere, è chiaro), ma anche l’ambientazione spazio-temporale, che dà emozioni non da poco al lettore. Insomma, un libro ottimamente scritto ambientanto nel 2005 a Capacabana, Catania o Malindi proprio non mi stuzzica la fantasia. Un pessimo giallo ambientato nella Londra vittoriana, a Edimburgo o nella Stoccolma di ieri/oggi/domani semplicemente mi esalta. A scanso di equivoci, puntualizzo subito che le prove d’autore degli ultimi anni ambientate a Stoccolma sono in genere dei capolavori, come il caso Stieg Larsson (di)mostra ampiamente…

E così, ecco che il comodino si è in breve riempito di quelli che la mia nota coazione all’anglo-sintesi mi ha suggerito di chiamare polar thriller… Il primo che ho letto, tutto d’un fiato, è stato La verità del ghiaccio [il cui titolo originale, Deception Point (Simon & Schuster, New York, 2001), ossia "punto d'inganno", mi sembra più azzeccato della traduzione italiana]. Scritto da Dan Brown come terzo romanzo (appena prima de Il codice da Vinci, che è del 2003), in Italia è stato pubbicato da Mondadori a fine 2005. Ora si attende il film, che dovrebbe arrivare a breve nelle sale mondiali e la cui sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Dan Brown.
La verità del ghiaccio ha tutto per appassionare i patiti dell’action thriller e/o della fantascienza. Ambientazione artica, la Nasa protagonista assoluta, la ricerca di prove di vita extraterrestri, la corsa per la Casa Bianca sullo sfondo. Un mix che farà inorridire molti, ma che a me, tutto sommato, è piaciuto.

Finito di leggere (l’ennesimo) Brown (li ho tutti in libreria), mi sono fiondato su La tomba di ghiaccio di Steve Berry (in originale The Charlemagne Pursuit, Randon House, New York-London-Münich, 2008), che in Italia la mitica Editrice Nord ha dato alle stampe a fine 2009. L’ambientazione è fra la Baviera e l’Antartide, il mistero è tutto al Polo Sud, alla ricerca di una protociviltà umana già individuata dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Come sempre, ottima la cura che la Editrice Nord dedica ai suoi volumi, ma un appunto, a malincuore, lo devo per forza fare: a p. 7, nell’accurata cartina dell’Antartide pubblicata, non si poteva proprio evitare il mostruoso refuso inerente il Circolo Polare?!? Che, ovviamente, a Sud è quello Antartico, non Artico …

Finito Berry, mi aspettano Tempesta al Polo di Clive Cussler e Paul Kemprecos (Longanesi, Milano, 2008, in originale Polar Shift, Putnam, New York, 2005), Artico di James Rollins (Editrice Nord, Milano, 2005, in originale Ice Hunt, Baror International, New York, 2003) e Ice Limit di Douglas Preston e Lincoln Child, Sonzogno, Milano, 2001, in originale The Ice Limit, Warner Books, New York, 2000). Al termine, rimpiangerò l’estate…

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Scritto da: L'Ospite Inatteso il 26 Gennaio 2010
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Microcenturie

Un breve post dedicato a una new entry del blogroll di Liblog, Microcenturie, interessante progetto aperto a cui chiunque abbia una storia lunga una pagina può contribuire, ma si può anche semplicemente decidere di stampare e “smarrire” una centuria perché venga ritrovata, letta o dimenticata. Ecco cosa scrivono:

Racconti che edificano mondi minimi di una sola pagina, universi fatti di storie interstiziali: nascono in rete per essere poi stampati e smarriti lungo i viali, sugli autobus, nelle tasche dei passanti, nascosti ma in attesa di svelamento.
Parole come matrici delle cose, anche in pagine di carta, scritte e seminate a far bastione e contrafforte al mondo, per disegnare una nuova cartografia del reale e dell’irreale.
Fiumi che scompaiono dopo un breve corso, ma continuano un viaggio carsico che rispunta chissà dove, chissà quando.
Romanzi in atto unico, dispersi per essere ritrovati e per far giungere altri fin qui, a raccontare ancora e far esistere sempre nuovi mondi.

Scrittori e lettori, allora, fatevi sotto!

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Scritto da: Livia il 18 Gennaio 2010
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Solo gli americani potevano…

Solo a un rapper americano poteva venire in mente una cosa così per promuovere la lettura. Beh, probabilmente è in stile col suo target, ma vi assicuro che l’effetto comico è irresistibile.

Immagine anteprima YouTube

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Scritto da: Livia il 17 Gennaio 2010
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Il successo di aNobii, da Antefatto

A che imputare questo successo? Mi sono immerso tra le pagine del social network alla ricerca di una spiegazione, fino a quando di spiegazioni me ne sono venute in mente addirittura due. Uno: in un Paese come il nostro, che ha visto negli ultimi anni la cultura sempre più oggetto di disprezzo (vedi le sorti della ricerca, o le esternazioni dei vari Brunetta), trovare un luogo in cui poter condividere questa passione è quanto meno rivitalizzante.

Due: i lettori italiani si fidano sempre meno dei loro tradizionali mediatori culturali. Ho assistito a molti dibattiti in cui i soloni delle nostre lettere rimestavano fino alla morte Adorno, Horkheimer e Andy Warhol per giustificare storicamente concetti quali la “morte della critica militante”. Mai uno però che provasse a fare meaculpa sollevando il velo sulla natura di tante recensioni professionali: pezzi scritti spesso in batteria, prevedibili, mancanti di passione o in trasparenza servili o astiosi o stiticamente entusiasti quando non inutilmente cervellotici, il cui vero destinatario non è mai il lettore ma altri addetti ai lavori (“e allora perché non ricorrere alle mail collettive invece che a un quotidiano nazionale”? mi sono spesso domandato).

Antefatto, aNobii: critici addio, la recensione la facciamo noi

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Scritto da: Livia il 4 Gennaio 2010
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Universitari semianalfabeti

Finché lo dicevo io, in privato, chiacchierando con la vecchia zia insegnante (italiano, latino e greco), beh, potevo pensare fossero vaneggiamenti ed esagerazioni al limite delle tendenze GrammarNazi che circolano sul web. Ma riporto questo passo di un articolo uscito oggi su Repubblica, in cui si evidenzia quanta ignoranza ci sia tra gli studenti di ogni ordine e grado:

Io cossi tu cuocesti egli cosse: cos’è ’sta roba? Piccolo esame di verbi: “Se io sarebbe più abile, tu mi affiderai una squadra”. Ma anche: “Se tu saresti più alto, potessi giocare a pallacanestro”. Nel cimitero dove giacciono, insepolte, sintassi e ortografia, accenti e apostrofi si confondono in un’unica insalata nizzarda di parole: “Non so qual’è la prima qualità di un’uomo”. E tutto questo accade, si legge, si scrive all’Università.
Test d’ingresso per le facoltà a numero chiuso, anno di disgrazia 2009: alcuni degli aspiranti dottori del terzo millennio hanno risposto così. “I giovani che arrivano dalle scuole superiori sono semi-analfabeti”, ha dichiarato il magnifico rettore dell’ateneo bolognese, Ivano Dionigi.

[...] Come nasce lo “studente analfabeta”? Quando comincia a diventarlo? “I guasti iniziano nella scuola dell’obbligo”, risponde Tullio De Mauro, il padre degli studi linguistici italiani. “Il buonismo degli insegnanti ha fatto grossi danni, ormai si tende a promuovere un po’ tutti e non si sbarra il passo a chi non è all’altezza. Ma il disprezzo per la lingua italiana risiede anche in certi romanzi di nuovi autori, pieni di parolacce e di inutili scorciatoie, e nel linguaggio sempre più sciatto dei giornali dov’è quasi scomparsa la ricchezza della punteggiatura”.

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Scritto da: Livia il 8 Dicembre 2009
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Nuovi personaggi per Our Blog Story

Riporto il Bando natalizio di Our Blog Story:

Sta per arrivare il Natale, dunque vi facciamo un bel regalo. Ecco per voi un nuovo concorso ricco di premi.
Siamo in cerca di una nuova penna e di un nuovo personaggio. Alex ora ha le sue fan che lo seguono dappertutto. Giovani e giovanissime, belle o brutte, studentesse, lavoratrici, fidanzate o single. Immaginate di dare vita a una di queste fan sfegatate. Date a una di loro un nome, una storia, una carta d’identità, poi scrivete un post che possa inserirsi in Our Blog Novel.
La giuria sarà composta da Alessandra, Andrea, Carlotta e Livia che decideranno tra tutti quali sono i tre post migliori. Il primo classificato diventerà a pieno titolo autore di Our Blog Story e riceverà un magnifico premio.

Questi i requisiti:

  • Conoscere bene la storia e i personaggi di Our Blog Story. (Trovate i pdf della storia nella colonna a destra).
  • Scrivere un post di massimo 1800 caratteri, spazi inclusi in lingua italiana.
  • Essere coerenti con la storia e gli altri personaggi
  • Essere grammaticalmente, sintatticamente, ortograficamente ineccepibili (o quanto meno decenti via).
  • Inviarlo entro il 15 di gennaio a quest’indirizzo: cosetta.neri[at]gmail.com
  • Postare il bando del concorso su un proprio spazio (blog, social network, forum) evitando accuratamente lo spam. Cercate di coinvolgere più gente possibile.

Partecipate numerosi e fate partecipare anche i vostri amici ;)

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Scritto da: Livia il 3 Dicembre 2009
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