Tutti gli articoli su fumetti

Saldi d’estate e scorte

Scritto da: il 18.06.10 — Comments Off
Sta per iniziare l'estate e come sempre vien voglia di fare scorta di libri, come se già la mia torre di babele pericolante non sia abbastanza. Poi, come il diavolo tentatore, il nostro partner IBS ha messo in saldo i remainders, scendendo dal 50 fino al 65% di sconto: ditemi se non è provocare! Io ho già adocchiato qualche titolo, che secondo me può essere interessante: Il complotto delle mogli di Fritz Leiber (fregata dal titolo) Classici dietro le quinte di Giovanni Ragone (beh, col mio lavoro è ovvio che mi interessi) Memorie di un libraio di Cesarino Branduani (uno che ha iniziato a fare il libraio nel 1907 ha di sicuro qualcosa da lasciar detto) Il libro dei Teschi di Robert Silverberg (innamorata di Silverberg) Almanacco apocalittico di Professor Bad Trip (non conosco ma il nome mi attira) L'inventore di compleanni di Adolfo Ortega (intriga l'accenno di trama) Potreste anche approfittare per prendere qualche classico, come La lettera scarlatta, o Il fiammifero svedese, oppure esplorare liberamente libri che magari abitualmente non leggereste. Voi cos'altro mi suggerite?

Morte ai cavalli di Bladder Town, Lise e Talami

Scritto da: il 11.06.10 — Comments Off
Dopo il successo di Quasi quasi mi sbattezzo, un libro di cui si è parlato molto, il dinamico duo Lise & Talami torna con un nuovo volume, pubblicato questa volta per I quaderni di Ernest: Morte ai cavalli di Bladder Town. Ma laddove Quasi quasi mi sbattezzo era una cronaca a fumetti di un disagio morale e di un reale percorso di esistenza raccontato con intelligenza ed ironia, questa nuova storia è invece un tuffo nell’universo narrativo più immaginifico e delirante dei due fumettisti padovani. Ambientato in un west surreale e grottesco, in un piccolo villaggio che sembra uscito dalla mente confusa di un Sergio Leone in acido, la Bladder Town del titolo appunto, il racconto parte come la più classica delle storie d’amore tormentate ma si sviluppa ben presto in un visionario mistery con l’arrivo del losco Edgar J. Tuna e la morte tanto improvvisa quanto spettacolare di tutti i cavalli della piccola cittadina. Ma raccontare la trama di questa graphic novel alquanto sui generis sarebbe davvero ingeneroso e oltretutto si rivelerebbe un tentativo di improbabile riuscita. Vi basti sapere che incontrerete in questo delirio molto ben organizzato una galleria di personaggi assolutamente notevole: la bella Violett Scarlett e il suo stuolo di pretendenti, il di lei padre fonte inesauribile di esilaranti citazioni pseudo-bibliche, il Genio del Barattolo, Elzie e - ovviamente - tantissimi cavalli, anche liofilizzati. Il risultato è una storia tanto sorprendente quanto poco lineare, la narrazione si prende molte libertà e si avvale del tratto semplice ma ricercatissimo di Alberto Talami per un effetto finale di grande impatto, anche visivo. E se non si capisce forse proprio tutto-tutto alla primissima lettura, questo non fa che aumentare l’effetto straniante e un po’ onirico del racconto. Da segnalare la grande cura riposta nella presentazione, intesa come stampa e scelta dei materiali e ...

Zagor contro il vampiro, Nolitta-Ferri

Scritto da: il 01.04.10 — 5 Commenti
Sul finire degli anni 60 Sergio Bonelli muoveva i primi passi come sceneggiatore di fumetti e per non finire nel cono d’ombra dell’ingombrante genitore, il celebre Gianluigi, autore dello stravenduto Tex, si firmava sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta. È infatti con quel nom de plume che diede vita alle sue creature a fumetti più celebri, l’antieroe Mister No, che però arrivò più tardi, solo negli anni 70, ma soprattutto Zagor che, contrariamente all’altro grande personaggio bonelliano, prosegue tuttora la sua storia editoriale in edicola. La serie è ovviamente una delle più longeve ormai del panorama nostrano ma anche una delle più originali come dimostra questo volume degli Oscar Mondadori, Zagor contro il vampiro, che ripropone due delle migliori storie del periodo d’oro, entrambe disegnate dall’altro autore storico della testata, il disegnatore ligure Gallieno Ferri. La peculiarità di Zagor stava infatti, e sta tuttora, nel mixare in un’ambientazione western non troppo rigorosa, tutti (ma proprio tutti) gli elementi dell’avventura classica, con un’assoluta libertà di contaminazione da elementi fantasy ed horror, se non addirittura fantascientifici. Anche il protagonista poi è un mix di ispirazioni e caratteri. Zagor, conosciuto anche come Lo spirito con la scure, è un bianco che si batte spesso al fianco dei pellerossa, un “giustiziere” idealista (ma simpatico, non temete) sempre pronto a schierarsi dalla parte del bene senza guardare al colore della pelle; si muove sfruttando meglio di Tarzan le liane della foresta di Darkwood (immaginaria ambientazione delle sue avventure) assai più volentieri che con più rare cavalcate in stile classico; e alla pistola, che maneggia pure egregiamente, preferisce una scure indiana con cui affrontare tanto comuni banditi quanto scienziati pazzi, uomini lupo, sacerdoti druidi, alieni e orde di non-morti. Il tutto, dimenticavo, abitando in una capanna nel mezzo di una palude... Una palude nel New England. Una follia insomma, ...

Uomo Faber, Milazzo & Calzia

Scritto da: il 18.03.10 — Comments Off
Da qualche settimana è uscito in edicola, allegato a La Repubblica o L’Espresso, un bel volume a fumetti dedicato a Fabrizio De André, intitolato Uomo Faber. Gli autori sono Fabrizio Calzia per i testi e Ivo Milazzo per i disegni. Se Ivo Milazzo davvero non dovrebbe avere bisogno di presentazioni, essendo una delle autentiche colonne storiche del fumetto italiano (basti ricordare la serie Ken Parker, su testi di Giancarlo Berardi) e in assoluto uno dei più grandi maestri della “letteratura disegnata”, ammetto che so (molto) meno della storia di Lorenzo Calzia, che però per quanto mi riguarda parte avendo dalla sua come minimo una grande passione per le parole e la musica di Fabrizio De André, e tanto basta almeno per ora. Poi certo, potrei dilungarmi sul perché la figura di Faber abbia suscitato negli anni questo interesse… di più, questo autentico amore per la sua figura e il suo pensiero, si potrebbe parlare del perché ogni anno si scrivano libri, saggi, storie a fumetti (sì perché questa non è nemmeno la prima) sulla sua storia e sulle sue storie. Paradossale e un po’ ironico destino per uno che negli anni 60 diceva di non volere che gli si “facessero i fumetti intorno” ma certo allora era un giovane cantautore col terrore del palcoscenico. Un De André più maturo avrebbe capito che era inevitabile, lui che rispondeva alle interviste per iscritto, per paura di essere frainteso o che uscisse fuori qualche belinata. Qualche belinata che in questo volumetto ci sarà (c’è) senz’altro, trattandosi in fin dei conti di una ricostruzione in forma di fiction della vita di De André, ripercorrendo per sommi capi eventi della sua biografia e della sua produzione discografica. Persone che diventano personaggi, amici, famigliari, donne… Il rischio grosso per un racconto di questo tipo è ovviamente il diventare didascalici, sforzarsi di ...

Giornalismo a Fumetti – Il Giornalaio

Scritto da: il 08.02.10 — Comments Off
Col permesso dell'autore riportiamo qui una recensione tratta dal blog Il Giornalaio: I fumetti, come ho avuto modo di evidenziare a più riprese, nel nostro paese non hanno mai avuto uno status che andasse al di là dell’intrattenimento. Il fumetto di attualità nel nostro paese, ad esclusione di rarissime pubblicazioni distribuite in circuiti “non ufficiali”, non esiste. Il fumetto giornalistico sembra assumere sempre più il un ruolo di strumento di denuncia che testimonia come i fumetti abbiano una forza che forse non  possiede nessuna altra forma di giornalismo per capacità di narrazione e coinvolgimento. Guanda Graphic, casa editrice specializzata in graphic novels, pubblica questa settimana Una notte alla Diaz. Una cronaca del G8 a Genova reportage giornalistico a strisce realizzato da Cristian Mirra che quella esperienza l’ha vissuta in prima persona. Il libro a fumetti è suddiviso in tre parti, la prima, “Verso Genova”, che racconta la manifestazione e il clima di tensione di quei giorni; la seconda, “Notte cilena”, narra l’assalto della polizia, il tentativo di fuga, il pestaggio subito da Mirra ed il trasporto in ospedale; la terza e ultima parte infine, “L’ospedale”, racconta il ricovero al Villa Scassi di Genova, i tormenti fisici e psicologici, gli abusi di alcuni poliziotti e la solidarietà di altri, fino all’ordine di scarcerazione. La narrazione di Mirra non è la prima ricostruzione a fumetti che riguarda quelle giornate dell’estate 2001, ma gradevolezza del tratto e la partecipazione agli eventi da parte dell’autore contribuiscono a dare al volume in uscita spessore degno d’interesse. Se voleste sfuggire all’attuale assetto editoriale costituito prevalentemente da signorini infeltriti, narratori autorizzati di una realtà omologata, acquistatelo.

299 + 1, Ortolani

Scritto da: il 17.12.09 — 3 Commenti
Lo dico subito, così ci capiamo e ci togliamo il dubbio: sono un fan di Leo Ortolani. Potrei partire con gli aggettivi, scomodare definizioni, potrei limitarmi a dirvi che Leo è un genio ma… ops, l’ho già fatto! Eh beh, pazienza, m’è scappato e si vede che ci sarà un motivo. Sì perché l’arte della parodia è difficile. La parodia non richiede solo senso comico, la parodia richiede profonda conoscenza dell’opera e del genere... la parodia, soprattutto, esige grande amore per l’originale. È questo amore che fa, per esempio, del Frankenstein Junior di Mel Brooks un grandissimo film che è un sincero omaggio a tutto un mondo, a tutto un cinema. Con la stessa passione sono fatte le parodie di Leo Ortolani e, aggiungo, con altrettanto genio (e due!) comico. Non fa ovviamente eccezione questa 299 + 1, riedizione in un unico volume a colori della storia originariamente pubblicata in due puntate su altrettanti numeri della serie regolare di Rat-Man in edicola. Il titolo ovviamente sbeffeggia 300, opera a fumetti di Frank Miller resa celeberrima dalla fortunatissima trasposizione cinematografica cui ben pochi, volenti o nolenti, hanno potuto sottrarsi. Il protagonista di questa mini saga è ovviamente il supereroe di Ortolani, che proprio recentemente ha compiuto vent’anni e che oramai è divenuto un vero punto di riferimento nell’asfittico panorama fumettistico nostrano. Nato come “semplice parodia” dei vari Batman e Spiderman (anche se a me piace ancora chiamarlo Uomo Ragno!) di casa Marvel e DC Comics il Ratto si è evoluto negli anni diventando altro e ben oltre, mostrando uno spessore autoriale notevole e capace di affrontare storie ambiziose e di grande respiro. Anche quando si va aldi là del mondo delle calzamaglie colorate e dei superpoteri, come in questo caso, dove ci si cala nel mito di Sparta, affrontando in un colpo solo l’opera di ...

La fisica dei supereroi, Kakalios

Scritto da: il 02.12.09 — 4 Commenti
[NdE: questa recensione è la seconda sullo stesso saggio, ma ogni lettore è differente, e differente è il suo punto di vista] La fisica dei supereroi prima che come libro nasce come seminario per matricole: era il 2001 quando il professor James Kakalios, insegnante di fisica dell'università del Minnesota, tenne per la prima volta il suo corso dal titolo “Tutto ciò che so sulla scienza l'ho imparato dai fumetti”. Fu la sua risposta alla richiesta dell'università di rendere le lezioni introduttive per i nuovi studenti originali e interessanti: appassionato collezionista di fumetti da quando era ragazzino, Kakalios decise di attingere a piene mani dai supereroi dei più famosi Comics americani per cambiare, almeno dal suo punto di vista, il modo per insegnare i principi basilari della fisica. Premetto che non amo molto la materia, ma ADORO i supereroi. Ed è questo che mi ha spinto a comprare questo libro, un po' come si può essere spinti a scegliere una scatola di cioccolatini dalla confezione scintillante. La sorpresa, almeno per quello che mi riguarda, è che tolto l'involucro dorato, anche il cioccolato non si è rivelato affatto male! Un po' mi aspettavo, lo confesso, che il supereroe venisse utilizzato come specchietto per allodole: un veloce riferimento e via, c'è la scusa per propinarci pagine a pagine di formule. Invece non è affatto così:i supereroi vengono citati continuamente, perché sono loro lo strumento diretto con cui vengono spiegate le più importanti leggi della fisica. E..sorpresa! La lettura non è affatto noiosa. Perché Superman può sollevare un camion? Come funzionano le ragnatele di Spiderman? Quanta energia serve a Flash per correre a velocità sovrumana? Come fa L'uomo Ghiaccio degli X-Men a mandare sottozero l'atmosfera? Gli esempi sono facili e calzanti, lo stile molto piacevole e colloquiale, i riferimenti ai fumetti, dai Marvel ai DC, sono numerosi e continui. Kakalios si rivolge ...

Papà tatuato, Magicomora e Nesquens

Scritto da: il 30.10.09 — Comments Off
Orecchio acerbo non si smentisce mai: i suoi libri per ragazzi sono sempre dei piccoli capolavori, sia nella confezione del volume sia per le illustrazioni sia, infine, per la scelta del testo. Papà tatuato è forse, esteticamente, ha un maggiore potere di attirare l'attenzione, sin dalla copertina. La storia, come avrete capito già dal titolo, è effettivamente scritta sulla pelle di questo papà stravagante, che appare e scompare raccontando le sue mirabolanti avventure, una per ogni elemento fissato dall'inchiostro sul suo corpo; i tatuaggi, insomma, diventano parte integrante della memoria, una vera e propria mappa dei ricordi. Ovviamente è una storia alla Sinbad, rocambolesca e piena di personaggi inverosimili; con il famoso marinaio condivide alcuni racconti pittoreschi, come quello dell'uccello gigantesco. Potrebbe essere, in effetti, un estratto dalle Mille e una notte, organizzato in cornici e con un narratore così particolare. È come un grande gioco di citazioni, con le immagini che prendono vita al solo tocco e questo figlio che legge il padre come una cartina, affascinato e affabulato, sempre più curioso di sapere quell'elefante chi è, o ancora il grande ragno fatto di scampoli di ragni. Un modo per tenere vivo, con la fantasia, un rapporto fatto anche di assenze e distanze, un suggerimento per quei padri che, per lavoro o per altro, non hanno la possibilità di stare molto con i figli: alimentarne l'immaginario. Testo e figure si muovono come sempre di pari passo, con una scelta di immagini quasi pop, ad opera di Sergio Mora, e con colori che danno l'illusione di una carta antica, di vecchie pergamene e mappe. Il testo di Nesquens è forse più complesso di quelli cui mi ero abituata: la scelta delle parole e degli argomenti, unita a una certa dose di surrealismo, lo rende una lettura ideale per adulti e per bambini. Da suggerire e ...

Zanardi, Pazienza

Scritto da: il 09.10.09 — Comments Off
Ci ho provato più volte a non parlare di questo volume, scantonando, prendendo tempo, preferendogli questo e quello, il meno ovvio, il meno amato, ma poi hai voglia a sfuggirgli. Perché è là Zanardi, a guardarti di sbieco dalla copertina, con l’occhio sinistro azzurro da sotto il capello sudato e da sopra il nasone a becco. E come si fa. E allora ok, provo a rendergli giustizia, perché Zanardi è di Andrea Pazienza personaggio principe, icona rock: perché se è vero che Paz era una rockstar Zanna era che ne so, il suo Ziggy Stardust, la sua “maschera” più famosa, la sua hit generazionale. Antieroe cattivo e amorale, parente assai prossimo dell’Alex kubrickiano, Zanardi è un giovane degli anni ’80, astuto e lupesco, violento e prevaricatore, e Paz ne fa il protagonista di un pugno di storie feroci e divertentissime, assieme a due compagni di merende assai diversi ma altrettanto memorabili, il belloccio Colasanti e lo sfigato Petrilli. Ne esce, fra l'altro, uno spaccato della giovane Bologna di quegli anni, del fancazzismo sesso droga e rocchenroll a volte vero a volte velleitario, delle piccole e grandi fattanze, di un’era sospesa fra l’eroina e Frigidaire, fra gli Skiantos e gli anni di piombo, marcata da uno scollamento generazionale (e morale) che le storielle di questo volume lasciano intravedere fra una vignetta e l’altra di "Pacco" o di "Verde matematico". C’è tutto il Pazienza più divertente però qui, capace di repentini cambi di registro, dal grottesco al drammatico, dal nero esistenziale all’erotico, con quell’elasticità del segno e della narrazione che era il tratto più distintivo della sua irrefrenabile genialità. Sei sono le storie contenute in questo volume, tutte folgoranti, tutte irriverenti e scorrette, alcune sono a colori, altre sono in bianco e nero, e da alcune di queste Renato De Maria ha tratto una decina d’anni ...

Venerdì 12 Omnibus, Ortolani

Scritto da: il 05.10.09 — 1 Commento
Un uomo, il suo amore impossibile e infranto, un servitore dal nome evocativo, una volontaria reclusione, una maledizione che porta alla deformità. Se quello che ho appena scritto vi porta una vena di malinconia probabilmente non avete mai letto Venerdì 12 di Leo Ortolani, che ha accompagnato per molto le uscite di Rat-man e finalmente ha un volume dedicato alla storia integrale, dalla prima all'ultima puntata. Se lo aveste letto vi sarebbe venuta in mente Bedelia e avreste cominciato a ridere, già dall'inizio. L'amore della vita di Aldo, infatti, non è proprio una santa, né una donna celestiale o perfetta. Anzi, richiama più un incrocio tra un salumiere e un gerarca: i suoi uomini sono numerati per comodità, ma attraverso un tatuaggio sulla coscia. Attraverso una maledizione che viene da un carillon (cosa che ricorda – uno a caso – King) l'amore infelice di Aldo si trasforma in deformità fisica. Ma le citazioni non finiscono qui: dalla riconoscibile maschera fino al titolo, Venerdì 12 si muove di parodia in parodia, affrontando i classici di genere. Nel volume Omnibus, inoltre, si può seguire la storia per intero, divisa nei suoi quattro tronconi: le Origini, la Solitudine, il Risveglio e la Conclusione. E cercare con Aldo di sfuggire al destino, conquistando il vero amore o sacrificando una vergine. Dato che quest'ultima opzione sembra essere impossibile da perseguire, "padrune" Aldo cercherà di tornare insieme a Bedelia per scoprire, infine, che non è proprio quello che vuole. Il nostro moderno Belfagor sarà accompagnato da figure improbabili, tra cui il citato (ed esilarante) servitore Giuda che, fedele al detto nomen omen, non gli sarà di grande conforto, e donne di rara bruttezza sia fisica sia morale. Il tratto è quello consueto di Ortolani, semplice ma in grado di mettere in evidenza il grottesco e il ridicolo, un disegno che è ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple