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128 battute

I social network ormai prendono piede anche nei concorsi letterari: è il caso di 128 battute, indetto da Feltrinelli utilizzando il famosissimo Twitter.

“L’unica cosa che valga la pena di fare, oggi, è l’essere moderni”
Oscar Wilde
64 battute

“Non sono un atleta. Ho cattivi riflessi. Una volta sono stato investito da un’auto spinta da due tizi”
Woody Allen
104 battute

“(I Can’t Get No) Satisfaction”
Mick Jagger e Keith Richards
30 battute

Loro ci sono riusciti….
tu con meno di 128 battute cosa sei capace di scrivere?
la feltrinelli ti invita a 128 battute, primo concorso di microletteratura

la Feltrinelli.it lancia il primo concorso di microletteratura che premia la sintesi, la sagacia e la creatività.
Partecipare è semplice. A partire dal 9 novembre 2009, fino al 14 febbraio 2010, invia al profilo www.twitter.com/128battute un aforisma, una storia, una freddura, un proverbio, una poesia….insomma tutto quello che riesci pensare, iniziare e finire in solo 128 battute.
I 128 microracconti più originali saranno selezionati dalla giuria di la Feltrinelli e pubblicati in un volume distribuito a partire dal 21 marzo nei punti vendita la Feltrinelli e RicordiMediaStores di: Milano, Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo. Il prezzo ammonterà alla somma simbolica di 1 euro, e l’incasso sarà devoluto all’Associazione SightSavers, che sostiene progetti in favore della formazione scolastica di bambini nati ciechi nelle regioni più povere del mondo.
Come si fa a mandare un microracconto a www.twitter.com/128battute? Il processo è semplice e gratuito: hai tre alternative:

  • Scrivi un twit dal tuo profilo nello spazio What Are you doing che inizi con @128 battute
  • (es. @128 battute L’unica cosa che valga la pena di fare, oggi, è l’essere moderni). Nel conteggio delle 128 battute non è contata l’intestazione @128 battute;
  • Invia un messaggio diretto al profilo www.twitter.com/128battute senza superare il tetto delle 128 battute;
  • Invia una mail a 128battute@lafeltrinelli.it specificando nell’intestazione il nome o il nick dell’autore.

Tutti i microracconti che saranno inviati tra il 5 novembre 2009 e il14 febraio 2010, saranno pubblicati sul profilo www.twitter.com/128battute.
I primi 5 racconti saranno inoltre premiati con un buono di 100 euro, così ripartiti: 50 euro da spendere nei punti vendita la Feltrinelli e RicordiMediaStores, e 50 euro da spendere sul sito LaFeltrinelli.it.
la Feltrinelli si riserva di non pubblicare o cancellare racconti lesivi alla persona o che violino le vigenti normative sulla privacy o sul Copyright.

L’adesione/partecipazione da parte vostra comporta il tacito assenso al trattamento della vostra immagine ed alla pubblicazione delle stesse all’interno dei nostri siti web, forum o dove lo ritenessimo necessario (altri siti, riviste del settore) con lo scopo di pubblicizzare l’iniziativa. Non si accetteranno a posteriori richieste di oscuramento, taglio e quant’altro (fatti salvi casi particolari previsti dalla Legge) in quanto avvertiti preventivamente.

Via Dario Salvelli

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Scritto da: Livia il 14 Novembre 2009
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La Feltrinelli delle ragazze

Leggo oggi (tramite xlthlx) nella sezione “Arte e cultura” del Corriere che a Milano stanno per inaugurare “La Feltrinelli delle ragazze”. E mi sento un po’ perplessa. Riporto dall’articolo:

Lefel La Feltrinelli delle ragazzeInaugura giovedì il nuovo store «LeFel»: 6000 articoli, 1000 marchi. E i libri? Strizzano l’occhio a Bridget Jones

Le fanatiche della «chi­ck lit», la letteratura per pollastrelle che ha come icona Bridget Jones, pos­sono mettersi in fila. L’appunta­mento per loro è giovedì sera in Corso XXII Marzo 4, dove al­le 18 si inaugura quello che l’editore Carlo Feltrinelli chia­ma «un esperimento: né libre­ria, né concept store, piuttosto un luogo per menti creative». [...]
Ecco dun­que 320 metri quadrati, con ol­tre 100 marchi e 6000 articoli, tra cui libri della più classica «Los Angeles literature» (ovve­ro storie di femmine belle, ric­che e innamorate), trucchi, ba­gnoschiuma, guide viaggio, fo­tografie, abbigliamento, desi­gn, cioccolato e tè da degustare insieme nella tea-room. «New York Sexy» e «Lipstic Jungle» di Can­dace Bushnell sono i titoli di punta del secondo piano, dove le clienti potranno sedere persi­no al trucco e testare i nuovi co­smetici di Angelo Caroli, i frap­pé da corpo del marchio newyorchese Smp, o provare gli abbinamenti proposti da Sar­toria Vico, Roseapois e Madelei­ne Couture , che disegna t-shirt con le facce di Obama e Ein­stein, uomini con pochi musco­li ma molto cervello, come quel­li inseguiti dalle lettrici del ge­nere post-Harmony.

Tralasciando il fatto che l’articolo sembri un lungo redazionale, con tanto di marche e prezzi, ci sono alcune considerazioni che mi sorgono spontanee.

Mi disturba non poco l’evidente sessismo del creare una libreria per ragazze e farla secondo lo stereotipo della ragazzina che legge solo chick lit, fanatica della moda – anzi, sembra ora si dica fashion – e che si fa abbindolare dalla sonorità francese del nome. Il massimo sarebbe un posto in sfumature – pardon, nuance – rosa, per completare i cliché. Perché si sa, le ragazze che leggono sono stupide oche incapaci di appassionarsi a saggi, classici, scritture impegnate.

Mi disturba la solita operazione che svuota di senso personaggi come Einstein, così come ha sempre disturbata l’analoga operazione su Che Guevara: privilegiare l’apparenza più che l’appartenenza e rendere delle personalità semplici oggetti-feticcio, dimenticando le loro reali idee. Insomma, un altro depauperamento culturale. Già me le vedo, un’orda di pink ladies che vanno in giro con la versione linguacciuta di Einstein, magari con sulla schiena la famosa formuletta.

Sarò troppo invecchiata, ma quest’operazione di teen marketing mi sembra un ritorno al passato, in cui le donne avevano la loro letteratura, la loro ginnastica, il loro piccolo mondo separato da quello reale. Col rischio che questo mondo, stavolta, diventi l’unico reale.

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Scritto da: Livia il 9 Settembre 2009
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Premio Santa Margherita

logo santa margherita Premio Santa MargheritaAlla sua quarta edizione il premio Santa Margherita, concorso gratuito dedicato a racconti inediti di circa 4000 battute che abbiano per argomento il vino.

Centoventi giorni – dal 15 maggio al 15 settembre prossimo – per dar sfogo alla propria fantasia e raccontare in 4mila battute (spazi compresi) una propria storia, originale, sul vino. È questa la quarta sfida che il Premio Letterario Santa Margherita – in collaborazione con Librerie Feltrinelli – lancia ai nuovi scrittori italiani. Una sfida di successo: soltanto nella passata edizione sono stati oltre mille500 i racconti pervenuti alla Segreteria del Premio.

Ai tre vincitori, buoni per l’acquisto di libri, del valore rispettivamente di 1.500, 1.000 e 500 euro, assieme a prestigiose bottiglie Magnum della Casa Vinicola.
Ma il premio più ambito è l’opportunità di pubblicare i racconti sulle retro-etichette delle bottiglie di Pinot Grigio, Chardonnay Trentino e Müller Thurgau Frizzante, i best sellers di Santa Margherita.

La giuria sarà presieduta da Inge Feltrinelli, e sul sito, dove potrete scaricare il bando integrale, troverete anche un elenco di autori che hanno partecipato alle passate edizioni o che hanno contribuito con loro racconti: da Michele Serra a Nicoletta Agnello Hornby, a Vanni Santoni.

Insomma, una buona vetrina per cominciare a farsi conoscere. Affrettatevi, scade il 15 settembre!

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Scritto da: Livia il 18 Luglio 2009
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Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti, Antoni

Non c'è gusto in Italia – Roberto Freak AntoniC’era una volta la Bologna di fine anni 70. Era la Bologna in cui si aggirava pentothalesco Andrea Pazienza, c’era il Dams, c’era il punk. C’erano anche gli anni di piombo in agguato, ma soprattutto c’era un grande fermento culturale giovanile. È in questo scenario che muovono i primi passi gli Skiantos, formazione ora storica ma che all’epoca si faceva largo con una formula che impiantava testi demenziali su musiche pop-punk, con risultati spesso devastanti.

Leader storico e paroliere principe della band bolognese, passata in pochi anni “dalle cantine alle fogne” (come direbbero loro) ma anche alla storia della canzone italiana, era e rimane Roberto “Freak” Antoni. Ora basterebbe dire che quest’uomo è padre di canzoni-manifesto come Mi piaccion le sbarbine o Largo all’avanguardia (pubblico di merda), fatto sta che non pago della sua epopea di rock performer, Freak scrive anche libri. E nel 1994 dà alle stampe per Feltrinelli il fortunatissimo Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti, raccolta di poesie demenziali con condimento di qualche divagazione, slogan e scemenze assortite.

C’è in queste poesie tutto il succo del vero “demenziale”, che è visione alternativa, preferibilmente dal basso, sovvertimento delle regole, politicamente scorretto, fortemente autoironico. Rime baciate e non, intuizioni fulminanti che hanno il risultato di accendere cortocircuiti verbali e mentali che muovono al sorriso ma anche, talvolta, svelano dietro lo sberleffo la tristezza, se non la tragedia di cui, come sappiamo, il comico rappresenta solo l’altra faccia.

Vi ricordo che, tanto per dire, adesso lo sanno tutti, ma che “la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo” lo si è scritto per la prima volta in questo librino.

Reperto storico ancora godibilissimo, da leggere con un Lambrusco giovane e poco impegnativo.

SCONCERTO

Che peccato
buttare le perle
ai porci

Ma pensate che casino
buttare i porci
alle perle

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Scritto da: tomtraubert il 7 Maggio 2009
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