Tutti gli articoli su fantasy

La principessa indesiderata, de Camp

Scritto da: il 12.11.10 — Comments Off
Tra gli autori del fantasy classico più famosi un posto particolare spetta a L. Sprague de Camp. In primo luogo per la sua fantasia nel creare universi tanto fantasiosi da sfiorare l’assurdo, in secondo per la sua acuta vena ironica e umoristica. Un buon esempio della sua produzione è il libro di cui vi parlo oggi: La principessa indesiderata. Il protagonista del romanzo Rolling Hobart, ingegnere di una società americana, è trascinato nel mondo dove “tutte le cose sono o non sono qualcosa” per salvare la bellissima principessa. Riesce nell’impresa ma, contravvenendo alla tradizione favolistica, si rifiuta di sposarla! Cominciano allora i suoi esilaranti tentativi per fuggire che, manco a dirlo, peggiorano soltanto la situazione invischiandolo sempre più in intrighi e guerre, regolate da leggi addir poco bizzarre. Vi siete mai chiesti come sarebbe un mondo dominato dalla pura logica Aristotelica? De Camp l’ha fatto e il risultato è spassoso: le montagne sarebbero perfettamente coniche, esisterebbero solo i colori primi, niente crepuscolo (perché o è giorno o è notte), le persone avrebbero personalità assolute… insomma niente sfumature. Da questo spunto arguto ed originale l’autore trae dialoghi a limite dell’assurdo e situazioni surreali, fino a portare alle estreme conseguenze la logica Aristotelica nel sorprendente finale. Il tutto raccontato con stile gradevole, essenziale e pieno di sottile umorismo. Nel complesso questa piccola perla del fantastico è una lettura adatta a tutte le età. Si presta a essere letta tutta d’un fiato in due o tre giornate piovose. Buona lettura.

Wunderkind II – La Rosa e i Tre Chiodi, D’Andrea

Scritto da: il 26.10.10 — Comments Off
Ho appena concluso la lettura del secondo volume della serie del Wunderkind, dell’ormai noto Ivan il Terribile GL D’Andrea: La Rosa e I Tre Chiodi. Parto subito col dire che sono contenta: contenta di aver continuato la lettura, contenta di aver capito meglio (credo) la storia e contenta di aver riscontrato non pochi miglioramenti a livello stilistico. Di solito aggiungo qualche nota sul metodo di scrittura solamente alla fine della recensione, ma stavolta vorrei fare il contrario, perché il libro è scritto bene; se da un lato l’autore cede ancora – raramente – alla trappola del descrivere un orrore come inenarrabile (quando a noi piacerebbe che ce lo narrasse, visto che tanto non ci risparmia nulla!), dall’altro sono spariti gli orpelli che infiocchettavano il primo libro e resta l’impressione di una grande abilità linguistica, un registro elevato ma mai ridicolo, una ricercatezza di alcune forme che, secondo me, prima non era ben definita e che qui, invece, emerge chiaramente. E ora veniamo al resto. Tanto per cominciare Wunderkind 2 si trova, in quasi tutte le librerie, sugli scaffali dedicati ai ragazzi. Ecco, io ve lo dico: se il vostro pargolo di otto anni si avvicinasse al libro, toglieteglielo e leggetelo voi. C’è un clamoroso fraintendimento alla base della linea editoriale che caratterizza questo testo: se è vero che il protagonista è un ragazzino pelle e ossa, credo di non aver mai letto niente di più lontano dalla narrativa per ragazzi. No, neanche se ci sono maghi e licantropi. L’avventura di Caius Strauss riprende dove l’avevamo lasciata, ovvero dopo lo scontro con il terribile Jena Metzgeray. Il Wunderkind è stato fatto prigioniero, i suoi “amici” dispersi. Gus Van Zant è in uno stato di sospensione tra la vita e la morte, il corpo tramutato in orrenda chimera. Persino Pilgrind il Barbuto sta perdendo attimo per ...

A me le guardie, Pratchett

Scritto da: il 12.10.10 — 1 Commento
Ho sempre pensato che per produrre una buona parodia si debba essere acuti osservatori, profondi conoscitori dell’argomento di cui si vuole trattare e – non ultimo – brillanti scrittori: Terry Pratchett è decisamente tutto questo. Il libro con cui vorrei introdurvi a questo autore – A me le guardie – si colloca all’ottavo posto della saga che l’ha reso famoso, quella ambientata a Mondo Disco, ma è il primo di una “sottoserie” dedicata a quelli che “Qualunque nome abbiano, in ogni opera di genere fantasy-eroico il loro scopo è lo stesso: più o meno al capitolo 3 (o dopo 10 minuti di film) irrompono nella stanza, attaccano l'eroe uno alla volta e vengono massacrati”. Stiamo parlando delle “guardie”. Nella città di Ankh Morpork, capitale di Mondo Disco in cui avvengono ogni giorno decine e decine di nefandezze (tanto per dirne una i ladri e gli assassini sono riuniti in sindacati), giunge Carota, un armadio a tre ante che, allevato dai nani, crede di essere uno di loro. Il ragazzo trova posto tra i ranghi della Guardia Cittadina, composta nientepopodimeno che da tre elementi: il rassegnato Capitano Vimes, il pigro sergente Colon e il bruttissimo caporale Nobby, il quale si diletta anche a compiere furtarelli qua e là. L’arrivo della nuova recluta porta una ventata di freschezza e a poco a poco le guardie cominciano a credere di nuovo nel loro lavoro, ma un’associazione segreta (probabilmente i Confratelli Elucidati Della Notte D’Ebano, ma nessuno può esserne sicuro) trama per evocare un drago e attuare un colpo di stato che faccia cadere il reggente di Ankh Morpork, Lord Vetinari, detto anche “Il Patrizio”. Riusciranno i nostri eroi a sventare il diabolico piano? A Mondo Disco tutto è possibile, ma se c’è una cosa chiara è che nulla andrà mai per il verso giusto. Se dovessi riassumere ...

Il guerriero misterioso, Hickman e Hickman

Scritto da: il 01.10.10 — 2 Commenti
Il romanzo fantasy di cui vi parlo oggi è stato scritto da uno dei miei autori preferiti e dalla gentile consorte: Tracy e Laura Hickman, famosi per i romanzi legati al mondo di DragonLance. Tuttavia per il primo capitolo della trilogia I Cantici del Bronzo, hanno creato una nuova ambientazione… o meglio, tre! La trama si dipana, infatti, su tre mondi, separati ma interagenti tramite una sorta di dimensione onirica. Nel primo un fabbro di nome Galen è imprigionato a causa della sua presunta pazzia: parla con gli oggetti e questi gli rispondono! Nel mondo delle fate la simpatica Dwyndwyn, è alla ricerca di una nuova verità che possa salvare la sua patria. Infine il Goblin Mimic trova un orologio nel naso di un titano che gli cambierà la vita. Le loro vicende sconvolgeranno l’ordine costituito. Come forse avrete intuito, né Il guerriero misterioso (il titolo originale, però, è Mystic Warrior) il maggiore sforzo è stato speso nella creazione di tre ambientazioni, ognuna con la sua storia, le sue tradizioni e tutti i particolari che tanto piacciono a noi appassionati. I due autori hanno rielaborato i tradizionali elementi fantasy alla luce d’idee originali, tra queste ho particolarmente apprezzato la religione del Pir, che vede i draghi come dei, o l’idea che le fate siano altezzose e sprezzanti verso le altre specie. Buona l’attenzione posta nell’approfondimento psicologico dei personaggi che sono diversi e tutti ben caratterizzati. A dire il vero tendono a essere un po’ piagnoni ma verso la fine dell’opera si abbozza una certa evoluzione di cui si vedranno le conseguenze nel secondo libro. La trama è ben fatta e la lettura scorrevole (ho letto il libro a tempo di record). Anche se non mancano dosi di umorismo, mistero e avventura, il cuore della narrazione è nel mondo dei sogni, dove la narrazione diviene ...

La lama nera, De Judicibus

Scritto da: il 20.08.10 — 1 Commento
Fa caldo (che incipit originale!), quando fa caldo si ha voglia di stare fermi e per stare fermi che c’è di meglio di una bella lettura? Il romanzo che vi propongo oggi coniuga le strutture tipiche del fantasy classico con gusti più moderni. Perfetto per stare fermi. La lama nera è il primo di una trilogia (e non poteva essere altrimenti) scritta da Dario De Judicibus, autore di libri e articoli di vario genere, compresi pedagogia e informatica. Il romanzo racconta la vita e le avventure del giovane Aggart, partendo dalla distruzione del suo villaggio e della sua famiglia. Nel giro di pochi anni lo si vede perseguire un’impossibile vendetta, trovare la sua strada nella più oscura delle gilde ed essere coinvolto nella lotta contro un oscuro signore dei demoni. Perché lui è destinato a essere Lama Nera, l’ultima speranza per un intero mondo. La cosa che più stupisce dell’opera è la cura maniacale dell’ambientazione. Nulla è lasciato al caso: una bella mappa, una cosmologia dettagliata, storia, politica e tutte quelle informazioni che tanto piacciono a noi maniaci del fantasy vecchio tipo e che rendono realistico un mondo. Particolarmente ben sviluppata, anche se fa molto videogioco, l’idea delle gilde, tra le quali spiccano la Mano: chi avrebbe mai detto che gli assassini potessero essere… socialmente utili? Buono l’approfondimento psicologico del personaggio principale anche grazie ad alcuni interludi in cui la narrazione passa in prima persona. Più pennellato quello dei personaggi di contorno su cui spiccano un giovane mago con un gran senso del dovere e un’amazzone sboccata ma simpatica. La trama è piuttosto lineare ma non priva di sorprese e,soprattutto, di bei dialoghi. Ricorda un’avventura di un gioco di ruolo e non lo dico come un difetto, anzi! Il libro, nel suo complesso, è scritto abbastanza bene, manca di un po’ di patos ed eleganza ...

Stardust, Gaiman

Scritto da: il 13.07.10 — Comments Off
Il caldo avanza, c’è bisogno di letture leggere. E perché non portarsi in villeggiatura una deliziosa favola moderna come Stardust, del sempre geniale Neil Gaiman? Qualcuno potrà obiettare che si tratta di un libro espressamente dedicato ad un pubblico giovane e questo non si può negare, tuttavia – come per Coraline  e come per tutti i racconti di questo autore – il talento è tale da rendere godibile anche una lista della spesa.  ( E prometto che questa sarà l’ultima lode non argomentata). L’avventura si svolge in una Inghilterra magica e parte dal villaggio di Wall, così chiamato perché un muro lo separa dal Mondo Magico. Tra i ragazzi cresciuti a Wall c’è Tristan Thorne,  un giovanotto timido ed insicuro, sempre con la testa tra le nuvole e innamorato pazzo di Victoria, la ragazza più bella e vanitosa del paese.  Quando Victoria lo mette alla prova chiedendogli  di portarle la stella cadente che entrambi hanno visto solcare il cielo, il nostro eroe non esita a partire, attraversare il muro ed inoltrarsi in una dimensione a lui sconosciuta e pericolosa. Le cose che non sa, in realtà, sono molteplici: per esempio che le stelle quando cadono diventano ragazze e che ci sono streghe disposte a tutto pur di catturarle perché il cuore di una stella, se mangiato, garantisce l’eterna giovinezza. Se poi a complicare il tutto ci si mettono gli eredi del Regno Magico, che cercano il prezioso medaglione che sarà la chiave per impadronirsi del trono, quando Tristan incontra Yvaine, una ragazza bellissima che ha al collo un magnifico gioiello, capiamo tutti che l’avventura è destinata  a diventare un turbine di emozioni. Scritto con stile leggero e colorato, Stardust è sia un racconto di formazione che una storia d’amore e magia che si rifà alle fiabe classiche e ne calca le orme con ...

La canzone di Shannara, Brooks

Scritto da: il 01.07.10 — 1 Commento
Sarete d’accordo con me che non c’è niente di meglio di un buon libro per allietare un lungo viaggio, soprattutto se il mezzo di trasporto è un vecchio treno. La lettura che mi ha accompagnato tra sferragliamenti, sedili scomodi e scossoni è un vecchio best seller del fantasy: La canzone magica di Shannara di Terry Brooks. L’ultimo capitolo della prima trilogia di Brooks (potete leggere le mie recensioni dei primi due qui attorno) inizia con il druido Allanon che, per la terza volta, chiede l’aiuto ai membri della famiglia Ohmsford: il pericolo proviene da un potente libro di magia nera in possesso delle sinistre Mortombre e l’unica che può distruggerlo è la giovane Brin Ohmsford, detentrice della potente canzone magica. Quello che non sa è che anche Jair, il fratello minore della ragazza, dovrà intraprendere un viaggio disperato per salvare le Quattro Terre. L’impresa richiederà un prezzo altissimo… Due sono i binari paralleli su cui si dipana la trama e ognuno dei due è caratterizzato da elementi fantasy diversi. Il viaggio di Jair è avventuroso ed esaltante, ricorda da vicino l’Heroic fantasy: un gruppo di guerrieri valorosi che affrontano grandi eserciti, mostri terrificanti e insidiosi trabocchetti con la spada, la magia e il coraggio. Certamente la mia parte preferita. La storia di Brin ha un taglio più drammatico e una maggiore attenzione sull’approfondimento psicologico. I personaggi mostrano la loro complessa personalità al lettore con naturalezza e senza artifici. Ognuno ha una paura nascosta e molto umana: non essere all’altezza, la corruzione del potere, la solitudine etc. Dei personaggi di contorno meritano una menzione Slanter, un burbero (ma simpatico) battitore gnomo incerto tra la fedeltà al suo popolo e ai suoi amici, e Garet Jax, l’invincibile maestro di spada alla ricerca di un avversario degno della sua bravura, un personaggio quasi epico. Che dire infine? Nella Canzone magica ...

Il guerriero dell’anello, Wagner

Scritto da: il 30.04.10 — 3 Commenti
Ammetto che ad attirarmi verso questo libro, sperso tra tanti altri sul vecchio carretto tarmato, è stato l’accostamento Wagner – anello. Ovviamente, l’autore non è il celeberrimo compositore ma Karl Edward Wagner, noto scrittore di Horror, Fantascienza e Heroic Fantasy. Protagonista di questo romanzo è forse il suo personaggio più famoso e riuscito: Kane. Il Guerriero dell’anello inizia col tormentato guerriero dai capelli rossi che entra in possesso di un misterioso (e voluminoso) anello, non un anello magico, ma il frutto di una tecnologia aliena in grado di risvegliare poteri quasi illimitati, e donargli conoscenze infinite. Armato di tali poteri Kane, ordisce un piano tanto contorto quanto audace per iniziare una sanguinosa conquista del mondo … tanto per ammazzare il tempo! Lo stile di Karl Wagner ricorda molto i grandi autori di Heroic Fantasy del passato, in particolare Howard di cui era notoriamente un estimatore. L’ambientazione è disegnata con poche sapienti pennellate e la trama è un susseguirsi di potenti magie, orrori cosmici, battaglie sanguinose, sacrifici umani e sfrenate passioni. Il tutto legato da uno stile semplice ed evocativo al tempo stesso. Una trama tutto sommato lineare ma divertente. La caratterizzazione dei personaggi è curiosamente in bilico tra lo stereotipo e l’originale: Teres, ad esempio, è una bella principessa che si comporta come un maschiaccio per compiacere il padre; Dribeck è un nobile che ama l’erudizione, ma è costretto a continue prove di forza e intrighi a causa della sua posizione. Su tutti domina la figura carismatica di Kane. Maledetto da una divinità folle (chiaro riferimento a Caino) è condannato a vagare in eterno. Col passare dei secoli è divenuto cinico e ambizioso, invincibile guerriero ma anche competente in scienze, magie e culture non umane. Ha una sola grande nemica: la noia, e per sfuggirle è pronto a tutto … o quasi. Ciononostante non ...

Amabili resti, Jackson

Scritto da: il 16.03.10 — 1 Commento
Comincio col sottolineare che non sono tra coloro che vivono sul luogo comune “il libro è sempre meglio del film”. Ci sono casi in cui, secondo me, le pellicole sono di tutto rispetto e qualche volta anche più divertenti dei romanzi da cui sono tratte (un esempio per tutti: Il diavolo veste Prada). Quando ho saputo che Amabili Resti sarebbe stato trasposto per il cinema da Peter Jackson, di cui ho amato tantissimo la trilogia su Tolkien (ve l’ho detto che non sono una “purista”!), non stavo più nella pelle all’idea. Forse, però, è stato uno di quei casi in cui l’aspettativa era troppa. Laddove il romanzo è un’intensa riflessione sulle sfaccettature del dolore, qui abbiamo una sorta di pubblicità del Mulino Bianco lunga più di due ore, in cui la protagonista saltella in una specie di radura sconfinata dove ogni tanto appare un gazebo sicuramente riciclato dal set della “Compagnia dell’Anello”. Critici ben più navigati di me hanno voluto vedere in questo la tematica della “Terra di Mezzo” tanto cara al regista e fin qui ci può stare; peccato, però, che a questo mondo alternativo sia dedicato troppo spazio, togliendo spessore alle vicende dei vivi attorno ai quali la storia originale era incentrata. Questo spostamento del focus è il difetto principale della pellicola: nel libro Susie resta imprigionata in una specie di limbo tra la terra e il cielo, da cui può vedere ciò che accade a coloro che sono rimasti. Sono la sua famiglia ed i suoi amici, nonché il suo assassino, che con le loro vicende portano avanti l’intreccio. Nel film questa percezione non si ha ed infatti la psicologia dei personaggi resta appena abbozzata, nonostante gli attori mettano tutta la loro buona volontà. Il cast, devo dire, sarebbe stato all’altezza se avesse avuto una direzione meno ...

La pietra dell’addio, Williams

Scritto da: il 11.03.10 — Comments Off
Le feste di Natale e Capodanno sono già un ricordo. Anche stavolta, come tradizione da più di dieci anni a questa parte, non ho potuto fare a meno di rileggere Il Trono del Drago di Tad Williams. Dopo, giacché c’ero, ho letto il seguito, ma non ricordo se è la settima o l’ottava volta... Il secondo romanzo della trilogia delle grandi spade inizia con i nostri protagonisti sparsi per tutto l’Osten Ard e, in genere, in guai grossi. A nord Simon, ora armato della spada Thorn, deve salvare Binabik dalla giustizia dei Troll. A Est Josua, insieme ai pochi scampati al massacro, fugge inseguito dai Norn verso le terre selvagge dove lo aspetta un nuovo nemico. A Ovest il conte Eolair fa una scoperta inaspettata nelle caverne dove si rifugiato il suo popolo. A sud Miriamele e l’ambiguo monaco Cadrach continuano il loro viaggio tra congiure e insidie. I cammini di tutti loro, e di parecchi altri, sono destinati a portarli nell’unico posto al sicuro dalla tempesta in arrivo: La pietra dell’Addio. Come avrete capito la trama segue diversi fili narrativi che, per usare un paragone caro all’autore, s’intrecciano per dare significato a un grande arazzo. Un arazzo fatto di misteri, luoghi, personaggi, avventure tutti intessuti con lo stile grandemente evocativo che vi ho già descritto. L’ambientazione si arricchisce di nuovi popoli (umani e non) ognuno con la sua lingua e la sua cultura. Nuovi personaggi irrompono nella storia e altri diventano più importanti. I protagonisti, che già ben conoscevamo, iniziano a cambiare sotto la spinta degli avvenimenti e la loro maturazione interiore è descritta minuziosamente pagina per pagina. Dietro a tutto il mistero sembra delinearsi ma indizi distribuiti ad arte lasciano intendere che c’è dell’altro. È un peccato che di Tad Williams sia stato pubblicato ben poco in Italia, e di quel poco ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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