Tutti gli articoli su falcone

Peppino Impastato – un giullare contro la mafia, Rizzo e Bonaccorso

Scritto da: il 25.01.10 — Comments Off
Non so se sia l'età, l'essere siciliana, l'aver letto il suo nome ogni giorno sull'aula dell'università per diverso tempo, ma la storia di Peppino Impastato è una di quelle che, pur essendosi conclusa un paio d'anni prima della mia nascita, conosco piuttosto bene. È la storia di un mondo che ancora esiste, fatto da scelte irrazionali per favorire altrui interessi, di persone che tacciono e che si comprano, una storia che piacerebbe poter sradicare. Non so dirvi quanto mi abbia fatto piacere, quindi, che dei miei amici mi abbiano fatto scoprire il volumetto Peppino Impastato, un giullare contro la mafia scritto da Marco Rizzo e illustrato da Lelio Bonaccorso, edito da Becco Giallo. Potrebbe apparire la storia di una sconfitta: l'aeroporto contro cui si batteva è lì, pericoloso quanto basta – e se avete mai volato, di notte e magari con un po' di brutto tempo, atterrando a Palermo, sapete di che parlo – tardivamente intitolato a chi ha sacrificato l'esistenza (sia in vita sia in morte) alla lotta alla mafia. E la sua morte per un certo periodo fu considerata "l'incidente occorso a un terrorista", nulla più. Tuttavia non è così. È un racconto che illustra il coraggio, la possibilità di andare contro, consapevoli dei rischi che si corrono: non è pazzia o incoscienza, ma l'eroismo di combattere una battaglia sicuramente persa, ma che non per questo non deve essere combattuta. E Onda pazza tuttora ha dato i suoi frutti, ha fatto parlare e ha lasciato un'eredità a chi ancora oggi vorrebbe cambiare la terra in cui vive. Il libro si compone di più parti: una breve introduzione, il fumetto vero e proprio, cronologia dei fatti e interviste a chi ha condiviso con Impastato ideali, paure, libertà. La parte illustrata, il cuore del libro, non segue l'ordine dei fatti, che attraverso il lunghissimo ...

Il riflesso della mafia, Castagneri

Scritto da: il 20.08.09 — 3 Commenti
Non avevo mai letto un libro sulla mafia perché generalmente preferisco letture più allegre. Ma, dato che di recente se ne parla poco, penso che sia importante essere aggiornati. Per questa ragione ho iniziato la lettura del Riflesso della mafia di Riccardo Castagneti e devo dire che non mi ero sbagliato: qui non c’è niente da ridere… L’autore traccia in questo libro, della collana Fuori Rotta di Round Robin, una breve storia di ciò che è avvenuto dalle stragi di Capaci e via D’Amelio sino a oggi. La cronaca è sottolineata dalle parole di tre protagonisti della lotta alla mafia: Gian Carlo Caselli, Rita Borsellino e il politico Francesco Forgione. Caselli racconta della sua esperienza a Palermo: l’operazione Vespri Siciliani, le leggi antimafia, i primi successi. Si sofferma sulle ingiuste accuse dei giornalisti e sul clima di ostilità della politica nei suoi confronti. Rita Borsellino esprime la sua amarezza per l’occasione mancata e la sua incrollabile speranza di giustizia. Francesco Forgione racconta la sua piccola battaglia per liberare la politica dalla corruzione e le sue conseguenti disavventure giudiziarie. L’ultimo capitolo, quello a parer mio più interessante, analizza ciò che emerge da varie sentenze. Si delinea un quadro desolante della situazione: la mafia è di nuovo tornata nell’ombra, continua i suoi traffici, ed i suoi affari con imprenditori compiacenti; a coprirla, più che la solita omertà, è la mancanza di interesse dello Stato e dei cittadini. Questa breve opera è di sicuro meritoria per il suo contenuto informativo e la sua implicita richiesta di mantenere alta l’attenzione. Devo constatare, però, che non è un’opera adatta a tutti: il linguaggio tende ad essere troppo tecnico, quasi da aula giudiziaria. Manca anche di contraddittorio alle varie accuse (sentenze a parte), ma c’è da dire che questo può essere riscontrato facilmente su svariati media. In definitiva  consiglio Il Riflesso ...

Cose di cosa nostra, Falcone – Padovani

Scritto da: il 24.07.08 — Comments Off
Esistono libri che valgono al di là delle recensioni e delle parole scritte, che testimoniano vite dense di significato e concetti talmente importanti da essere impossibili da sottoporre a qualsivoglia critica. Cose di cosa nostra, la lunga intervista di Marcelle Padovani a Falcone, è uno di questi straordinari documenti del nostro tempo. Un documento che affronta senza falsi miti la realtà mafiosa in cui, dal sud al nord senza distinzione, siamo inseriti. Lucidissima l'analisi condotta dal giudice eroe che non ha mai pensato la mafia come ente a sé ma come organizzazione di uomini, spesso dotati di un intelletto acutissimo, non rozzi contadini come certa iconografia vorrebbe farci pensare. Perché non c'è di peggio che circoscrivere cosa nostra ad una macchietta, considerarla come un fenomeno che si autoestingue nelle guerre di mafia, pensare che il suo silenzio corrisponda alla sua scomparsa. Non è scomparsa, è solo più stabile, più protetta e quindi più invisibile. Ma adotta sempre le stesse strategie: dissuadere prima che uccidere. Denigrare, ledere la credibilità, screditare, in ultimo minacciare ed eliminare, se proprio necessario. Ma senza le voci grandi del nostro recente passato sembra non ci sia più l'opposizione largamente condivisa allo Stato-mafia. Sembra che ci siamo ridotti a cortei di piazza, lasciando soli quelli che lottano quotidianamente, che ricevono parole di conforto in abbondanza e poco aiuto. Restano i singoli, mai abbastanza ringraziati, uomini di legge che fanno implacabilmente il loro mestiere. Già ai suoi tempi Falcone non si considerava che questo; e per il suo lavoro, costellato di quella umanità e cultura che traspaiono dalle sue parole, è stato attaccato, a volte anche dai suoi colleghi e dallo Stato di cui è stato servitore con orgoglio. Strano pensare che gli abbiano riservato maggiore rispetto i pentiti che i giornalisti, i mafiosi che i colleghi, salvo poi trasformarlo in un eroe ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple