Tutti gli articoli su emilia romagna

Antiche tradizioni di Morte: Come il lupo, Baldini

Scritto da: il 10.12.09 — 4 Commenti
Di alcuni non ho letto nulla (e forse scopro l'acqua calda), ma nella mia mente comincia a formarsi l'idea che, del poliziesco e del genere horror e mistero, esista una sorta di scuola emiliano-romagnola. Lucarelli è parmense. Avati e Macchiavelli (Loriano) son bolognesi. Varesi, pur torinese di nascita, ambienta le inchieste del suo Commissario Soneri nel ferrarese (anche se, nell'ultima serie televisiva col bravissimo Luca Barbareschi, i fatti si svolgono a proprio Torino). Prendendola un po' alla larga, potremmo nominare anche il bolognese Valerio Evangelisti che col suo Eymerich, di misteri ce ne ha forniti quanto basta. Quindi, benché, non sempre e non tutte le storie abbiano come sfondo l'Emilia-Romagna e la bassa padana, come dicevo, una scuola giallo-horror & mistero di autori di quelle parti ci deve essere. E di essa, un esponente esemplare è, senz'altro, Eraldo Baldini di Ravenna. Questo suo Come il lupo mi ha ricordato proprio Evangelisti per la sua struttura basata sull'intrecciarsi di epoche diverse. E questo tratto mi ha anche ricordato Varesi: anche nei suoi romanzi spesso i moventi han a che fare se non proprio affondano le radici in un remoto passato solo apparentemente dimenticato. Ed è significativo che i capitoli non abbiano né numero né titolo ma siano semplici ma precise indicazioni temporali “15 novembre 1953” ad esempio. La vicenda, che ha come protagonista un maresciallo della Forestale – Nazario Minghetti – si dipana iniziando a metà del 1600, investe il suo lavoro ma anche il suo privato: la moglie Angela morta durante sommosse di piazza, la figlia Elisa che, dopo la scomparsa della madre, manifesta fortissime e strazianti crisi epilettiche tanto da impossibilitarla ad andare a scuola. A questo si aggiungono personaggi bizzarri benché taluni ostentino una normalità che li rende gente comune (o questa “normalità” serve loro a nascondere la bizzarria?), personaggi appartenenti ad ...

La legge del bar e altre comiche, Guccini

Scritto da: il 12.06.09 — Comments Off
Molto probabilmente chi ha una conoscenza appena superficiale di Francesco Guccini, magari per aver sentito un paio di volte - a casa di parenti - che ne so, Canzone per un’amica o, Dio non voglia, Il pensionato, ne potrebbe avere l’immagine di un cantautore pensosissimo, tristissimo, al limite del menagramo. Chiunque lo conosca un po’ meglio, magari avendolo visto in concerto, sa invece che il Guccio ha autentica vocazione di buffone, anima goliarda e verace umorismo che spesso gli fanno prendere sul palco grandi tempi fra una canzone e l’altra per esibirsi in esilaranti siparietti fra aneddoti e considerazioni semiserie su vita, politica e quant’altro. Non stupisca allora questo La legge del bar e altre comiche, raccolta di raccontini umoristici, per la maggior parte apparsi sulla rivista Comix negli anni ’90, e dalla Comix stessa riuniti e pubblicati in questo librino targato 1996 e in seguito più volte ristampato. Racconti che hanno come protagonisti Guccini stesso e altri personaggi, un po’ fittizi un po’ no, fauna di osteria emiliana, stirpi intere di Pistolazzi Tale o Talaltro (cognome che nell’immaginario gucciniano viene puntualmente attribuito a innumerevoli personaggi) a contarsi nei bar avventure di donne e di carte, di musica rock e di Amleto tradotto in “galeatico” e a far dottissime dissertazioni sui cori alpini. Personaggi che poi sono nient’altro che l’altra faccia del Frate, di Keaton e di tutte le altre maschere tragiche messe in scena nei suoi (splendidi) dischi. Si viene così a conoscenza di mitologici giochi di carte come il “farfa sgalbedrato” o si viene convenientemente a capire come sia meglio essere ben addestrati e soprattutto ben inseriti prima di lanciarsi in una carriera di contaballe da bar. E così via. Il libro, davvero divertente, soprattutto se poi lo si immagina narrato dall’autore, è arricchito poi da una serie di vignette dedicate a Guccini ...

Gotico rurale, Baldini

Scritto da: il 26.03.09 — 10 Commenti
Chiunque ami le storie dell'orrore di connotazione classica, che fanno immediatamente pensare ai racconti di Le Fanu o alle storie di Fantasmi di Edith Wharton, e ancora apprezza il racconto come forma narrativa, rimarrà deliziato da Gotico rurale, un'antologia noir del ravennese Eraldo Baldini. Il racconto breve può essere una delle forme espositive più ostiche da comporre: uno scrittore, se la storia è ben narrata, deve riuscire in poche pagine a dire tutto quello che deve, trasmettendo immagini molto vivide al lettore nella brevità di spazio concessagli. Baldini riesce perfettamente nell'intento suscitando una delle emozioni più difficili da comunicare, la paura. L'ambientazione di tutti i racconti, come suggerisce il titolo – peraltro molto azzeccato – della raccolta, è la campagna. Per la precisione è quella emiliana, ma poco importa la collocazione geografica: l'abile penna dello scrittore distorce l'immagine idilliaca e un po' bucolica che l'ambientazione agreste dovrebbe suggerire e ci presenta grette comunità isolate dal mondo, minuscoli centri abitati costruiti a ridosso di malsane paludi, immersi nella nebbia diversi mesi all'anno. Tutto ciò che nell'ambiente rurale può suscitare inquietudine viene sapientemente utilizzato da Baldini per spaventare il lettore: vecchie leggende spettrali nate intorno al fuoco nelle lunghe sere invernali, delitti consumati all'interno delle chiuse realtà e qui sepolti, favole raccontate ai bambini che prendono vita. E sono proprio loro, i bambini, i fili conduttori che quasi legano tra loro le varie vicende. Essi sono onnipresenti, vittime e insieme carnefici, come se dovessero intenerire il lettore ma anche spaventarlo,quasi che il male scaturisse da loro. Le varie storie mantengono tutte un buon livello, con alcuni notevoli picchi. Due o tre dei racconti sono delle vere chicche per appassionati del genere, classici dell'horror rivisitati con sapienza. Così nella “Collina dei bambini”, riviviamo una storia vecchia di centinaia di anni, che spiega perché, ai giorni nostri, ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple