Tutti gli articoli su editoria indipendente

È tutto qui, Scandolin

Scritto da: il 06.09.10 — 7 Commenti
Se è vero che noi siamo ciò che pensiamo, la nostra storia altro non deve essere che storia di pensieri mentre facciamo altro, mentre fuori piove, mentre viaggiamo in treno o camminiamo per le calli di Venezia facendoci largo fra i turisti, mentre studiamo senza troppa convinzione un dramma di Shakespeare o aspettiamo il sonno di fianco al nostro compagno. È tutto qui di Matteo Scandolin, edito da intermezzi, è una preziosa raccolta di brevi racconti di poche pagine ognuno. Sono piccole storie essenziali, storie di rapporti tra persone qualunque, narrate in prima persona, semplici senza essere mai banali. Sono storie di persone e ambienti, persone e città, persone e lavoro, persone e persone. Storie di oggi che non potrebbero che essere di oggi, tanto sono impastate della vita dei quasi trentenni di questo squarcio di secolo che con loro è ingeneroso. Sono racconti sul filo della linea d'ombra, che a volte i protagonisti oltrepassano in maniera dolorosa. Piccole tragedie, un tradimento reale o immaginato, un pugno, un amore non detto, banali nella loro normalità ma dirompenti per la vita di chi le subisce. Piccole tragedie sciocche e distruttive, che i protagonisti affrontano in grande solitudine: come ben si conviene agli eroi tragici, a quell'eroe tragico che ciascuno di noi a volte è. Protagonisti secondari senza essere di sfondo sono gli spazi. Luoghi e non luoghi al contempo, le città del nord in cui tutti i racconti si svolgono sono città quotidiane, stanziali e non città di festa, di breve passaggio, di viaggio. Fra tutte, Venezia, città dell'autore. La Venezia descritta da Scandolin è la Venezia dei veneziani, la Venezia dell'acqua alta e delle torme dei turisti. La Venezia di oggi, in cui calli e campi non sono calcati da zoccoli di broccato con il tacco troppo alto, ma da anfibi, scarpe da ...

Vento letterario

Scritto da: il 16.07.10 — 4 Commenti
Da oggi 16 e fino al 18 luglio, dalle 17 alle 23, si svolgerà a Finale Ligure, in piazza Vittorio Emanuele II, la prima edizione della Fiera dell’editoria indipendente di qualità. Organizzata dalla mia amica Carlotta (che fa parte dello staff dell'editore Las Vegas), a Vento Letterario sarà presente una selezione di 20 editori e si terranno presentazioni nei bar e nei caffè della città dedicate a nuovi autori, nuovi libri, nuovi editori. Questa fiera nasce dall’esigenza di distinguere le case editrici da quelle aziende che fanno pagare per pubblicare spesso senza operare alcuna selezione. La qualità e la selezione del prodotto sono imprescindibili per coloro che operano in ambito editoriale e per i lettori. È un’occasione per scoprire nuovi libri e conoscere nuovi autori L’evento è stato ideato dalla Las Vegas edizioni e organizzato in collaborazione col Comune di Finale e l’Ufficio turismo, la Biblioteca Mediateca di Finale Ligure, la libreria “Come un Romanzo” di Finale Ligure. Le case editrici che hanno aderito sono 18:30, Bradipolibri, Camelopardus, Fratelli Frilli, Instar, Intermezzi, Iperborea, Isbn, Las Vegas edizioni, La Penna Blu, Marcos y Marcos, Minimum Fax, Miraggi edizioni, Neo, Nottetempo, Scritturapura, Voland, Edizioni XII, Zandegù. Per quest'anno mancherà la vostra editora preferita, che sarei io, ma augurando lunga vita alla fiera (e magari l'esportazione dell'idea in tutta Italia), vi preannuncio che l'anno prossimo non potrete liberarvi facilmente di me!

Giornata contro l’editoria a pagamento

Scritto da: il 31.05.10 — 1 Commento
Indetta da Writer's Dream e dal No EAP di Zero91, ecco la prima Giornata contro l'editoria a pagamento. E per celebrarla rilancio il manifesto che hanno elaborato: OBIETTIVO DELLA MANIFESTAZIONE: non è abbattere gli editori a pagamento, ma informare quante più persone possibili, perché la chiave del successo è una sola, e si chiama informazione. Editoria a pagamento: cos’è? È quella cosa per cui tu, aspirante scrittore a caccia di una casa editrice, devi sborsare soldi per vedere pubblicata la tua opera. In altri termini significa che tu, impiegato presso una qualsiasi azienda, devi pagare il tuo capo 1200€ al mese. Perché? Perché sì, naturalmente, perché il mercato è in crisi e non pretenderai che l’azienda si sobbarchi rischi simili? Già ti permettono di lavorare e di avere un posto quando la crisi finirà, quindi zitto e firma l’assegno. Questa è la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento, caro scrittore, e siamo qui non tanto per protestare quanto per informare tutti gli autori che, come te, sono alla ricerca di un editore che pagare per pubblicare non è l’unico modo. E non è nemmeno la regola. Pubblicare non è un diritto. Non è un diritto inalienabile dell’uomo, si può vivere benissimo anche senza pubblicare un libro. Detto questo, pensa un attimo a una cosa. Prova a immaginare di avere solo la terza media e di volere, a tutti i costi, diventare architetto. Cosa fai? Vai in uno studio e pretendi di essere assunto? No. Non lo faresti mai, nemmeno ti passa per la testa: non hai le competenze per farlo e un tuo errore causerebbe la morte di molte persone. Allora perché intestardirsi sul voler pubblicare a tutti i costi? Diventeresti architetto corrompendo, pagando chi ti assume e sapendo che potresti ammazzare qualcuno? Pubblicare senza averne le competenze equivale a voler fare l’architetto con la licenza media. Se pagare ...

Sulla tariffa agevolata da Orecchio Acerbo

Scritto da: il 12.04.10 — Comments Off
Ripubblico la lettera di Orecchio Acerbo sulla questione della tariffa ridotta editoriale, a voi le riflessioni: "Su uno dei più conosciuti motori di ricerca, alla voce “promozione lettura” compaiono oltre 1.160.000 risultati. Il tutto in 0,19 secondi. Grosso modo lo stesso tempo nel quale, con un tratto di penna e per decreto, il governo ha cancellato le tariffe postali agevolate per il mondo dell’editoria. Una delle due uniche facilitazioni - l’altra, finché durerà, è la riduzione dell’Iva al 4% - previste per promuovere la produzione e la diffusione delle informazioni, delle idee e della cultura su carta stampata. Tutto il mondo editoriale ne sarà fortemente colpito, le piccole case editrici per prime. E fra queste ultime, quelle che si rivolgono ai lettori più giovani. Il calcolo per noi non è stato difficile, un raddoppio secco delle spese postali. Poche migliaia di euro, in assoluto, ma tanti per il nostro risicato bilancio. Non sarà questo a portarci al fallimento, ma si moltiplicheranno problemi e difficoltà. Un provvedimento che ha del paradossale, visto il rilievo dato proprio nelle ultime settimane ai preoccupanti dati sulla disaffezione alla lettura, in particolare dei più giovani, sulla scarsa diffusione del libro, sull’incredibile posto nella classifica mondiale occupato dal nostro Paese. Non ci eravamo illusi che la riflessione su questi dati avrebbe portato a un maggiore interesse, a una maggiore attenzione. Ma, francamente, non avevamo nemmeno lontanamente pensato che potesse portare a un taglio del già ridicolo sostegno esistente. I grandi gruppi editoriali troveranno sicuramente modo di far sentire la loro voce, e noi aggiungeremo la nostra alla loro. Sperando che qualcuno abbia voglia di farle da eco, di rompere quell’incantesimo per il quale dell’editoria per ...

Sospensione tariffe agevolate editoriali

Scritto da: il 02.04.10 — 5 Commenti
Da oggi essere un piccolo e onesto editore indipendente è circa 10 volte più difficile. Come se non fosse già abbastanza complicato sopravvivere e fare il proprio lavoro, con la recentissima sospensione delle agevolazioni per la spedizione di pieghi di libri e simili gli aggravi per far circolare i propri libri, specialmente con volumi piccoli come per noi editori indipendenti, arrivano a costi insostenibili. Le tariffe passano da 70 centesimi a 1,30 per piccoli pesi e da circa 2 euro a 4 per pesi fino a 5 kg (circa 20 libri). Trovatemi un matematico che mi faccia capire come gestire questo ulteriore costo senza doverlo addebitare ai miei lettori. E anche un motivatore che mi ricordi perché ho scelto questo mestiere, già che ci siete. Ricordiamo a tutti quelli che vorrebbero fare l'editore quali e quante sono le amenità della filiera del libro. E scusate l'amarezza. la distribuzione mangia più della metà degli introiti; le librerie non ti espongono, e molte non ti ordinano nemmeno su richiesta, fingendo che tu non esista; i lettori in Italia sono una percentuale di popolazione bassa, quelli che leggono editori indipendenti sono una cifra irrisoria; lo stato, che già ti agevola molto poco, toglie quelle piccole sovvenzioni – come questa delle poste – che ti aiutavano a sopravvivere; [continuare ad libitum]. Beh, ci sono altre strade, e ormai è giocoforza percorrerle, non credete? E no, non parlo del negozio di Hello Kitty. Estote parati.

Incontri: Las Vegas

Scritto da: il 30.03.10 — 6 Commenti
Las Vegas: un mondo di possibilità. Contano sulla freschezza, sull’originalità e sullo stile. Sperano di rivoluzionare qualcosa, loro così giovani, dando spazio ai giovani. Dal 2007 ad oggi di passi ne hanno fatti, piccoli o grandi, e sempre poggiando il piede in maniera sicura. Li ho rivisti a Roma e ho rubato loro un po’ di tempo, per lasciarsi raccontare a noi di Liblog. [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=i5XsYLP2nFk[/youtube]

Refusi, Cassini

Scritto da: il 15.03.10 — 2 Commenti
Probabilmente non tutti sanno chi è Marco Cassini. Alcuni, che conosco personalmente, lo considerano il loro mito, con la sua storia di editoria coraggiosa, magari un po' incosciente all'inizio, ma vincente. Perché Refusi, il suo Diario di un editore inCorreggibile, racconta proprio la nascita e le storie quotidiane della casa editrice da lui fondata con Daniele Di Gennaro, la Minimum fax. A partire dal pretesto della sua diagnosi di stress, che però non mi sembra troppo difficile accettare come realtà e non come finzione letteraria, l'autore scrive della sua avventura e di come ha cambiato realmente la sua vita, ma anche di come sia distante dall'immaginario che ne aveva. La vita di un editore, infatti, non è fatta di incontri in fumosi bar parigini con autori da nobel a discutere dei massimi sistemi letterari, ma di pragmatiche riunioni in cui discutere di rendiconti, distribuzione, editing, progetti editoriali e una discreta quantità di altri impegni "tecnici", che poco attengono all'idealizzazione diffusa della figura di editore come grande mecenate ma hanno più a che fare con la figura dell'imprenditore. Sono episodi che fanno riflettere su come l'editoria viene vista dall'esterno, dal famoso "panettiere" che ti chiede solo un'opinione, come se tu del pane gli chiedessi un campione valutativo gratuito, e come venga vissuta da chi ci lavora con passione, dedizione e orgoglio, spesso arrabbiandosi nella lettura di libri pieni di errori, refusi, cattive traduzioni. Perché una cosa è sicura: l'editore serio non tiene solo al proprio libro, ma ama il libro in generale, apprezzando quelli di buona fattura e infastidendosi per quelli scadenti. Racconta anche di questioni che fanno parte, in piccolissimo, anche della mia esistenza: la "deformazione professionale" durante la lettura, l'assalto del vicino dell'amico del parente, il calcolo del famoso e funesto break even point (il punto di pareggio: quanti libri devo vendere per ...

Dell’autore diffamatore

Scritto da: il 20.01.10 — 5 Commenti
Stavolta non ce l'hanno con Tanit o con me, ma con altri editori che conosco più o meno direttamente e della cui onestà sono piuttosto sicura. E mi infastidisce. In questo gruppo FB una signora inizia una discussione, presentandosi così: Sono Chiara Colussi e sono anche io una scrittrice esordiente. Infatti, al momento ho sigillati “nel mio cassetto” tre piccoli romanzi ed una raccolta di poesie. Ma solo adesso mi rendo conto che, quella che a me inizialmente sembra un’impresa titanica, e cioè scrivere un romanzo, è solo il primo passo di un’estenuante avventura. Anche io , infatti, ho iniziato a contattare moltissime case editrici alla ricerca di un editore disposto a pubblicare un mio romanzo. Inutile dire che le risposte sono state tantissime anche se contenevano più o meno lo stesso messaggio: “siamo disposti a pubblicare in cambio di un congruo contributo economico”. Ormai due cassetti della scrivania conservano il triste ricordo di speranze spezzate dalla mercificazione della cultura e da volgari richieste di vile denaro. Quasi tutti, infatti, mi hanno inviato un contratto più o meno chiaro, senza l’indicazione del numero di copie stampate, in cui non veniva espressamente garantita la promozione e soprattutto nessuno garantiva che il libro alla fine giungesse sugli scaffali di una libreria. Sono veramente stanca e sconfortata, ma leggendo le vostre pagine capisco che non sono sola e che il mio è un calvario comune a chi come me ha tanta voglia di condividere con gli altri la propria fantasia ed il proprio mondo interiore. Leggendo le pagine del vostro sito ho deciso quindi di condividere con voi l’esperienza fatta e di inviarvi quindi un elenco di case editrici che mi hanno chiesto un contributo economico in cambio della pubblicazione di un mio romanzo. Spero così di fare un servizio utile per tutti gli scrittori emergenti che come me sono ...

Un anno di Tanit

Scritto da: il 14.01.10 — 8 Commenti
Sembra una vita, invece è solo un anno che passiamo in compagnia di Tanit io ed Emilia. Un anno di fatica, la salita del primo triennio che ancora stiamo percorrendo, le sfide e i piccoli momenti di sconforto o di felicità. I cambiamenti intorno a noi che influenzano il nostro lavoro, il sostegno di chi ci apprezza. Il legame con i colleghi. Tutto questo ha solo un anno, un anno esatto oggi. E con gli auguri di rito che mi faccio e faccio a tutti gli editori indipendenti e a tutti i lettori indipendenti, un piccolo regalo per tutti voi, un intermezzo inedito da Grill Bill. [issuu layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fnightmare%2Flayout.xml showflipbtn=true documentid=100113111101-80beb845865c4fd7809ba013aba4161a docname=gbintermezzo username=Tanit loadinginfotext=Grill%20Bill%20%E2%80%93%20intermezzo width=420 height=332 unit=px]

La solita solfa

Scritto da: il 05.01.10 — 4 Commenti
Avete mai notato la differenza tra una persona che si sente in difetto e una sicura di quello che fa? La seconda tende a dare risposte precise, nette, immediate, la prima tende a girarci intorno, condendole di giustificazioni. Ecco, questo per dire che quando agli editori viene fatta la domanda fondamentale, "fate pagare gli esordienti" esistono due categorie: i "no, mai!" e i "vede, deve capire che il mercato, i lettori, blablabla". Tiro giù qualche esempio: I sognatori Mai. E mai lo faremo. Non siamo speculatori. Abbiamo un’etica e non la tradiremo per alcun motivo. Il giorno in cui “fare soldi” in maniera scorretta diverrà, per noi, più importante degli ideali che ci animano, ci faremo da parte e chiuderemo con stile questa avventura nel mondo editoriale italiano. Zona Ci sono libri - belli, interessanti, ottimi - che non vedrebbero mai la luce se lasciati alle sole regole del mercato. E un editore deve porsi questo problema. Vieppiù se è un editore medio-piccolo, che non può incidere più di tanto sul mercato. Lo stesso penso debba fare l'autore che aspira, giustamente, a veder pubblicato il proprio lavoro. [...] Ma voglio aggiungere una cosa: siamo poi così sicuri che i grossi editori non si facciano pagare, in varie forme, da molti dei loro autori? Quanti sono gli autori, anche di successo, che lavorano o collaborano con le loro case editrici, in una sorta di "scambio"? O che sono in grado di portare più o meno importanti sponsorizzazioni, private o pubbliche? O ampi contatti con la stampa o la televisione, perché magari lavorano da anni in quel settore? Insomma, le forme del "mutuo soccorso" tra autori ed editori sono le più svariate, e non penso ci sia da meravigliarsi di questo, quando si sta dentro - volenti o nolenti - a una logica di mercato. Penso che la ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
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