Tutti gli articoli su ebook

Attenti a quei libri

Scritto da: il 22.09.10 — 2 Commenti
Quanto incide il nostro consumo di carta sulle foreste? Perché non usare carta riciclata o, meglio ancora, prodotta a partire da altro (alghe infestanti o materiali alternativi alla cellulosa ricavata dal legno? Forse è ancora una questione di denaro, ma si scoprono molte cose interessanti sulla pagina Deforestazione Zero di Greenpeace, che da sempre tenta una sensibilizzazione su certi temi. E forse ora, con l'ebook, i tempi cominciano a essere maturi. Certo, non ci si deve illudere che la produzione degli e-reader sia a impatto zero, ma sicuramente non è come l'inutile e ingiustificata deforestazione. Sul sito troverete un elenco di editori divisi a seconda del loro grado di rispetto per l'ambiente, catalogati da "Amici delle foreste" a "Non classificabili", per darvi un discrimine del modo in cui viene trattato il tema ecologista da ognuno di loro nella filiera della produzione. E non posso fare a meno di pensare a tutti i poveri alberi abbattuti per la Vanity Press e mi viene un po' da piangere, anche se forse per il motivo sbagliato...

Books vs. E-books

Scritto da: il 23.08.10 — 11 Commenti
via Il giornalaio

Spegnete i vostri libri

Scritto da: il 18.04.10 — 2 Commenti
Via Offtopic

La British Library e i classici in ebook

Scritto da: il 15.02.10 — 2 Commenti
Traduco una notizia apparsa su Pocketlint e scoperta attraverso Gaspare Armato: La British Library ha deciso che in tarda primavera renderà disponibili 65000 capolavori della narrativa del 19° secolo in formato ebook, completamente gratis. I libri, prime edizioni, includeranno i caratteri e le illustrazioni originali in ogni caso. Tra gli autori inclusi nel progetto ci sono Charles Dickens, Jane Austen, Thomas Hardy e altre centinaia. La mossa fa parte del progetto di pubblicazione ebook della biblioteca. Ci saranno anche edizioni economiche disponibili su Amazon a circa 15 sterline. "Liberare libri storici dagli scaffali ha la potenzialità di rivoluzionare l'accesso alle più grandi risorse bibliotecarie del mondo", ha detto Lynne Brindley, il direttore generale della biblioteca, che ha lavorato con Microsoft per scannerizzare i libri durante gli ultimi tre anni. Tutti i libri offerti sono fuori dal copyright, e  come per i classici ci sarà anche una selezione di romanzi d'appendice, tra cui Black Bess di Edward Viles e The Dark Woman di J.M. Rymer. Circa il 40% di questi titoli non si trovano in altre biblioteche. Non è chiaro dove si potranno ottenere i libri, ma quando saranno distribuiti sicuramente ve lo faremo sapere.

Gadgets – I nasoni

Scritto da: il 14.02.10 — 1 Commento
Una vignetta tratta dai Nasoni di Joshua Held:

Alle prese con il formato epub

Scritto da: il 10.02.10 — 4 Commenti
Mi sono rimessa a studiare. Mi tocca, dato che credo molto nell'introduzione dell'ebook per l'editoria indipendente (e più avanti, con calma, vi spiegherò anche perché), come opportunità su più piani. Aggiornarsi in questo momento non è facilissimo: mancano i manuali in italiano, e i corsi sono tutti distanti dalla mia sede e anche piuttosto onerosi. Con molta pazienza, però, ho scaricato pdf gratuiti in inglese e qualche video per iniziare (solo che non so più da dove li ho presi, fatevi aiutare da san google). Dopo un brevissimo momento di confusione devo dire che l'epub mi sembra un formato davvero interessante: ha lo stesso funzionamento del CSS, quindi garantisce la più ampia flessibilità mantenendo fisse delle caratteristiche definite all'origine. Chiaramente i primi tentativi sono stati un disastro, ma è il prezzo da pagare per imparare e affinarsi. Allo stato attuale sono finalmente pronta per farvi vedere un esempio di mia impaginazione e mi aspetto che voi, miei cari possessori di ebook reader, mi diciate se, dove e come è possibile migliorare l'output. Il file è questo e mi auguro vi piaccia sia esteticamente sia per contenuto. Buona lettura!

iPad ed eBook

Scritto da: il 29.01.10 — 8 Commenti
Ormai girando per la rete non si può non imbattersi in questo iPad. I fan di Jobs già discutono quale modello prendere, l'altra metà del web lo distrugge a prescindere, e tra rumors e lancio non si capisce davvero granché. C'è un articolo interessante in merito, ma basato più sul questioni tecniche. Sicuramente l'estetica e la semplicità d'uso degli oggetti made in Cupertino sono imbattibili. Ma razionalmente bisogna frenare l'entusiasmo aprioristico  e valutare i dati, specie per chi parla di rivoluzione degli ebook. Prima lo farò come normale utente e solo dopo come editore. Leggere un ebook a schermo non è facile: dopo un po' gli occhi si affaticano e, in determinate condizioni di luce, non si vede nulla. Ebbene, il famoso iPad ha lo schermo retroilluminato, per me particolarmente fastidioso. Niente usb ma solo dock apple: eppure l'usb è uno standard largamente diffuso, evita di dover girare armati di mille cavi e adattatori ma con semplice chiavetta. Infine solo 10 ore di durata batteria. Il mio cellulare dura 10 volte tanto ed è un mini computer: ci uso office, navigo e tutto il resto. Come fa notare Contenuti aperti l'iPad limita il tuo diritto di utilizzo: utilizzando una tecnologia TPM (Trusted Platform Module) sarà la casa madre a decidere quali programmi è possibile installare e quali no. Ora, se io volessi un accordo del genere propenderei per il noleggio: se possiedo una "cosa", specie un oggetto tecnologico, devo essere libero di utilizzarlo come meglio credo, ovviamente sotto la mia responsabilità, persino installarci linux se proprio mi gira. Forse il produttore mi considera un imbecille, non in grado di scegliere i programmi da utilizzare o i video da vedere? Veniamo al discorso editoriale: leggo con piacere che Apple s'è adeguata allo standard Epub, e di dare agli editori una percentuale molto forte degli introiti, ...

L’avvento dell’ebook e l’autopubblicazione

Scritto da: il 25.01.10 — 3 Commenti
Seguendo un'interessante quanto tediosa discussione su FF ho trovato un intervento di Bgeorg che riassume esattamente quello che io penso. scrivo lungo, ma almeno una volta sola. abbiamo capito che l'editor serve, è un passo avanti. ma a cosa? l'editor serve in primo luogo a far presente al 99% di chi pensa di poter scrivere che c'è differenza di principio tra la letteratura e l'inanellare micropensierini e quadretti autobiografici e microraccontini tanto supponenti nelle intenzioni quanto pedanti e imbarazzanti negli esiti oltreche scritti in italiano improvvisato, le robe che però piacciono ai blogger democratici, a quanto pare (per non parlare dei maxiraccontoni ugualmente improbabili). E a investire sul restante 1%, nel quale non c'è per forza grande letteratura, ma ci sono prodotti dignitosi, che stanno in piedi - secondo criteri piuttosto universali - per pubblici diversi, magari anche di poche pretese (rassicuro palmasco: se si legge poco non è perché le case editrici sono suicide e non pubblicano questi geni dei blogger che scrivono la letteratura di domani, quella di mezza cartella, o perché sono espressione di apparati; non servono le primarie. si legge poco perché l'analfabetismo di ritorno in italia è sopra al 50% e nemmeno gli scrittori italiani sono poi tutti questi gran geni che valga molto la pena di leggere. non che nel cinema se la passino meglio. direi che è l'italia il problema). "Investire" sull'1% significa che è l'editore che paga lo scrittore, cioè rischia del suo e quindi è spinto a fare del suo meglio, anche a costo di scontrarsi con la volontà dello scrittore. guidato da cosa? da una parte dal filtro del mercato e dei lettori, e dall'altra da quello dei "lettori di professione" - addetti ai lavori e critici letterari: il sapere condiviso di una comunità in un determinato momento. perché nemmeno un genio può ...

Convegno da Apogeo

Scritto da: il 15.01.10 — Comments Off
Ve l'avevo già segnalato, ma essendo a Milano la logistica non era del tutto semplice. Ebbene, Apogeo ha deciso di trasmettere l'incontro per ebookofili anche in diretta via web, sul canale Livestreaming di Apogeonline. Non avete più scuse per non partecipare, si comincia tra pochi minuti!

Uno sguardo alle copertine

Scritto da: il 12.01.10 — Comments Off
Per quegli strani giri che fa la mente, aiutata ormai dall'insostituibile web, la morte di Noorda mi ha portato a pensare ai cambiamenti grafici nei marchi e nelle copertine contemporanee. Così, dopo una rapida ricerca su Issuu, ho trovato questa tesi di laurea davvero interessante, scritta da Davide Di Cataldo nel 2008, curata sia nel contenuto che nella forma. Ovviamente Noorda è ampiamente nominato, ma come potrebbe essere altrimenti? [issuu layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fwood2%2Flayout.xml showflipbtn=true documentid=090106172707-e452b4ac51554ca68bd6c6a658f6d21e docname=tesi_davide_di__cataldo username=davide.rouge loadinginfotext=La%20copertina%20di%20un%20libro. width=420 height=151 unit=px]
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