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La British Library e i classici in ebook

Traduco una notizia apparsa su Pocketlint e scoperta attraverso Gaspare Armato:

British libraryLa British Library ha deciso che in tarda primavera renderà disponibili 65000 capolavori della narrativa del 19° secolo in formato ebook, completamente gratis. I libri, prime edizioni, includeranno i caratteri e le illustrazioni originali in ogni caso.

Tra gli autori inclusi nel progetto ci sono Charles Dickens, Jane Austen, Thomas Hardy e altre centinaia. La mossa fa parte del progetto di pubblicazione ebook della biblioteca. Ci saranno anche edizioni economiche disponibili su Amazon a circa 15 sterline.

“Liberare libri storici dagli scaffali ha la potenzialità di rivoluzionare l’accesso alle più grandi risorse bibliotecarie del mondo”, ha detto Lynne Brindley, il direttore generale della biblioteca, che ha lavorato con Microsoft per scannerizzare i libri durante gli ultimi tre anni.

Tutti i libri offerti sono fuori dal copyright, e  come per i classici ci sarà anche una selezione di romanzi d’appendice, tra cui Black Bess di Edward Viles e The Dark Woman di J.M. Rymer. Circa il 40% di questi titoli non si trovano in altre biblioteche.

Non è chiaro dove si potranno ottenere i libri, ma quando saranno distribuiti sicuramente ve lo faremo sapere.

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Scritto da: Livia il 15 Febbraio 2010
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Gadgets – I nasoni

Una vignetta tratta dai Nasoni di Joshua Held:

Gadgets i nasoni 500x406 Gadgets   I nasoni

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Scritto da: Livia il 14 Febbraio 2010
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Alle prese con il formato epub

Mi sono rimessa a studiare. Mi tocca, dato che credo molto nell’introduzione dell’ebook per l’editoria indipendente (e più avanti, con calma, vi spiegherò anche perché), come opportunità su più piani.

Aggiornarsi in questo momento non è facilissimo: mancano i manuali in italiano, e i corsi sono tutti distanti dalla mia sede e anche piuttosto onerosi. Con molta pazienza, però, ho scaricato pdf gratuiti in inglese e qualche video per iniziare (solo che non so più da dove li ho presi, fatevi aiutare da san google).

Dopo un brevissimo momento di confusione devo dire che l’epub mi sembra un formato davvero interessante: ha lo stesso funzionamento del CSS, quindi garantisce la più ampia flessibilità mantenendo fisse delle caratteristiche definite all’origine. Chiaramente i primi tentativi sono stati un disastro, ma è il prezzo da pagare per imparare e affinarsi.

Allo stato attuale sono finalmente pronta per farvi vedere un esempio di mia impaginazione e mi aspetto che voi, miei cari possessori di ebook reader, mi diciate se, dove e come è possibile migliorare l’output. Il file è questo e mi auguro vi piaccia sia esteticamente sia per contenuto. Buona lettura!

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Scritto da: Livia il 10 Febbraio 2010
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iPad ed eBook

ipad iPad ed eBookOrmai girando per la rete non si può non imbattersi in questo iPad. I fan di Jobs già discutono quale modello prendere, l’altra metà del web lo distrugge a prescindere, e tra rumors e lancio non si capisce davvero granché. C’è un articolo interessante in merito, ma basato più sul questioni tecniche.

Sicuramente l’estetica e la semplicità d’uso degli oggetti made in Cupertino sono imbattibili. Ma razionalmente bisogna frenare l’entusiasmo aprioristico  e valutare i dati, specie per chi parla di rivoluzione degli ebook. Prima lo farò come normale utente e solo dopo come editore.

Leggere un ebook a schermo non è facile: dopo un po’ gli occhi si affaticano e, in determinate condizioni di luce, non si vede nulla. Ebbene, il famoso iPad ha lo schermo retroilluminato, per me particolarmente fastidioso. Niente usb ma solo dock apple: eppure l’usb è uno standard largamente diffuso, evita di dover girare armati di mille cavi e adattatori ma con semplice chiavetta. Infine solo 10 ore di durata batteria. Il mio cellulare dura 10 volte tanto ed è un mini computer: ci uso office, navigo e tutto il resto.

Come fa notare Contenuti aperti l’iPad limita il tuo diritto di utilizzo: utilizzando una tecnologia TPM (Trusted Platform Module) sarà la casa madre a decidere quali programmi è possibile installare e quali no. Ora, se io volessi un accordo del genere propenderei per il noleggio: se possiedo una “cosa”, specie un oggetto tecnologico, devo essere libero di utilizzarlo come meglio credo, ovviamente sotto la mia responsabilità, persino installarci linux se proprio mi gira. Forse il produttore mi considera un imbecille, non in grado di scegliere i programmi da utilizzare o i video da vedere?

Veniamo al discorso editoriale: leggo con piacere che Apple s’è adeguata allo standard Epub, e di dare agli editori una percentuale molto forte degli introiti, addirittura il 70%. Bello. Ma pare che i libri costeranno tra i 10 dollari e i 13. I nostri cartacei costano 10 euro…  se il prezzo sarà davvero quello non vedo perché un utente dovrebbe comprare il digitale allo stesso costo del cartaceo, seriamente. E poi i drm. Se compri un cartaceo lo puoi prestare a chiunque senza problemi.

Se compri un eBook sullo store di Apple i DRM restrittivi (da sempre utilizzati anche su iTunes) ti proibiscono di superare un tot di copie. Nel caso tu abbia un mac, un ipad, un iphone e un ipod credo tu abbia anche già esaurito il numero. Spesso a questo punto diventi un pirata, non perché tu lo voglia davvero o voglia ledere il diritto d’autore, ma semplicemente perché se ti proibiscono di usare una cosa che hai pagato come meglio credi, un po’ ti inferocisci. Ti capisco.

Insomma, questo iPad sembra un netbook, esteticamente bellissimo, non discuto, con molti difetti che i netbook non hanno. Diceva mio nonno che se vuoi fare tutto non farai niente come si deve; ecco, mi sembra la stessa cosa qui. Non sono così illusa da pensare che le considerazioni razionali avranno un peso sul mercato, anzi sono convinta che sarà il solito boom, ma non penso che avvantaggerà davvero nessuno. Se non Apple, ovviamente.

Vi consiglio anche di vedere questo video, c’è di che divertirsi: The iPad from FoD Team UK – Video.

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Scritto da: Livia il 29 Gennaio 2010
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L’avvento dell’ebook e l’autopubblicazione

Seguendo un’interessante quanto tediosa discussione su FF ho trovato un intervento di Bgeorg che riassume esattamente quello che io penso.

scrivo lungo, ma almeno una volta sola. abbiamo capito che l’editor serve, è un passo avanti. ma a cosa? l’editor serve in primo luogo a far presente al 99% di chi pensa di poter scrivere che c’è differenza di principio tra la letteratura e l’inanellare micropensierini e quadretti autobiografici e microraccontini tanto supponenti nelle intenzioni quanto pedanti e imbarazzanti negli esiti oltreche scritti in italiano improvvisato, le robe che però piacciono ai blogger democratici, a quanto pare (per non parlare dei maxiraccontoni ugualmente improbabili).

E a investire sul restante 1%, nel quale non c’è per forza grande letteratura, ma ci sono prodotti dignitosi, che stanno in piedi – secondo criteri piuttosto universali – per pubblici diversi, magari anche di poche pretese (rassicuro palmasco: se si legge poco non è perché le case editrici sono suicide e non pubblicano questi geni dei blogger che scrivono la letteratura di domani, quella di mezza cartella, o perché sono espressione di apparati; non servono le primarie. si legge poco perché l’analfabetismo di ritorno in italia è sopra al 50% e nemmeno gli scrittori italiani sono poi tutti questi gran geni che valga molto la pena di leggere. non che nel cinema se la passino meglio. direi che è l’italia il problema).

“Investire” sull’1% significa che è l’editore che paga lo scrittore, cioè rischia del suo e quindi è spinto a fare del suo meglio, anche a costo di scontrarsi con la volontà dello scrittore. guidato da cosa? da una parte dal filtro del mercato e dei lettori, e dall’altra da quello dei “lettori di professione” – addetti ai lavori e critici letterari: il sapere condiviso di una comunità in un determinato momento. perché nemmeno un genio può far tutto da solo, figuriamoci gli altri: solo grazie a questi due filtri viventi, non astratti ma incarnati in dinamiche storiche reali – e certo non in base a tecnicalismi di cui l’editor sarebbe portatore – un materiale grezzo ma con potenzialità può assumere una sua dignità. In una situazione in cui il filtro non c’è più, invece, il 100% di cui sopra può pubblicare, tipo adesso con Lulu ma più fighetto, sul chindol. niente di male, youtube è piena di gente che filma i figli che ruttano, a scopo si spera privato o familiare. un youwrite pieno di poesiole ispirate dal tramonto o dalla bottiglia non farà male, in fondo non sarà peggio di splinder. Poi se sei molto social finisce che ti vendi anche le tue 1000 copie e vai giulivo. meglio degli psicofarmaci. Certo uno bravo cercherà la compagnia di altri bravi quindi di sicuro non inizierà da lì, ma da dove sempre si inizia: riviste letterarie, circoli, contatti diretti con professionisti ecc. Eh, ma se ti paghi l’editor è fatta! Lui sa il fatto suo e ti guida!

Quando si dice parlare prima di riflettere. L’editor non puoi pagarlo tu, cazzo, se no lui ti fa passare anche la peggio merda correggendoti la sintassi. L’editor non è il corrispettivo del correttore ortografico applicato ai generi letterari, non è un fatto tecnico, è il filtro culturale detto sopra, è una società che elabora i canali professionali interni per produrre il proprio rispecchiamento, al miglior livello possibile date le premesse. L’editor che paghi tu non ti dirà mai di buttare nel cesso la tua sudata opera ché forse non sei tagliato, come chiunque ti vuole bene dovrebbe fare almeno per evitarti il ridicolo. È come i dipendenti che giocano a golf col capo e guarda caso quello vince sempre. Li paga!

Ergo, l’editor che paghi tu, come l’editore che paghi tu, ti ruba i soldi, per principio. Dirò di più: il grande autore affermato che bypassa l’editore e si rivolge direttamente al pubblico firma la sua condanna (magari non di mercato ma di sicuro letteraria). perché, di nuovo, non esiste il singolo Grande Autore, esiste una comunità professionale che si confronta e si rispecchia; l’autore che pretende di non avere filtri tra sé e il pubblico, di rivolgersi direttamente ai lettori senza mediatori, diventerà schiavo del pubblico e molto rapidamente inizierà a produrre merda di successo, per poi ridursi a produrremerda e basta. così la vedo attualmente (magari domani si cambia idea, chissà).

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Scritto da: Livia il 25 Gennaio 2010
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Convegno da Apogeo

Ve l’avevo già segnalato, ma essendo a Milano la logistica non era del tutto semplice. Ebbene, Apogeo ha deciso di trasmettere l’incontro per ebookofili anche in diretta via web, sul canale Livestreaming di Apogeonline.

Non avete più scuse per non partecipare, si comincia tra pochi minuti!

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Scritto da: Livia il 15 Gennaio 2010
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Uno sguardo alle copertine

Per quegli strani giri che fa la mente, aiutata ormai dall’insostituibile web, la morte di Noorda mi ha portato a pensare ai cambiamenti grafici nei marchi e nelle copertine contemporanee. Così, dopo una rapida ricerca su Issuu, ho trovato questa tesi di laurea davvero interessante, scritta da Davide Di Cataldo nel 2008, curata sia nel contenuto che nella forma.

Ovviamente Noorda è ampiamente nominato, ma come potrebbe essere altrimenti?

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Scritto da: Livia il 12 Gennaio 2010
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Incontro per ebookofili da Apogeo

Segnalo un incontro milanese per l’anno nuovo che mi sembra un buon punto di partenza per discutere serenamente degli ebook; ecco cosa scrive Apogeo:

Dalle mie parti si usa dire “che vor puse a dil che a fal”, (ci vorranno delle dieresi, degli accenti, ma insomma il suono è più o meno quello e il significato: ci vuole più tempo a dirlo che a farlo). il 15 gennaio nei capienti uffici apogeo si terrà un ritrovo per appassionati, nerd, lettori, utilizzatori di ebook, alle prese con formati, fogli stile, html, device e altre amenita. Tutto nasce da qui: http://ff.im/cZ2fl

Proverò ad esserci, ma spero che comunque qualcuno ne organizzi lo streaming live, così da poter essere virtualmente presente.


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Scritto da: Livia il 19 Dicembre 2009
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Testi scolastici in ebook

Giro anche a voi la domanda interessantissima che si pone Paolo Beneforti sul suo blog:

  • Quanto risparmierebbe, lo Stato, attuando subito quanto previsto dalla Legge 133/08, articolo 15¹? E quanto risparmierebbero le famiglie italiane, sul costo dei libri di testo?

Ecco il testo dell’articolo:

Art. 15. Costo dei libri scolastici

  1. A partire dall’anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell’organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.
  2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione di secondo grado sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.
  3. I libri di testo sviluppano i contenuti essenziali delle Indicazioni nazionali dei piani di studio e possono essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento, di costo contenuto e suscettibili di successivi aggiornamenti e integrazioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono determinati:
    a) le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso;
    b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle versioni on line e mista;
    c) il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore.
  4. Le Università e le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della propria autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3.

A voi le risposte.

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Scritto da: Livia il 16 Dicembre 2009
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XKCD

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Scritto da: Livia il 6 Dicembre 2009
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