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Indietro tutta

Il ruolo biologico della donna è quello di madre, sposa ed educatrice. Il lavoro è secondario, viene dopo. Penso che nella crisi di valori attuale e nell’emergenza educativa che viviamo, molto abbia a vedere il fatto che la donna esce molto di casa, reclami una sfrenata indipendenza dal marito e vada a lavorare. (…) Da questo punto di vista il femminismo esasperato ha creato danni e lo si vede nella scarsa educazione anche cristiana dei figli. La donna è biologicamente deputata al ruolo di madre che è quello primario ed una buona madre educa i figli. Ora mi domando come possa svolgere quelli che sono i suoi doveri fondamentali andando a lavorare. (…) Una volta quando la donna badava a quello che è la sua missione, faceva recitare le preghiere, accompagnava i bambini alla scuola e al catechismo tante storture non accadevano, bisogna riconoscerlo.

Queste affermazioni non provengono da un paese islamico o da qualche Imam, ma dal Monsignor Oddo Fusi Pecci, vescovo Emerito di Senigallia.

Ricapitoliamo: sposarsi, fare figli, non uscire di casa, non lavorare, obbedire al marito, insegnare le preghiere ai figli, accompagnarli al catechismo.

Ma non erano gli islamici e il burqa, quelli che mortificavano la dignità femminile?

via Metilparaben: La serva del focolare, via Bastet



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Scritto da: Livia il 8 Marzo 2010
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Alex fa due passi, Mascheroni

alex fa due passiConoscevo di nome Christian Mascheroni per via del programma tv Ti racconto un libro, che si accosta in modo garbato e simpatico al mondo della letteratura dando ampio spazio sia agli scrittori emergenti che alle piccole case editrici. Considerando la passione che traspare dalla trasmissione, ho letto volentieri la terza fatica di questo giovane autore: Alex fa due passi, che inaugura la collana che Las Vegas Edizioni dedica ai cosiddetti “young adults”.

Comincio col dire che il volume si presenta in modo molto piacevole, sia per la forma (12 x 14, ovvero quasi un quadrato, davvero “tascabile”!) che per la grafica, arricchita dalle deliziose illustrazioni di Marica Andreello, che ha saputo interpretare le fantasiose scene del racconto in maniera curata ed efficace.

Veniamo ora alla storia: il protagonista Alex è un normale impiegato che un bel giorno decide di impiegare la pausa pranzo passeggiando per la sua città. Si lascia così alle spalle il grigiore dell’ufficio per addentrarsi tra le vie innevate e da quel momento è tutto un susseguirsi di situazioni al limite del reale. Il ragazzo fa vari incontri di diversa natura, tutti con una storia da raccontare.

C’è una signora che vende abiti fatti con i suoi capelli, un giovanissimo skateboarder che aspetta il suo grande amore, ci sono una coppia che vive felice ed innamorata dentro una cabina telefonica ed un barbone che pesca oggetti dal fondo della strada… e così via; pagina dopo pagina la galleria dei personaggi si arricchisce e si delinea così il mondo interiore di Alex, che è poi quello di un ragazzo come tanti, con le sue paure, le sue insicurezze e la voglia di guardare le cose con occhi nuovi : quelli della speranza.

Lo stile di scrittura è scorrevole, le pennellate di colore date con consapevolezza, il tocco poetico sempre dietro l’angolo. Si sorride e ci si commuove con la stessa facilità e, cosa molto importante, si riflette sui problemi che affliggono la nostra società. Christian è molto bravo nel far emergere molte questioni sociali da pagine che sembrano voler essere solo un volo con la fantasia: in particolare mi sembra molto sentito l’argomento del lavoro e della dignità che esso consente, alla quale – spesso – è sacrificata la felicità del singolo individuo.

Ancora, la ricerca della felicità è un tema che possiamo trovare nel testo in varie forme: sembra che la via indicata dall’autore sia quella di trovare un nuovo modo di osservare ciò che ci circonda per ritrovare i valori che più ci appartengono, siano essi l’amore, l’amicizia, o il piacere di una semplice chiacchierata.

Il linguaggio è lieve, diretto, molto colorato e questo rende Alex fa due passi una lettura ideale non solo per i ragazzi, a cui è espressamente dedicato, ma per chiunque abbia voglia di passeggiare in una città in cui i sogni, ma anche gli incubi, possono da un attimo all’altro prendere vita e porci di fronte a chi siamo realmente.

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Scritto da: Elfo il 15 Dicembre 2009
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La legge è uguale per tutti

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

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Scritto da: Livia il 7 Ottobre 2009
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