Tutti gli articoli su critici

Parola di Cavazzoni

Scritto da: il 30.10.09 — Comments Off
“Che cosa fa uno quando si dice che fa dell’arte? Beh, fa sempre delle cose un po’ sgangherate, perché in questo campo se uno impara il mestiere, allora meglio che smetta.” Com’è che uno si mette a dipingere o a scrivere? cosa spera da questo l’umanità? E l’arte? questa parola così pomposa che promette un pezzo di eternità; forse dovrebbe essere piuttosto un’umile cosa, una forma tra le tante di maniacalità. Forse. Questo libro tratta di tali questioni: di come possa essere un guaio far carriera nell’arte, e di come al contrario sia benefica la libera attività di fantasticazione; di come un buon romanzo cresca come cresce il pattume; se gli angeli potrebbero essere dei romanzieri (ma sembra di no), e da dove prendono i critici la loro autorità (non si sa); del perché l’incendio sia il destino degli zombi e dei libri; dell’uso dei numeri in letteratura; e poi il comico, che cosa sia, detto qui per la prima volta comicamente, come tutto il libro d’altronde, che sarebbe un serio trattato di filosofia se non fosse un trattato comico. Ermanno Cavazzoni, Il limbo delle fantasticazioni [via Pensieri spettinati]

L’educazione, o quasi

Scritto da: il 10.02.09 — 16 Commenti
Ovviamente s'intende l'educazione dello scrittore, dell'editore, del critico, non quella generica che dovrebbe - che tristezza il condizionale qui - regolare la vita quotidiana di tutti. L'educazione, questo lemma sconosciuto che genitori testardi si incaponivano a inculcare nelle teste dei loro figli, sembra ormai obsoleta. I miei penso ce l'abbiano fatta. Pur se a volte con lo stomaco in subbuglio mi sforzo di essere sempre ben educata; vorrei tanto che fosse un modo condiviso di vedere il mondo, ma mi accorgo che non è così. Vi farò qualche esempio, in ordine crescente di gravità. Partirò quindi dagli scrittori. Di recente, come sapete, io ed Emilia abbiamo fondato Tanit; non è passato nemmeno un mese e abbiamo in uscita il primo romanzo. Abbiamo scritto chiaramente che cerchiamo romanzi non di genere, lo abbiamo ripetuto a chi lo ha chiesto, lo abbiamo detto anche ai muri. Allora cos'è che ha spinto molti (almeno una quindicina) aspiranti scrittori a mandarci le loro raccolte di poesie e i loro fantasy, e racconti e materiali disparati? Cos'è che ha spinto uno di loro a scriverci "ve li propongo, per lo stile narrativo ed il genere a mio parere fresco e moderno che vedo contraddistinguere anche altri libri editi da voi"? La mancanza della benché minima educazione, quella che ti fa chiedere se veramente il tempo delle persone sia così futile e il tuo così prezioso da non perdere nemmeno uno dei tuoi istanti per verificare cosa effettivamente gli altri cercano. Passiamo ai recensori o meglio ai critici; io, chiaramente, non mi ritengo un critico, al massimo una sorella bibliomane a cui si chiede un consiglio su cosa leggere dopo. Ma i critici sono di più tipi, da quelli detti blurbisti, la cui frase tipica è "il romanzo (racconto-silloge poetica-saggio) che vi cambierà la vita", agli stroncatori. Stroncare è facile, ed è ...
carlo lo re Violetta Lima Luciana Cameli Livia Di Pasquale Leandro Perrotta Ignazio Del Campo Fabiola Foti Alessandro Puglisi
Design & GUI by Mushin | Many Thanks to FamFamFam (icons) & Komodomedia (icons) & chrfb (icons) | WebStrategist (area test) | Hosted by MediaTemple